Il Sole di Ranco

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:51 pm on Venerdì, Luglio 24, 2009

P.zza Venezia, 5
21020 Ranco (VA)

Tel: 0331.976507
www.ilsolediranco.it

Cucina: 39 / 50
Cantina: 9 / 10
Contesto: 4.5 / 5
Sala: 3.5 / 5
Gestione: 3.5 / 5
Servizio: 3.5 / 5
Mise En Place: 2.5 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 2 / 3
Dolci: 7.5 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 2.5 / 3

Bonus: 3
Extra: 1.5

TOTALE : 85 / 110

Costo: €€€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Estate 2009
Come urlava il pubblico di OK Il prezzo è giusto: CENTO! CENTO! CENTO!
Siamo arrivati a 100 ristoranti recensiti e per celebrarli al meglio ci siamo affidati ad un locale con oltre un secolo di tradizione!!!
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La famiglia Brovelli cura questa tavola, con albergo (del clan Relais & Chateaux), sulla riva del Lago Maggiore da oltre centocinquant’anni.
La location è suggestiva, perfetta per il periodo estivo, con la splendida terrazza che si affaccia sul Verbano.
Per gli ospiti dell’albergo c’è pure la piscina con possibilità di pasteggiare al Brovelli wine-bar Il Molo!
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Ranco è un piccolo centro con poche attrattive (lago escluso) se non fosse per questo pluri-premiato locale, tra gli ultimi trofei portati a casa c’è il premio per il sommelier dell’anno vinto da Ivano Antonini che in quel de Il Sole cura con attenzione certosina la cantina.
Se volessimo fare le pulci, un punto debole della struttura potrebbe essere la struttura stessa con quel suo look primo Novecento. Sono proprio inezie, noi daremmo una ringiovanita a certe parti (soprattutto la sala ristorante interna) e metteremmo qualche fiore in più, dettagli per perfezionisti. Gli stranieri probabilmente lo preferiscono così.
Arriviamo alle note liete.
Parcheggio agevole, tanto verde e tanto blu.
L’accoglienza è formale e sbrigativa, siamo troppo vicini a Milano per avere a che fare con gente affettuosa.
In compenso al tavolo (finemente preparato) ci aspettano amichevoli come non mai tre tipi di burro, un bel vassoio di panini e tre grissini. Non ci piacciono molto le sedie, pur essendo di design e adatte per stare all’aperto, mancano del confort dei braccioli. sole-008.jpg

Da dove siamo seduti godiamo di un’ottima vista, le foglie ci riparano dal sole ma lasciano passare un corroborante venticello.
Il tavolo è fin troppo grande, per prendere i grissini dobbiamo alzarci, meglio così… rassodiamo i glutei.
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Chiediamo al cameriere di illustrarci i panini, lo mettiamo in difficoltà ma ne esce con mestiere (”bianco, olive, focaccia, castagne ma non so se ci sono noci e anche questi sono tutti pane bianco ma di forme diverse…”, del burro non sapremo mai nulla). Facciamo presente un’intolleranza a noci, nocciole e mandorle che immaginiamo non sia stata riferita in cucina visto il tipo di aperitivo e dolce che ci verranno serviti (ma questa è un’altra storia e ne parleremo poi).
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Ci porgono il menu…

Tre percorsi degustazione:
-L’omonimo che sceglieremo noi (illustrato sotto)

-500 Metri (con pescato del Lago Maggiore, € 80)
Crudo di Lago, Frutti di Mare e Caviale di Luccio
Tagliolini Verdi con Lavarello al Fumo, Spuma di Barbabietola
Spiedino del nostro Persico alle Erbe fresche, Croccante liquido di Nocciole e Cipolla rossa di Tropea
Divertimento di Pasticceria

-Solo Mare (€ 130)
Carpaccio di Scampi, Pane croccante e Aria di Bisque
Tagliolini alla Grancevola, Pesto di Zucchine
“Fritto Misto” (l’abbiamo visto arrivare al tavolo vicino e sembrava veramente un gran fritto e pure abbondante)
Divertimento di Pasticceria

Vini in abbinamento al nostro Menu Degustazione: cinque vini italiani, scelti dal miglior sommelier italiano AIS 2009, Ivano Antonini, serviti al bicchiere (€ 45).

La carta:

-Aperitivi
Franciacorta Uberti Francesco I
Champagne Bruno Paillard Selezione Il Sole (cuvée creata appositamente per i 150 anni di attività del ristorante)

-Antipasti
Zuppa Pavese: Uovo a 60°, Ricci di Mare e Lardo croccante (2006)
Insalata d’ Astice nostrano di Sicilia al Profumo di Arancia, Mozzarella del Lago di Monate (1994)
Carpaccio di Scampi, Pane croccante e Aria di Bisque (2007)
Crudo di Lago, Ricci di Mare e Caviale di Luccio (2006)
Faraona Ficatum, Fegato Grasso di Mortara e Frutta secca
Carpaccio di Sanato ai Profumi di Giardino
Tartare di Gamberi Rossi, Ricotta tiepida e Gaspaccio

-Primi Piatti (tutte le nostre Paste sono prodotte da Noi con Farine rigorosamente Biologiche provenienti dal Molino a Pietra di Marino Felice di Cossano Belbo, CN)
Tagliolini Verdi con Lavarello al Fumo, Spuma di Barbabietola (2002)
Lasagna del “Sole” con Scampi e Salsa al Sauternes (1985)
Raviolo alla Carbonara, Pancetta croccante della Val Formazza (2000)
Risotto Carnaroli invecchiato due anni, alla “Milanese” con Spuma di Parmigiano (2003)
Ravioli di Ricotta del Lago di Monate, Spinaci ai profumi di giardino
Tagliolini alla Grancevola, Pesto di Zucchine

-Secondi Piatti di Pesce
Il lago…
Spiedino del nostro Persico alle Erbe fresche, Croccante liquido di Nocciole e Cipolla rossa di Tropea (1870)
Luccio Perca, Senape ghiacciata, Topinambour e Pistacchi (2001)
Salmerino al Cartoccio (2009)

Il mare…
Branzino di lenza cotto nella Creta (2007)
Gomitolo di Salmone in Fili di Patate croccanti, Gelato alla Carota e Arancia, Maionese calda (2009)
Fritto Misto (2006)

-Secondi Piatti di Carne
Filetto di Manzo spadellato, in Tartare e le sue Animelle € 35,00
Porchetta di Coniglio alle Olive Nere , Peperoni brasati al Forno (2006)
Piccione allo Spiedo, rovesciata d’Indivia al Lardo croccante (2009)
Roustin Negà (minimo 2 Persone)
Carré di Agnello alle Erbe di Campo
Maialino affumicato (2009)

Selezione di Formaggi delle nostre Valli

I nostri dessert

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Mentre guardiamo la carta dei vini arriva qualche stuzzichino (vedi sopra). Non esiste una normale lista dei vini ma ben due, una dedicata all’Italia e una all’estero. Siamo di fronte ad una delle cantine più opulente della penisola (con ricarichi pesanti), il sommelier si sarà divertito un casino a stiparla ma non sarebbe male mettere anche qualche bottiglia di fascia economica e non solo prodotti d’elite, da segnalare la disponibilità di qualche birra. A noi non andava di fare l’abbinamento al calice proposto, cinque bicchieri sono troppi per chi deve guidare e non ci andava nemmeno di spendere centinaia di euro per una bottiglia che sappiamo già non finiremo.
Il sommelier Ivano, più cordiale di quanto le malelingue dicano, ci verrà incontro proponendoci un fuori carta:
Riesling della Mosella Schieferterrassen 2007 Heymann Lowenstein (♪, il tappo a vite non deve spaventare, del resto è inutile sprecare del prezioso sughero per bottiglie di fascia media/bassa di mercato; l’acidità è piacevole, spicca la mineralità ma non manca la morbidezza e le note fruttate di agrumi e mela verde fanno il resto)

La nostra esperienza si apre con la rivisitazione de
Il Campari col bianco, servito con noccioline(!) (simpatico e corroborante starter)
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Inizia la degustazione con
Tartare di Gamberi rossi Ricotta tiepida e Gazpacho (♫♫♫; bel gioco di sapori, consistenze e temperature con un difetto, mandato giù l’ultimo boccone ritorna un piccantino fastidioso)
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Raviolo alla Carbonara, Pancetta croccante della Val Formazza (♫♫, decisamente saporito ma immerso nell’unto)
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Gomitolo di Salmone in Fili di patate croccanti, Gelato alla Carota e Arancia, Maionese calda (♫♫♫; alla vista ci ha ricordato un fallimentare spiedino gustato a Le Calandre ma questo è decisamente meglio, diverte il gioco di abbinamento con le salsine)
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Il menu imponeva Maialino Affumicato ma chiediamo di sostituirlo con
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Branzino di lenza cotto nella Creta
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voto: ♫
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Tanto fumo ma poco arrosto! Saranno stati i sapori delle altre pietanze a farlo risultare anonimo o il vino, boh! Fatto sta che neanche la spruzzata di cacao che lo avvolgeva è riuscita a far rilevare questo branzino al palato (sprigiona solo un po’ di profumo di cioccolato appena servito). Un peccato perchè la consistenza e la qualità del pescato erano ottime.
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3 x 3 di Formaggi (♫♫, presentati in maniera talmente frettolasa che non abbiamo capito cosa fossero… Più che 3×3 mi sembra un 3×2 formaggio più abbinamento… Toma a sinistra e formaggi di capra, uno avvolto in foglia, sul centro-destra)
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Divertimento di Pasticceria (♫♫; non c’è una carta da vedere ma vengono serviti dessert random)

Prima dei dolci veri e propri arriva una cassettiera stile Kartell con la piccola pasticceria (razioni per una persona) e un piattino di frutta fresca. Anche in questo caso i dolcetti non vengono introdotti ma dentro il primo cassetto in alto troviamo due cioccolatini e un bigliettino che ci illumina su cosa siano. Negli altri cassetti nulla.
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Semifreddo di albicocca con nocciole e cremino alla ricotta (gioco di temperature e consistenze… con nocciole!)
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Sfere di cioccolato bianco, gelato allo yogurt con coulis di lampone (bel duello dolce-tendenza acida)
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Ci siamo trovati al cospetto di una cucina valida, misurata e dai modi gentili. Quello che mancava era il genio, tutto scivola via liscio senza che niente rimanga nei ricordi e quando lo chef ha provato a stupire il risultato non è stato all’altezza della premessa.
Diciamo che l’ultimo dei Brovelli ha mostrato piatti che erano più frutto dell’esperienza che del talento.
I camerieri dal canto loro sanno come muoversi in sala ma sono un po’ “svagati” (non conoscono bene ciò che la cucina propone, non hanno segnalato le nostre intolleranze allo chef e a fine pasto sono addirttura scomparsi).
I padroni di casa, persone affabili, si vedono solo quando vengono a salutare il personaggio televisivo che pasteggia alle nostre spalle. Ma siamo a Milano o a Ranco?
Lasciata da parte la pignoleria, consigliamo una maggiore attenzione ai dettagli per essere pronti a rivaleggiare con le migliori tavole d’Italia.
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Se pensiamo all’abbinamento Sole - Musica la prima soluzione che ci viene in mente è la “House of the rising sun” degli Animals (1964) inclusa nella versione americana del primo omonimo LP della band di Eric Burdon!!!

PS:

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E’ incredibile, sembra ieri che abbiamo deciso di far partecipe il mondo delle nostre esperienze culinarie (e non solo) e non avremmo mai pensato di durare tanto!
Dopo 100 ristoranti ci siamo fatti un buon bagaglio di esperienza e anche il livello qualitativo delle nostre recensioni pensiamo sia cresciuto.
Dalle prime tentennanti uscite con riassunti sommari e qualche suggerimento sulle pietanze top siamo passati a commenti dei piatti, foto e approfondimenti.
Le immagini non saranno sempre di qualità ma il perchè è presto spiegato, i nostri sono scatti “rubati” con un telefonino o una digitale, fatti per arricchire gli articoli e non per finire su libri d’arte.
Arriva il piatto, un click e si addenta il boccone, tutto nel giro di pochi secondi. Siamo al ristorante per mangiare e godere del cibo, non per un foto-reportage.
In aggiunta a queste giustificazioni vanno considerate le luci dei locali che non sono le più adatte alla fotografia. Ovviamente evitiamo di usare il flash per non disturbare. Non abbiamo neppure voglia di perdere tempo a regolare il bilanciamento del colore mentre il piatto si raffredda.
Tutto quello che trovate sul sito è frutto del nostro sacrificio (anche economico) quindi finchè rimarrà a questo livello amatoriale bisognerà accontentarsi.
Sempre in tema di foto, ultimamente abbiamo messo immagini anche di pizzerie e trattorie, l’impatto visivo non sarà certo quello delle pietanze dei locali di alta ristorazione ma hanno una loro dignità e danno comunque indicazioni. Ci sarebbe parso di classificare certi ambienti come di serie B non immortalandoli.
Inoltre non essendoci in Italia una netta differenza tra ristorante e trattoria abbiamo deciso di mantenere una categoria unica per i giudizi. In Francia è tutto più facile, è più semplice distinguere tra Cafè, Bar-a-Vin, Bistrot, Brasserie e Restaurant.
Parlando invece di ristoranti, cosa possiamo aggiungere a tutte le stramberie che abbiamo scritto? Abbiamo incontrato molti locali di buon livello, diverse eccellenze (grazie a dio) e poche vere fregature.
Le delusioni sono state spesso dettate dalle eccessive aspettative che ci eravamo costruiti leggendo critiche e giudizi di guide o esperti.
Tutte queste esperienze fallimentari le abbiamo incluse nel macro-insieme “ristorazione questa sconosciuta” che comprende altre tre antipatiche sottocategorie che concorrono ad ampliare la gamma delle nostre avventure negative:
1. Quelli in cui la qualità reale di un piatto viene taroccata con i dettagli (servizio in smoking, gran cura nell’aspetto visivo del piatto e rapporto col cliente), la bontà percepita aumenta a dispetto di quella reale e i clienti meno smaliziati ne rimangono conquistati. Tanti sorrisi e salamelecchi per poi castigarti con cibo anonimo e conto alto.

2. Quelli che trattano bene solo i clienti abituali o i supposti VIP. Che io sia un operaio o un miliardario dovrei essere trattato allo stesso modo, anzi vedendo una coppia giovane ed immaginando il sacrificio fatto da questi ragazzi per pagarsi una serata perfetta i ristoratori dovrebbero essere ancora più gentili.

3. Le trappole per turisti, pietanze scadenti e prezzi spropositati, situate in location strategiche a due passi dai monumenti più interessanti. Odiamo questi posti perchè possono dare una brutta immagine della cucina ed accoglienza italiana all’ignaro visitatore.
Un capitolo a parte va dedicato ai tanti forum focalizzati sul mondo della cucina.
Leggendo le recensioni di locali in cui siamo stati, se si escludono i commenti di incompetenti (esempio un cliente de L’Ambasciata di Quistello diceva: “le paste di mandorla erano dalla cottura improbabile, all’interno l’impasto era ancora crudo” secondo noi quella consistenza “umida” cui si riferiva questo improbaile critico è sinonimo di qualità), ci sorprende la grande discordanza dei giudizi nei confronti dello stesso locale, in special modo nell’ambito delle trattorie.
Sembra che la valutazione, escludendo chi si lamenta dei costi (i prezzi sono esposti fuori dal ristorante per legge), non sia dovuta alla cucina ma al tipo di serata passata, intesa non solo come cibo e servizio ma soprattutto come compagnia cioè se ci si è divertiti con gli amici si decide inconsciamente che si è mangiato bene altrimenti l’esatto contrario.
Rimanendo in tema, ci è capitato di assistere anche a scene in cui il supposto esperto di cucina della compagnia (o solo il più carismatico) esprima un giudizio perentorio su un piatto per vedere tutti gli altri commensali dargli ragione, accodandosi come pecoroni senza personalità e gusto.
Prima di poter parlare bisognerebbe conoscere, noi abbiamo studiato approfonditamente la materia cucina negli ultimi anni ma nonostante questo ci sentiamo ancora alle prime armi, timorosi nell’esprimere giudizi perentori e vogliosi di conoscere ancora di più.
Ci teniamo a sottolineare che non passiamo le nostre giornate in ristoranti costosi ma conduciamo una vita normalissima solo che le poche volte che decidiamo di uscire cerchiamo di farlo al meglio.
Vi possiamo garantire che siamo più spesso a casa con un libro o davanti alla TV che in giro per locali.
Ognuno decide come spendere i propri soldi, c’è chi investe centinaia di euro per seguire la propria squadra del cuore, chi per comprare ogni nuova diavoleria tecnologica, chi per curare il proprio aspetto fisico, ecc.
Noi preferiamo spenderli per il cibo, volendo essere schietti possiamo dire che di tangibile non “resti” niente ma l’esperienza e le sensazioni che regalano certi ristoranti sono uniche!
Sarà banale dirlo ma le emozioni non hanno prezzo.
Per farci capire meglio (soprattutto dai calciofili), una cena da Vissani non dà meno goduria del gol di Grosso alla Germania nelle semifinali dei Mondiali.
Il piacere del mangiare cibo buono, sano e cucinato a dovere dovrebbe spronare tanta gente a provare un certo tipo di cucina.
La nostra vita è cambiata dopo la prima visita a Canneto sull’Oglio dai Santini, abbiamo capito cosa vuol dire Alta Cucina e abbiamo deciso di provare ad uscire meno ma meglio.
Una ricerca che è proseguita nella continua ricerca di cibo di qualità al fine di curare (godendo) il nostro corpo, allontanandoci dalla cultura del nostro tempo che impone una maggiore attenzione all’aspetto esteriore (belli fuori ma marci dentro).
Conosciamo persone che non accendono il riscaldamento in casa per comprarsi una borsa di Vuitton (che al contrario delle emozioni tende a usurarsi), altre che comprano scampoli di tessuto griffato da applicare a camicie da mercato (noi odiamo tutti gli oggetti con loghi) e altre che fanno mutui in banca per comprarsi un Mercedes SLK (se volete annoiarci parlateci di auto, giusto le macchine “vintage” ci incuriosiscono).
Tutto viene fatto col fine di mostrarlo agli altri e andare in certi ristoranti per alcuni non ha valore perchè non “ti vedono”!
Noi abbiamo scelto la nostra strada, tutto ciò che faremo sarà fatto per noi stessi e anche se sarà dura per il nostro conto in banca pensiamo ne valga la pena.

Al Porto

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 10:16 am on Mercoledì, Luglio 15, 2009

Via Porto, 29
25080 Moniga del Garda (BS)

Tel: 0365.502069
www.trattoriaporto.com

Cucina: 41 / 50
Cantina: 7.5 / 10
Contesto: 4 / 5
Sala: 3.5 / 5
Gestione: 4.5 / 5
Servizio: 3.5 / 5
Mise En Place: 2 / 3
Pane: 2.5 / 3
Coccole: 2 / 3
Dolci: 8 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3

Bonus: 2.5
Extra: 1

TOTALE : 85 / 110

Costo: €€

Rapporto qualità / prezzo: A\B

Ultima visita: Estate 2009
Permetteteci di iniziare con le conclusioni.
Senso genuino dell’accoglienza (calorosa e amichevole) che si incontra raramente e probabilmente miglior pasto a base di pesce di lago della nostra vita.
Un pescato spesso snobbato e considerato di serie B trova la sua massima espressione nel locale di Wanda Perotti.
Il parcheggio è l’unica nota dolente, dopo un paio di giri nel circondario senza esiti chiediamo aiuto allo staff del ristorante che provvede ad allertare due clienti che, gentilmente, sposteranno un po’ le loro auto per permettere alla nostra di infilarsi.
Ci sono solo 4 posti auto a disposizione del locale, secondo noi l’unico motivo per il quale la guida Michelin non ha ancora assegnato la Stella.
Il ristorante è a due passi dal porticciolo di Moniga e si affaccia su una piccola spiaggia di sasso, l’intimità della clientela del ristorante è preservata da un bel verde che però smorza la piacevolezza della brezza marina (lacustre, pardon!).
L’ambiente (terrazza, interno e tavola) è “snello” nella sua rigorosità di gusto classico.
Arriva una ragazza a chiedere se vogliamo acqua naturale o frizzante ma non chiede se desideriamo l’aperitivo (non ci dispiace affatto che non insistano dato che in certi posti sembra quasi un obbligo).
Apriamo il menu e lo “champagnino” è lì che ci aspetta, sta al cliente chiederlo…

La carta completa:

L’APERITIVO
Spumante Brut, Metodo Classico Costaripa e piccole coccole della cucina € 10.00

I 3 MENU DEGUSTAZIONE

-“Classico” (In questo menù troverete raccolti i nostri piatti storici, con i quali abbiamo cominciato la nostra avventura del pesce d’acqua dolce vent’anni fa) -E’ quello che abbiamo scelto quindi lo trovate sotto con tanto di foto e commento-

-Dopo il “Classico” … il “Moderno”:
Spuntì di trota lacustre con pan di segale tostato
Tutto in una scatola (persico, coregone, sardina, luccio, gambero di fiume e trota)
Parmigiana di salmerino e melanzana con gelato al basilico e gelatina di pomodoro
Persico infagottato con riso Basmati, verdurine, mela verde e salsa al curry di Madras
Cremoso al cioccolato Araguani con marmellata di mora e cubi gelati di cocco e menta
€ 75,00

-”… a tutto Storione” (Lo storione bianco, fino a trent’anni fa, era ancora reperibile nelle acque dell’Adriatico e nei nostri fiumi che risaliva per la riproduzione. Pesce dalla carne pregiatissima, si presta a preparazioni e tecniche culinarie che ci appassionano. Noi utilizziamo Storione Bianco dell’Agroittica.):
Patata al burro della Normandia con caviale e germogli di spinaci
Storione crudo con chantilly al limone e polvere d’arancio
Tagliolini di storione crudo al fumo d’ulivo
Cubo di storione, patate, pendolini, cipolla di Tropea e basilico
Spaghetti alla chitarra con storione e lumache
Filetto di storione con salsa saba, scalogno in agrodolce e olio fumato
Tortino caldo al cioccolato guanaja con salsa alla vaniglia e sorbetto al frutto della passione
€ 78,00

… più “Il menù dei piccoli”:
Pasta corta con salsa al pomodoro € 8,00
Hamburger di trota e storione con patatine fritte e maionese € 20,00
Gelato alla frutta con salsa al cioccolato € 8,00

ANTIPASTI
Toast di sardina con salsa alla senape antica € 18,00
Trota “Tonnata” € 18,00
Insalatina di storione cottura “roast beef” € 20,00
Filetto d’anguilla marinato con cipolla di Tropea, pomodorini passiti, cedro candito e crostini di pane bianco € 20,00
Cosce di rana dorate col burro alle erbe aromatiche € 24,00
Tartare di coregone al basilico con babà al pomodoro e gamberi di fiume ai capperi del Garda € 30,00
Caviale Calvisius 30 gr. (Servito con: schiacciata di patata e germogli di spinacino, tartare di storione con chantilly al limone, pan brioche tostato e burro, short di brut di Costaripa) € 125,00

PRIMI PIATTI
Bigoli al torchio con ragù di lago, pomodorini e salsa basilico € 18,00
Strozzapreti “all’amatriciana”, con persico, cipolla rossa, peperoncino e ricotta di Vulcano € 18,00
Aglio, olio, peperoncino e sardina € 20,00
Risotto ai pistilli di zafferano con sfilacci di storione crudo piselli e crema fredda di stracchino (min. 2 persone) € 20,00
Tinca con gnocchi di ricotta, pomodoro e basilico € 20,00

SECONDI PIATTI
Luccio tiepido all’olio extravergine al profumo di maggiorana e mousse di patate € 28,00
Tinca al forno ripiena con brunoise di verdure (min. 2 pers.) € 30,00
Filetto di coregone alle foglie d’ulivo con pomodori e aromi dell’orto € 30,00
Storione scottato con purea di zucchina filetto di peperone sott’olio, coscette di quaglia, salsa saba e olio fumato € 34,00
Trancio di luccio perca al tartufo nero estivo con stomp di patate, spinacini,gambero di fiume in pasta Kataifi e bastoncini di storione su crema di topinambur € 38,00

FORMAGGI (I nostri Formaggi Italiani):
Porzione singola € 8,00
Piccola selezione (4 qualità) € 10,00
Grande selezione (6 qualità) € 16,00

Il pane e le marmellate usate in abbinamento ai formaggi sono di nostra produzione.

DESSERT
Parfait di cicoria con caramello speziato e indivia belga caramellata € 10,00
Meringata al cocco e frutto della passione con salsa alle fragole € 10,00
Yogurt gelato con salsa al latte di mandorle e pesche noci € 10,00
Tre cioccolati per tre tortini (Tainori 64% fondente, Guanaja 70% fondente, Abinao 85% fondente) € 13,00
Il Sorbetto alla frutta e moscato € 10,00
Ananas al naturale € 8.00

… se proprio non mangi il pesce:

-Antipasti
Bocconcini di cavallo, patate, pendolini, cipolla dolce e basilico
Coscette di quaglia con purea di zucchina, filetto di peperone, salsa saba e olio fumato

-Primi piatti
Strozzapreti “all’amatriciana”, con cipolla rossa, peperoncino e ricotta di Vulcano
Bigoli al torchio con ragù d’anatra

-Secondi piatti
Filetto di maiale con verdurine saltate, mousse di patate e olio alla maggiorana
Costata di manzo con patate arrostite

NOTE
La nostra Pasticceria realizza, su commissione, torte per qualsiasi Vostro evento, anche da asporto. € 25,00 / Kg. (E’ richiesta una prenotazione minima di due giorni)

CITAZIONE
“Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si ha mangiato bene” (Virginia Woolf)

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…torniamo a noi!

La carta dei vini è minuta (per locali di questo livello), buona scelte a livello di bollicine e alcuni bianchi di pregio.
Optiamo per
Chablis Premier Cru 2004 Domaine D’Elise Cotes de Lechet (Arriva dalla Borgogna, prodotto in una seria cantina di nicchia, è uno Chardonnay di buona acidità e freschezza con sentori minerali, citrini e profumi di mela verde) ♪1/2

Nell’attesa che si dia il via al menu ci servono un discreto
Patè di tinca aromatizzatio al caffè con crema di zucca… (nella foto in alto a sinistra: ) una fettina di pane caldo e un contagocce con olio prodotto dai gestori del ristorante.
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Arriva un ricco vassoio di panini (ottima fragranza e bell’assortimento)…
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Inizia il viaggio del nostro giallo Nautilus alimentare tra i flutti del Lago di Garda

Tartare di trota e storione affumicati con chiffonaide di verdure e burro al sale delle Hawaii (♫♫, fresco con dualismo morbido/croccante)
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Luccio tiepido all’olio extravergine alla maggiorana con mousse di patate (♫♫♫, il classico polpo e patate della pizzeria sotto casa si trasforma in questo delizioso antipasto)
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Bigoli al torchio con ragout di lago pomodorini e salsa al basilico (♫♫♫-, uno di quei piatti classici in estate che non stancano mai)
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Tinca al forno ripiena con brunoise di verdure (♫♫♫+; gran sapore, un pochino sopra le righe la sapidità)
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Parfait di cicoria con caramello speziato e indivia belga caramellata (♫♫♫♫; un vincente azzardo di ingredienti, un dolce ben progettato, volendo essere gentili diciamo che l’aspetto visivo ricorda due sigari in un un posacenere)
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Invece di una pacca sulle spalle, l’arrivederci è dato da un digestivo
Babà al limoncello con salsa di fragola
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Assemblaggi perfetti nella loro (apparente) semplicità, il tutto frutto di anni di esperienza e studio continuo.
Se un pesce di lago potesse scegliere il suo boia opterebbe di sicuro per Wanda, originaria di Canneto sull’Oglio (patria dei Santini) con esperienze e collaborazioni con Walter Bianconi del Tivoli di Cortina d’ Ampezzo e Mauro Uliassi di Senigallia.
Servizio ordinato che, dato il clima vacanziero, diventa presto rilassato e confidenziale.
I prezzi non eccessivi lo rendono un posto in cui tornare spesso e volentieri.
La leggenda vuole che in questo locale Mogol e Lucio Battisti composero la canzone “Fiori rosa, fiori di pesco” quindi l’abbinamento musicale viene da sè. Emozioni (1970)!

Boomerang

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 3:50 pm on Venerdì, Luglio 10, 2009

Piazzale S. Bartolomeo 9
43100 Parma

Tel: 0521.206337

-Qualità: 6 / 10
-Posizione: 3 / 5
-Ambiente: 1 / 5
-Personale: 2 / 5
-Appeal: 1 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 13 / 30

Ultima visita: Estate 2009
Pizzeria e tavola calda situata in una piazzetta tra i borghi del centro di Parma.
Il locale è definibile spartano, la soluzione estiva è meglio ma sempre all’insegna della semplicità.
Sulle tovaglie di carta c’è stampato il gioco dell’oca creato per distrarre durante l’attesa.
La pasta della pizza è buona, i toppings meno (abbiamo assaggiato una speciale: mozzarella di bufala, pomodoro fresco, grana e basilico) e a Fancy è rimasta un po’ pesante.
Da riprovare in una delle tante varianti e nella versione “tirata” (ovvero una pizza gigante servita su tagliere di legno).
Adatto ad una clientela giovane o ad adulti poco attenti ai fronzoli.
Nella google-map sotto potete ammirare l’orrendo maxi-gazebo creato in Piazzale San Bartolomeo per ospitare temporaneamente un mercatino ortofrutticolo.
Per evitare di fare mille recensioni per ogni pizza mangiata, aggiungiamo a questa altri due locali di Parma testati di recente.
Il primo è ROSSOPOMODORO (c/o Barilla Center - Largo Fausto Bocchi, 36 - tel: 0521.463599). Sarà una delle poche volte che parleremo di un franchising alimentare ma ci va di sottolineare che la qualità è sorprendentemente più alta di quanto ci aspettassimo. La pizza è quella classica napoletana, bassa ma non croccante e la mozzarella di bufala era di bufala (più buona di quella del Boomerang)! Essendo all’interno di un centro commerciale (con cinema!!!) soffre di tutto ciò che esso comporta ovvero caos in sala, fretta nel servizio ed altre imprecisioni di vario genere.
Il secondo è AL GATTOPARDO (strada D’Azeglio 63/a - Tel:0521.286183), in passato era una delle migliori pizzerie a Parma poi la qualità è un po’ scesa e sarà oltre un anno che non andiamo. Voci di corridoio dicono sia cambitata la gestione. Ci siamo ripromessi di fare una nuova visita a breve per verificare.
Per la scelta musicale proviamo quasta sequenza logica… Se diciamo boomerang si pensa anche al frisbee! Il frisbee è un’invenzione di Richard Knerr! Altra idea miliardaria di Knerr? L’hula hoop! Chi cantava “Hula hoop”? Plastic Bertrand! Disco consigliato? Il debutto del 1977 “An 1″, la canzone “Hula hoop” non c’è ma ci sono le “sue” hit più punkrockeggianti tipo “Pogo pogo” e “Ca Plane Pour Moi” (ovvero la “Jet Boy, Jet Girl” di Elton Motello) !

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Sol Menorca

Archiviato in: Hotel, Ostelli e Resort, Altri locali, Recensioni — admin at 9:18 am on Giovedì, Luglio 9, 2009

Playa de Santo Tomás, s/n
07749 Santo Tomás - Menorca (SPAIN)

-Qualità: 7.5 / 10
-Posizione: 4 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 3 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 21.5 / 30

Ultima visita: Estate 2009
Finalmente in vacanza!
E’ la prima volta che andiamo via a Giugno e i nostri presentimenti sono azzeccati, tanti vecchi e soprattutto tanti bambini!!!
Per raggiungere Minorca impieghiamo poco più di un’ora di volo, scesi dall’aereo veniamo imbarcati su un pullman già affollato da una selva di pargoli urlanti ma, ringraziando dio, tutti i poppanti e relative famiglie, vengono scaricati all’albergo Lord Nelson.
Il Sol Menorca non è una struttura moderna ma nemmeno un ecomostro come altri in zona, si potrebbe dare una rinfrescatina a qualcosa ma nel complesso è tutto di buon livello.
L’hotel è sito nell’abitato residenziale di Santo Tomas, una sorta di Orange County per inglesi che alla sera diventa un mortorio (consigliamo noleggio auto per la fuga di mezzanotte).
La spiaggia è a pochi passi ma nel caso non vi piacesse la sabbia c’è una piscina all’aperto circondata da un vasto giardino. Gli amanti della tintarella integrale dovranno farsi una sgambata per raggiungere le spiagge di Son Bou (30 minuti), Binigaus (20 minuti) e Cala Escorxada (un’ oretta tra farfalle, boschi e scogliere).
Le stanze hanno dimensioni discrete, vengono pulite quotidianamente e non poteva mancare il balconcino con vista mare.
Ristorante a buffet con vetrata sul Mediterraneo, angolo con specialità dell’isola (Formaggio di Mahon, Ensaimadas -brioches al nulla con zucchero a velo- e Soppressata) e bar con terrazzo sulla spiaggia sono altre note positive.
Il cibo non è affatto male, tutti i prodotti anche quelli surgelati o riproposti per due giorni di fila vengono sempre preparati con cura.
Il personale dell’hotel svolge il proprio compito con diligenza quindi niente di negativo da rilevare e buon rapporto qualità/prezzo. Consigliato a coppie alla ricerca di relax.
da solmelia.com

Avendo la mezza pensione ci siamo concessi pochi pranzetti in giro, preferendo un pasto a base di panini e frutta (comprati nel mitico Barvi Market dove a servirti ci sono le mai sorridenti commesse soprannominate da noi Barvi girls)!
Il piatto più famoso di Minorca è la Caldereta de Langosta -vedi ricetta nella sezione news- ovvero una zuppa di aragosta preparata in un recipiente di terracotta (caldereta). Fornells, zona di pescatori, è la patria di questa pietanza. Ci sono diversi ristorantini affacciati sul porto che la propongono ma il più popolare si trova tra i borghi ed è tale Es Cranc, che deve la sua fama ad alcune visite di Re Juan Carlos.
ES CRANC (C/. Escoles, 31 - FORNELLS - tel: 971376442) è una sobria trattoria di mare in cui un personale sorridente ti propone le specialità del luogo, non sappiamo se i sorrisi erano per gentilezza o perchè pensavano “ecco altri polli da spennare”.
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In attesa del pasto ci servono delle olive “piccanterrime”!!!
Da un piccolo menu decidiamo di prendere:
Caldereta de Langosta (una basterebbe per due persone)
Arroz Caldoso (in pratica la Caldereta con il riso al posto del pane tostato)
(€ 68 cad.)
Chiediamo una “mezza” di acqua (€ 2.50) e un bicchiere di vino, invece del vino ci portano una birra (€ 1.75), poco male. Carta dei vini scarsina: voto 5.5!
Prima di partire ti allacciano il bavagliolo…
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Conto totale (con aggiunta di IVA): 150 euro! Onestamente un po’ troppo. OK che le aragoste erano buone, OK che le allevano loro e OK che siamo in vacanza ma sia la preparazione che l’ambiente sono molto semplici e non valgono l’investimento. A questo punto dovremmo chiedere un rimborso per la fatica fatta a “pulire” quei dannati macruri !
Giudizio finale: 2 pallini (su 5)
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Gita a Mahon per visitare la fortezza e il porto naturale (uno dei più grandi al mondo) con pausa pranzo al RESTAURANTE LA MINERVA (Moll De Llevant, 87 - MAHON - tel: 971351995). Questo ristorante si divide tra una zona interna con dehors e una zona galleggiante sul porto. Le preparazioni sono più elaborate rispetto ad Es Cranc ma il servizio è fin troppo sbrigativo.
Abbiamo assaggiato: Timbal de calamares rellenos con arroz y sus dos salsas (€ 18.50), Tronco de Merluza con patatitas tiernas a la aroma de jerez y ajo, Pane (€ 1.85 per due) e un litro d’acqua (€ 3.50)… ovviamente più IVA al 7%!
sotto il Timballo di calamari ripieni con riso e le loro salse
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ecco anche il Trancio di nasello con patate all’aroma di aglio e sherry
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Giudizio finale: 3 pallini (su 5), voto meritato più in cucina che in sala!

Eccoci infine all’altro capo dell’isola per visitare Ciutadella, la città più storica e senza dubbio la più bella, grazie anche alla romantica zona del porto.
Abbiamo provato il RESTAURANT CA’N BEP (Passeig Sant Nicolau,4 - CIUTADELLA - tel: 971487815). Valutando sala (bello il patio, vedi foto) e servizio siamo un paio di gradini sopra gli altri ristoranti citati ma in quanto alla qualità del cibo non ci stacchiamo tanto.
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Anche qui sono le olive a darci il benvenuto.
La nostra comanda: Fideua de Marisco (€ 16.00), Pane (€ 0.65 a testa) e acqua (due da mezzo litro, € 1.50 x2).
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La Fideua non è altro che una sorta di paella con la pasta (vermicelli dicono loro) al posto del riso
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Giudizio finale: 2.5 pallini (su 5)!

Le due settimane di vacanza sono state proprio rilassanti e abbiamo ancora il rimpianto di non essere stati là qualche giorno in più.
Minorca o Menorca, come la chiamano i locali, non è “solo” le bellissime calette in cui appartarsi e stare nudi (”abbasso i tessili!”) ma anche tanto verde e storia.
State attenti ai giorni intorno al 24 Giugno perchè a Ciutadella si svolge la Festa di Sant Joan. Una bolgia di persone stile Carnevale di Rio, provenienti anche dalle isole vicine, si riversa nelle strade per assistere ad una sorta di palio in cui cavalli e cavalieri idrofobi corrono tra la gente (in assenza di transenne) rompendo scudi di legno e gettandone i resti tra la folla pronta ad uccidere pur di poter portare a casa almeno un cimelio.
Arriva il momento più difficile, l’abbinamento musicale…
In auto ci siamo fatti un’overdose di Radio Anni 80 (dai Culture Club ai Roxette), se a questo aggiungiamo la morte di Michael Jackson non ci resta che maledire quel decennio di pessima musica improvvisando un moon-walk e dedicare questa vacanza alla memoria di un altro artista scomparso in questi giorni e per noi di maggior valore ovvero Sky Saxon dei Seeds! Consigliamo l’album omonimo “The Seeds” (1966).

Giannino in San Lorenzo

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 9:18 am on Giovedì, Luglio 9, 2009

Borgo San Lorenzo, 37/r
50129 Firenze

Tel: 055.212206
www.gianninoinflorence.com

Cucina: 28 / 50
Cantina: 6.5 / 10
Contesto: 4 / 5
Sala: 3.5 / 5
Gestione: 2 / 5
Servizio: 2.5 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 1 / 3
Coccole: 0 / 3
Dolci: 5.5 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 1 / 3

Bonus: 1.5
Extra: 0

TOTALE : 57.5 / 110

Costo:

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Inverno 2005
Preparandoci per le vacanze tra i bagagli sono saltati fuori alcuni vecchi conti e appunti di viaggio.
Giannino è il tipico ristorante che ci si aspetta di trovare nel centro di Firenze, situato a due passi dal Campanile di Giotto con clientela formata soprattutto da turisti.
Ma non siamo di fronte alla classica trappola per visitatori dove ti danno il Caciucco di Quattro salti in padella, questo locale (un po’ ristorante, un po’ enoteca e un po’ rosticceria) offre un’onesta cucina toscana.
Dalla ribollita alla bisteccona passando per trippa e cantuccini, non mancano i classici della cucina locale!
Ambiente caratteristico (loggiato del milleseicento) ma caotico, servizio educatamente veloce e cantina discreta (da Firenze ci si aspetta molto di più).
Ristorante consigliato a chi non ha grosse pretese se non quella di mangiare discretamente spendendo il giusto (esistono anche menu ad hoc).
Compendio musicale di questa esperienza può essere la compilation “Senza Tregua” (uscita in cassetta nel 1984 poi ristampata in vinile con qualche brano in meno) che raccoglieva il meglio della scena punk-hardcore toscana, il cosiddetto Gran Ducato HC, ovvero band tipo CCM, Stato di Polizia, Wardogs, Putrid Fever, I refuse it!, Traumatic e Juggernaut!
da gianninoinflorence.com

Trattoria Del Grillo

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 9:18 am on Giovedì, Luglio 9, 2009

Strada Martinella, 281
43100 Vigatto (PR)

Tel: 0521.630176

Cucina: 27 / 50
Cantina: 6 / 10
Contesto: 3 / 5
Sala: 2.5 / 5
Gestione: 2.5 / 5
Servizio: 2 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 1 / 3
Coccole: 0 / 3
Dolci: 6 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 1 / 3

Bonus: 1
Extra: 0.5

TOTALE : 54.5 / 110

Costo:

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Primavera 2005
E’ il locale in cui i parmigiani vanno a mangiare la torta fritta (nota altrove come gnocco fritto) nel periodo estivo.
Siamo a pochi minuti dalla città in un vecchio casale di campagna.
Per poter mangiare in un ambiente meno caotico consigliamo di evitare i fine settimana.
Torta fritta e salumi sono generalmente buoni, il tris di tortelli (erbetta, asparagi e patate) si difende bene e pure i dessert non sono male.
Se ci si sposta dalle pietanze classiche c’è qualche scricchiolio.
Il servizio diventa logicamente lento e scorbutico quando il locale è affollato.
Kid: “Sono anni che vado e posso dire che nonostante qualche ammodernamento alle sale e alcuni tentativi “manageriali” di elevare il locale ci si trova di fronte alla più classica trattoria di fascia media.
La prima volta che sono andato a mangiare al “Grillo” il cantante che ho scelto per l’abbinamento era di gran moda, tra l’altro uno dei pochi musicisti parmigiani ad avere avuto successo, sto parlando della meteora SCIALPI e del suo album “Es-tensioni” datato 1983, quello che include la hit Rocking rolling!
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