San Martino

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 10:24 am on Sabato, Aprile 24, 2010

Via Porto Oldofredi, 8
25049 Iseo (BS)

Tel: 030.9822032

-Qualità: 8 / 10
-Posizione: 4 / 5
-Ambiente: 4 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 3 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 22 / 30

Ultima visita: Primavera 2010
Tornati a casa ma ancora con tanta romanità nel cuore.
Prima di lasciarci la capitale alle spalle vorremmo mandare un abbraccio ai simpaticissimi taxisti romani che, durante gli spostamenti nell’urbe, ci hanno illuminato la mente meglio di quanto avrebbe potuto fare Sai Baba.
Non si parlava certo di Schopenhauer ma piacevoli chiacchierate su politica, costume e ovviamente calcio.
Addirittura uno di loro ha ammesso che Roma sarebbe meglio senza i romani… ihihih… lo abbiamo sempre pensato anche noi ma non lo si può dire!
Scherzi a parte, il taxista si riferiva a quelli che si specchiano ancora nella gloria di duemila anni fa e non pensano che il mondo intorno al grande raccordo anulare sia progredito.
Senza fare troppa sociologia spicciola, è indubbio che dopo aver avuto a che fare con tanti romani certi ragionamenti li abbiamo fatti anche noi.
In molti alberga ancora un sentimento di superiorità dettato dai fasti di un passato ormai remoto, dalla possibilità di vivere tra monumenti che rappresentano la storia d’Italia e dai locali che, in ogni angolo di strada, tentano di rinverdire i fasti di una dolce vita fatta di attori, politici e soubrette.
Lo specchio di questo atteggiamento Roma Caput Mundi è evidente in quei tanti romani che valutano più importante vincere il derby calcistico Roma-Lazio piuttosto che  lo scudetto.
Una serie di atteggiamenti mentali che fanno perdere un certo appeal turistico ad una città così bella.
Roma è Roma, lo sappiamo, la gente ci andrà sempre ma dal nostro punto di vista non ha il livello ricettivo adeguato alle richieste della clientela, cosa che invece hanno altre capitali di minor fascino e storia.
Già all’arrivo (stazione o aeroporto che sia) si parte con un handicap notevole, la difficoltà per raggiungere la propria meta, albergo o altro.
La linea di metropolitane è scarsissima, i servizi autobus non sono efficentissimi causa traffico e ci sono tanti taxisti abusivi dediti al turlupinaggio del malcapitato forestiero (ci sono vunque ma mai bravi quanto gli italiani e per chi non lo sapesse c’è una tariffa fissa imposta dal comune per i trasporti da Fiumicino al centro città).
Questo non saper dare il giusto benvenuto ad uno straniero, come succede in altre città come Parigi o Londra per non parlare di New York, dice già molto su quanti passi debbano essere fatti per far tornare Roma Caput Mundi (almeno nel turismo).
Quindi meno narcisismo e più concretezza se si vogliono organizzare le Olimpiadi del 2020.
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Ora basta parlare degli altri, poi si arrabbiano…
Torniamo al nostro terreno di caccia abituale.
Stanchi di recensioni troppo lunghe? Saremo sintetici per questa volta!
Location: Lungolago di Iseo.
Ambiente: Una casa del centro ben ristrutturata con soluzione estiva sotto un gigantesco ombrellone (con pareti in plastica trasparente nelle giornate più fredde) a due passi dall’acqua.
La Pizza? Beh, la pizza è buona buonenta, preparata come si deve e in grado di chiudere in gloria un pomeriggio al lago! Forno a legna, lievito naturale, altezza della pasta corretta, alveoli di giuste dimensioni ed ingredienti di qualità. Si può gustare la classica Margherita, quella con bufala (nella foto sotto) oppure la cosiddetta Terzigno (con bufala e pomodori tarantini).
Anche la cucina di pesce è passabile (ma il pesce di lago dove sta?), buona invece l’offerta alla brace e dignitosi i dessert.
Siccome si deve badare sempre al bilancio i tavoli sono vicinissimi e il servizio sbrigativo ma, detto questo, siamo al cospetto di una delle migliori pizze, se non la migliore, della provincia di Brescia!
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Consigliamo di abbinare a questa pizzeria misconosciuta della provincia bresciana l’ascolto della compilation “Garage Punk Unknowns” dedicata a gruppi minori ma validissimi della scena garage anni sessanta. In commercio si dovrebbe trovare facilmente il box di 4 LP targato Crypt Records (autrice anche del vol.8) che raccoglie il meglio dei 7 volumi usciti su Stone Age Records negli anni ottanta!

ps: Della stessa proprietà anche la Pizzeria San Martino di Via Squadra, 1- 24060 Adrara San Martino (BG).
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La pizza secondo noi è più buona ad Iseo ma la location collinare con vista sulla vallata da una romantica terrazza in mattoni non è affatto da buttar via (non fate caso alla foto sotto è molto meglio).‎
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La Pergola

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 10:04 am on Sabato, Aprile 24, 2010

c/o Rome Cavalieri
(ex-Hilton ora Waldorf Astoria)
Via Alberto Cadlolo, 101
00136 Roma‎

Tel: 06.35092152‎
www.romecavalieri.it/lapergola.php

Cucina: 43 / 50
Cantina: 9.5 / 10
Contesto: 3 / 5
Sala: 4.5 / 5
Gestione: 5 / 5
Servizio: 5 / 5
Mise En Place: 3 / 3
Pane: 2.5 / 3
Coccole: 3 / 3
Dolci: 8.5 / 10
Caffetteria: 3 / 3
Presentazione piatti: 2.5 / 3

Bonus: 5
Extra: 2

TOTALE : 99.5 / 110

Costo: €€€€€

Rapporto qualità / prezzo: B\C

Ultima visita: Primavera 2010
Ecco che arriva il piatto forte della nostra gitarella romana.
Kid & Fancy vs. Heinz Beck!
Con la fierezza di chi non si allinea alla schiera dei finti intellettuali trasgressivi sempre pronti a frequentare i salotti buoni o a piegarsi per un po’ di visibilità o denaro, vedi i vari Morgan, Busi, Cecchi Paone, Sgarbi e compagnia danzante, continuiamo la nostra missione di critica gastronomica fuori dal coro.
Per noi i veri “maledetti” con talento rimangono borderline tutta la vita, odiano le tavole rotonde tra saputelli e spesso vengo emarginati o si auto-emarginano per poi venir rivalutati solo dopo morti.
Nel nostro piccolo senza essere amici di quello, raccomandati da quell’altro o “parenti di” stiamo inziando a raccogliere i frutti di questa passione che portiamo avanti con orgoglio da qualche anno.
Di queste cose però parleremo in un’altra occasione, questa volta abbiamo tanta carne al fuoco che non c’è tempo per chiacchiere e sfoghi da lettino di psicanalista.
Sapevamo che un altro momento importante nella nostra crescita cultural-gastronomica sarebbe passato per le lussureggianti mura del La Pergola.
Mesi di risparmi che, unica soddisfazione oltre al buon cibo, non finiranno nelle tasche della non troppo bella e non troppo intelligente Paris Hilton ma in quelle del “signor” Waldorf Astoria.
Infatti il Cavalieri non è più Hilton ma è proprietà Waldorf da almeno un annetto.
Procediamo quindi un passo alla volta.
Per raggiungere il ristorante non c’è altra via che quella del taxi, infatti si trova in una zona collinare, prima periferia attorno alla capitale.
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L’albergo è un megalite di cemento inserito nel verde che più verde non si può, al suo interno ci si può perdere tra piscine, SPA, diversi ristoranti e bar, sale congressi e galleria d’arte (con opere che vanno da quadri del Tiepolo ad orologi francesi antichi).
E’ veramente tutto curato e lussuoso ma questi albergoni giganti rimangono troppo impersonali per il nostro gusto.
Ingenuamente chiediamo al concierge dove fosse il ristorante e questi alzando il sopracciglio destro ci chiede: Quale?
“La Pergola” - rispondiamo noi.
“Ascensore, ultimo piano…” - mancava solo un “aò”‘ e ci saremo sentiti in un ristorante di Trastevere!
Saliamo in compagnia di un gruppo di americani in accappatoio, loro si fermano alle suite presidenziali mentre noi proseguiamo per il paradiso.
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Nono piano, siamo arrivati!
Il personale è formalmente cortese nell’accoglierci e nel farci strada in una sala dagli arredi eleganti ma troppo filo-americani, quel genere di ambiente che piace molto a certi turisti ma lontano dal palato italiano.
Tavoli ampi, seduta comoda e distanza di sicurezza dagli altri avventori del locale rispettata.
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La vista su Roma non è male ma non è quel caleidoscopio di colori che ci saremmo aspettati, dalla nostra posizione (nonostante fossimo attaccati alla vetrata) si vede ben poco e l’unica cosa riconoscibile è il Cupolone di San Pietro ma è troppo defilato rispetto alla sala per permettere di godere della sua vista.
Dovrebbe andare meglio a pranzo o nelle serate estive quando apparecchiano nella terrazza antistante la sala.
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Ci porgono le carte e l’acquolina inizia a formarsi.
Esiste un solo Menu che può essere completo (9 portate) o ridotto (6 portate).
Siccome siamo dei signori i prezzi non li mettiamo ma vi diamo comunque la possibilità di dare una scorsa alla lista.

Antipasti:
Cannoli di pane croccante con spigola e brunoise di melone e sedano
Tartare di ricciola su ghiaccio con mousse al pomodoro e olive Taggiasche
Carpaccio di gamberi rossi con salsa carbonara e aceto balsamico
Coda di vitello “La Pergola”
Animelle con cous cous allo zafferano, polvere di capperi e salsa di liquirizia

Primi piatti:
Consommé affumicato di cappone con croccante di verdure e tortellini
Fiore di zucca in pastella con caviale su fondo di crostacei allo zafferano
Mezzelune ai broccoli con calamari e tartufi di mare
Fagottelli “La Pergola”
Spaghetti “cacio e pepe” con gamberi bianchi marinati al lime
Risotto al mandarino con carpaccio di scampi e menta

Secondi piatti:
Emincé tiepido di spigola con verdure marinate all’olio d’oliva
Merluzzo nero su purè di ceci e crosta al prosciutto San Daniele
Composizione di rombo e gamberi su crema di piselli con crostini al nero di seppia e pomodori confit
Agnello ai carciofi su purè d’aglio con animelle e una nuvola di pecorino
Capriolo con mandorle e fave di cacao su cavoletti di Bruxelles e datteri
Scaloppa di fegato grasso d’anatra con croccante di piccione, castagne e radici invernali
Filetto di manzo affogato alla soia con cicorino all’aglio e purè al wasabi

Formaggi:
Selezione dal carrello

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Davanti a noi abbiamo una mise en place esemplare, anche Eloise Hawking (citazione che farà felici i fan di Lost) non avrebbe nulla da ridire con quel coltello sul piattino del pane sistemato sulla destra con lama rivolta a sinistra.
Gran lusso ma non pesante, dettagli di eleganza oltre ogni limite, la classe non è acqua… e non è neppure vino.
Gioco di parole che permette di collegarci a ciò che abbiamo tra le mani ovvero le carte delle acque e dei vini che definiremmo monumentali, verticali di qualsiasi cosa e ricarichi da brivido sulla schiena anche per un emiro.
Non esiste un percorso al calice predefinito ma lo si può concordare senza problemi con il sommelier, ed è ciò che abbiamo deciso di fare noi.
Nell’attesa ci servono un amuse-bouche difficile da “tirar su” con quel mix di schiumette e crostini che chiamano
Bruschetta rivisitata (a memoria ricordiamo vongole, spuma di carota e salmone)
Ad accompagnare un eccelente flute di Giulio Ferrari riserva del fondatore Talento Brut Trento DOC 2000
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Un primo cameriere passa a lasciarci del burro e un altro lo segue con il vassoio dei panini, c’è solo che l’imbarazzo della scelta, non vogliamo fare la figura degli schifosi che prendono uno di ciascuno così, da bravi fidanzatini, ce li dividiamo in modo da poterli assaggiare comunque tutti:
Carta da musica, pane bianco, alle olive, alla zucca e con rosmarino (vincitore per distacco il carasau mentre gli altri risultano un po’ fiacchi)
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Alla tavola sbarca pure una bella ampollina con
Olio extravergine di oliva da cultivar Taggiasca ottenuto per affioramento
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Degustazione di sali: due hawaiani, uno californiano e uno di Dover
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Siamo venuti fino a Roma non per due piatti o un menu ridotto ma per un assaggio completo quindi ecco a voi il
MENU DEGUSTAZIONE de La Pergola

Terrina di fegato grasso d’anatra con mele affumicate, mandorle e amaretti
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…c’è da chiedersi se servono il pane ad hoc per il foie gras?
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Infuso di vitello, erbe e fava di Tonka con tartare di tonno e sorbetto al tè verde
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Tortellini di ricotta e pecorino con fave
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Sfoglia di capesante ripiena di gamberi rossi con germogli e salsa mojito
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Filetto di ricciola con fagioli cannellini e neve di baccalà
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Emincé di coniglio con vinaigrette alla cacciatora e crema di peperoni
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Agnello in crosta di olive con ragout di carciofi
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Selezione di formaggi dal carrello
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“I signori gradiscono accompagnare con qualche mostarda? marmellata (agrumi)? confettura (altra frutta)?”
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Logicamente non c’è cheese senza bread! (abbiamo usato l’inglese solo per non ripetere troppo la parola formaggio)
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Arriva il momento del Grand dessert e si aggiorna la mise con qualche candelina…
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In primis un rinfrescante pre-antipasto:
Cocco-banana-lime su mango e lemongras
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…seguito dalla
Torre di dolcezze
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Cosa c’è nei cassettini?
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Si da il via al rendez vous dei dessert con il lato caldo:
Cocco e cacao, Soufflè alla liquirizia, Lamponi al gratin
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…e si passa a quello freddo:
Pastiera, Gelatina di champagne, Crema di whisky e Cannolo
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Vini serviti in abbinamento (date le possibilità della cantina, le proposte sono state assai banali):

Passerina 2008 Velenosi
(Verdicchio 2007 Stefano Antonucci… assaggiato e sostituito)
Picol Lis Neris Sauvignon 2007
Barolo 2001 Pajana Domenico Clerico
Torcolato Maculan 2006
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Ecco apparire dal nulla un simpatico omino tedesco che si ferma a tutti i tavoli a scambiare battute con i clienti, questo sorridente personaggio è proprio il pluripremiato chef Heinz Beck. Dalle poche parole che ci siamo detti sembrava una persona serena e disponibile, mantenere questa condizione mentale in un ambiente di questo livello è un segno di grande fiducia nei mezzi propri e in quelli del team.
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Per  chiudere il pasto non c’è niente di meglio di una tisana fatta al momento con erbe freschissime.
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Prima dell’arrivederci anche un assaggio di pralines
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Si chiude qui una delle più grandi esperienze “ristorantizie” della nostra vita.
Ci sono posti dove si può mangiare meglio, con una vista migliore e dove in generale ci si “diverte” di più ma è la voce ristoro (inteso come conforto e rifocillamento, cucina a parte) a rendere questo posto unico.
Una cura maniacale del dettaglio, tantissime piccole cose che fanno la differenza dalla degustazione dei sali, all’olio passando per la tisana e l’infinita piccola pasticceria.
Tutte queste cose “ultra” fanno impallidire il povero carrello dei formaggi, ben fornito ma non il super-carrello che gli altri particolari lasciavano presagire.
La cucina è studiata con la meticolosità tedesca ma con gusto tricolore (Italia o Francia che sia), pietanze di leggerezza unica a cui, se proprio vogliamo trovare un difetto, manca un po’ di brillantezza.
Tutto è prelibato ma non c’è il piatto che faccia ululare alla luna, è un armonioso susseguirsi di preparazioni delicate, curate ed equilibrate .
Non uscirete appesantiti, anzi alleggeriti nel portafogli ma nonostante questo felici di aver passato una serata in uno dei più grandi ristoranti di albergo del mondo.
Essere in grado di accontentare una clientela così variegata a livello etnico-gustativo (in sala c’erano tedeschi, angloamericani, russi, asiatici, ecc.), con tanta gente di passaggio (in molti di questi posti il cliente diventa solo un pollo da spennare) e pure i cultori del buon cibo non è certo facile ma la squadra di Heinz Beck è in grado di soddisfare anche i più critici degli avventori.
Sotto il Menu-ricordo stampato ad personam per il nostro amico Toad:
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La storia dell’Alta Cucina ha mosso i primi passi nei grandi alberghi ed ultimamente, in seguito alla crisi, ci sta ritornando… bene, allora possiamo consigliare a tutti i magnati che vogliono lanciarsi nel mondo della ristorazione alberghiera di prendere ad esempio un posto come questo.
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Se il La Pergola fosse un disco sarebbe sicuramente quel capolavoro del kraut-rock che è “Autobahn” (1974) dei KRAFTWERK, celebriamo così anche l’autostrada che trent’anni dopo l’uscita dell’album ha portato lo chef Beck da Friedrichshafen a Roma!

p.s. Segnaliamo ai lettori un aggiornamento sul ristorante La Lucanda: www.rockersgotorestaurant.com/?p=1413

Roscioli

Archiviato in: Altri locali, Enoteche, Pub & co., Recensioni — admin at 6:02 pm on Mercoledì, Aprile 14, 2010

Via dei Giubbonari, 21
00186 Roma

Tel: 06.6875287
www.salumeriaroscioli.com

-Qualità: 9 / 10
-Posizione: 4 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 5 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 25 / 30

Ultima visita: Primavera 2010
Siamo pronti a descrivervi la nostra giornata Roscioli-Only ma prima permetteteci di esprimere tutto il disgusto possibile per i frequentatori di questo angolo di Roma, vicino al mercato di Campo dei Fiori.
Una schiera di negozi di abbigliamento modaiolo vagamente underground, non le solite griffe famose per intenderci e comunque prezzi medio-alti ma fin qui non ci sarebbe niente di male infatti a darci fastidio sono le facce tutte uguali dei ragazzotti che fanno le “vasche” in questi vicoli.
I maschi con una sorta di ciuffo rockabilly, il pantalone stretto da punk, la camicia a quadri stile grunge, il giaccone da mod, il risvolto nei pantaloni molto rock’n'roll, l’anfibio che fa street e un po’ metal al tempo stesso e la barba che ti dà l’aria da bello e dannato. Bleah!
Le ragazze tutte in leggings (quelli lucidi poi…), maglietta lunga a coprire i chiapponi alimentati a Nutella, occhialoni dodici pollici, cuffione del walkman stile anni ottanta e borsettina Vuitton portata al gomito e comprata con baby-marchette nel doposcuola.
Uffffffffff… Sfogati… Andiamo avanti.
Appuntamento per un pranzo on the road allo storico forno-gastronomia dei Roscioli (Il Forno e le Specialità - Via dei Chiavari, 34 - Tel: 06.6864045), sistemato perpendicolarmente al ristorante in Via Dei Giubbonari.
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All’interno pane e dolci da forno presenti in abbondanza:
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Si sceglie la pizza (famosa quella “bianca”), te la tagliano senza pietà dando roncolate con quel coltellone che vedete in foto, la pesano e si passa alla cassa per il saldo:
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Le possibilità di consumare in loco sono poche, qualche banchetto all’interno o le botti, da condividere con altri avventori (molti indigeni), all’esterno:
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Un romantico bianco e nero con la pizza ripiegata (buona) e una mozzarella in carrozza (definiamola eufemisticamente così così)
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L’appuntamento serale è invece con il piu trendy Roscioli ristorante.
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Si entra e ci si trova in una gastronomia dove profumi di formaggi e salumi pervadono le narici e per accedere alla vera sala ristorante (non più di sei tavoli) si deve superare una strettoia tra cassa e banco frigo.
A dirla tutta c’è anche chi pasteggia nei tavolini all’ingresso incollati alla vetrina dei formaggi.
Ultima alternativa per desinare è la stanza al piano inferiore dove vengono allestite le cene più “private”.
Il locale ha un’ impronta abbastanza moderna ed è gestito da ragazzi giovani adeguatamente preparati.
La carta si apre con una citazione di Fulvio Pierangelini “Più la cucina è apparentemente semplice più bisogna sorvegliare, perché i margini d’errore aumentano” e così facendo si strizza l’occhio ai tanti gourmet, o presunti tali, che leggendo certi nomi si sentono più a proprio agio e sicuri di gustare un buon pasto.
Aggiungiamo gli “affumicati dal mare in collaborazione con Moreno Cedroni” o l’uovo griffato Paolo Parisi per avvalorare la nostra tesi del locale un po’ ammiccante.
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Sotto “alcune” cose che potreste trovare in carta. Se non vi va di leggere passate direttamente alla prossima foto. Altrimenti divertitevi nello scorrere le sfiziose materie prime in lista.

Gli Antipasti:
Insalata di Carciofi caldi e freddi con carote rucola pinoli tostati e Olio di Noci di Sorrento
Croccantelle di carne piemontese
Punta di petto di vitella alla piastra marinata con odori, birra Weiss e agretti al limone
Il Soufflé di Parmigiano Reggiano vacche rosse reggiane 36 mesi, con gelatina di Moscato d’Asti
Bocconi di Paestum e Alici- 3 bocconi di bufala di Paestum con alici del Mar Cantabrico
Tonno Rosso sott’olio stagionato- Tonno Rosso Siciliano sott’olio cotto al vapore, stagionatura 2007 con carciofi romaneschi alla griglia e cipolline borrettane al balsamico
Insalata tiepida di Merluzzo con Guanciale di razza nera calabrese schiacciata di patate e porri
Caponata Siciliana- Caponata di melanzane con frutta secca e pinoli
Hamburger di Mozzarella- Mozzarella di Bufala di Paestum con prosciutto di Praga tagliato
al coltello e scottato alla piastra, pomodorini di Pachino semisecchi, pepe nero
Brik- Pancottino di brik ripieno di robiola di capra di Roccaverano, indivia belga e senape in grani
La Spalla di San Secondo alla Piastra, condita con Aceto balsamico, Pepe Nero e gelatina di nostra produzione
Mortadella di Bologna fatta a mano con fogli di pane croccanti con Arachidi
La Burrata di Andria con pepe nero della Malesia e pomodorini semisecchi di Pachino

I Primi:
Tonno Rosso dell’isola di Vulcano- Spaghettone con Tonno rosso e buzzonaglia dell isola di Vulcano, pomodori appassiti e olive taggiasche
Il farro di Spello- Zuppa di farro di Spello con foglie di spinaci ed olio extra vergine Monocultivar “Moraiolo”
Zuppa di Cipolle e Foie Gras- Zuppa di cipolle dorate di Cannara con morceaux di Foie Gras d’ oca
Pasta con Sarde- Bucatini con Sarde alla Palermitana
Crema di Ceci di Valentano con Carpaccio di Cappesante
Astice e Carciofo- Reginette con Astice del Tirreno e lamelle di carciofi romaneschi fritti
Cacio e Pepe- Tonnarello all’uovo con pecorino romano Dop, cacio di Moliterno, pecorino di Fossa di Sogliano del Rubicone e pepe malesiano
La Matriciana o Amatriciana- Bombolotto paffuto con pomodoro ‘Miracolo di San Gennaro’, guanciale del monte Conero, pecorino romano Dop
Carbonara- Spaghettone abruzzese con guanciale del monte Conero, Pepe nero malesiano, uova di Paolo Parisi, pecorino romano Dop e di Moliterno
Tourtelin Bulognes- Tortellino antica ricetta Bolognese “Prosciutto di Parma, Mortadella artigianale, Parmigiano Reggiano Stravecchio”in brodo di pollo di Bresse

Il Pesce:
Cuocere il Pesce- Noci di cappesante bretoni su crosta di sale nero hawaiano, cruditè di verdure e salsa al rafano
Trancio di pesce bianco (secondo disponibilità) con friggitelli e salsa di agrumi
Trancio di Baccalà Islandese con carciofo alla giudia e sale allo Zafferano di San Gimignano

Crudo e condito di pesce:
Tartare di Merluzzo con insalata di Arance e Asparagi
Carpaccio di Pesce Bianco del Tirreno (secondo disponibilità’) con salsa di frutto della passione
Crostacei e molluschi crudi dell’alto Mar Tirreno
Burrata di Andria con Tartare di scampi del Tirreno e ricciolo di bottarga di Tonno di Favignana
Ostriche Belon ‘000’ dal Nord Est dell’Oceano Altantico (da Ottobre a Giugno)

Selezione di Affumicati dal mare (In Collaborazione con l’Officina di Moreno Cedroni):
Bresaola di Tonno con olio pistacchi di Brönte tritati, limone e pepe
Bresaola di Pesce Spada con olio mandorle di noto tostate, limone pepe
Mix di Moreno Cedroni di affumicati del mare e salmone scozzese affumicato
Acciughe del Mar Cantabrico
Selezione di Acciughe del Mar Cantabrico con succo di arancia, pane caldo e burro dolce Francese di Isigny
Il Salmone e il salmone Balik
Selezione di Salmone Scozzese del Sutherland e Norvegese dell’isola di Vetvikja all’aneto con olio limone e pepe, gr. 150
Salmone Norvegese Balik con olio, limone e pepe gr. 150

La carne:
Il Foie Gras- Terrina di fegato grasso d’oca cotto al vapore alle ‘quattro spezie’ con datteri e Armagnac
Scaloppa di Foie Gras d’Oca del Perigord confit di Mele Annurche e albicocche del Vesuvio

Cuocere la Carne:
Filetto di maiale “Gran Suino Padano” con ananas saltata e verdurine al vapore
Filetto di Manzo ‘Razza Piemontese’ gr.250 con patate novelle al rosmarino
Costolette d’agnello di Carpineto in doppia panatura fritte con cavolo nero e cicoria
Tagliata di Filetto di Manzo di Razza Piemontese gr. 250 insalata di zucchine siciliane e zucca rossa alla menta (consigliata la cottura al sangue)
Costata di Bue Grasso di Carru’ pezzatura gr. 700/800 con patate al cartoccio e Scimudin della Valtellina (secondo disponibilità)
Bistecca con osso di Manzo di Razza Piemontese pezzatura gr. 900/1200 con patate al cartoccio e Scimudin della Valtellina (secondo disponibilità)
Hamburger di Carne- Hamburger di ‘Razza Fassona’ alla piastra con Bacon dorato, Cheddar Farmhouse, maionese espressa, salsa di Bloody Mary e mostarda (consigliata la cottura al sangue)
Le Polpette della Tradizione Romana- Polpette di carne ricetta della tradizione romana con pomodoro, riccioli di ricotta fresca affumicata e polentina di castagne

Crudo e Condito di Carne:
Carpaccio di manzo di razza Fassona con salsa al lime e germogli di senape
Carpaccio di controfiletto di manzo americano leggermente affumicato e Mimolette Extra Vieille 24 Mesi
La Tartare di Razza Piemontese- Battuta (tartare) di Manzo di Razza Piemontese gr. 150
con prugne e cipollotto in agrodolce

I contorni:
Insalata verde o mista
Caponata di melanzane con frutta secca e rucola
Patate al cartoccio con Scimudin della Valtellina

Le Nostre Selezioni di Formaggi:
Selezione di formaggi “NOBILI” italiani- Parmigiano Reggiano Vacche Rosse, Stravecchio Rosso , Asiago Stravecchio, Piave di Alpeggio, Fiore Sardo del Gavoi, Monteveronese di Alpeggio (a rotazione)
Selezione di formaggi molli di Langa
Selezione di formaggi caprini Italiani e francesi
Selezione di caprini a coagulazione lattica (assenza di caglio) ‘produzione limitata’
Selezione di formaggi molli della nostra Penisola
I ‘Puzzolenti’- selezione di formaggi cremosi e molli a crosta lavata Italiani e francesi
Selezione di formaggi a pasta dura e semi dura a latte crudo della tradizione casearia Italiana
Selezione di formaggi rari d’alpeggio Italiani
Selezione di formaggi Erborinati (Blu Cheese) Italiani e dal Mondo
Selezione ‘Sapori d’Italia’, Provoloni e Pecorini stagionati della Penisola
Selezione Marcomini, quattro formaggi a rotazione tra Blu dei Capitelli, Bianco Fiorito, Bouchon allo Zafferano, Cialda alle Rose, Blu di Bagnoli e Zucca Nera
Selezione di formaggi Francesi Molli
Selezione di formaggi Francesi Stagionati
La Bufala di Paestum
Bis di mozzarella di Bufala gr. 300 con Colatura di Alici di Cetara e Bottarga di Cabras
Bufala gr. 300 a Pomodorini di Pachino semisecchi
Bufala gr. 500 a Pomodorini di Pachino semisecchi
Bufala gr. 300 con Prosciutto Crudo di Parma di Ruliano stagionatura 28 mesi, tagliato a Coltello
Bufala affumicata a paglia con Pata negra ‘Sanchez Romero 5 Jota’
Bufala gr. 300, olio Umbro, pepe, Colatura di Alici di Cetara
Bufala gr. 300 con olio Ligure, limone, Bottarga di Muggine di Cabras

Le selezioni della Salumeria:
Selezione di prosciutti Italiani (secondo disponibilità)- Parma, San Daniele, Monti Sibillini, Sauris, d’Osvaldo, Speck dell’Alto Adige
Culatello di Zibello Dop Spigaroli della bassa Parmense
Prosciutto Crudo di Cinta Senese Dop, Tenuta Guado al Tasso (sec. disp.) tagliato a Coltello
Testa di Maiale o ‘Coppa di Testa’ cotta nel Morellino di Scansano con limone pepe nero e radice di zenzero
Selezione di Salumi della tradizione Italiana
Selezione di lardi: Colonnata, Arnaud, Cinta Sensese, Razza casertana Nera
Selezione di salumi e formaggi
La Cinta Senese di Fulvio Pierangelini- Assortimento di salumi di Cinta Senese del Podere ‘L’Agave’ a San Vincenzo
La Selvaggina- Assortimento di Mocette di Selvaggina (Cervo, Camoscio , Capriolo, Cinghiale) a rotazione secondo disponibilità
I Prosciutti di Razza Nera Autoctona- Selezione di Prosciutti di razze nere autoctone a rotazione (sec. disponibilità) tra Nebrodi, Mora Romagnola, Nero Casentino, Casertana, dei Pirenei di Bigorre

I sott’Olii:
Selezione di sott’olii in olio extra vergine di oliva- Peperoncini Piemontesi farciti, Carciofi Scottati alla griglia, pomodorini semisecchi

La salumeria Spagnola di Joselito e Sanchez Romero Carvajal:
Jamon Iberico de Bellota ‘Cinco Jotas’ di Sanchez Romero- Selezione di ‘Pata Negra de Bellota 5jota Sanchez Romero de Carvajal’ de Jabugo (Huelva) 36 mesi, tagliato a coltello, gr. 150
Jamon Iberico de Bellota ‘Cinco Jotas’ Unico di Martin Raventos
Selezione di ‘Pata Negra de Bellota ’ Martin Raventos 36 mesi tagliato al coltello Gr. 150 della zona di Salamanca
Sua Maestà Jamon Iberico de Bellota ‘Joselito’ Gran Reserva 04/05- Selezione di Gran Reserva di Pata Negra di Joselito, Guijelo (Salamanca), tagliato a coltello, gr. 150 (secondo disponibilità)
Prosciutto di Manzo dell’Asturia ‘Cecina de Leon’, con olio limone, pepe nero- Selezione di Lomo Pata Negra, Salame Chorizo di Salamanca e Morchon
Tutti i prosciutti Spagnoli sono tagliati al polpastrello come da tradizione Spagnola

Il pre dessert:
Sorbetto di frutta fresca (sec. Disponibilità)

I Nostri Dolci:
Fondue di cioccolato fondente ‘Toscano Black’ 70% Amedei con frutta fresca e nostra biscotteria
Bisquit al cioccolato con sale di bretagna banana confit glassato al cioccolato salsa di caramello e sorbetto di frutto della passione
Il Nostro Tiramisu di Gianduja Amedei
Creme Brulèe di lampone con bosco esotico appassito
Cannolo alla Siciliana con Ricotta Romana di pecora e canditi
Strudel di mele Annurka con gelato di vaniglia tahitiana
Cialda Croccante di mandorle con assortimento di gelati (secondo la produzione giornaliera)
Crema di Yogurt Greco con lime e fragole

Le Birre Artigianali:
Birra Del Borgo ’Re Ale’(Ale originale, luppolata) 6,4 °cl.75
Birra Del Borgo ‘Keto Reporter’ (Nera, aromatizzata con tabacco) 5,2° cl.75
Birra Del Borgo ‘Duchessa’ (Al farro, chiara e fresca) 5,8° cl.75
Birra Del Borgo ‘33 Dorata’ (stile golden Ale) 5,5° cl.33
Birra Del Borgo ‘33 Ambrata’ (stile Pale Ale) 6,0° cl.33
Birrificio Lodigiano ’704’ (Chiara, Fresca, Luppolata) 5,2° cl. 75
Baladin ‘Wayan’ (Bionda stagionale speziata con grano saraceno ) 5.8° cl.75
Baladin ‘Isaac’ ( Floreale speziata stile Blanche) 5° cl.75
La Trappe Blonde ( Dorata frutta floreale morbida note speziate ) 6,5° cl. 75
La Trappe Dubbel (Metodo trappista, doppia fermentazione) 7° cl.75
Biere d’Abbaye Kapittel, ( Birra doppio malto, d’abbazia) 9° cl.75
Lacu Blonde (Dorata floreale fruttata note speziate) 6,5° 75 cl
Gouden Carolus Classic ( Ambrata fruttata morbida) 8,5° cl.75
Belgoo Magus (Dorata morbida fruttata speziata) 6,5 cl. 75
XX Bitter (Dorata floreale secca amarognola) 6,2° cl.75
Westmalle (Dorata fruttata amarognola note speziate stile Triple) 9,5° cl.75
La Rulles Tripel ( Dorata fruttata floreale note speziate ) 7° cl.75
Belgoo Dryhopping (Dorata fruttata floreale note amarognole ) 6,5° cl.75
Saison Dupont (Dorata floreale secca leggera) 6.5° cl.75
Saison Regal ( Ambrata fruttata equilibrata morbidanote speziate) 5,5° cl.75
Poperings Hommel Bier (Dorata floreale amarognola ) 7,5° cl.75
Tripel Karmeliet (Dorata floreale fruttata morbida note speziate con avena) 8,4° cl.75
Tripel Lamoral (Dorata floreale fruttata) 8° cl.75

Vini al bicchiere:
Prosecco di Valdobbiadene Extra Dry ‘Jejo’, Bisol Veneto
2004 Franciacorta Brut Satèn, Palazzo Lana, Lombardia
Champagne Grand Cru ‘Blanc de Blancs’, R. & L. Legras à Chouilly, Francia

Vini Bianchi cl.10:
2007 Macon Village, Heritage du Comte Lafon, Francia
2007 Riesling ‘Mandelberg’, Gies-Duppel, Germania
2007 Grüner Veltliner ‘Von Alten Reben’, Proidl Austria
2009 Gewürztraminer, Cantina di Termeno, Alto Adige
2008 Cinqueterre, Forlini Cappellini Liguria
2007 Tocai Friulano, Sirch Friuli
2008 Verdicchio dei Castelli di Jesi Sup. ‘Luzano’, Marotti Campi Marche
2008 Catarratto/Inzolia ‘Lu Mari’, Vero Vini Sicilia

Vini Rossi Frizzanti cl.10:
Lambrusco di Sorbara, Cantina Paltrinieri (Fermentazione in bottiglia), Emilia Romagna

Vini Rossi cl.10:
2008 Bourgogne Pinot Noir, Henri Boillot, Francia
2006 Croatina ‘14 Ottobre’, Olmo Antico, Lombardia
2005 Barolo, Massolino di Serralunga, Piemonte
2007 Barbera d’Asti ‘La Braja’, Castello di Gabiano, Piemonte
2006 Amarone della Valpolicella ‘Castagnedi’, Sant’Antonio Veneto
2004 Brunello di Montalcino, Casanova di Neri, Toscana
2006 Chianti dei Colli Senesi, Pacina (biodinamico), Toscana
2005 Paleo, Le Macchiole (Cabernet Franc), Toscana
2006 Cesanese di Olevano Romano, Damiano Ciolli, Lazio
2005 Nero di Troia Riserva, Cefalicchio (Biodinamico), Puglia
2008 Nero d’Avola ‘Nìuru’, Vero Vini, Sicilia

Vini dolci da Formaggio e da Dessert:
2006 Moscato di Trani ‘Kaloro’, Tormaresca, Puglia
Porto ‘Ruby’, Quinta do Infantado, Portogallo
2005 Muffato della Sala, Castello della Sala, Umbria
2006 Passito di Pantelleria ‘Mueggen’, Salvatore Murana, Sicilia

Whisky al Bicchiere:
CAOL ILA, PRIVATE PROPRIETARY Samaroli (45°) 1998
Whisky di malto proveniente dalla zona dell’Islay. Torbato, minerale con sentori marini e fenolici, fragrante e sapido. Avvolgente, caldo e lunga persistenza. Botte acquistata da Roscioli presso Samaroli nel Gennaio 2001.
HIGLAND PARK Samaroli (45°) 1985
Whisky di malto proveniente dalla zone delle Orkney Islands. Torbato con note di viola, liquirizia e aromi floreali. Passaggio in botti di Sherry
ARDMORE Samaroli (45°) 1977
Whisky di malto della zona dello Speyside. Ampie note di frutta, agrumi e frutti bianchi. Buona persistenza.
MACDUFF Samaroli (45°) 1976
Whisky di malto delle Highlands Orientali. Torbato, sapido con note di cioccolato al latte, lieviti e frutta a pasta bianca. Elegante, persistente e aromatico.
NO AGE BLENDED Samaroli (45°)
Whisky di Blend di malto e grano. Finemente torbato, ha note morbide e maltate di caramello e vaniglia. Sapore delicato ed elegante.
LINKWOOD Samaroli (45°) 1987
Whisky di malto dello Speyside. Torba fenolica, grande eleganza, caratterizzato da note floreali e fruttate. Buona sapidità e grande persistenza.
ORD-BLACK ISLE Samaroli (40°) 1965
Whisky di single malt unico nel suo genere. Cuoio, tabacco, cioccolato nero, liquirizia e menta fresca. Eleganti e delicate note di torba. L’insostenibile leggerezza d’essere un grande whisky, (d’insostenibile c’è forse solo il prezzo), dove le note eteree (l’alcool, ndr) sono tali di nome e non di fatto. Un’esperienza mistica.
COILLTEAN BOWMORE Samaroli (45°) 1982
Islay single. Note marine, di salmone affumicato, tobacco da pipa e liquirizia. Morbido, con finale elegante.
COILLTEAN HIGHLAND PARK Samaroli (45°) 1988
Ornkey Single. Grande carattere e armonico. Note fruttate, floreali e minerali. Sentori di liquirizia, frutta secca e tabacco da pipa.
GLEN ROTHES Samaroli (45°) 1990
Single di Rothes. Immediato e fresco con toni minerali. Bouquet fruttato ,arminico ed equilibrato. Finale di liquirizia.
STRATHISLA Samaroli (45°) 1976
Single malt del Keith. Tonalità dolci e fruttate. Rotondo e morbido.

ALTRI MITI SCOZZESI:
PROVENANCE, PORT ELLEN DISTILLERY (46°) 1983
Single Malt. Sentori minerali, dolci e fenolici. Palato soffice e complesso, note di cuoio, caffè e vaniglia. Finale con note affumicate, speziate e minerali.
CAOL ILA 18 ANNI, CAOL ILA DISTILLERY (43°)
Whisky di malto proveniente dalla zona dell’Islay. Torbato, minerale con sentori marini e fenolici, fragrante e sapido. Avvolgente, caldo e lunga persistenza.
TALISKER, 25 ANNI (57,2°)
Whisky di malto proveniente dalla zona dell’isola di Skye. Leggermente affumicato. Note salmastre, di macadamia e corda umida e alghe. In bocca è complesso, con note di quercia, erica e fuliggine. Finale iodato e dolce.

RUM E RHUM al bicchiere:
JAMAICA RUM, PRIVATE PROPRIETARY (45°) 1998
Distillato in Jamaica nel ‘98 e imbottigliato in Scozia nel 2009. Minerale e speziato con note di vaniglia evoluta. Sentori vegetali e fruttati in Sottofondo. In bocca ha note di frutta secca, Lunga Persistenza. Botte acquistata da Roscioli presso Samaroli nel settembre 2008.
DEMERARA DARK RUM Samaroli (45°) 1991/94
Rum ampio ed avvolgente. Note di spezie, frutti, vaniglia e caffè amaro. Morbido e caloroso, di lunghissima persistenza.
NICARAGUA RUM Samaroli (45°) 1999
Maturato in Scozia. Delicato, morbido, floreale e minerale.
DEMERERA RUM PORT MORRANT Samaroli (45°) 1990
Distillazione artigianale e senza coloranti. Sentori speziati, fiori, frutti tropicali e crema pasticcera. Dolce in bocca, armonico e potente.
BARBADOS RUM Samaroli (45°) 1996
Distillazione artigianale e senza coloranti. Bouquet ampio e articolato. Aromi fruttati e floreali. Luqirizia e tabacco. Molto persitante
RUM CARRIBEAN FUSION Agricolo, Mongiardino (46°) 1991
50% Demerara, 50% Jamaica. Morbido ed elegante, di grande personalità e persistenza.
RUM JAMAICA Agricolo, Mongiardino (46°) 1982
Rum ricco di profumi di fiori e frutta tropicale. Gusto rotondo e morbido supportato da note di tabacco e vaniglia. Molto elegante ed avvolgente.
GUADALUPE RUM Agricolo (46°) 1998
Rum elegante e delicato, con note di canna da zucchero, mela confit, banana e Tabacco. Finale morbido e persistente.
CARONI Agricolo (49,5°) 1985
Rum di assemblaggio di 15 anni molto armonioso.

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Scopriamo una novità interessante riguardo al “coperto”, nel Lazio per legge non si paga ma tanto cambia poco, ai ristoratori non la si fa, perche viene recuperato con la voce Pane (3 euro).
Un altro segreto del successo di questo posto si svela quando arrivano le due carte di vini (italiani e stranieri), davvero appaganti per assortimento e onestà nei ricarichi.
Per quanto riguarda il bere ci togliamo uno sfizio con il celeberrimo Breg Anfora 2004 (il 2004 non c’è e arriva il meno acclamato 2003) di Josko Gravner. Questo vino creato da un vate della viticultura naturale nasce dall’uvaggio di Sauvignon, Chardonnay e Pinot Grigio viene vinificato in anfora per 7 mesi senza aggiunta di lieviti selezionati e poi posto a maturare in botti di rovere. Il risultato è un vino molto particolare, difficile da abbinare ma se adeguatamente bilanciato è in grado di dare sensazioni uniche. Nel nostro caso ci accontenteremo di averlo assaggiato, di averne apprezzato il colore tendente al rosa e gli originali profumi di ciliegia sotto-spirito. Un giudizio più completo ce lo faremo col tempo provando altre annate.
Dopo tante chiacchiere vorrete sapere anche cosa abbiamo mangiato…
Tralasciamo l’infinita disponibilità e qualità dei salumi presenti come antipasto e concentriamoci su ciò che esce dalla cucina.

per Kid:

Hamburger di Praga e mozzarella
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Trancio di baccalà islandese con carciofo alla giudia e sale allo zafferano di San Gimignano
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per Fancy:

Insalata di carciofi caldi e freddi
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Bombolotto paffutto: La matriciana o amatriciana
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Siamo già sazi quindi per cheese e dessert ci giochiamo una porzione in due.

Le selezioni di formaggi in carta sono veramente invitanti e tra le tante opzioni non resistiamo al richiamo degli amati
“Puzzolenti”, cremosi e molli a crosta lavata italiani e stranieri (Taleggio, Acido delle Langhe, Pont l’Eveque, Epoisses de Bourgogne)
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…con pane tostato (in realtà è lo stesso pane che avevamo al tavolo solamente più bruciacchiato)
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Bisquit al cioccolato con sale di Bretagna, banana confit, glassato al cioccolato, salsa di caramello e sorbetto al frutto della passione
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Dire che la cucina lasci a desiderare sarebbe una bestemmia, si mangia bene e a tratti molto bene, ma con tutto quel ben di dio disponibile in fatto di materie prime si potrebbe fare di meglio.
Quello che ci siamo chiesti è cosa potrebbe fare un grande chef in questo posto? Probabilmente un nome blasonato non verrebbe a lavorare nel retro-bottega di una salumeria ma un giovane talentuoso potrebbe fare grandi cose.
Nel caso passaste da Roma e vi venisse la voglia di mangiare piatti tradizionali come Amatriciana, Cacio e Pepe o Carbonara (premiata dal Gambero Rosso) accompagnati da ottimi vini è sicuramente un posto da prendere in considerazione.
Molto meglio dei tanti ristoranti finti romani con tavaglia a quadretti e grappoli d’aglio e peperoncino appesi alle pareti.
Le cose più riuscite in cucina sono quelle che pescano nel classico o si limitano ad assemblare ingredienti di qualità in connubi già rodati, meno convincenti quando si tratta di creazioni ex novo.
E’ un posto in cui ci si ferma con piacere magari per un piatto o più volentieri per qualche salume o formaggio accompagnato da un bicchiere interessante.
Più vicino al nostro concetto di enoteca che di ristorante. A dirla tutta infatti i Roscioli sono onesti e definiscono questo posto una Salumeria-Vineria-Formaggeria con cucina. Servizio a domicilio e Banqueting completano la nomenclatura ufficiale.
Servizio in sala scattante e spiccio ma con uno staff sempre disposto ad ascoltare le richieste del cliente e a dare lumi su cosa si stia mangiando o bevendo.

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Voto al forno: 3.5 pallini su 5.
Voto alla gastronomia e vineria: 4 pallini su 5.
Voto alla cucina? E che due pallini… sempre a dare voti… All’inizio avevamo deciso di valutarlo come ristorante ma probabilmente non era la categoria più adatta infatti siamo al cospetto di una delle più belle eno-tavole della penisola, anzi qualcosa di più.
Il voto 9 alla qualità è la conseguenza più logica per ciò che si può richiedere in un eno-gastronomia ed è dettata dalla presenza di una buona cucina degna di un ristorante, dai grandi vini e dalle materie prime che difficilmente troverete in altre enoteche.
Per il 10 pieno aspettiamo di vedere una piccola crescita dietro ai fornelli e nei dessert.
Il nostro primo giudizio (come riostorante) era stato questo: Cucina: 36, Cantina: 8, Contesto: 4, Sala: 2.5, Gestione: 4, Servizio: 3, Mise En Place: 1, Pane: 1, Coccole: 1, Dolci: 6.5, Caffetteria: 1, Presentazione piatti: 2, Bonus: 4, Extra: 0.5, TOTALE : 74.5 / 110 (Costo: €€, Rapporto qualità / prezzo: B, per la cucina eravamo su posizioni differenti: per Kid un 33/50 andava più che bene ma per Fancy era più congruo un 37 per merito di quella amatriciana quindi avevamo raggiunto l’accordo con la media dei nostri voti fissata a 35 poi alzata a 36 per le ottime materie prime).
Chiuso il capitolo recensione apriamo quello dell’abbinamento musicale.
Lasciamo la scelta fatta ai tempi in cui avevamo deciso di valutare Roscioli come ristorante.
Scegliamo di accompagnare questa storica famiglia della ristorazione romana con una delle più storiche rock band capitoline ovvero i BLOODY RIOT che nel 1984 per la Meccano Records incise un album omonimo improntato su sonorità hardcore, anzi ardecore! Si dovrebbe trovare in commercio anche il libro con Cd antologico allegato in cui ascoltare perle come: Io vi odio frikkettoni, siete proprio viscidoni, a’te rotto li cojoni, odio i frik, strisciate per le strade e chiedete sempre a tutti solo i soldi per bucarvi, odio i frik! (con dedica ai personaggi di cui parlavamo all’inizio)

ps. Vi segnaliamo l’update a Osteria del Gesso: www.rockersgotorestaurant.com/?p=45

Pizzarium

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 3:21 pm on Mercoledì, Aprile 14, 2010

Via della Meloria, 43
00136 Roma

Tel: 06.39745416

-Qualità: 8.5 / 10
-Posizione: 1 / 5
-Ambiente: 2 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 18.5 / 30

Ultima visita: Primavera 2010
In un mondo in cui la gente ha perso il contatto con la realtà facendosi ripicche tramite comunicati stampa su Facebook, usando termini in inglese per definire il proprio lavoro (la commessa diventa sales manager) al fine di sentirsi più importante o andando in vacanza con gli anonimi pacchetti Mediaworld per destinazioni dove nessuno andrebbe come può diventare di culto una Pizzeria al taglio in un vicoletto sperduto poco lontano dal Vaticano?
Può bastare qualche passaggio in Tv del pizzaiolo chef Gabriele Bonci (vedi quello con Vissani su youtube) per trasformare una pizzeria di borgata in un piccolo mito?
La risposta sembra essere no.
Forse qualcuno che riesce ad andare oltre il superfluo e a vedere la genuinità delle cose c’è ancora.
La pubblicità aiuta ma il percorso che ha reso popolare il Pizzarium è iniziato oltre 6 anni fa ed è stato un crescere lento e difficile, fatto di studio (lievito madre) ed improntato sulla ricerca della qualità (ingredienti).
Raggiungere questo caotico quartiere che nulla ha di turistico è abbastanza semplice, si prende la metropolitana e si scende alla fermata Cipro.
Il locale non ha nulla di modaiolo, le casse della birra sono impilate fuori dalla porta e di posti per sedersi (escluse due traballanti panchine in strada) non ce n’è!
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Quando arriviamo troviamo il banco già ricco di pizze dall’aspetto appetitoso ma ogni cinque/dieci minuti ne arriva una nuova calda e fumante dal forno nel retro.
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Ci lasciamo tentare da quattro soluzioni decisamente intriganti:
-Patate
-Formaggi di Capra
-Rossa
-Mortadella e Ceci
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Ci concediamo addirittura un bis:
-Zucchine e ricotta
-Baccalà in guazzetto
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Gli abbinamenti non sono improvvisati, quella Mortadella e Ceci ad esempio è veramente sorprendente per sapore e contarsto di consistenze mentre la pasta della pizza è proprio ben fatta, nè alta nè schiacciata.
Valore aggiunto l’assenza della Coca Cola dai frigoriferi dove ci si approvvigiona per le bevande, buona la scelta di birre artigianali (per Kid: Birra belga blanche St. Bernardus Wit) e di bevande rivalutate sotto l’egida Slowfood (per Fancy: Gazzosa Lurisia).
L’unico difettuccio riscontrato è quello di non aver trovato la classica Margherita, probabilmente la faranno ma secondo noi dovrebbe essere sempre presente anche solo come pietra di paragone tra una ben fatta e quelle che servono in molte pizzerie (anche in certe gestite da Napoletani veraci).
Una nota a margine.
Ci avevano detto che Bonci gestiva un forno in Via Tommaso Salvini 31/c e siccome era dietro il nostro albergo siamo andati a controllare ma non abbiamo trovato “il Pane & Forno Bonci” bensì un certo “SAN BARTOLOMEO ALIMENTARI”, una onestissima panetteria che, per molti prodotti, si rifornisce da un agriturismo fuori città.
A questo bravo artigiano dedito alla riscoperta della pizza abbiniamo una delle migliori compilation dedite al recupero di ottime ma misconosciute punkrock band anni 1977-1982 ovvero le ricercatissime “KILLED BY DEATH”. Ce ne saranno in giro una trentina, da avere almeno le prime quattro, se vi interessasse avere più info potete controllare sul sito: www.lipstickkillers.com/comphell/theinsides.html

Villa Duse Hotel

Archiviato in: Hotel, Ostelli e Resort, Altri locali, Recensioni — admin at 10:32 am on Mercoledì, Aprile 14, 2010

Via Alamanno Morelli, 1
00197 Roma

Tel: 06.80693239
www.hotelvilladuse.com

-Qualità: 9 / 10
-Posizione: 3.5 / 5
-Ambiente: 4 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 24.5 / 30

Ultima visita: Primavera 2010

Rieccoci! Speriamo non ci abbiate dato per morti troppo presto…
Siamo reduci da una piacevole gitarella romana della quale vi faremo partecipi, con vostra somma gioia, a breve.
Partiamo dalla tappa numero uno, l’albergo!
Per questa vacanza romana abbiamo scelto questo albergo di poche camere in zona Parioli, fuori dal caos cittadino ma non lontano dal centro storico.
Prendendo il taxi dalla stazione Termini lo si raggiunge in una decina di minuti spendendo meno di 15 euro (compresi i 2 euro di partenza dalla stazione e 1 euro per ogni bagaglio, sembra che la legge locale dica così).
L’albergo ha tutte le caratteristiche che cerchiamo, un’atmosfera rilassante e ambienti curati.
La camera assegnataci non è grandissima, ha una bella vista sul godibile giardinetto dell’albergo ed è dotata di ogni comfort (compresa doccia idromassagio, della quale abbiamo abusato).
La colazione non ha grande varietà ma le cose proposte sono tutte di buon livello.
Il personale è simpatico e premuroso.
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Ogni mattina partivamo a piedi alla volta del centro passeggiando attraverso il verde di Villa Borghese.
Sotto vi lasciamo un elenco di posti nei quali siamo incappati durante il nostro peregrinare:
-Theatre Cafè (Largo Magnanapoli 157/A, vicino al Vittoriano): bar con ristorante trappola per turisti con pizze e primi da quattrosalti in padella, va un po’ meglio con gli aperitivi. Voto: un pallino striminzito su 5.
-Antico Caffè Castellino (Via Cesare Battisti 135, in pratica in Piazza Venezia): altro locale in pieno centro che funge da pit-stop per turisti e a quelli si adegua. Voto: un pallino e un po’ per la location.
-Ristorante La Carbonara (da non confondere con l’omonimo a Campo dei Fiori, questo è in Via Panisperna, 214, Roma - 06 4825176 - www.lacarbonara.it): cucina tradizionale con alcune cose ben riuscite ed altre meno, servizio un po’ frettoloso ma nel complesso opzione da considerare se si è in zona. Voto: due pallini e mezzo
-Antille the Cafè (Via Tomacelli 13): barettino che vive sulla movida da aperitivo della vicina Via Condotti, a noi ha dato l’impressione di un locale gestito con approssimazione e poca cura. Voto: 2 pallini
-Noio Juice (Corso Vittorio Emanuele II 108): Frullati, frappè e spremute di frutta e verdura in una viuzza non lontana dal Piazza Navona.
-Giamaica Caffè (Via del Tritone 54, di fronte a Burger King con un’insegna che dice Accademia cafè italian foods, tra l’altro foods con la s per il plurale dovrebbe essere un errore): bar con pizzeria e simil-cucina per turisti ed impiegati nei dintorni. Voto: un pallino buono.
Purtroppo per svariati motivi ci sono sfuggiti:
-Antico Caffè Greco (Via Condotti, 86): uno dei caffè più antichi d’Italia.
-Mia Market (via Panisperna 225): all’aspetto una vecchia drogheria in realtà il frutto di un progetto di marketing ben studiato. Frutta e verdura biologica, formaggi e salumi artigianali, birra e vino, conserve e mieli, pasta e riso e la possibilità di gustarli sul posto. Naif.
-Dar Filettaro a Santa Barbara (Largo dei Librari 88): Il re del filetto di baccalà, è in una piazzetta che si affaccia su Via dei Giubbonari e apre verso le 17.
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Disco consigliato… mumble mumble… Villa Duse… Eleonora Duse… attrice quindi personaggio femminile di diversi anni or sono…
Siccome abbiamo deciso di assegnare agli “Altri locali” degli album compilation diciamo che in questo caso potrebbe andare bene la serie “GIRLS IN THE GARAGE” dove trovano spazio diversi gruppi minori del female garage 60s americano (e non solo) tipo Loved Ones, Beatle-ettes e Blue Orchids. Le compilation in questione reperibili sul mercato del vinile usato dovrebbero essere almeno una decina.