Chi siamo

Questo sito non ha nessun intento, pretesa o velleità di insegnare qualcosa. Al giorno d’oggi sono tutti esperti di musica, cucina, cinema, cioccolato, poesia, fotografia, ecc. quindi come potremmo mai spiegare qualcosa a questi “soloni”, agli esperti di tutto lo scibile umano creati da internet e non solo? Siamo studiosi della materia, ci piace parlarne ma restiamo consapevoli di avere ancora molto da scoprire; con il nostro piccolo bagaglio di esperienza e soprattutto golosi di conoscere ci mettiamo a tavola sperando di essere guidati in un viaggio culinario (ma non solo) del quale godremo a lungo. Non siamo di quei clienti che cercano subito di entrare nelle grazie del maitre per ottenere favori o di quelli che vogliono fare una tavola rotonda con lo chef, sono faccende che non aggiungono spessore alla nostra visita in un ristorante, a noi piace l’idea di passare “inosservati” ovvero nè troppo coccolati nè tristemente snobbati.

Perchè Rockers Go To Restaurant? Rockers perchè sono anni che ci occupiamo di musica, soprattutto quella underground (che brutto termine), gestendo un’ etichetta discografica indipendente, una distribuzione e tutte le attività ad essa connesse. Quella della ristorazione è invece una passione nata con gli anni, un po’ per tradizione di famiglia e un po’ per voglia di conoscere il mondo anche attraverso la cucina.

Abbiamo deciso di mettere le nostre opinioni on-line perchè crediamo di poter offrire un punto di vista diverso, non migliore ma forse più onesto, a quello di molti altri siti del genere in quanto nessun ristoratore (per ora) sa che faccia abbiamo, non siamo pagati da alcuno e non abbiamo sponsor o legami o conflitti di interesse con i locali di cui ci occupiamo. Inoltre essendo giovani, vestendo generalmente abbastanza sportivo e avendo un look un po’ “particolare” potremmo essere soggetti ad una sorta di discrimanzione da gestori (non professionali) abituati ad avere a che fare con industrialotti, Raspelli o Altissimo Ceto di turno (con tutto il rispetto per gli esperti appena citati ma quando si è conosciuti, quando si va a tavola con taccuino o macchina fotografica si “rischia” di ottenere un trattamento di favore). La nostra vuole essere una voce in più sul web, è il diario che raccoglie le opinioni di una coppia qualunque che entra in un ristorante per la prima volta senza obblighi o doveri, tipo quello di affrontare per forza il menu degustazione (anche noi lo consideriamo il vero biglietto da visita dello chef ma resta il fatto che tutti i piatti in lista, anche i “meno classici”, hanno il dovere di essere di qualità e ”garantiti” da chi sta in cucina).

Differenza tra trattoria e ristorante? Come si fa a pagare 200 euro a testa per mangiare? Si può chiamare uno chef maestro? … Sono tanti gli interrogativi che ci siamo posti prima di iniziare a scrivere di cucina, tra i quali anche quelli più, diciamo così, etici. La nostra risposta penso non valga solo per la cucina ma per tutte le attività umane. La cosa fondamentale è il RISPETTO, il titolare del locale dovrebbe sempre trattare tutti i clienti allo stesso modo e viceversa il cliente non devrebbe essere eccessivamente pretenzioso nelle richieste. Altrettanto basilare è la MERITOCRAZIA, non basta avere un bel locale per essere un buon locale, è inutile fare abbinamenti di ingredienti strani solo per giustificare un conto da capogiro insomma non ci si può improvvisare cuoco solo perchè gli amici adorano i tuoi manicaretti, si deve fare della dura gavetta, magari in giro per il mondo, prima di considerarsi pronti ad aprire un proprio ristorante (e a far pagare determinate cifre). Per progredire bisogna mantenere la MODESTIA, il profilo basso e la curiosità che si aveva quando si è iniziato a lavorare altrimenti anche i buoni giudizi rischiano di diventare dannosi. Dalla trattoria di borgata al 3 stelle Michelin l’EDUCAZIONE non deve mancare. Non sono contro gli chef televisivi ma gradirei che fossero presenti al locale nei giorni di apertura, questa mancanza secondo me è una “offesa” verso la propria clientela, che non va vista solo come una American Express con le gambe. Ogni lavoro ha la sua DIGNITÀ, non è una questione di quanti soldi si guadagnino o di quante persone ti ammirino, così penso che sia eccessivo chiamare uno chef in una maniera diversa o trattarlo da star, bisogna restare sempre con i piedi per terra e concentrarsi sul proprio lavoro senza eccedere in effimere frivolezze. Ci sono ottimi artigiani della cucina sparsi sulla penisola (isole comprese) che odiano sentirsi chiamare chef, che non appaiono in TV perchè non vogliono perdere il loro tempo in stucchevoli teatrini, a cui non frega niente della popolarità (e anche di qualche denaro in più) derivante dalla frequantazione di salotti bene o di amici giornalisti ma grazie alla loro esperienza sanno manipolare le materie prime meglio di tanti blasonati video-cuochi. L’ultimo capitolo di questa divagazione è quello sul dare il giusto VALORE alle cose e qui ognuno decide per se stesso. Sono IO l’unico che può discriminare se una certa esperienza o un oggetto può valere quella cifra o no, che sia un disco in vinile o una cena o un abito. Se l’andare in un ristorante lo intendo come un premio che faccio a me stesso, cercherò un posto in cui penso mi troverò a mio agio, compatibilmente con le mie disponibilità economiche. Se in un ristorante vi è la media di un cameriere (o addirittura di un cuoco) a tavolo non posso pretendere di pagare poco dato che ogni fattore ha un costo, dalle materie prime alla cantina passando per il personale (Monsieur de Lapalisse, ma questo lo dico per andare contro una certa categoria di persone che giudica male un ristorante solo perchè ha pagato tanto… a volte succede anche il contrario, c’è chi va in certi posti solo per il lusso e non per il cibo ma è un altro discorso che meriterebbe spazio in un trattato di sociologia). Per tutti questi motivi abbiamo deciso di mantenere uguali i criteri di giudizio per le varie tipoligie di locale, non esistono scuse che permettano a qualche gestore di non trattare con la dovuta cura il cliente educato così come noi non ci permetteremmo mai di maltrattare con le nostre recensioni un ristoratore corretto.

Ora, messe le carte in tavola, giusto per farci conoscere un po’, non ci resta che augurarvi “buon appetito” (ok, non sapevamo come chiudere, scusate).

Se qualcuno ci volesse contattare, può farlo inviando un’ e-mail a: info@rockersgotorestaurant.com
Essendo questo sito una nostra creatura aggiornata nei momenti liberi e non fatta per obbligo abbiamo preferito bloccare la possibilità di commenti per evitare stucchevoli litigate internettiane su una cosa che per noi non ha intenti pedagogici.
Ci spiace non curare il sito a dovere ma un po’ il lavoro e, a volte, la voglia ci impediscono di aggiornare costantemente le recensioni, spesso capita di farne magari quattro o cinque lo stesso pomeriggio con un impoverimento della qualità lessicale e della creatività, altre volte capita di dire “lo sistemo dopo…” o “commento meglio quel piatto appena posso…” ma poi ce ne dimentichiamo. Speriamo comunque sia apprezzata la costanza e la volontà.