Appetitissima

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 10:18 am on Sabato, Luglio 31, 2010

Borgo Goldoni, 4/b
43121 Parma

Tel: 0521.239164

-Qualità: S.V. / 10
-Posizione: S.V. / 5
-Ambiente: S.V. / 5
-Personale: S.V. / 5
-Appeal: S.V. / 5

Rapporto qualità / prezzo: S.V.

TOTALE : S.V. / 30

Ultima visita: Inverno 2010
Questa recensione viene fatta postuma.
La pizzeria d’asporto di cui parliamo oggi non esiste più o almeno, dato che non bazzichiamo Parma da un po’, non è più di proprietà di un nostro amico.
Siccome non volevamo fare marchette o creare una sorta di P3 nel mondo della critica gastronomica non abbiamo mai neanche accennato a questa piccola realtà.
The rise and fall si diceva…
Abbiamo visto il simpatico gestore Massimo mettere anima e corpo (oltre che denaro) in questa piccola attività.
L’entusiasmo iniziale ben presto soppiantato dalla depressione per il poco lavoro e gli ostacoli burocartici.
La qualità della pizza (come “da trancio” o “take-away”) era medio-alta, gli arancini e i panini erano fatti in casa ma la gente preferiva ingozzarsi di unti e sudici snack serviti in locali più alla moda.
A volte basta poco, un giro di clienti sbagliati, degli amici invadenti e ti trovi in ginocchio.
Il nostro amico è stato troppo accomodante verso gente che non meritava questa fiducia.
Aggiungiamoci che il titolare di un locale vicino, più immanicato con comune e autorità varie, gli ha messo i bastoni tra le ruote in tutti i modi ed ecco affacciarsi all’orizzonte il patatac.
Questa premessa per arrivare a fare un discorso valido non solo per Parma ma penso per tutte le città, basta sostituire i nomi.
Negli anni abbiamo visto chiudere un possibile stellato Michelin come l’Approdo (Via S. Pellico 13/a) e spontanea ci sorge la domanda su come facciano a rimanere aperti posti come un tale Mora (strada Rouby, 2- Porporano) dove circa dieci anni or sono si mangiava uno degli arrosti più ri-ri-riscaldati della storia della cucina o un certo Gardoni (P.zza Leoni, 5 a Torrechiara) dove una cucina terribilmente anonima non invita a tornare.
Per non parlare di quei ristoranti senza anima come Sfizi e Vini (aperto in Borgo XX Marzo dove una volta c’era la Locanda Lazzaro) un po’ tavola calda, un po’ paninoteca, un po’ barettino da happy hour. Un po’ troppe cose e tutte fatte maluccio (chiuso nell’estate 2010).
Infine un doveroso ricordo va rivolto a Cristiano Costoncelli gestore della Trattoria di Mare (Via per Neviano, 65 a Traversetolo, PR) scomparso recentemente in un incidente stradale, la cucina non era sempre memorabile ma apprezzavamo la volontà di voler offrire del pescato di qualità in una provincia dove si vive di soli Tortelli d’erbetta e Torta fritta.
Se poi vogliamo passare a parlare di pizzerie qui si che regna la tristezza.
C’è chi azzecca l’impasto giusto solo nei giorni di grazia come Il Portello (locale in stile concessionaria Alfa Romeo di Via Venezia, 46) o chi fa bene una cottura su cinque come il colossale Ghiottone di Gattatico (RE).
Parlando di asporto o tranci, c’è chi si tiene a galla grazie al nome che si è fatto negli anni (parliamo di presenza sul territorio e non di qualità) come Piero (in realtà Da Pietro- Borgo Basini, 8), altri che sopravvivono grazie a titolari “sui generis” che diventano macchiette acchiappa-clienti come Filippo (Via Mazzini, 41) ed ultimi, anche in qualità, quelli che vanno avanti grazie ai prezzi stracciati come Pizza Fantasy (Via La Spezia, 5 e Via Lisoni, 37).
A questo punto non ci resta che suonare la Messa da Requiem in Re Minore di Wolfgang Amadeus Mozart.
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Trattoria La Madia

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 5:56 pm on Venerdì, Luglio 30, 2010

Via Aquilini, 5
25060 Brione (BS)

Tel: 030.8940937‎
www.trattorialamadia.it

Cucina: 32 / 50
Cantina: 6.5 / 10
Contesto: 3.5 / 5
Sala: 2.5 / 5
Gestione: 3.5 / 5
Servizio: 3.5 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 6 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 1 / 3

Bonus: 2.5
Extra: 0.5

TOTALE : 66.5 / 110

Costo:

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Estate 2010
Eccoci ancora pellegrini tra le trattorie della provincia bresciana.
Questa volta dobbiamo raggiungere i 650 metri di altitudine di Brione.
Già la home page del sito della Trattoria La Madia è in grado di dare spunti interessanti: “Da noi non si passa per caso, bisogna venirci apposta e noi dobbiamo offrire qualcosa di speciale”, “Il nostro intento è quello di fare assaggiare il nostro territorio”, “Un formaggio fatto con latte pastorizzato ha perso il suo legame con la terra di produzione”, “Avvertenze! Locale anomalo! Locale carogna”, “Ogni forma di Bagoss è diversa, figlia di quel latte fatto in quei giorni, con gli animali che in quei determinati pascoli hanno mangiato quelle determinate erbe”, “Non hanno senso frasi del tipo il Groppello è un vino così, il Franciacorta ha queste caratteristiche… ma piuttosto questo determinato Groppello, di questa azienda, che ha questi terreni e questa metodologia”…
I presupposti sono buoni ma saranno solo chiacchiere o troveremo anche sostanza?
La giornata è fresca ed i tornanti che affrontiamo per raggiungere il ristorante ci sembrano più agevoli… Chissà cosa ne pensano i vari cicloamatori che abbiamo visto sfidare queste salite?!
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La vista che si gode da quassù abbraccia una buona porzione della provincia bresciana.
Vi consigliamo di farvi riservare il tavolo nell’angolo della balconata perchè è l’unico da cui si può godere veramente del paesaggio.
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Per noi è stato scelto un tavolo sotto la veranda coperta dalla vite.
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In un batter d’occhio ci servono dei Grissini preparati con lo strutto
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…ed un cocktail di benvenuto a base di Frullato di Pesca e Grappa (poca Grappa)
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Secondo battito di ciglia ed ecco pure i Menu.
La carta offre tre percorsi guidati: Di Campagna, di Monte ed un Degustazione più ampio.
E’ stato veramente uno shock in positivo poter leggere la provienza di ogni materia prima (dalla cipolla alla carne) e non da meno, anche se un po’ più ruffiano, la segnalazione dei presidi Slow Food. Cercate di capirci bene, non siamo contro questa difesa dei prodotti tipici di un territorio ma a volte sembrano fatte più per moda che per reale ricerca di qualità. Se un prodotto è veramente buono difficilmente sparirà dal mercato, vi immaginate un mondo senza zafferano? Senza Parmigiano Reggiano? Senza Pollo di Bresse? Ci sono le eccezioni (lo storione forse) ma dettate da difficoltà di diversa origine e comunque ben poche. Un ultimo quesito poi andiamo oltre, mangereste più volentieri un pesce di allevamento o un pesce non di allevamento cresciuto in un mare inquinato?
Anche la Wine-List non è da disdegnare, decisa la matrice territoriale ma c’è più di una divagazione di pregio, per noi andrà bene un
Franciacorta Saten S.A. di Camossi (il produttore è un membro del Progetto TerraUomoCielo ovvero una filosofia tesa a migliorare e valorizzare il lavoro svolto dalle piccole e medie imprese agroalimentari)
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C’è il sole ma tira una piacevole brezza così ci viene voglia di testare il
Menu di Monte (nel frattempo arriva un gran bel cestino del pane)
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Si parte con un poco estivo ma decisamente saporito e soddisfacente:
Strachì parat (Cipolle, Cadolet di capra e Formaggella di Collio)
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Mozzarella di Bufala a latte crudo di Tavernole (questa non fa parte del percorso ma è stata una nostra richiesta prontamente esaudita)
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Violino di Agnello
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Malfatti al Bagoss (formaggio nell’impasto dello gnocco ed erbette nella salsa) p1030152.jpg

Stracotto di Asino della Valcamonica
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…con contorni
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Nel caso non li abbiate conosciuti sono patate (sopra) e pomodori (sotto)
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Degustazione di formaggi italiani e francesi con marmellate (un colpo da grande ristorante)
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Dolce (da scegliere nella carta apposita)
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Sorbetto d’ananas
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Caffè con piccola pasticceria
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Non fatevi spaventare dalle porzioni, questa volta non eravamo solo in due ma in quattro (si sono uniti a noi i genitori di Fancy) e nel caso avanzasse qualcosa sono attrezzati per un pratico take-away:
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Se non ne avete avuto ancora abbastanza si può fare shopping di formaggi:
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Negli anni questa trattoria ha collezionato diversi premi:
2008:
-Premio locale del buon formaggio (Slow Food)
-Premio miglior carrello d’Italia di formaggi francesi (Gambero rosso, sezione Trattorie)
-Oscar Qualità/prezzo (Gambero rosso)

2009:
-Premio Trattoria d’Italia (Golosario)
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Una cucina decisamente di sostanza che ben si incastona nel territorio dove ha sede, gli ingredienti sono di buona qualità e vengono trattati in maniera corretta.
Le porzioni sono generose ma non manca la cura nelle cotture.
L’unica caduta di stile è forse quel continuo ribadire siamo una vera trattoria e vogliamo che tutti ne siano convinti. Dal legame con Slowfood alla presentazione delle pietanze. I taglieri e le padella in tavola ci stanno ma non ce li saremmo giocati su ogni portata. Se vuoi fare il rustico non puoi giocarti padelle troppo nuove perchè non creano il giusto appeal (anche se faranno la gioia dell’ASL). Col rame andrebbe già meglio. Diciamo che se il ristorante fosse nostro faremmo così, ma alla fine che ci/vi importa? Più che altro volevamo evidenziare quanto non sembrasse una cosa spontanea ma una forzatura. Avete dei piatti, anche bellini, quindi perchè non usarli? Chiusa la digressione polemica andiamo avanti…
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Il personale spiega con dovizia ciò che si cucina sui fornelli, si impegna a dovere per coprire tutti i tavoli e riesce, nonostante tutto, a mantenere una buona dose di serenità.
In poche parole una trattoria moderna che cerca, e generalmente riesce, a ricreare le atmosfere culinarie di una volta.
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Continuate così e non fate caso al nostro delirio sui taglieri!
Se dovessimo mettere sulla bilancia questo locale e l’Osteria della Villetta diciamo che in quel di Palazzolo si mangia più leggero ma qui c’è più attenzione al dettaglio.
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La colonna sonora di tutto il pranzo sono stati i Beatles e GEORGE HARRISON, che immaginiamo siano la passione del cuoco (anche a giudicare dalle foto e dalle targhe esposte nel locale), quindi decidiamo di abbinare a questo ristorante l’ultimo album di un certo successo del compianto baronetto-chitarrista ovvero “Cloud Nine” del 1987.

Osteria della Villetta

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 11:28 am on Sabato, Luglio 24, 2010

Via Marconi, 104
25036 Palazzolo sull’Oglio (BS)

Tel: 030.732316
www.osteriadellavilletta.it
www.alloggiovilletta.com

Cucina: 37 / 50
Cantina: 6.5 / 10
Contesto: 1 / 5
Sala: 2 / 5
Gestione: 4.5 / 5
Servizio: 3.5 / 5
Mise En Place: 0 / 3
Pane: 1 / 3
Coccole: 0 / 3
Dolci: 6 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 1 / 3

Bonus: 2.5
Extra: 1

TOTALE : 67 / 110

Costo:

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Estate 2010
Prima uscita ufficiale di Luglio per il dinamico duo (se si esclude un passaggio estivo in quel di Dal Pescatore, del quale potete trovare un breve update qui: www.rockersgotorestaurant.com/?p=52)!
In tanti ci parlavano di questa osteria che da oltre cento anni rifocilla viandanti e gourmet di passaggio nella provincia bresciana cosicchè al primo weekend libero abbiamo deciso di fare una capatina.
Quattro generazioni di osti si sono susseguiti dietro il bancone di questo locale (membro dei Locali Storici d’Italia) ma quello che non è mai cambiato è il voler valorizzare i prodotti del territorio quindi vini della zona di Franciacorta, salumi, formaggi, pesci d’acqua dolce ed il tanto bistrattato quinto-quarto.
La cucina è quella regionale anzi, diciamo meglio, provinciale ovvero Manzo all’Olio, Trippa alla bresciana ed uccelli o lepre in salmì.
Una volta entrati in questo caseggiato si fa un balzo indietro nel tempo.
Grandi tavoloni di legno con tovagliette di carta in cui si mangia gomito a gomito con sconosciuti, c’è pure qualche tavolino per le coppiete e un cortileto adibito al servizio estivo.
Veniamo fatti accomodare all’esterno, l’ambiente è sullo spartano andante ed il via vai dei treni fa da sottofondo alle nostre chiacchiere.
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Il divertimento inizia quando una pimpante signora viene ad elencarci a voce il menu e a proporci un aperitivo di benvenuto:
Franciacorta DOCG (anzi DOP) Mosnel Saten 2005
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Anguilla in carpione e Persico dorato (carpione delicato e di rara maestria)
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Fancy: Lasagne di vitello alle verdure (gustose e decise)
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Kid: Orzo con pomodori, fagiolini e basilico (rinfrescantemente ordinario)
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Fancy: Manzo fresco all’olio con patate schiacciate (buono ma in porzione da camionista)
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Kid: Tris della casa: Polpette, Guanciale al verde ed Involtino di lonza di maiale (la polpetta vi ricorderà quella della nonna e vi farà scendere una lacrimuccia come fu per l’Anton Ego di Ratatouille)
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Gelato al Fiordilatte con fragole (ok)
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Il servizio è all’insegna del gran ritmo e della cordialità, peccato non si siano degnati di proporci l’assaggio di formaggi che hanno offerto alla tavolata dietro di noi (è detto come battuta, eravamo talmente pieni che avremmo comunque ceduto il passo).
Giudizio finale più che positivo per una delle poche osterie capaci di tener fede al proprio nome. Il dizionario recita “l’osteria è un locale pubblico dove si servono vino, altre bevande e spesso pasti alla buona”. A voler essere precisi l’insegna de La Villetta è proprio perfetta, Osteria con alloggio. Infatti ai piano superiori si trovano 5 stanze ed un salottino per la prima colazione.
Finalmente un locale che mantiene fede a quello che promette anzi definire “pasti alla buona” le pietanze che escono dalla cucina della famiglia Rossi è limitativo, in queste preparazioni c’è tutta la cultura gastronomica contadina di questo angolo di Italia.
Le guide cartacee cosa dicono? Tre Gamberi per il Gambero Rosso, per Slowfood è una delle Top Osterie d’Italia e la Michelin assegna il Bib Gourmand!
Ideale per chi è stufo di mettersi in ghingheri per cenare nei ristoranti “in”, a chi è stanco di rovinarsi lo stomaco con aperitivi dozzinali e a chi non ne può più del finto sushi made in china.
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Data la vicinanza con la stazione ferroviaria decidiamo di celebrare la visita a questa trattoria riascoltandoci un album come 4 NON BLONDES “Bigger, better, faster, more” (1992), copertina con treno e “Train” come brano d’apertura. Grazie alla hit “What’s Going On” l’album divenne un successo commerciale e fu il primo, e ultimo, momento di gloria per la vagamente talentuosa Linda Perry (la quale negli ultimi anni ha spesso collaborato con la vagamente-rocker Pink).