Rockers’ corner

#11- BASTA 3D!
You’re so boring boring boring…
-TOY STORY 3: La grande fuga (4 pallini su 5): una bella sceneggiatura, un 3D inutile ma 10 euro spesi bene. Usciti dalla sala viene una gran voglia di andare a liberare tutti i vecchi giocattoli che ci hanno allietato l’infanzia e ora vivono reclusi in soffitta.
-COP OUT- Poliziotti fuori: Due sbirri a piede libero (2 pallini–): nonostante la passione per Kevin Smith e per i film di genere questa commedia poliziesca in stile Eddie Murphy (48 ore, Beverly Hills cop) non convince troppo. Non a caso c’è il Tracy Morgan di 30 Rock!
-A-TEAM (2 pallini): meno peggio di quanto ci aspettassimo. A Mr.T non è piaciuto ma a chi negli anni 80 era bambino e se lo guardava su Italia 1 stando sul divano con la famiglia potrebbe essere gradito. Adattamento più riuscito dello Starsky & Hutch con Ben Stiller ed Owen Wilson nonostante i 4 reduci siano sopravvissuti alla guerra in Medio Oriente e non al Vietnam.
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#10- LOST
24 Maggio 2010
La fine… !?
L’occhio che si chiude (logico ma scontato), il purgatorio (era la soluzione più prevedibile, sempre che vogliamo interpretare ciò che abbiamo visto nella maniera più semplicistica ovvero aereo caduto, morti tutti, di nuovo insieme per il paradiso) e tanti interrogativi o incongruenze lasciati senza riposta… Detto questo, una puntata finale giocata sull’emotività ma non insipida.
Adesso cosa si fa il mercoledì sera?
Ma soprattutto se Christian Shephard era il pastore cristiano, chi cavolo rappresenta Charles Widmore? Wid->weed->erba cattiva? Boh…
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#09- Alternate Current/Direct Current
Black Ice European Tour 2010 - 19 Maggio - Udine
Gli AC/DC arrivano allo Stadio Friuli, era dai tempi di Zico che la città friulana non ospitava personaggi di così alto livello.
Non siamo i fan più accaniti della band anglo-australiana ma quando ti capitano in mano 2 biglietti gratis per l’unica data italiana, tra l’altro sold out da mesi, sarebbe stato assurdo starsene a casa.
Prima della band dei fratelli Young si sono esibiti:
Maurizio Solieri (famoso per essere il chitarrista di Vasco Rossi, non pervenuto, siamo arrivati troppo tardi).
Le Vibrazioni (una band che non c’entrava niente, con un impatto scenico e musicale vicino allo zero e logicamente accolta da un finto lancio di oggetti da parte del pubblico. Non vi hanno mai insegnato che non bisogna suonare prima di certi mostri sacri? Anche se ti piacciono e ti fa gola esibirti davanti a quarantacinquemila persone devi startene a casa perchè tutta quella gente non ti vuole vedere! Anzi… Vengono salvati da Pino Scotto, ex-Vanadium, con il quale fanno una cover di Rock’n'Roll dei Led Zeppelin in omaggio al defunto Ronnie James Dio. Pure il vecchio Pino fino a qualche anno fa prendeva sassate in faccia dai metallari , ora grazie a qualche apparizione su Rock Tv in cui parla male dei Tokyo Hotel -non ci vuole tanto coraggio- sembra essere ritornato nelle grazie dei capelloni).
Ore 21.30 inizia lo show e che show.
Angus Young salta come un dannato, sembra che gli anni per lui non passino mai e la chitarra è ormai diventata parte integrante del corpo. Anche la voce di Brian Johnson è il solito gracchio (un po’ meno potente che in passato), brother Malcolm non ha più lo smalto del periodo d’oro ma non molla un colpo e Cliff Williams fa il suo compitino senza invadere spazi altrui. La macchina è talmente oliata alla perfezione che viaggia rockeggiando senza intoppi verso la meta (nonostante qualche rallentamento dello scazzatissimo batterista Phil Rudd).
Il solito treno che irrompe sul palco, la solita campana che scende dal cielo, il solito spogliarello, i soliti cannoni e fuochi artificiali e la solita piattaforma che si alza e abbassa su cui Angus si dimena… e la solita scaletta!? Hanno talmente tanti classici che solo con quelli occupano un’ora e mezza, meglio non lamentarsi e godersi sing-a-long memorabili come quelli di T.N.T.!!!
In questo caso vale il vecchio adagio “niente nuove, buone nuove” perchè sono proprio i pezzi estratti dall’ultimo disco a spegnere l’entusiamo degli astanti.
Almeno una volta nella vita vanno visti, logicamente con indosso le corna rosse lampeggianti, divertimento garantito!
La scaletta: Rock’n'Roll Train, Hell Ain’t a Bad Place to Be, Back in Black, Big Jack, Dirty Deeds Done Dirt Cheap, Shot Down In Flames, Thunderstruck, Black Ice, The Jack, Hells Bells, Shoot to Thrill, War Machine, High Voltage, You Shook Me All Night Long, TNT, Whole Lotta Rosie, Let There Be Rock. Highway to Hell, For Those About To Rock.
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#08- Si ritorna al cinema
Non tutte le ciambelle…
Abbiamo evitato come la peste il troppo pubblicizzato Avatar, siamo stati alla larga da Paranormal activity, non abbiamo avuto il coraggio di provare il Peter Jackson di Amabili resti, ci siamo persi Invictus di Eastwood e avremmo voluto vedere Fantastic Mr Fox (Roald Dahl) di Wes Anderson.
Non c’è restato altro che dedicarci a tre blockbuster firmati Tim Burton, Martin Scorsese e Jon Favreau.
Alice in Wonderland (un pallino): sulla carta un flim da Tim Burton, in pratica un film che di burtoniano non ha niente. Dei libri di Lewis Carrol: “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio” c’è solo lo spunto, di personaggi borderline che diventano eroi neanche la traccia e, per l’ennesima volta, il 3D non aggiunge niente se non quache euro sul costo del biglietto. Johhny Depp è fuori ruolo, come in Willy Wonka, e riesce a peggiorare il tutto quando da vita a quella ridicola danza finale.
Shutter Island (due pallini): Scorsese pesca nel repertorio di Dennis Lehane (Mystic River) per un buon thriller claustrofobico e psicologico. Ambientato in un penitenziario per malati psichici su un’isola deserta, la storia cammina sul filo della tensione ed il gioco di specchi è ben riuscito.
Iron man 2 (un pallino+): Il primo era divertente, poteva piacere sia ai cultori del fumetto che agli appassionati di effetti speciali, questo seguito invece è una noia mortale. Personaggi senza spessore eccetto Tony Stark (che però ha già dato abbastanza nel capitolo uno della saga quindi risulta ripetitivo). Solo azione ed effetti speciali. Si da sfogo alla cultura nerd dopo i titoli di coda con Nick Fury, Thor e Vendicatori.
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#07- Io e il Rock!
Joe Sacco
Finalmente anche nelle librerie e fumetterie italiane arriva l’antologia degli anni più rock della carriera di cartoonist del bravo Sacco.
In queste pagine troverete Joe in tour con la mitica garage band dei Miracle Workers, alle prese con vecchi bluesman e con altre sfaccettature del mondo musicale quindi molto lontano dalla scena politica della quale si occupa oggi!
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#06- No more R’n'R swindle!
Malcolm Mc Laren (22 gennaio 1946 – 8 aprile 2010)
Se n’è andato anche il più grande truffatore della storia del Rock.
Manager di New York Dolls, Sex Pistols, Bow Wow Wow, Adam and the Ants e altri, compagno di Vivienne westwood nel lancio dell’estetica punk e tra le tante altre cose (regista, produttore cinematografico, ecc.) musicista di poco successo, nonostante un paio di apparizioni nelle top 10 delle charts britanniche.
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#05- You Get What You Deserve
Alex Chilton (28 Dicembre 1950 – 17 Marzo 2010)
Questa parte del sito più che una sezione di musica sembra la pagina degli annunci mortuari! Un altro eroe della nostra gioventù ci ha lasciati. Alex Chilton grande chitarrista dei Big Star, una delle migliori band power-pop-rock degli anni 70.
Da ricordare anche il suo disarticolato progetto solista, il contributo dato ai Panther Burns di Tav Falco o ai Posies, i primi lavori con i Box Tops (anni 60), la produzione delle prime registrazioni dei Cramps e i Devilles, la band degli esordi.
Per farvi un’idea del suo immenso talento vi consigliamo:
BIG STAR- 3rd (1975, ristampato con bonus come Sister Lovers): il capolavoro
BIG STAR- #1 Record (1972): l’album power-pop
BOX TOPS- The Letter/Neon Rainbow (1967): 60’s pop-soul
ALEX CHILTON- No Sex (1986): rock’n'blues
TAV FALCO’S PANTHER BURNS- Behind the Magnolia Curtain (1982): psych-country
CRAMPS- Gravest hits (1979): nasce il voodoo-billy
Big Star- In Space 2005 (scritto minuscolo perchè non sono i veri Big Star ma la reunion con Jon Auer e Ken Stringfellow dei Posies)
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#04- Spegniamo la TV!!!
I nostri cinque film di Sidney Lumet per le giornate di neve o le domeniche col blocco del traffico
Riferimenti a sesso in ogni dove ed eterna campagna pubblicitaria di superflui oggetti lussosi si contrappongono ad una patetica inquisizione ai danni di un ignorante bestemmiatore.
La bestemmia non sarà una bella cosa ma nelle stesse trasmissioni vengono dati esempi di vita ben peggiori.
Avete presente una mutanda sporca alla quale viene data una pitturata di bianco? Così è la nostra società!
Personaggi dalla dubbia moralità che balzano all’onore della cronaca e lasciano intendere al popolino che chiunque, senza nessun merito, possa diventare ricco e famoso.
Una scena politica che è in realtà una scenetta degna dei film di natale. Si vedono grandi personaggi che si trasformano in uomini piccolissimi sputtanandosi per una scopatina e ragazze disposte a tutto (tranne studio e gavetta) pur di fare anche la cosa più insulsa sul piccolo schermo.
In casa propria ognuno può fare quello che vuole (nei limiti della legalità) ma se si è una persona nota o una che ha obblighi verso la comunità occorre essere un esempio di rettutudine, rappresentare il meglio della società e non essere uno specchio del peggio.
Una volta che si viene scoperti con le mani nella marmellata dovrebbe esserci il buon gusto di sparire dalla scena pubblica.
Le tante “polo” (il buco con la carne intorno) che incastrano politici, sportivi e uomini di Tv non dovrebbero diventare delle star ma essere trattate per quello che sono, nullità!
Non siamo migliori di nessuno e non ci va di dare consigli di vita, ci limitiamo ad osservare come qualche anno fa ci si vendesse per vera gloria o per tanti soldi, ora ci si accontenta di pochi spiccioli e di visibilità che sia una comparsata in TV di pochi secondi o una foto su una rivista in compagnia di un (supposto) VIP.
Quindici minuti di celebrità non si negano a nessuno. Qualunquismo? Può darsi ma ora vi sveliamo un po’ di retroscena.
Anzi prima i 5 film che ci hanno fatto compagnia in questi giorni:
1. NETWORK- Quinto Potere (1976)
2. SERPICO (1973)
3. TWELVE ANGRY MEN- La Parola ai Giurati (1957)
4. DOG DAY AFTERNOON- Quel Pomeriggio di un Giorno da Cani (1975)
5. MURDER ON THE ORIENT EXPRESS- Assassinio sull’Orient Express (1974)
Ora spettegoliamo un po’.
Qualche settimana fa una nota trasmissione di denuncia Mediaset manda un servizio sul crac, sulla scia delle dichiarazioni di Morgan ex-Blu Vertigo/Golden Age ed ex nostro compagno di “fumate” circa 10 anni fa, prima che lui diventasse una star e noi quasi straight edge.
Il fato vuole che il personaggio auto-denunciatosi dipende dalla droga è riconoscibilissimo per noi che in qualche modo, girando per concerti, bazzichiamo la cosiddetta scena rock underground.
Il giorno dopo tra amici non si parla d’altro e vengono fuori alcuni gossip succosi, tutti da verificare ma credibili conoscendo gli attori di questo racconto.
Il “tossico” ha conosciuto alcuni della trasmissione nei locali che frequenta e tramite leccate di sedere è riuscito ad ottenere una parte in uno dei loro servizi.
I problemi con la droga del tipo sono reali ma il reportage è tutto costruito a tavolino, ad esempio il ragazzo che fa la parte dello spacciatore è un altro nostro conoscente che, invece di portargli sostanze stupefacenti, gli allunga del sale da cucina.
Il volto del nostro non-amico “tossico” era fin troppo riconoscibile, per di più suo papà è un uomo politico quindi il video viene fatto sparire da internet in tutta fretta.
Alcuni dicevano che per il servizio era stato pagato, altri dicevano che era impossibile, bene… Nell’ultima puntata di questa trasmissione la musica di uno degli stacchetti era un brano della band del “tossico” in questione… Che dite, sarà un caso?
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#03- The Criterion Collection
Per tutti gli amanti del cinema…
Su suggerimento di un amico cresciuto a pane, Ramones e Jodorowsky vi introduciamo al mondo Criterion. La collezione in questione è volta al recupero, restauro e rimasterizzazione di diversi classici del cinema mondiale. Ogni uscita contiene il film nel formato originale cinematografico accompagnato da succosissimi extra, director’s cut e curiosità! Su Amazon si può acquistare il cofanetto (semi-antologico) “Holyday gift set” con oltre 280 DVD al prezzo di circa 4.000 euro.
www.criterion.com
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#02- Poco Cine Molto Panettone
Christmas with the yours, Easter what you want…
Nonostante la Nintendo Wii stia azerando la nostra vita pubblica e, ancora più importante, quella sessuale abbiamo trovato modo di andare a vedere qualche filmino ad alto budget. Ma perchè nelle nostre zone ci sono solo multiplex e neanche un cinema serio?!
Christmas Carol (quattro pallini su 5): c’erano tutte le carte in regola per essere un film pacco: inquietanti volti dei personaggi da verdose di motion capture, proiezione in 3D al costo di 10 euro e la regia di Robert Zemeckis reduce da boiate come La leggenda di Beowulf o Polar Express! Invece l’ennesima riproposizione del “Canto di natale” è un’opera ben riuscita, pur sapendo cosa succederà ci si commuove e si ride tra un effetto speciale e un attimo di suspense.
Sherlock Holmes (tre pallini su 5): Guy Ritchie, liberatosi dall’ombra della ex-moglie, torna alla regia e lo fa con un film ad alto budget. Il suo stile anglo-gangster-pulp si presta bene a questa riscoperta dell’originale Holmes tracciato da Conan Doyle. Sulle scene vedrete uno Sherlock più d’azione e più tossico di quanto avreste potuto immaginare. Anche in questo caso, come per il binomio Rourke-The Wrestler, le vicende reali del protagonista Robert Downey Jr. si riflettono in quelle del personaggio interpretato.
Wolfman (due pallini su 5): In epoca di remake e ritorni sulle scene non poteva mancare l’Uomo Lupo della Universal. Il film in sè non è altro che una riproposizione, priva di stile, del classico con Lon Chaney quindi risulta un po’ inutile. Si poteva giocare di più sulla psicologia del personaggio interpretato da Benicio Del Toro. Pollice su per gli abiti curati da Milena Canonero (già collaboratrice di Kubrick), per il trucco molto tradizionale di Rick Baker (Guerre Stellari, Un lupo mannaro Americano a Londra ed Ed Wood) e le musiche di Danny Elfman (ex-Oingo Boingo e curatore delle soundtrack di Tim Burton e Simpson), anche se a tratti molto simili al Dracula targato Coppola. Pollice giù per la fotografia con banalissime riprese fatte di fondo azzurrastro, nebbia e protagonisti in penombra. Cheers!
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#01- JAY REATARD R.I.P.
Jimmy Lee Lindsey Jr. (1 Maggio 1980 – 13 Gennaio 2010)
Se ne è andato nella notte per cause ancora da appurare (sarà mica overdose?) una delle stelle nascenti del rock americano.
Musicista di talento e dal carattere non facile, cresciuto a Memphis sotto l’ala protettrice di Eric Oblivian della Goner Records e svezzato con il meglio della musica underground.
Già a 15 anni incideva dischi con la lo-fi punkrock band dei Reatards ma il vero successo lo raggiunse più tardi con i Lost Sounds, band synth-punk che vedeva alle tastiere la sua compagna di allora Aljcia Trout.
Ultimamente stava incantando il mondo dell’indie-rock con il proprio progetto solista.
Altre band di Jay che vale la pena conoscere: Nervous Patterns, Final Solutions, Digital Leather, Angry Angles, Terror Visions e Bad Times.
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