Lucanda
c/o Devero Hotel
Largo Kennedy, 1
20040 Cavenago di Brianza (MB)
Tel: 02.95335268
www.deverohotel.it/it/ristorante_la_lucanda.htm
Cucina: 43 / 50
Cantina: 8.5 / 10
Contesto: 2 / 5
Sala: 4.5 / 5
Gestione: 4.5 / 5
Servizio: 4.5 / 5
Mise En Place: 2.5 / 3
Pane: 2.5 / 3
Coccole: 2.5 / 3
Dolci: 9 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 2.5 / 3
Bonus: 3.5
Extra: 1,5
TOTALE : 93 / 110
Costo: €€€
Rapporto qualità / prezzo: B
Ultima visita: Inverno 2010 (+update: primavera 2010)
A San Valentino non era andato in porto il nostro ritorno alla tanto cara Lucanda ma approfittando dell’offerta targata Le Settimane del Gusto ci rifacciamo sotto.
Cerchiamo di non pensare alla patata OGM della Basf che la Commissione europea ha reso coltivabile e puntiamo dritti verso la Brianza.
Da quando lo chef Luca Brasi (nell’estate 2008) si è trasferito nella nuova sede a pochi metri dal casello autostradale di Cavenago/Cambiago (sulla A4) non c’è stato più modo di incrociare le nostre strade.
Non deve essere stata una scelta facile quella di abbandonare il placido bergamasco per guidare la cucina di questo ambizioso ristorante situato all’interno del Devero Hotel.
Il lussuoso albergo è situato alle porte di Milano anche se politicamente rientra nella nuova provincia di Monza Brianza.
Struttura e ambiente circostante svelano una location destinata ad una clientela d’affari che vuole staccare la spina dalla nevrotica Milano.
Arrivati di fronte all’albergo si può decidere se lasciare l’auto in strada per poi prendere l’ascensore e scendere al ristorante o seguire le indicazioni dell’hotel, parcheggiando nello spazio coperto al piano inferiore e da lì accedere alla sala da pranzo.

La piscina illuminata, soprattutto nel periodo estivo, fa da sfondo alle serate targate Lucanda.
Parliamo solo di cene in quanto non è previsto un servizio a pranzo, anche se a questa mancanza sopperiscono altre strutture interne al Devero Hotel.

Mentre scendiamo in ascensore possiamo dare un’occhiata alla carta sulla quale sopravvivono ancora alcune portate del periodo di Osio Sotto.
Ci sono poi i vari menu, La Grande Degustazione di Luca (8 portate) a 90 euro…

… un altro da 5 portate a 70 euro…

…e soprattutto c’è da sottolineare la presenza delle sempre più richieste mezze porzioni.

Un personale efficiente (con alcune facce già viste ad Osio Sotto garanzia di continuità) ci accoglie e ci fa strada in sala, i tavoli sono ben distanziati ed il gioco di drappeggi e vetrate crea ambienti intimi e raffinati.
C’è pure una intrigante cucina a vista.

I colori della sala ricordano quelli della vecchia sede mentre quelli degli abiti dei camerieri (belli, per dio…) rimandano ai cugini interpretati da Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu.
Il settaggio della tavola da pranzo è un connubio di comodità e classicismo.

Il sommelier si limita a chiederci se preferiamo pesce o carne prima di dare il via al Menu de La Settimana del Gusto.
Piano sequenza del nostro pasto “segreto” (50 euro, vini inclusi):
Prosecco di Valdobbiadene DOC Extra Dry Azienda Bianca Vigna

Sushi di spada e Mozzarella in carrozza

Panini e cracker vari, di ottima fragranza e gusto

Crema di ricotta con gelato al gambero

Mosciame di pesce azzurro con scarola dei colli

Carciofo di Albenga con animelle in dolce contrasto, servito con caramella all’aceto

Paccheri cotti nella zuppa di pesce

Casoela laccata agli agrumi con verza stufata

Cremoso di pistacchi con gelato all’arancio

Tiramisu…

…scomposto

Cioccolato secondo Corrado con gelato al biscotto

Piccola pasticceria e caffè

Vini:
Grechetto di Todi Poggio Belvedere 2007 Umbria IGT di Arnaldo Caprai
Vermentino di Gallura DOCG Capichera 2007 (E’ il primo Vermentino al mondo e anche il primo vino bianco sardo ad essere stato vinificato in barriques)
Marciliano Azienda agricola Falesco 1999 (Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc dall’Umbrai)
Moscato Passito Perseo Valcalepio di Cantina Sociale Bergamasca 2006
Una paparazzata al carrello dei dessert:

Lo chef Brasi resta, per noi, uno dei talenti più sottovalutati d’Italia, ha avuto i suoi bei riconoscimenti ma non è mai tra i più osannati.
Poco innovativo per gli amanti della sperimentazione e non abbastanza classico per i tradizionalisti.
Se alla grande cucina aggiungiamo la bella location, l’alta professionalità di servizio e le ottime doti del sommelier fa quasi ridere che certe guide lo releghino ad un ruolo di comprimario.
Questo ristorante potrebbe crescere ancora, lo chef è ancora giovane e di talento ne ha, poi il livello qualitativo e di freschezza delle materie prime potrebbe fare l’ultimo salto e raggiungere l’eccellenza (ci manca poco).
Se tra le note negative c’è da segnalare solo il lampadario, vuol dire che potete andare tranquilli ad investire i vostri sudati risparmi.
Il lampadario non lo segnaliamo per la bruttezza ma perchè già visto in altri ristoranti (Le Robinie, ma non solo) e fa un po’ ridere un certa uniformazione del gusto da chi dovrebbe averne uno proprio ben definito (almeno a livello culinario) e divulgarlo… ma cosa stiamo dicendo?! Sono chef, non designer.

Prima delle Toilet Chronicles, vogliamo ricordarvi che è aperta a tutti la possibilità di fare acquisti nella ricca cantina.

La Lucanda in quel di Cavenago è diventata una sorta di piccolo Louis XV, tanti indizi (tra i quali gli ottimi dessert, l’essere interni ad una struttura alberghiera, gli squisiti panini, il servizo inapputanbile, ecc.) rimandano al titano della ristorazione di Monte Carlo.
Come salutarci sceglietelo voi mandando un sms (servizio in abbonamento):
a. “God bless you”
b. “Take care of business”
c. “Elvis has left the building!”

Vi lasciamo in appendice la nostra recensione targata Inverno 2007 quando Luca Brasi la faceva ancora da padrone nel bergamasco e noi eravamo più principianti di oggi.
La valutazione complessiva attuale è maggiore di ben 4.5 punti nonostante il ristorante abbia perso il fascino “domestico” di Osio Sotto.
Per la cronaca nella vecchia sede della Lucanda è sorto un nuovo ristorante tale Civico 17 dove ai fornelli si fanno valere due allievi dello chef Brasi.
Nella pagina dove c’era la vecchia recensione della Lucanda abbiamo deciso di rendere omaggio ad un celeberrimo Chef ora “inattivo”.
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Via Risorgimento 15,
Osio Sotto (BG)
www.lalucanda.it
tel. 035.808692
Cucina: 42
Cantina: 8
Contesto: 3
Sala: 5
Gestione: 4,5
Servizio: 4,5
Mise En Place: 2,5
Pane: 2
Coccole: 2
Dolci: 8
Caffetteria: 2
Presentazione piatti: 3
Bonus: 2,5
Extra: 0,5
TOTALE : 89.5 / 110
Costo: €€€
Rapporto qualità / prezzo: B
Siamo in un modesto paese del Bergamasco ma una volta suonato il campanello di questo stellato Michelin veniamo invitati a visitare un ristorante che di modesto ha ben poco, in senso positivo.
Il soffitto con travi in legno deve aver ispirato il nome, lasciamo le giacche e scopriamo da un biglietto da visita al desk che il locale si trasferirà presto nel milanese.
Torniamo a bomba, ci troviamo in una sala abbastanza grande con tavoli posizionati a debita distanza l’uno dall’altro, riusciamo ad intravedere attraverso un drappeggio alle nostre spalle un’altra stanza.
Essendoci andati in periodo pre-natalizio sul tavolo fa la sua imponente presenza una palla rossa con una discutibile base ricoperta di pluriball.
Il servizio è inappuntabile, la carta è variegata e prestigiosa, la cantina è da serie A.
Abbiamo gustato:
-FANCY
Crema di riso con tuorlo mantecato al tartufo bianco d’Alba (mi è rimasta nel cuore)
Tortelli di mandorle con tartufo bianco d’Alba
Casola con verze agli agrumi
Tiramisu scomposto
-KID
Capù della mia Clusone
Gnocchetti di polenta con crema di ricotta e tartufo bianco d’Alba (eccellenti nel tragito ma lasciano la bocca un po’ impastata alla fine)
Manzo stufato con tartufo bianco d’Alba adagiato su letto di cipolla
Gelato alla vaniglia con creama di cioccolato
L’idea dello chef è chiara, pochi ingredienti di cui alcuni nobili (pezzo forte della nostra cena un ottimo tartufo bianco d’Alba) ma combinati e cucinati con la massima competenza.
Sontuoso carrello dei formaggi, prima del dessert c’è stata servita una digestiva Granatina al The.
Siamo curiosi di vedere come si svilupperanno le vicende di questo ristorante una volta approdato nella nuova e, immaginiamo, più ambiziosa sede.
VIOLENT FEMMES “s/t” (1982) per la sua combinazione tra stuzzicante tecnica e talento innovativo è il perfetto alter-ego musicale di questo ristorante!
Ad Aprile 2010 un fulmine a ciel sereno:
“si comunica alla Spettabile Clientela, alla Stampa ed agli utenti tutti che Devero Ristorazione srl, cessato il rapporto con lo Chef Brasi Luca, sta realizzando e sviluppando – grazie alla creatività di nuovi talenti – eventi di alta cucina con servizio al top della ristorazione italiana nel prestigioso ristorante stellato “la Lucanda”, situato all’interno del suggestivo Devero Hotel.”