San Rocco (ristorante)

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 2:45 pm on Sabato, Giugno 19, 2010

Via Gippini, 11
28016 Orta San Giulio (NO)

Tel: 0322.911977
www.hotelsanrocco.it

Cucina: 38 / 50
Cantina: 7.5 / 10
Contesto: 4.5 / 5
Sala: 4.5 / 5
Gestione: 3 / 5
Servizio: 3 / 5
Mise En Place: 2 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 6.5 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 2.5 / 3

Bonus: 2
Extra: 1

TOTALE : 78.5 / 110

Costo: €€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: primavera 2010
Per i più Orta San Giulio viene abbinato alla grande Villa Crespi ma, da qualche anno a questa parte, una nuova realtà sta sgomitando per emergere: l’albergo-ristorante San Rocco.
Questo albergo, di cui vi avevamo parlato alcuni anni or sono, nasce dalla fusione di una storica villa barocca con un ex-monastero del Seicento.
Il ristorante ha sede nella propagine che si affaccia sul lago e la vista di cui si può godere è veramente un asso nella manica. Ancora più importante è il jolly pescato dal mazzo degli chef in cerca di una fissa dimora e qui parliamo del bravo Paolo Viviani. p1020976.jpg

Gli ambienti, la mise en place e i pani sono di medio-buon livello, il servizio è un po’ troppo “alberghiero” e la carta dei vini andrebbe meglio redatta.

Decidiamo di berci uno Chassagne Montrachet Domaine Michel Niellon (la carta non riportava l’annata e quello che ci hanno recapitato era un 2004, non il massimo in materia di Borgogna, anche il tappo non era in grandi condizioni di conservazione e purtroppo non era neppure la premiere cru di Clos St. Jean)

Sono cose che evidenziamo non tanto per trovare l’ago nel pagliaio ma per spronare questo locale a migliorarsi nelle piccole accortezze in quanto si respira nell’aria la voglia di potenziarsi e scalare i ranking delle varie guide.
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Il benvenuto (vedi sotto) chiediamo di accompagnarlo con delle bollicine, ci propongono del Prosecco, chiediamo del Franciacorta e ci portano un Trento Doc (vabbè…).
Patè di foie gras
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Incominciamo il nostro percorso alla carta (da segnalare diversi  menu: di carne, di pesce e gli apprezzabili vegetariano o senza glutine):
Toma del Mottarone dorata al Mais giallo, confettura di cipolle rosse
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Risotto olimpico (è un risotto vero e proprio, non un riso, mantecato allo zafferano ed accompagnato da un riso al salto servito col midollo e una crema di parmigiano, aceto balsamico e tartufo. Olimpico perchè con questa preparazione lo chef ha vinto le Olimpiadi del Riso organizzate a Valencia dall’Academie Internationale de la Gastronomie)
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Totanetti e mazzancolle su mozzarella di bufala liquida, al nero di seppia
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Sorbetto al frutto della passione in coppa Martini
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Sotto il carrello dei formaggi e quello dei dessert: p1020993.jpg

Un pasto che fila via lineare, con qualche colpo di genio che mette in mostra le doti di questo chef dal brillante avvenire.
Non tutti i piatti possono essere da premio ma siamo sicuri che con un po’ di pazienza e precisione in più possa nascere un sano antagonismo con Villa Crespi come quello che esiste a Senigallia tra Uliassi e Cedroni.
Le cose da migliorare dal servizio alla carta dei vini le abbiamo già anticipate e non ci va di rimarcarle perchè parliamo usando come metro di giudizio quello usato per ristoranti già stellati.
Abbinamento (benaugurale) con i They Might Be Giants del primo album (omonimo, 1986) nel quale la band diede vita ad un sarcastico alternative-bubblegum-rock devoto al genio di Frank Zappa.

La recensione dell’albergo è qui: www.rockersgotorestaurant.com/?p=307

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