Il Sole di Ranco
P.zza Venezia, 5
21020 Ranco (VA)
Tel: 0331.976507
www.ilsolediranco.it
Cucina: 39 / 50
Cantina: 9 / 10
Contesto: 4.5 / 5
Sala: 3.5 / 5
Gestione: 3.5 / 5
Servizio: 3.5 / 5
Mise En Place: 2.5 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 2 / 3
Dolci: 7.5 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 2.5 / 3
Bonus: 3
Extra: 1.5
TOTALE : 85 / 110
Costo: €€€
Rapporto qualità / prezzo: B
Ultima visita: Estate 2009
Come urlava il pubblico di OK Il prezzo è giusto: CENTO! CENTO! CENTO!
Siamo arrivati a 100 ristoranti recensiti e per celebrarli al meglio ci siamo affidati ad un locale con oltre un secolo di tradizione!!!

La famiglia Brovelli cura questa tavola, con albergo (del clan Relais & Chateaux), sulla riva del Lago Maggiore da oltre centocinquant’anni.
La location è suggestiva, perfetta per il periodo estivo, con la splendida terrazza che si affaccia sul Verbano.
Per gli ospiti dell’albergo c’è pure la piscina con possibilità di pasteggiare al Brovelli wine-bar Il Molo!

Ranco è un piccolo centro con poche attrattive (lago escluso) se non fosse per questo pluri-premiato locale, tra gli ultimi trofei portati a casa c’è il premio per il sommelier dell’anno vinto da Ivano Antonini che in quel de Il Sole cura con attenzione certosina la cantina.
Se volessimo fare le pulci, un punto debole della struttura potrebbe essere la struttura stessa con quel suo look primo Novecento. Sono proprio inezie, noi daremmo una ringiovanita a certe parti (soprattutto la sala ristorante interna) e metteremmo qualche fiore in più, dettagli per perfezionisti. Gli stranieri probabilmente lo preferiscono così.
Arriviamo alle note liete.
Parcheggio agevole, tanto verde e tanto blu.
L’accoglienza è formale e sbrigativa, siamo troppo vicini a Milano per avere a che fare con gente affettuosa.
In compenso al tavolo (finemente preparato) ci aspettano amichevoli come non mai tre tipi di burro, un bel vassoio di panini e tre grissini. Non ci piacciono molto le sedie, pur essendo di design e adatte per stare all’aperto, mancano del confort dei braccioli. 
Da dove siamo seduti godiamo di un’ottima vista, le foglie ci riparano dal sole ma lasciano passare un corroborante venticello.
Il tavolo è fin troppo grande, per prendere i grissini dobbiamo alzarci, meglio così… rassodiamo i glutei.

Chiediamo al cameriere di illustrarci i panini, lo mettiamo in difficoltà ma ne esce con mestiere (”bianco, olive, focaccia, castagne ma non so se ci sono noci e anche questi sono tutti pane bianco ma di forme diverse…”, del burro non sapremo mai nulla). Facciamo presente un’intolleranza a noci, nocciole e mandorle che immaginiamo non sia stata riferita in cucina visto il tipo di aperitivo e dolce che ci verranno serviti (ma questa è un’altra storia e ne parleremo poi).

Ci porgono il menu…
Tre percorsi degustazione:
-L’omonimo che sceglieremo noi (illustrato sotto)
-500 Metri (con pescato del Lago Maggiore, € 80)
Crudo di Lago, Frutti di Mare e Caviale di Luccio
Tagliolini Verdi con Lavarello al Fumo, Spuma di Barbabietola
Spiedino del nostro Persico alle Erbe fresche, Croccante liquido di Nocciole e Cipolla rossa di Tropea
Divertimento di Pasticceria
-Solo Mare (€ 130)
Carpaccio di Scampi, Pane croccante e Aria di Bisque
Tagliolini alla Grancevola, Pesto di Zucchine
“Fritto Misto” (l’abbiamo visto arrivare al tavolo vicino e sembrava veramente un gran fritto e pure abbondante)
Divertimento di Pasticceria
Vini in abbinamento al nostro Menu Degustazione: cinque vini italiani, scelti dal miglior sommelier italiano AIS 2009, Ivano Antonini, serviti al bicchiere (€ 45).
La carta:
-Aperitivi
Franciacorta Uberti Francesco I
Champagne Bruno Paillard Selezione Il Sole (cuvée creata appositamente per i 150 anni di attività del ristorante)
-Antipasti
Zuppa Pavese: Uovo a 60°, Ricci di Mare e Lardo croccante (2006)
Insalata d’ Astice nostrano di Sicilia al Profumo di Arancia, Mozzarella del Lago di Monate (1994)
Carpaccio di Scampi, Pane croccante e Aria di Bisque (2007)
Crudo di Lago, Ricci di Mare e Caviale di Luccio (2006)
Faraona Ficatum, Fegato Grasso di Mortara e Frutta secca
Carpaccio di Sanato ai Profumi di Giardino
Tartare di Gamberi Rossi, Ricotta tiepida e Gaspaccio
-Primi Piatti (tutte le nostre Paste sono prodotte da Noi con Farine rigorosamente Biologiche provenienti dal Molino a Pietra di Marino Felice di Cossano Belbo, CN)
Tagliolini Verdi con Lavarello al Fumo, Spuma di Barbabietola (2002)
Lasagna del “Sole” con Scampi e Salsa al Sauternes (1985)
Raviolo alla Carbonara, Pancetta croccante della Val Formazza (2000)
Risotto Carnaroli invecchiato due anni, alla “Milanese” con Spuma di Parmigiano (2003)
Ravioli di Ricotta del Lago di Monate, Spinaci ai profumi di giardino
Tagliolini alla Grancevola, Pesto di Zucchine
-Secondi Piatti di Pesce
Il lago…
Spiedino del nostro Persico alle Erbe fresche, Croccante liquido di Nocciole e Cipolla rossa di Tropea (1870)
Luccio Perca, Senape ghiacciata, Topinambour e Pistacchi (2001)
Salmerino al Cartoccio (2009)
Il mare…
Branzino di lenza cotto nella Creta (2007)
Gomitolo di Salmone in Fili di Patate croccanti, Gelato alla Carota e Arancia, Maionese calda (2009)
Fritto Misto (2006)
-Secondi Piatti di Carne
Filetto di Manzo spadellato, in Tartare e le sue Animelle € 35,00
Porchetta di Coniglio alle Olive Nere , Peperoni brasati al Forno (2006)
Piccione allo Spiedo, rovesciata d’Indivia al Lardo croccante (2009)
Roustin Negà (minimo 2 Persone)
Carré di Agnello alle Erbe di Campo
Maialino affumicato (2009)
Selezione di Formaggi delle nostre Valli
I nostri dessert

Mentre guardiamo la carta dei vini arriva qualche stuzzichino (vedi sopra). Non esiste una normale lista dei vini ma ben due, una dedicata all’Italia e una all’estero. Siamo di fronte ad una delle cantine più opulente della penisola (con ricarichi pesanti), il sommelier si sarà divertito un casino a stiparla ma non sarebbe male mettere anche qualche bottiglia di fascia economica e non solo prodotti d’elite, da segnalare la disponibilità di qualche birra. A noi non andava di fare l’abbinamento al calice proposto, cinque bicchieri sono troppi per chi deve guidare e non ci andava nemmeno di spendere centinaia di euro per una bottiglia che sappiamo già non finiremo.
Il sommelier Ivano, più cordiale di quanto le malelingue dicano, ci verrà incontro proponendoci un fuori carta:
Riesling della Mosella Schieferterrassen 2007 Heymann Lowenstein (♪, il tappo a vite non deve spaventare, del resto è inutile sprecare del prezioso sughero per bottiglie di fascia media/bassa di mercato; l’acidità è piacevole, spicca la mineralità ma non manca la morbidezza e le note fruttate di agrumi e mela verde fanno il resto)
La nostra esperienza si apre con la rivisitazione de
Il Campari col bianco, servito con noccioline(!) (simpatico e corroborante starter)

Inizia la degustazione con
Tartare di Gamberi rossi Ricotta tiepida e Gazpacho (♫♫♫; bel gioco di sapori, consistenze e temperature con un difetto, mandato giù l’ultimo boccone ritorna un piccantino fastidioso)

Raviolo alla Carbonara, Pancetta croccante della Val Formazza (♫♫, decisamente saporito ma immerso nell’unto)

Gomitolo di Salmone in Fili di patate croccanti, Gelato alla Carota e Arancia, Maionese calda (♫♫♫; alla vista ci ha ricordato un fallimentare spiedino gustato a Le Calandre ma questo è decisamente meglio, diverte il gioco di abbinamento con le salsine)

Il menu imponeva Maialino Affumicato ma chiediamo di sostituirlo con

Branzino di lenza cotto nella Creta

voto: ♫

Tanto fumo ma poco arrosto! Saranno stati i sapori delle altre pietanze a farlo risultare anonimo o il vino, boh! Fatto sta che neanche la spruzzata di cacao che lo avvolgeva è riuscita a far rilevare questo branzino al palato (sprigiona solo un po’ di profumo di cioccolato appena servito). Un peccato perchè la consistenza e la qualità del pescato erano ottime.

3 x 3 di Formaggi (♫♫, presentati in maniera talmente frettolasa che non abbiamo capito cosa fossero… Più che 3×3 mi sembra un 3×2 formaggio più abbinamento… Toma a sinistra e formaggi di capra, uno avvolto in foglia, sul centro-destra)

Divertimento di Pasticceria (♫♫; non c’è una carta da vedere ma vengono serviti dessert random)
Prima dei dolci veri e propri arriva una cassettiera stile Kartell con la piccola pasticceria (razioni per una persona) e un piattino di frutta fresca. Anche in questo caso i dolcetti non vengono introdotti ma dentro il primo cassetto in alto troviamo due cioccolatini e un bigliettino che ci illumina su cosa siano. Negli altri cassetti nulla.

Semifreddo di albicocca con nocciole e cremino alla ricotta (gioco di temperature e consistenze… con nocciole!)

Sfere di cioccolato bianco, gelato allo yogurt con coulis di lampone (bel duello dolce-tendenza acida)

Ci siamo trovati al cospetto di una cucina valida, misurata e dai modi gentili. Quello che mancava era il genio, tutto scivola via liscio senza che niente rimanga nei ricordi e quando lo chef ha provato a stupire il risultato non è stato all’altezza della premessa.
Diciamo che l’ultimo dei Brovelli ha mostrato piatti che erano più frutto dell’esperienza che del talento.
I camerieri dal canto loro sanno come muoversi in sala ma sono un po’ “svagati” (non conoscono bene ciò che la cucina propone, non hanno segnalato le nostre intolleranze allo chef e a fine pasto sono addirttura scomparsi).
I padroni di casa, persone affabili, si vedono solo quando vengono a salutare il personaggio televisivo che pasteggia alle nostre spalle. Ma siamo a Milano o a Ranco?
Lasciata da parte la pignoleria, consigliamo una maggiore attenzione ai dettagli per essere pronti a rivaleggiare con le migliori tavole d’Italia.

Se pensiamo all’abbinamento Sole - Musica la prima soluzione che ci viene in mente è la “House of the rising sun” degli Animals (1964) inclusa nella versione americana del primo omonimo LP della band di Eric Burdon!!!
PS:

E’ incredibile, sembra ieri che abbiamo deciso di far partecipe il mondo delle nostre esperienze culinarie (e non solo) e non avremmo mai pensato di durare tanto!
Dopo 100 ristoranti ci siamo fatti un buon bagaglio di esperienza e anche il livello qualitativo delle nostre recensioni pensiamo sia cresciuto.
Dalle prime tentennanti uscite con riassunti sommari e qualche suggerimento sulle pietanze top siamo passati a commenti dei piatti, foto e approfondimenti.
Le immagini non saranno sempre di qualità ma il perchè è presto spiegato, i nostri sono scatti “rubati” con un telefonino o una digitale, fatti per arricchire gli articoli e non per finire su libri d’arte.
Arriva il piatto, un click e si addenta il boccone, tutto nel giro di pochi secondi. Siamo al ristorante per mangiare e godere del cibo, non per un foto-reportage.
In aggiunta a queste giustificazioni vanno considerate le luci dei locali che non sono le più adatte alla fotografia. Ovviamente evitiamo di usare il flash per non disturbare. Non abbiamo neppure voglia di perdere tempo a regolare il bilanciamento del colore mentre il piatto si raffredda.
Tutto quello che trovate sul sito è frutto del nostro sacrificio (anche economico) quindi finchè rimarrà a questo livello amatoriale bisognerà accontentarsi.
Sempre in tema di foto, ultimamente abbiamo messo immagini anche di pizzerie e trattorie, l’impatto visivo non sarà certo quello delle pietanze dei locali di alta ristorazione ma hanno una loro dignità e danno comunque indicazioni. Ci sarebbe parso di classificare certi ambienti come di serie B non immortalandoli.
Inoltre non essendoci in Italia una netta differenza tra ristorante e trattoria abbiamo deciso di mantenere una categoria unica per i giudizi. In Francia è tutto più facile, è più semplice distinguere tra Cafè, Bar-a-Vin, Bistrot, Brasserie e Restaurant.
Parlando invece di ristoranti, cosa possiamo aggiungere a tutte le stramberie che abbiamo scritto? Abbiamo incontrato molti locali di buon livello, diverse eccellenze (grazie a dio) e poche vere fregature.
Le delusioni sono state spesso dettate dalle eccessive aspettative che ci eravamo costruiti leggendo critiche e giudizi di guide o esperti.
Tutte queste esperienze fallimentari le abbiamo incluse nel macro-insieme “ristorazione questa sconosciuta” che comprende altre tre antipatiche sottocategorie che concorrono ad ampliare la gamma delle nostre avventure negative:
1. Quelli in cui la qualità reale di un piatto viene taroccata con i dettagli (servizio in smoking, gran cura nell’aspetto visivo del piatto e rapporto col cliente), la bontà percepita aumenta a dispetto di quella reale e i clienti meno smaliziati ne rimangono conquistati. Tanti sorrisi e salamelecchi per poi castigarti con cibo anonimo e conto alto.
2. Quelli che trattano bene solo i clienti abituali o i supposti VIP. Che io sia un operaio o un miliardario dovrei essere trattato allo stesso modo, anzi vedendo una coppia giovane ed immaginando il sacrificio fatto da questi ragazzi per pagarsi una serata perfetta i ristoratori dovrebbero essere ancora più gentili.
3. Le trappole per turisti, pietanze scadenti e prezzi spropositati, situate in location strategiche a due passi dai monumenti più interessanti. Odiamo questi posti perchè possono dare una brutta immagine della cucina ed accoglienza italiana all’ignaro visitatore.
Un capitolo a parte va dedicato ai tanti forum focalizzati sul mondo della cucina.
Leggendo le recensioni di locali in cui siamo stati, se si escludono i commenti di incompetenti (esempio un cliente de L’Ambasciata di Quistello diceva: “le paste di mandorla erano dalla cottura improbabile, all’interno l’impasto era ancora crudo” secondo noi quella consistenza “umida” cui si riferiva questo improbaile critico è sinonimo di qualità), ci sorprende la grande discordanza dei giudizi nei confronti dello stesso locale, in special modo nell’ambito delle trattorie.
Sembra che la valutazione, escludendo chi si lamenta dei costi (i prezzi sono esposti fuori dal ristorante per legge), non sia dovuta alla cucina ma al tipo di serata passata, intesa non solo come cibo e servizio ma soprattutto come compagnia cioè se ci si è divertiti con gli amici si decide inconsciamente che si è mangiato bene altrimenti l’esatto contrario.
Rimanendo in tema, ci è capitato di assistere anche a scene in cui il supposto esperto di cucina della compagnia (o solo il più carismatico) esprima un giudizio perentorio su un piatto per vedere tutti gli altri commensali dargli ragione, accodandosi come pecoroni senza personalità e gusto.
Prima di poter parlare bisognerebbe conoscere, noi abbiamo studiato approfonditamente la materia cucina negli ultimi anni ma nonostante questo ci sentiamo ancora alle prime armi, timorosi nell’esprimere giudizi perentori e vogliosi di conoscere ancora di più.
Ci teniamo a sottolineare che non passiamo le nostre giornate in ristoranti costosi ma conduciamo una vita normalissima solo che le poche volte che decidiamo di uscire cerchiamo di farlo al meglio.
Vi possiamo garantire che siamo più spesso a casa con un libro o davanti alla TV che in giro per locali.
Ognuno decide come spendere i propri soldi, c’è chi investe centinaia di euro per seguire la propria squadra del cuore, chi per comprare ogni nuova diavoleria tecnologica, chi per curare il proprio aspetto fisico, ecc.
Noi preferiamo spenderli per il cibo, volendo essere schietti possiamo dire che di tangibile non “resti” niente ma l’esperienza e le sensazioni che regalano certi ristoranti sono uniche!
Sarà banale dirlo ma le emozioni non hanno prezzo.
Per farci capire meglio (soprattutto dai calciofili), una cena da Vissani non dà meno goduria del gol di Grosso alla Germania nelle semifinali dei Mondiali.
Il piacere del mangiare cibo buono, sano e cucinato a dovere dovrebbe spronare tanta gente a provare un certo tipo di cucina.
La nostra vita è cambiata dopo la prima visita a Canneto sull’Oglio dai Santini, abbiamo capito cosa vuol dire Alta Cucina e abbiamo deciso di provare ad uscire meno ma meglio.
Una ricerca che è proseguita nella continua ricerca di cibo di qualità al fine di curare (godendo) il nostro corpo, allontanandoci dalla cultura del nostro tempo che impone una maggiore attenzione all’aspetto esteriore (belli fuori ma marci dentro).
Conosciamo persone che non accendono il riscaldamento in casa per comprarsi una borsa di Vuitton (che al contrario delle emozioni tende a usurarsi), altre che comprano scampoli di tessuto griffato da applicare a camicie da mercato (noi odiamo tutti gli oggetti con loghi) e altre che fanno mutui in banca per comprarsi un Mercedes SLK (se volete annoiarci parlateci di auto, giusto le macchine “vintage” ci incuriosiscono).
Tutto viene fatto col fine di mostrarlo agli altri e andare in certi ristoranti per alcuni non ha valore perchè non “ti vedono”!
Noi abbiamo scelto la nostra strada, tutto ciò che faremo sarà fatto per noi stessi e anche se sarà dura per il nostro conto in banca pensiamo ne valga la pena.

















