2009
Con il solito ritardo siamo qui a tirare le somme dell’anno appena trascorso.
Il 2009 si chiude con nuovo numero uno nella nostra strampalata classifica, purtroppo non un italiano ma il monegasco LOUIS XV di Alain Ducasse

Quello dei voti è solo un gioco ma la classifica viene redatta nel massimo rispetto di tutti i locali visitati.
Il fatto di aver provato così tanti ristoranti non è dettato da “collezionismo” di tavole famose ma dalla curiosità di provare esperienze diverse.
I dati e i numeri presi da soli sono come gemme che non brillano e non trasmettono nulla, noi cerchiamo la poesia, l’emozione che da conoscere cose nuove e incontrare professionisti in grado di far vivere al cliente momenti indimenticabili.
La cucina e il vino non sono solo convivialità ma porte che si aprono sulla storia e la cultura di un certo territorio.
La nostra vana speranza è quella di trasmettervi l’emozione positiva (o negativa) provata in un certo locale, può capitare di trovare un ristorante con un punteggio alto del quale si parla peggio di uno con un voto più basso, questo perchè numeri, sensazioni e aspettative non vanno di pari passo.
Quando ci siamo riuniti per decidere quale sarebbe stato il “Pasto dell’anno” abbiamo avuto più di una difficoltà.
Da un lato la voglia di stupire “lanciando” un giovane (Le Robinie) o premiando uno “sperimentatore” (Cracco), dall’altro quella di difendere chi offre con orgoglio una cucina del territorio.
Alla fine abbiamo deciso di eleggere il pranzo da PAUL BOCUSE come nostro preferito del 2009.
I numeri dicono diversamente (Louis XV o i ritorni da Alajmo e Santini) ma l’aver incontrato di persona questo patriarca della cucina mondiale è una di quelle cose da raccontare ai nipoti mentre ordinano un happy meal da McDonalds.
Vederlo ad ottantatre anni, in tenuta da lavoro, gironzolare per il ristorante e dirigere le operazioni dei suoi ragazzi è tra le “Things-To-Do” del gourmet perfetto.
Non farà figo celebrare un locale così tradizionale ma è il tipo di ristorante nel quale ci riconosciamo di più, inoltre non sappiamo per quanto ancora Monsieur Paul tirerà le redini del carrozzone di Collonges e ci sembrava giusto rendergli omaggio.
Altri indimenticabili del 2009 sono stati senza dubbio Villa Fiordaliso, Locanda nel Borgo Antico e Gambero di Calvisano.
Una gran emozione è stata il ritorno a Dal Pescatore, una incavolatura il San Valentino da Osteria Francescana e un gran pranzo quello a Le Calandre (il nuovo miglior ristorante per quanto riguarda la cucina con un 48/50, perfetto equilibrio nel triangolo tradizione-sapore-sperimentazione peccato abbia perso punti per l’attegiamento dei camerieri).
Ricordiamo piacevolmente le chiacchiere con lo chef del Palma di Alassio o con il titolare di Tano Passami l’Olio mentre che tristezza la litigata con lo chef Sola ai Bagni Nettuno.
Divertente la cena da Combal.0, gelida quella al Per Se e ingessata quella al St.Hubertus.
Tra le delusioni (o sotto le aspettative) annoveriamo Trussardi Alla Scala, Per Se, Antica Osteria del Teatro, Ambasciata e Antica Osteria Del Ponte.
Mentre l’anno scorso l’immaginario “Premio della critica” è andato alle tante osterie che portano avanti un discorso di buono semplice, quest’anno va a Joia. Abbiamo criticato alcuni eccessi “cerebrali” ma che coraggio ci vuole a portare avanti, tra mode che vanno e vengono, un discorso basato sul vegetarianesimo.

Se volete dare un occhio ai nostri come-back cercate gli update:
Calandre (Rubano, PD): www.rockersgotorestaurant.com/?p=126
Chacarero (Parma): www.rockersgotorestaurant.com/?p=311
Dal Pescatore (Runate, MN): update 2 a fine pagina su www.rockersgotorestaurant.com/?p=52
Dispensa (Torbiato, BS): www.rockersgotorestaurant.com/?p=641
Esplanade (Desenzano, BS): www.rockersgotorestaurant.com/?p=147
Monaci sotto le stelle (Brescia): vedi l’update di Cucina Officina su www.rockersgotorestaurant.com/?p=531
Santa Croce (Parma): vedi update per Trattoria da Ronzoni su www.rockersgotorestaurant.com/?p=310
Trattoria alla Madonna (Venezia): www.rockersgotorestaurant.com/?p=47
Per le promesse di visita nel 2010 abbiamo nel mirino La Pergola, Enoteca Pinchiorri, Caino, la trilogia dei Guido, i ristoranti veneti, Fat Duck ed El Bulli (se fosse possibile prenotare).
Ci sono anche tanti altri posti in cui vorremmmo tornare per avere un opinione più definita tipo La Lucanda, Villa Crespi, Rigoletto, Piazza Duomo di Alba o il Met di Venezia.
E perchè non dare un’altra chance alle nostre (diversamente) sfortunate esperienze da Oldani, Bottura, Vittorio, Ambasciata o Sola (non ai Bagni “Nessuno” ma nel locale nuovo)?!
Per tutto il prossimo anno nella sezione “Altri locali” abbineremo ad ogni visita un disco compilation in modo da dare un po’ di spazio alle tante ottime raccolte che hanno fatta la storia del rock.

Prima di salutarci, uno spazio polemico ce lo concediamo, oltre a celebrare il peggior album dell’anno, e tra i più brutti di sempre (vedi sopra) vorremmo parlare di Striscia la Notizia.
Ma basta, direte voi… avete ragione ma è un tema che abbiamo sempre evitato.
Iniziamo col dire che ci piacciono di più le persone che si fanno domande di quelle che hanno sempre le risposte pronte quindi come possiamo essere sulla lunghezza d’onda di chi da anni fa battaglie per demolire questo o quel personaggio ma senza fare mai un minimo di autocritica.
Quanto è stata penosa la querelle sulle stelle Michelin con i grandi chef che bisticciavano? Cavolo, è una guida privata, saranno liberi di decidere chi premiare o no, sono i lettori (e spesso gli chef) che danno troppo peso a certe valutazioni. Se andiamo negli States in pochi tengono conto delle opinioni della Guida Rossa ma si fidano più dei giornali. Sarà pur vero che bisogna piegarsi a certe regole ma nessuna guida impone ad un ristoratore di voler avere “stelle”, “cappelli” o “forchette”.
Se andiamo a vedere come la Michelin spiega il significato delle stelle troviamo:
3- una delle migliori cucine, questa tavola vale il viaggio. Vi si mangia sempre molto bene, a volte meravigliosamente.
2- cucina eccellente, questa tavola merita una deviazione.
1- un’ottima cucina nella sua categoria.
Si potrebbe discutere per ore e ore di tutto, del fatto che hanno un obbligo di coerenza verso chi acquista la guida e verso i ristoratori (contro i quali a volte vengono perpetrare vili vendette) ma rimane la certezza che anche quando si parla di gusto e qualità non esista una verità assoluta.
La cosa più abominevole però resta la battaglia alla cucina molecolare, teniamo a chiariere subito che non siamo amanti di questo tipo di cucina ma ancora meno siamo amanti della stupidità.
Ovviamente preferiamo un ingrediente vero che una sferetta di qualcosa ma è altrettanto certo che non sempre la cucina “classica” sia sinonimo di qualità e sano, ci sono anche tanti barbari e disonesti che gestiscono ristoranti tradizionali.
Bisogna conoscere ottimamente i prodotti e le cotture per fare una buona cucina, il molecolare aggiunge a questo concetto la voglia di stupire sperimentando. Il limite? A tanta ricerca spesso non corrisponde un risultato a livello gustativo degno di tanto studio.
Un ristorante deve difendere in primo posto la territorialità poi valorizzare il patrimonio italiano ed infine integrare il tutto con il meglio delle materie prime del mondo, siamo per i prodotto a kilometro zero ma siamo anche per il buono, non vale la pena essere dei talebani dell’autoctono.
Su un paio di cose siamo d’accordo, che un certo tipo di cucina vada eseguito solo da chi ha capacità e non da chi si improvvisa sull’ondata della moda del momento e che, come succede nelle pasticcerie e nei panifici, venga resa disponibile al cliente una lista degli ingredienti usati in cucina (questo dovrebbe essere un obbligo sia per chi fa molecolare che per chi fa tradizionale).
Comunque sia non tutte le persone nascono allergiche ma lo scoprono ad un certo punto quindi qualsiasi piatto potrebbe riservare brutte sorprese, cosa dobbiamo fare? Non mangiare più? Se una persona ha allergia ad un alimento non vuol dire che questo sia dannoso in assoluto.
Tante sostanze messe sotto accusa da Striscia sono presenti da decenni in merendine, chewingum, bustine per torte, gelati, ecc.
Andrebbe anche spiegato bene cosa si intende per Cucina Molecolare perchè tutto quello che avviene sui fornelli innesca reazioni chimiche.
Le trasformazioni molecolari avvengono per reazioni indotte da agenti in reagenti nelle quali, ad esempio, un uovo viene in contatto con un acido causando la mutazione delle sue proteine da liquide in solide creando l’effetto cotto senza essere sottoposto all’energia del calore.
Mettere al bando tutti gli elementi indicati con la E, tra i maggiori imputati di Striscia, ovvero:
E 100- 199: Coloranti (in dolci, bevande e alcuni formaggi)
E 200- 299: Conservanti (acido sorbico per la frutta candita o anidride solforosa per vini e succhi di frutta)
E 300- 399: Antiossidanti e regolatori di acidità (acido sorbico o vitamina Cusati contro l’azione dell’ossigeno che irrancidisce i grassi)
E400-E499 (addensanti, stabilizzanti e emulsionanti)
E500-E599 (regolatori di acidità e anti-agglomeranti)
E600-E699 (esaltatori di sapidità)
…vorrebbe dire eliminare sostanze naturali come l’acido citrico degli agrumi (E3330), la cera d’api (E901) o il “famigerato” Bicarbonato di Sodio (E500).
Se esaminiamo i temibili Texturas di Ferran Adrià (additivi impiegati abbondantemente dalle industrie alimentari) troviamo Lecite (lecitina di soia), Maltodestrine (ottenuto dall’amido di mais e usatissime dagli sportivi), Agar-Agar (addensante ricavato dalle alghe), Gomma di Xantano (ottenuto dalla fermentazione del glucosio) e potremmo andare avanti a lungo.
Molecolare o additivo chimico non sono sinonimi di dannoso per la salute.
I biscotti in natura non esistono, vengono creati artificialmente dall’uomo e per farli si combinano ingredienti (anche la maizena, un amido) poi si procede alla cottura che altera la struttura chimica del cibo. Ma chi ha il coraggio di parlare di stregoneria tra i fornelli?
Oggi fa paura associare la parola sifone a cucina ma scusate cognac, whisky e grappe vengono distillati in alambicchi da centinaia di anni! Chi li fa il mago Merlino o Panoramix? La cucina come la scienza si è sempre evoluta e continuerà a farlo.
Se dico Cloruro di Sodio (NaCl) spavento un ignorante ma se gli dico che è Sale si rasserena subito, Striscia come gran parte della stampa (in mano alla politica) cerca di far paura alla gente al fine di renderla inerte, distratta dai veri problemi e sempre più passiva e accondiscendente verso i prodotti (alimentari, musicali e partiti) che la TV e i giornali stessi propongono… “Eeeeh, l’ha detto la tivvù!” “Ma l’ho letto sul giornale sarà vero”… volete un consiglio? Credete solo a quello che vedete o sapete per certo!
Se vogliamo dirla tutta anche la natura può essere pericolosa con prodotti come funghi, ostriche o volendo anche il peperone (difficile digeribilità) ma non per questo alimenti vengono messi al bando.
Se si va in Giappone e si mangia il pesce Fugu preparato da un incapace si muore, il nocciolo della questione è la capacità di chi lavora certe materie prime e crediamo, senza timore di smentita, che chef come Adrià, Bottura o Blumenthal abbiano le capacità tecniche per giocare con certi ingredienti.
La risposta evidente a tutti i dubbi è la clientela che fa la fila per mangiare in certi posti e sarebbe da sempliciotti supponenti credere che tutte le persone che frequentino questi locali siano stupidi ricchi senza gusto.
Ci sono persone al mondo che si ingozzano di pizzete bisunte, fumano come turchi e magari si drogano pure e poi hanno il coraggio di denigrare la cucina molecolare.
Altri che fanno pasta o pane fatti in casa peggiori di tanti prodotti da discount, occorre competenza anche per fare le cose più semplici!
Vogliamo ora parlare di prodotti di uso quotidiano nelle nostre cucine che possono diventare dannosi tipo il burro o l’olio? Il primo se trattato ad alte temperature diventa pericoloso e il secondo, non è da meno, una volta che ha superato il suo punto di fumo.
Lo scandalo quindi non è la cucina molecolare anzi è troppo facile prendersela con un ristoratore mentre è ben più complicato affrontare una lobby “alimentare”.
Attacare un cuoco perchè riceve dei soldi per fare ricerca non è giusto, ottenere 25.000 per 5 anni in primis non è questa gran cifra e sperimentare può portare a risultati utili per tutti.
Quello che ci domandiamo è perchè questi paladini del giusto non combattano i veri poteri o non svelino ad esempio gli intrecci tra politici, giornali e istituzioni? Magari potrebbero iniziare dicendo più verità e facendo meno propaganda sulla ricostruzione de L’Aquila.
Perchè, rimanendo in tema alimentazione, non dicono che l’Unione europea sta approvando una legge che permette di fare il vino rosè miscelando vino bianco e rosso? Ok, in Francia per gli Champagne Rosè lo fanno ma siamo sicuri che in Italia questa cosa possa portare a maggiore qualità?!
Perchè non dicono che è stata permessa la contaminazione di prodotti biologici con lo 0.9% di organismi geneticamente modificati?
Perchè non dicono che da tre anni è possibile fare un finto invecchiamento del vino con pezzi di legno al posto del classico riposo in botte? O che potrebbe essere chiamato vino anche quello ottenuto da ribes e lamponi? O quello a cui viene sottratto con pratiche di cantina l’alcool naturalmente contenuto?
Perchè non dicono che da Luglio, con lo scopo di eliminare pratiche burocratiche e far crescere la grande distribuzione, non esisteranno più le limitazioni di misure per i prodotti ortofrutticoli?
Perchè non dicono che sarà possibile produrre formaggi aggiungendo un 10% di caseinati al posto del latte, che da un lato può consentire una riduzione di sprechi ma dall’altro favorire la proliferazione di prodotti taroccati (mozzarella e altri formaggi a pasta filata o la garanzia del 100% made in Italy)?
Perchè non dicono che prima si poteva chiamare bevanda di frutta un drink con almeno il 12% di “natura” e ora basta scrivere “bevanda al gusto di…”?
Perchè non dicono che con una legge europea del 2003 si può chiamare cioccolato anche quuello prodotto con addizione di grassi vegetali diversi dal burro di cacao (massimo 5%), prima chiamati surrogati di ciccolato?
Perchè non insegna a leggere le etichette dei prodotti? Le famigerate sigle di additivi chimici non sono altro che sostanze che permettono di conservare, evitare alterazioni o esaltare le caratteristiche di un prodotto.
Perchè, entrando nel quotidiano, non si consiglia alla gente di comprare confetture con almeno 70 grammi di frutta su 100 di prodotto?
Perchè non dicono alla gente che le brioches surgelate del bar (anche quelle che spacciano per integrali) e molti gelati confezionati contengono grandissime quantità di grassi idrogenati?
Ovviamente gran parte di queste cose non hanno neppure l’obbligo di essere indicate in etichetta.
E il nostro Ministero della Sanità cosa fa? Un’ordinanza per vietare l’uso di additivi chimici nei ristoranti ma non nell’industria. Ma come? L’industria può fare quello che vuole (sembra perchè ne usi quantità ridotte) e agli chef vietiamo anche la colla di pesce? Ma dai!!!
Vabbè, speriamo che il 2010 sia migliore e ci sia meno cretineria!



Prima di lasciarci veramente giochiamo un po’ con i numeri di questi nostri 5 anni di pseudo-attività:
-Migliori cucine: Calandre 48/50 poi Vissani, Marchesi, a seguire Louis XV, Bocuse, Uliassi, Dal Pescatore e Ramsay.
-Miglior servizio di cantina: Louis XV 9.5/10 al primo posto poi alla spicciolata arrivano Il Sole di Ranco, Villa Crespi, Antica Osteria del Ponte e i classici
Vissani, Calandre e Dal Pescatore.
-Migliori locali per ambientazione o vicininza a luoghi di interesse: Combal.0, Villa Crespi, Marchesi, Met, Esplanade e Villa Fiordaliso e ad una incollatura Locanda nel Borgo Antico, Sole di Ranco, Terrasses de Lyon, Bastiglia, Piccolo Lago, Rucola, Da Fiore, Convivio Troiani, Uliassi e Capriccio.
-Migliori sale classiche o moderne: Louis XV, Vissani, Bocuse, Piazza Duomo, Piccolo Lago, Rigoletto, Villa Fiordaliso, Lucanda, Villa Crespi, Rucola, Marchesi, Met e Convivio Troiani.
-Migliore Padrone di Casa per stile o impronta data al locale: Tano Passami l’Olio, Bocuse, Joia, Cucina Officina, Piazza Duomo, Aimo e Nadia, Al Sorriso e Dal Pescatore.
-Miglior servizio in sala: sempre a pari merito Madonnina del Pescatore, St.Hubertus, Louis XV, Bocuse, Terrasses de Lyon, Vissani, Piccolo lago, Ramsay, Miramonti l’Altro, Villa Crespi, Dal Pescatore e Met.
-Miglior combinazione di mise en place e comodità al tavolo: Locanda Locatelli, Rigoletto, Ramsay, Villa Crespi, Marchesi, Dal Pescatore, Met, Calandre, Piccolo Lago, Vissani, Terrasses de Lyon, Bocuse, Louis XV e St.Hubertus.
-Miglior vassoio del Pane: Rucola, Piccolo Lago, Trussardi alla Scala, Calandre, Locanda Locatelli, Ramsay, Bocuse e Louis XV.
-Migliori locali nel coccolare i clienti: Per Se, Ambasciata, Trussardi alla Scala, Cucina Officina, Vissani, Piccolo Lago, Flipot, Ramsay, Rucola, Marchesi, Dal Pescatore, Met, Madonnina del Pescatore.
-Migliori dessert: Louis XV 10/10 poi Ramsay, Rigoletto, Miramonti l’Altro e Rucola; ancora St.Hubertus, Villa Fiordaliso, Piazza Duomo, Piccolo Lago, Calandre, Villa Crespi, Marchesi, Met e Dal Pescatore.
-Miglior caffetteria: Combal.0, Louis XV, Vissani, Piazza Duomo, Capriccio, Piccolo Lago, Rigoletto, Parizzi, Met e Madonnina del Pescatore.
-Migliori presentazioni: Cracco, Per Se, Arco Antico, Villa Fiordaliso, Combal.0, Louis XV, Bocuse, Osteria Francescana, Vissani, Madonnina del
Pescatore, Piazza Duomo, Calandre, Al Sorriso, Lucanda, Villa Crespi, Rucola, Marchesi e Dal Pescatore.
-Migliori e più vaste proposte “extra” dalla cucina: Osteria Francescana 4.5/5 e a seguire Cracco, Louis XV e Bocuse.
-Migliori offerte a 360° gradi, cucina esclusa: Cecchini 2/2 poi Locanda nel Borgo Antico, Villa Fiordaliso, Sole di Ranco, Terrasses de Lyon, Locanda delle Tamerici, Bastiglia, Villa Maria Luigia, Uliassi e Villa Crespi.
Divertendoci sempre con i voti possiamo vedere come la somma alimentare di CUCINA e DESSERT vede sempre al primo posto Le Calandre con 57/60, seguito da Louis XV e Marchesi a 56. Poco cambia se aggiungiamo anche il PANE per completare l’offerta delle cose che escono dalla cucina: Calandre 60 su 63, Louis XV 59 e Ramsay 58.5. Oppure mettendo nel computo anche la parte ESTETICA: Calandre 63/66 poi Louis XV a 62.
La miglior LOCATION dettata da POSIZIONE, ambiente INTERNO e “INTAVOLATA” vede primeggiare Villa Crespi, Marchesi e Met a quota 13 su 13 che precedono di poco Villa Fiordaliso e Piccolo Lago. Se aggiungiamo gli EXTRA ambientali Villa Crespi passa al comando con 14.5 seguito da Villa Fiordaliso a 14.
Il posto dove dovreste essere TRATTATI più CON I GUANTI (SERVIZIO+ GESTIONE+ COCCOLE) è Dal Pescatore con 13 punti su 13. A 12.5 pts. troviamo Vissani, Piccolo Lago e Madonnina del Pescatore. A 12 Ramsay e Bocuse.
Il Ristorante con la più vasta OFFERTA di PRELIBATEZZE (CANTINA+ CAFFETTERIA+ BONUS) è il Louis XV con un ottimo 16.5/18 poi Vissani 15.5 e Osteria Francescana, Calandre e Bocuse a 15.
Onestamente alcuni dati stupiscono anche noi e a distanza di mesi/anni qualcosa cambieremmo ma forse è meglio affidarci alle sensazioni più genuine di quando abbiamo valutato oppure, perchè no, sarebbe meglio ritornare!
xoxoxo
Kid & Fancy
P.S. Ringraziamo tutti gli chef/patron che ci hanno scritto (Bottura, Berton e Siragusa) per discutere dei propri meriti o demeriti. Ora attendiamo si faccia vivo anche un responsabile delle più note Guide per un confronto di opinioni. Oppure qualcuno che ci renda famosi facendoci causa.
N.B. Questo “capolavoro” è stato scritto (come tutti gli altri articoli) in trenta minuti circa durante un tempo morto al lavoro quindi perdonate eventuali imprecisioni. Nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo siamo uno studente e un lavoratore in proprio quindi non rubiamo uno stipendio dedicando un po’ di tempo a questo blog (come fanno in tanti andando su Facebook). Buon MMX a tutti.




































