Antica Osteria del Teatro
Via Verdi, 16
29100 Piacenza
Tel: 0523.323777
www.anticaosteriadelteatro.it
Cucina: 38 / 50
Cantina: 8 / 10
Contesto: 3.5 / 5
Sala: 4 / 5
Gestione: 3.5 / 5
Servizio: 3.5 / 5
Mise En Place: 2 / 3
Pane: 2.5 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 7 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3
Bonus: 3
Extra: 0.5
TOTALE : 80.5 / 110
Costo: €€€
Rapporto qualità / prezzo: B
Ultima visita: primavera 2009
Per la serie I Grandi Classici, dall’Antica Osteria Del Ponte all’Antica Osteria Del Teatro!
Partiamo alla volta di questo ristorante con molto scetticismo, pareri contrastanti di amici e guide ci mettono in guardia, ora tocca a noi verificare!
Filippo Chiappini Dattilo ha preso le redini di questo locale dalle sapienti mani del compianto Georges Cogny (cuoco francese che importò nel piacentino la Nouvelle Cuisine, riadattandola con prodotti e gusto locale, prima nella Locanda Cantoniera di Farini d’Olmo poi nell’AOdT, dove si guadagnò due stelle Michelin).
Il locale è all’interno di un bel palazzo del Quattrocento nel centro di Piacenza (zona ZTL con telecamere), parcheggiare non è facile ma alla fine troviamo posto in un borghetto vicinissimo al ristorante e speranzosi di non trovare una multa al ritorno ci avviamo verso casa Chiappini Dattilo.
Il personale ci accoglie sulla porta e ci guida al tavolo.
Ci sono almeno un paio di piccole sale, ci aspettavamo fossero più d’epoca ma se si escludesse il soffitto in legno non sembrerebbe di essere in un casa del ‘400!
Con una tavola così morigerata nell’apparecchiatura risultano un po’ sui generis le sedie in legno dalla forma fallica.
Il calice di benvenuto è un
Franciacorta Saten Brut (brand Ferghettina) con un paio di sfiziosi sfogliatini

Servono grissini e pane (che noi non avevamo notato subito perchè chiuso nel tovagliolo, si intravede nella foto sopra, vario e buonissimo)

La cucina si fa conoscere con un
Pollo perniciato in carpione con zucchini e pomodorini (carpione un po’ troppo sopra le righe)

Sulla carta due percorsi degustazione, uno incentrato su piatti tradizionali e uno più eclettico intitolato semplicemente “Il Menù Degustazione”. Scegliamo il secondo, più stravagante e con più pietanze.
L’astice laccato alla sua essenza con piselli, taccole e fragole al basilico (♫♫, le fragole sono quel tocco in più, peccato per quell’astice che non sapeva di niente)

I cappellacci con asparagi e toma fresca di montagna (♫♫♫♫, davvero buoni e ben orchestrati, 30 secondi di cottura in più per i cappellacci e sarebbero stati perfetti)

La variazione di tonno del Mediterraneo ai profumi d’oriente (♫♫, meglio il lato impanato di quello sushi… wasabi, alga nori e gli altri profumi d’oriente sono da alleggerire)

Il carré d’agnello pré-salè con tabulet-tajine alle spezie d’oriente (♫♫♫♫, una vera delizia, cottura perfetta e valido abbinamento con cous cous e uvette)
NB: Agnello pré-salè (in francese: prato salato) indica gli ovini allevati su pascoli che si affacciano sul mare. E’ un prodotto pregiato e costoso per il sapore particolare delle carni che hanno assorbito i profumi dell’aria marina. I più famosi sono quelli della zona di Mont Saint Michel.

Il sandwich di fegato grasso d’anatra e pesche in composta (♫♫, più che un sandwich è un biscottino wafer ma va benissimo perchè è buono e le pesche ci stanno benissmo)

Il dessert del “Teatro” (scelta alla carta lasciata al cliente, con possibilità di vino in abbinamento)
Fancy: Biscotto alle fave di cacao con lamponi e yogurt, con sorbetto al cacao (♫, mi hanno lasciata un po’ perplessa sia il biscotto che lo yogurt)

Kid: La tartelletta gratinata al Tè Jasmin con mango lime e granita al Maracuja (♫♫, la tartelletta con tutta quella panna stufa un po’ ma è buona mentre la granita è l’ideale conclusione del pasto)

La piccola pasticceria…

…valida e abbondante!

Vini:
Marlborough Cloudy Bay Sauvignon Palliser Estate 2003 (♪, ci siamo tolti uno sfizio e abbiamo provato il nostro primo neozelandese, e probabilmente l’ultimo, al naso è un’ aggressione di sentori ma non tutti esaltanti mentre al palato spicca solo una decisa e gradevole freschezza)
Taurasi DOCG Radici 2004 di Mastroberardino- mezza bottiglia (♪+, questi campani ormai propongo l’Aglianico in tutti i formati, un’ottima idea, nello specifico questo vino è un rosso rubino di buona complessità con leggera tannicità e sentori di frutta rossa ad un buon livello di maturazione).

Cucina di alto livello, impossibile parlarne male ma i sapori eccessivamente penetranti in un paio di piatti impediscono la promozione a pieni voti.
Il meglio lo abbiamo gustato nelle portate più “classiche” tipo i cappellacci e l’agnello quindi resta la curiosità di mettere alla prova lo chef con i piatti di tradizione come Pisarei e fasö o il Piccione arrosto.
Il livello qualitativo dei dessert potrebbe e dovrebbe essere più alto.
Per quanto riguarda invece il servizio in sala ci limitiamo a definirlo accademico e freddino, soprattutto dal sommelier ci saremmo aspettati più entusiasmo e voglia di interagire con noi nella scelta dei vini.
Alla resa dei conti l’Antica Osteria del Teatro è come quelle grandi squadre che in Champion’s League si accontentano dello zero a zero o di un risicato 1-0 casalingo per giocarsi tutto al ritorno. Ma a noi la voglia del ritorno non è ancora venuta…
Essendo a Piacenza ci sembra doveroso fare il nostro abbinamento musicale con gli indigeni NOT MOVING e il loro mini-LP intitolato “Black’n'wild” (1985), tra la No Wave di Arto Lindsay e il blues-punk dei Gun Club!


















