Ortica

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 3:18 pm on Sabato, Giugno 19, 2010

Via Capuzzi, 3
25081 Bedizzole (Bs)

tel: 030.6871863
www.ristoranteortica.it

Cucina: 38 / 50
Cantina: 7.5 / 10
Contesto: 3 / 5
Sala: 4 / 5
Gestione: 4 / 5
Servizio: 4 / 5
Mise En Place: 2 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 7 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3

Bonus: 2
Extra: 0

TOTALE : 77.5 / 110

Costo: €€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: primavera 2010
Uff… Recuperare 5 recensioni in 5 giorni non è stato facile!
Speriamo abbiate apprezzato almeno la sinteticità.
Snocciolando la biografia del ristorante Ortica vi segnaliamo lo spostamento da Manerba del Garda alla più placida Bedizzole, l’apertura di un ristorante di cucina italiana in Olanda e che nel pedigree dello chef Piercarlo Zanotti c’è un passaggio nel nostro caro Esplanade di Desenzano.
Stella Michelin confermata anche dopo il trasloco dalla movida estivo-turistica del lago.
Immaginiamo che lo chef sia stato spinto in un piccolo centro come Bedizzole dalla volontà di lavorare in maggiore tranquillità senza rincorrere mode e clientela stagionale.
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Locale e personale sono elegantemente accoglienti, bella la cucina a vista con i mattoni (in stile Lucanda) e mise en place di buon gusto.
L’aperitivo proposto non è il Franciacorta che ci si potrebbe aspettare ma un vino che mantiene il legame di questo ristorante con il Lago di Garda:
Lugana DOC Spumante Brut Ca’ Maiol Metodo Classico dell’Azienda Provenza
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Come stuzzichino viene servito:
Salmone marinato
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Il menu si articola in carta e percorsi veri (aperitivo e coperto compreso):
Il mercato oggi come crudo propone (40 euro)
Pranzo (27 euro)
Degustazione (60 euro)
Territorio (45 euro)
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In abbinamento al menu ci hanno proposto un gran bel vino dell’onnipresente Azienda Agricola Provenza di Desenzano del Garda: Lugana DOC Molin Vigneti Storici
Arriva qualche panino niente male…
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Il menu degustazione non elencava i piatti quindi per noi sarà tutto una piacevole sorpresa:
Mousse di Gorgonzola con sedano croccante
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Il filetto di Barbina al coltello con insalatine e olio del lago immagine-039.jpg

Il cuore di baccalà cotto all’olio con caponata di verdure
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…o in alternativa per chi non apprezza il pesce:
L’insalata di fegato d’oca al vino passito con pan brioches
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Code di gamberi
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Risotto zafferano e porcini (mantecatura all’olio)
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Tagliata di tonno con salsa piccante
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Mousse di cioccolato fondente con fragole fresche
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Caffè e piccola pasticceria
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Lo chef Zanotti propone una cucina garbata senza esoterismi, tutto fila liscio e nella massima armonia dei gusti.
Passaggi memorabili non ce ne sono ma siamo gente capace di apprezzare una cucina ordinata (non ordinaria) e pulita (non nel senso igienico).
L’olio delle zone circostanti la fa da padrone,  un piccantino o aromaticità decisa qua e là e tanta solidità dettata dall’esperienza.
Lo staff di sala si muove con agio, non è invadente ma se coinvolto diventa una compagnia piacevole.
Carta dei vini ben costruita, con una giusta valorizzazione dei prodotti locali.
Si potrebbe chiedere di più? Forse… ma non tutti nella vita vogliono diventare Carlo Cracco.
Abbinamento musicale con una band che avrebbe potuto sfondare me che quando era giunto il momento di raccogliere i frutti ebbero la brillante idea di sciogliersi. Parliamo di quella brillante pop/alt-60s-rock band degli HOUSEMARTINS autori di un delizioso album come “London 0 Hull 4″ (1986). Il titolo prende ispirazione dalla loro provenienza, perchè erano in 4 e perchè si autoproclamavano la quarta grande band di Hull dopo Red Guitars, Everything but the girl e Gargoyles. Il brano che li portò in cima alle classifiche fu la cover di “Caravan of love” degli Isley Brothers (non appare su nessun studio album ma solo su raccolte o in versione singolo). Ben superiore alla media fu la loro capacità di scrivere brani pop lontani dai cliches dell’epoca (tanta era l’attrazione verso i gruppi vocali degli anni cinquanta e sessanta) e di girare video decisamente “nerd & cool” come quello di “Happy hour” con i pupazzetti ancheggianti o “Build” dove vengono murati vivi. Per l’angolo dei trivia: Norman Cook (Fatboy Slim) fu il loro bassista più famoso pur non essendo un membro originario.

PS: update su LA GREPPIA (Parma):  www.rockersgotorestaurant.com/?p=46

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