‘L Birichin
Via Vincenzo Monti, 16/A
10126 Torino
Tel: 011.657457
www.birichin.it
Cucina: 37 / 50
Cantina: 7 / 10
Contesto: 2 / 5
Sala: 3.5 / 5
Gestione: 4 / 5
Servizio: 2.5 / 5
Mise En Place: 2 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 2 / 3
Dolci: 6.5 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3
Bonus: 3
Extra: 0
TOTALE : 74.5 / 110
Costo: €€
Rapporto qualità / prezzo: B
Ultima visita: Autunno 2009
Il lavoro e lo studio ci hanno tolto un po’ di tempo ma rieccoci pronti a parlarvi di una delle tavole più chiacchierate d’Italia.
Lo chef Nicola Batavia ha sempre diviso critica e pubblico.
Stella Michelin, un voto bassino per l’Espresso (13,5/20) e nemmeno una citazione sul Gambero Rosso.
Per tener fede al titolo di “birichin” ha rinunciato al premio assegnatogli della guida rossa seguendo le orme e/o precedendo tanti altri grandi ristoratori come Marchesi (ex-due stelle), La Via Romana di Bordighera (fu una stella) e il mitico Olivier Roellinger (che, dopo un’ultra-decennale carriera, una volta raggiunta la terza stella decide di rinunciarvici. Nessuno così potrà mai declassarlo! Three stars for life!).
Sarà la nuova moda? C’è chi ucciderebbe per averla e chi se ne sbarazza. Intanto i giornali e i gourmet parlano. Lo chef giustifica la sua scelta, tra le varie motivazioni, con il timore di vedersi declassato per i suoi svariati impegni in giro per il mondo che lo tengono spesso lontano dal ristorante. Rifiutarla fa decisamente più chic che perderla.
Lo chef infatti si è occupato dell’hospitality Nike alle Olimpiadi di Pechino 2008, insegnerà cucina a Doha in Qatar e ha diverse collaborazioni in atto con ristoranti europei, asiatici e americani.
Non si fa problemi a dichiarare che la sua priorità è diventata il guadagno e se questo comporta dover insegnare come fare le lasagne ai giapponesi va benissimo.
Opinione discutibile.
Meno contestabile è la sua osservazione sulla situazione della ristorazione italiana. Molti di quelli che lo criticavano per questo suo “vendersi” ora fanno catering, hanno un locale più “cheap” o firmano prodotti di qualsiasi tipo.
E’ una persona con cui è piacevole chiacchierare ma si percepisce presto che l’ego arriva prima del talento in cucina (che c’è) ma di questo ci occuperemo poi.
Quindi torniamo un attimo indietro…
Il locale è situato in una zona marginale di Torino, non distante dalla zona fieristica del Lingotto.
Data la non facilità di parcheggio il ristorante si è premunito con un garage convenzionato a pochi metri.
Il quartiere non è un bel vedere, di sera c’è da tenersi stretto il portafogli e la moglie (se ci tenete)!
Il ristorante è all’interno di un’anonimo caseggiato, le tre sale hanno un’accoglienza curatamente casalinga anche se nelle giornate buie autunnali possono risultare un po’ tetre per colpa delle pareti rosse.
I famosi televisori che dovrebbero mostrare il lavoro in cucina non sono visibili dalla nostra posizione.
Al momento della nostra visita nel ristorante trova spazio una bella esposizione di Mr.Linea di Osvaldo Cavandoli e un pretenzioso ritratto di Mr.Batavia.

La mise en place è ordinaria, la tovaglia sarebbe da stirare e le gambe del tavolo sono un po’ fastidiose. Un nonnulla.
Anche la carta delle pietanze non si presenta benissimo, fotocopie incollate in qualche modo e copertina molto sciupata. Quisquiglie? forse!
La carta dei vini è discreta ma certo non in linea con quello che le guide pretendono.
Piccoli scricchiolii che diventano un ostacolo per chi bada all’aspetto esteriore nei ristoranti di alto livello.
Passiamo a quello che ci interessa di più…
Ecco il “MENU’ DELLA STAGIONE” (creato per la “collezione autunnale” il 15/10/2009)
APERITIVO:
Champagne “Billecart Salmon” Brut 10,00 €
Prosecco di Valdobbiadene.”Bolla” Brut 6,00 €
ENTRATE:
Il Crudo: tartara di mazzancolle e salmone del Baltico, insalatina e fichi caramellati 18,00 €
Piccoli calamari con guanciale di culatello scottati su zuppetta di porri di Cervere 16,00 €
Code di gamberi in crosta di grissino al olio su creme brulèe di patate. Olio Terre Rosse 17,00 €
Il Vegetariano : Spiedino di topinambour, cavolfiori, carciofi e verza con bagna caoda 14,00 €
La tradizione: battuta di fassone al coltello, tonno di coniglio e tartrà di erbette. Anno 2004
18,00 €
La tradizione:Trancetto di baccalà mantecato su fonduta di sedano rapa. chutney di zucca 17,00 €
LE PASTE ED I RISOTTI:
La pasta farro e fagioli con cape-sante al olio di argan 15,00 €
Maccheroncini di kamut con polipo, ceci e bottarega. Olio sardo 15,00 €
Il vegetariano : Conchiglioni con cime di rapa, broccoli, olio al finocchio e ricotta affumicata 15,00 €
La tradizione :Risotto con il Castelmagno, caramello al mosto d’uva e polvere di fichi 16,00 €
La tradizione :Tajarin Piemontesi di mia madre con ragù alla monferrina e carciofi 15,00 €
La tradizione :I nostri “Plin” cotti nel brodo, burro chiarificato su fonduta d’alpeggio 16,00 €
IL PESCE:
La coda di pescatrice con speck e rosmarino con stracciata di cardi gobbi di Nizza. Olio Geraci 22,00 €
Millefoglie di dentice su carciofi e nero di seppia. Olio al arancio 22,00 €
Piccole seppie ripiene di astice, pinoli e mollica su zucchine invernali. Olio di Sassicaia 20,00 €
LA CARNE:
Il filetto del maialino “tonnato” arrosto. Versione “2009″ 22,00€
Stracotto di manzo al ghemme su polentina di frutta secca e marmellata di gelso nero 20,00€
La tradizione :Bollito di puntine,muscolo e lingua, salsa verde e giardiniera piemontese 21,00€
Il petto di quaglia e della faraona al sale affumicato ed il suo ristretto, tortino di castagne 20,00€
Il Carrello dei formaggi con le confetture di Batavia 18,00 €
Il Gran Carrello 22,00 €
DOLCI DELLA CASA:
Fragole alla “panna” (Fragole marinate sulla sua granita e crema di panna)
Cremoso allo zafferano dell ‘Aquila, salsa di mandorle e pere confettate
Semifeddo di zabaione Piemontese su salsa al moux e miele al pepe bianco
La nostra “Panna non cotta” su salsa di frutti di bosco e nostri canditi al rosmarino
I CIOCCOLATI:
Mousse al cioccolato bianco e sale Organico alle Spezie, crema inglese all’ uovo e gelatina di fiore di sambuco
Ghiacciata di menta di Pancalieri, scaglie di cioccolato allo zenzero e frappè al cocco
Crostata di pesche caramellate su crema di cioccolato “extra noir 55%” al amaretto
Tortino caldo al cioccolato “Abinaio” Valrhona, granita di mohito e Chantilly
Perfetto di caffè Blue Lavazza e Crik - Crok, zabaione freddo al cioccolato in tazza
Degustazione di fondenti puri Modicani Equosolidali
Con zucchero integrale di canna “DULCITA” dall’Equador
Con zucchero integrale di canna “MASCOBADO” dalle Filippine
Con zucchero di canna Semilavorato
(I Dolci vengono preceduti da un avant-dessert da Noi offerto)
Sul menu viene indicata la provenienza delle materie prime (IDEA CONDIVISA AL 100%!!! ndRGTR):
Il pane, i grissini, le focacce e le paste sono di produzione della mia mamma “Maria”
La pasticceria fresca e secca è prodotta giornalmente da Noi
Le vivande sono selezionate certificate e garantite
Le carni : Oberto - Greppi
I pesci : Chiodi Paolo- Selecta
Le verdure e terzo consumo : Mercato generale (Mia madre)
Uova-Maiale : Paolo Parisi
Prodotti di nicchia : Selecta
I percorsi di degustazione sono diversi e studiati per ogni occasione (BRAVO CHEF, ndRGTR):
in un crescendo di sapori e rispettando le stagioni…
-Batavia Zero
Degustazione di due portate, piccolo dessert ed un calice di vino abbinato con coperto (per tutti i commensali del tavolo) 40,00 €
-Batavia Piacere
Degustazione di tre portate a Vostra scelta e piccolo dessert dello chef con coperto (per tutti i commensali del tavolo) 55,00 €
-Batavia Sapore - Batavia Talento
Stuzzichino, due antipasti, due primi, un secondo e due dessert con coperto (per tutti i commensali del tavolo) 60,00 €
-Batavia Armonia - Batavia Champagne
Stuzzichino, tre antipasti, un primo, un secondo e tre dessert con coperto (per tutti i commensali del tavolo) 90,00 €
Decidiamo per l’opzione due: IL PIACERE (l’ideale per un pranzo veloce, questo nostro lo sarà pure troppo)
Lasciamo libertà d’azione allo chef, mettiamo alla prova il suo valore e la sua integrità!
Ci proporrà un tradizionale viaggio nella cucina piemontese.
Si inizia con una ritemprante provetta contenente una cola (ricetta Batavia) e gin

Ci servono un lunghissmo vassoio dei pani con: Grissini stirati (normali e con finocchio), pane bianco, al latte e sfoglie… il tutto accompagnato da un olio umbro prodotto dallo chef in quel di Spoleto (tutto molto buono, solo il panino al latte è un po’ sottotono perchè più duro del dovuto)

Si parte con due Polpettine di salmone e patate… una polpettina rotola ma Kid, con la rapidità di un ninja, la prende al volo prima che tocchi terra e se la pappa con stupore dello chef già pronto a sostituirla

Non facciamo in tempo ad addentare le polpettine che arrivano delle Verdure ripiene su fondo di cipolle di Tropea

Si mangia a ritmi forsennati, portato via un piatto ne arriva un altro:
Battuta di fassone al coltello, tonno di coniglio e tartrà di erbette (♫♫♫, un bel trittico con menzione particolare per il tortino di erba di San Pietro)

Tajarin Piemontesi di mia madre con ragù alla monferrina e carciofi (♫♫, i tajarin come il pane sono fatti dalla mamma dello chef e la signora ci sa fare, meglio quelli del combo ragù più carciofi)

Il filetto del maialino “tonnato” arrosto (♫♫♫♫–, sarebbe stato eccezionale se non fosse durata qualche secondo di troppo la cottura. Comunque ottima carne con vero tonnato di vitello senza maionese e con un perfetto fondo di verdure passate)

Cioccolatini fatti in casa con uvetta, amaretti e savoiardi

Ganache di cioccolato, leggermente salata, con salsa al mou, tartufino piccante e wafer (♫+, in pratica ci hanno servito una praline, buona per dio ma sempre un cioccolatino era…)

Caramelle gommose in stile fiera invece della piccola pasticceria

Il pasto è stato bagnato da un Dolcetto di Dogliani DOC San Nicola 2007 Azienda Bevione (♪, tannini in evidenza ma non ruvidi per questo rosso, non filtrato, di tutto rispetto), vino che Batavia dichiara essere una sua selezione, in realtà è solo una bottiglia sulla quale ha attaccato un suo adesivo in quanto è uno di quei prodotti che lo chef porta con sè all’estero a testimonianza delle sue origini.
Tiriamo un po’ di conclusioni?
Ci aspettavamo una cucina più di avanguardia, l’inizio con la provetta di cola ci aveva illusi di aver ragione e invece abbiamo trovato uno chef molto attento alle tradizioni.
Tutta l’offerta non mira a stupire ma a coinvolgere arricchendo pietanze classiche con un pizzico di fantasia.
Il pranzo fila via liscio ma la cucina non è sempre concentrata (pochissimo tempo tra un piatto e l’altro, carne troppo cotta e presentazione dei tajarin da rivedere).
Lasciano perplessità anche i dessert e la piccola pasticceria mentre vanno segnalate buone disponibiltà di oli, aceti, formaggi, cioccolato e rhum!
Il servizio in sala è tutto nelle mani dello chef, in stile Oldani, tranne per una fugace apparizione di un collega.
Cucina, servizio e mediaticità rendono il Birichin molto simile al D’O (o viceversa), solo che nel locale torinese si mangia meglio e non c’è da aspettare un anno per avere un tavolo.
La nostra visita ci ha reso più chiaro il motivo di opinioni così contrastanti sul ristorante, ad esempio l’idea delle caramelline offerte come piccola pasticceria la si può trovare divertente o stupida.
Per quanto riguarda la stella, ci sentiamo di dire che difficilmente ora la riceverebbe. Si intuisce che si è messa da parte la sperimentazione per far spazio a soluzioni più ortodosse e ci si è indirizzati su un target di pubblico meno pretenzioso.
Immaginatevi di essere a bordo di una buona macchina che viaggia col mattone sull’acceleratore.
Non ci rimane che fare l’abbinamento musicale.
Siamo al cospetto di uno chef un po’ pieno di sè quindi la mente viaggia verso questa nuova generazione ego-maniaca che non tratta la musica con passione e umiltà ma la usa per appagare la propria voglia di visibilità.
Quindi a tutti questi ragazzini col ciuffo che pensano di saper suonare ma al massimo sanno usare Guitar Hero e Cool Edit, a tutti quei produttori finti-vintage improvvisati che pensano sia glamour rilanciare le audiocassette e a tutti gli universitari con baffi o barba che invece di andare ai concerti pensano sia più rock andare a qualche DJ set di mp3 per scatenarsi con “Paranoid” dei Black Sabbath consigliamo una delle band più genuinamente divertenti della storia del rock ovvero quei californiani birichini (per stare in tema) dei DICKIES con il loro irriverente “The Incredible Shrinking” (1979, dove tra le varie ottime tracks troverete una cover di Paranoid ai mille all’ora).
Nelle loro veloci punkrock songs troverete di tutto, a dimostrazione della loro verace (sotto)cultura!
Tanta passione per i B-movies (nel 1987 si occuperanno della colonna sonora di Killer Klowns From Outer Space), per lo scanzonato 60s dei Monkees e per il punk dei Ramones.
Non mancano frecciatine polemiche come nel brano di P.F. Sloane (la Eve of destruction resa famosa da Barry McGuire), gli omaggi alle serie Tv come Banana Splits e soprattutto tanto buon gusto per tutto quello che è pacchiano.
Nanni Moretti: Kitsch? Ma come parli? Le parole sono importanti!





