Villa Florentine

Archiviato in: Hotel, Ostelli e Resort, Altri locali, Recensioni — admin at 3:52 pm on Venerdì, Aprile 24, 2009

25, montée Saint-Barthélemy
F-69005 Lyon (FRANCE)

Tel: (+33) 0 472565656
www.villaflorentine.com

-Qualità: 9.5 / 10
-Posizione: 4 / 5
-Ambiente: 4 / 5
-Personale: 5 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B\C

TOTALE : 26.5 / 30

Ultima visita: Primavera 2009
Eccoci in Francia, per la precisione a Lione, città famosa per il suo antico centro storico diventato patrimonio dell’Unesco.
Il Villa Florentine è un elegante albergo della famiglia Relais & Chateaux, situato nella parte alta della città, con ottima vista panoramica.
Accoglienza molto formale ingentilita da un cocktail di benvenuto servito nel terrazzino che guarda sulla Vieux Lyon!
La stanza è grande e confortevole, fornita dei più svariati optional, con il solo difetto di quello che noi abbiamo ribattezzato il “Cessò”: in pratica c’è un bagno grande con due lavandini, una vasca enorme e pure il bidet ma manca il water che è stato posizionato in una specie di loculo… Sti francesi hanno uno strano rapporto col bidet… ah, nel cessò la ventola non funzionava benissimo e nel giro di due visite, seppure “light”, l’odore è diventato quello del gabinetto di uno squat.
Stiamo esagerando, giusto per colorire un po’…
Consigliamo vivamente l’albergo: è bello, pulito e, oltre ad una bella SPA, ha un ristorante notevole.
Per visitare la città si può scendere a piedi e curiosare nella parte vecchia, per poi superare il fiume Saona ed addentrarsi nella zona più moderna raggiungendo il Rodano. Al ritorno si può salire in albergo con la funicolare, scendere alla fermata della zona più alta di Lione e rientrare al Villa Florentine discendendo all’interno di un parco.
La pecca? Si, c’è anche qui, la colazione costa 25 euro ma non vale l’investimento, meglio fare due passi e cercare un accogliente bar tra i borghi della città vecchia.
Durante la gita siamo finiti al franchising del gelato “Haagen Dazs”, “Le Rocambole” (1 quai roma in rolland) per un gauffre (la fomosa cialda belga) e un grand capuccino (grand per la quantità infatti è servito in un tazzone taglia vasino da notte) e al “Le Palais St Jean” (40 rue st jean) per due filet de boeuf. Niente da evidenziare.
Lione è la città natia di JEAN MICHEL JARRE quindi è la scelta obbligata per questa recensione, nello specifico votiamo l’ormai classico della musica progressiva elettronica ovvero “OXYGENE” (1977)!
da booking.com

Le Vieux Pommier

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 3:23 pm on Venerdì, Aprile 24, 2009

Piazzale Monte Bianco, 25
11013 Courmayeur (AO)

Tel: 0165.842281
www.levieuxpommier.it

Cucina: 27 / 50
Cantina: 6.5 / 10
Contesto: 2 / 5
Sala: 3 / 5
Gestione: 2.5 / 5
Servizio: 3 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 1 / 3
Coccole: 0 / 3
Dolci: 6 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 1 / 3

Bonus: 2
Extra: 1

TOTALE : 57 / 110

Costo:

Rapporto qualità / prezzo: B\C

Ultima visita: Primavera 2009
Prima tappa della nostra gita culinaria di primavera, il ristorante era nella lista di quelli consigliati dai gestori del nostro albergo tra quelli di tradizionale cucina valdostana raggiungibili a piedi(!!!).
Il locale è al piano terra di un hotel ed ha una bella sala in legno con un caratteristico albero di mele (imbalsamato) al centro.
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Menu con foto dei piatti, diverse sfumature di fonduta/raclette/ecc., possibilità buffet con formaggi e Prosciutto crudo di Bosses, clima casereccio e servizio educato.
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Atmosfera da trattoria anche nei dettagli ma una carta dei vini superiore alle aspettative
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L’acqua arriva direttamente dai monti nella brocca personalizzata
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Siccome il giorno dopo ci attendeva un lungo viaggio, capiamo che due piatti a testa sono più che sufficienti…

Kid: Vol-Au-Vent con fonduta
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Fancy: Gnocchi alla valdostana
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Kid: Scaloppa alla valdostana
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Fancy: Carbonata con polenta (ovvero dadolini di carne cotti al vino e spezie)
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Dessert classicissimi con torte secche e via dicendo…

Che dire? Una trattoria nella norma, non un posto che invita a tornare siccome siamo a circa 3 ore di distanza ma un posto dove, per un pranzetto veloce, potremmo fermarci (nel caso abitassimo lì)… Rende l’idea?
Consigliata a compagnie di amici per fare un po’ di bisboccia post-sci scaldando formaggi e bevendo vino!
Consiglio per gli acquisti se siete amanti del verace pop-punk italiano anni novanta: FICHISSIMI “Un mondo fichissimo” (7″ del 1994, se la memoria non inganna) band di culto nell’ambiente punk rock, originaria di Pinerolo quindi non lontana da queste zone.“…Noi fichissimi non suoneremo oggi e non suoneremo più. Se del punk ti interessa solo la musica puoi guardarti MTV, comprarti i dischi da Rock & Folk o da Zapping e cacciare fuori trentamila lire per il gruppo punk in concerto. Di noi non hai bisogno, anzi noi non ti vogliamo. I Fichissimi non erano qui per portare il loro messaggio a più persone possibili. Non erano qui per intrattenere nessuno, non siamo profeti e nemmeno musicisti. (…) I Fichissimi non vogliono più preparare prodotti da far smerciare ad infami e riviste musicali alternative. Troppi tra voi hanno comprato il nostro disco come un qualunque altro prodotto, senza capire che prodotto non voleva e non doveva essere. C’è stato anche chi alla fine dei concerti ci ha chiesto autografi, ci ha chiesto se poteva avere in regalo un plettro usato da noi, o un foglio di carta con sopra una scaletta (reliquie? Io non ho parole). C’è stato chi ha venduto la prima stampa del nostro 7″ a venti carte a qualche collezionista. C’è stato chi si è stupito quando gli abbiamo detto che al Rototom , alla Dracma e nelle discoteche alternative non avremmo suonato, anche se l’ingresso sarebbe costato cinquemila come in un posto occupato. (…) La prossima volta andate al Leoncavallo o al Gabrio , tanto la birra costa poco pure là. Questa sera non vi siete divertiti, non avete consumato i pochi attimi di libertà che avevate come volevate, avete sprecato il vostro tempo libero. E domani torneremo tutti alla nostra vita di merda. Che tristezza, vero?” (I Fichissimi)

Hotel Meublé Emile Rey

Archiviato in: Hotel, Ostelli e Resort, Altri locali, Recensioni — admin at 3:06 pm on Venerdì, Aprile 24, 2009

12 Rue du Trou des Romains
11013 La Saxe- Courmayeur

Tel: 0165.844044
www.hotel-rey-courmayeur.com

-Qualità: 6.5 / 10
-Posizione: 3.5 / 5
-Ambiente: 2 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: A

TOTALE : 20 / 30

Ultima visita: Primavera 2009
Emile Rey era una famosa guida alpina e questa era la sua casa di famiglia, ora riadattata ad albergo, affacciata sulla catena montuosa del Monte Bianco.
La Saxe è un silenzioso paesino attaccato a Courmayeur (cinque minuti a piedi) fatto di borghi strettissimi non adatti a chi ama sfrecciare a bordo di voluminosi SUV.
L’hotel in questione è la tipica baita di montagna, molto caratteristica e accogliente.
Una calorosa gestione famigliare, la colazione da “baita” e prezzo conveniente sono i punti di forza di questa struttura.
Tallone d’Achille, se vogliamo dire così (data la misera cifra pagata dovremmo solo tacere) sono i muri della stanza talmente sottili che di notte riesci a sentire i tuoi vicini di stanza russare profondamente o andare in bagno ad espletare funzioni fisiologiche.
Un po’ di Yodel-country-punk non farebbe male come sottofondo nel viaggio tra questi monti quindi niente è meglio di Mysterious Asthmatic Avenger “My Mother Killed Rock And Roll… in 1979″ (2001)!

da hotel-rey-courmayeur.com

Locanda delle Tamerici

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 3:04 pm on Venerdì, Aprile 24, 2009

Via Litoranea SE, 106
19031 Ameglia- Loc. Fiumaretta (SP)

Tel: 0187.64262
www.locandadelletamerici.com

Cucina: 39 / 50
Cantina: 7.5 / 10
Contesto: 4 / 5
Sala: 3 / 5
Gestione: 3.5 / 5
Servizio: 4 / 5
Mise En Place: 2 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 8 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3

Bonus: 2
Extra: 1.5

TOTALE : 80.5 / 110

Costo: €€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Primavera 2009
La tana dello chef monostellato Mauro Ricciardi è posizionata proprio sull’ultima spiaggia della Liguria di levante!
Certo non si può parlare di ultima spiaggia della cucina, anzi, appena si entra in sala (classica per non dire superata) ci si trova circondati da bottiglie di un certo livello.
La versione estiva del locale permette di pasteggiare nel giardino a pochi metri dal mare.
L’accoglienza è cortese, il personale è ridotto ad una cameriera (un po’ musona) e ad una sommelier (molto competente).
I tavoli sono ben distanziati e apparecchiati a dovere.

Si parte con il classico aperitivo, Champagne Gaston Chiquet, servito in uno scomodo bicchiere:
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Mentre consultiamo la carta arrivano al tavolo il pane…
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…in un secondo tempo la focaccia
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Il pane continua ad arrivare alla spicciolata, ecco anche i grissini, ottimi!
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Optiamo per il menu degustazione più completo accompagnato da calici di

Terre Alte di Livio Felluga Colli Orientali del Friuli DOC 2006
Vermentino Colli di Luni DOC La Pietra del Focolare 2007
Napa Valley Atlas Peak V. Chardonnay 2000

Fritturina come entree -avessimo saputo che la servivano come benvenuto probabilmente non l’avremmo scelta come secondo- poco male, è buona
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Fancy: Crudo di crostacei e pesce (♫♫♫♫)
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Kid: Rana pescatrice ripiena di broccoli, avvolta nel lardo, su salsa di melanzane, burrata e malanzane croccanti (♫♫♫)
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Fancy: Gnocchi di patate con ragù di pesce di scoglio (♫♫♫)
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Kid: Ravioli ripieni di triglie e cardi in salsa ristretta (♫♫♫)
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Fancy + Kid: Gran fritto di mare alla ligure (♫♫♫♫)
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Kid + Fancy: Armonia di cioccolato (♫♫♫♫)
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Piccola pasticceria prima dell’arrivederci
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Possiamo affermare senza timore di smentita che ci troviamo di fronte ad un buon ristorante, uno di quelli dove non troverai preparazioni superlative ma neanche delusioni. Tutti i locali che si vogliono fregiare del titolo di ristorante dovrebbero essere così, altrimenti dovrebbero chiamarsi trattorie, bistrot o brasserie. Ad ogni cosa il suo nome!
Siccome le tamerici sono piante scegliamo l’abbinamento musicale con le piante urlanti di Seattle ovvero quegli Screaming Trees di Mark Lanegan che, in pieno delirio grunge, con “Sweet Oblivion” (1992) furono capaci di rielaborare punk e psych-punk filtrandoli con il sound dei Black Sabbath!

Ambasciata

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 10:22 am on Venerdì, Aprile 24, 2009

Via Martiri di Belfiore, 33
46026 Quistello (MN)

Tel: 0376.618255
www.ristoranteambasciata.it

Cucina: 40 / 50
Cantina: 8 / 10
Contesto: 3 / 5
Sala: 4 / 5
Gestione: 4 / 5
Servizio: 3.5 / 5
Mise En Place: 2 / 3
Pane: 1 / 3
Coccole: 3 / 3
Dolci: 8 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3

Bonus: 3
Extra: 0

TOTALE : 82.5 / 110

Costo: €€€€

Rapporto qualità / prezzo: B\C

Ultima visita: Primavera 2009
Nuova missione in uno dei locali che hanno fatto la storia degli ultimi trent’anni della grande ristorazione italiana.
E’ sulla riva destra del fiume Secchia, proprio sotto l’argine alle porte di Quistello, il luogo dove i fratelli Tamani hanno deciso di impiantare questo Taj Mahal della cucina.
Il ristorante è all’interno di una grande casa di paese, nella quale trova spazio anche la sede del Rotary club locale.
Citofoniamo e, dopo una breve attesa, siamo invitati ad accomodarci. Entrando nella grande sala siamo accolti dallo chef seduto come un pascià nel tavolo più vicino alla sua amata cucina.
La vista della stanza ha un impatto forte, tantissimi libri impilati vicino alle vetrate sembrano colonne improvvisate per evitare il crollo del soffitto, tendoni bianchi e rossi stile circense, enormi vasi di fiori, vassoi e cloche d’argento fanno bella mostra di sè un po’ ovunque!
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Tortuoso il tragitto per raggiungere il tavolo, nonostante sia ad una distanza accettabile dagli altri, causa i vari gueridon impegnati a sorreggere la chincaglieria di casa Tamani.
Decisamente barocco! …anche la mise che ci accoglie (la sottotovaglia su tutto) è su queste note, con forti connatazioni demode.
Osservando meglio si nota che ci troviamo in un ampliamento (ben fatto) dell’edificio originario, la finestra che c’era una volta è diventata lo spazio che permette ai clienti di controllare il lavorio in cucina.
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Piatto dei pani già al tavolo all’arrivo e non particolarmente intrigante (una schiacciata, due grissini e una sorta di Coppia ferrarese)ambasciata-023.jpg

In attesa che arrivi il menu, Ciccioli e Parmigiano Reggiano vengono offerti dalla casa e serviti da una cordiale signora che ricorda più le genuine titolari delle trattorie di una volta che le snob gerenti di qualche locale moderno con velleità, con un accompagnamento di bollicine (presentate un po’ di fretta e con bottiglia aperta in separata sede, si ode in lontananza il botto del tappo).
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Frasi di Shakespeare, Lucio Dalla (che definisce l’Ambasciata “Il bar di Guerre Stellari”, chissà chi sarà Jabba the Hutt?!) e dei proprietari fanno da incipit ad una enciclopedica carta (fin troppo) con tanti classici della tradizione come il Sorbir di Agnoli e i Tortelli di zucca e altre pietanze che hanno fatto la fama di questo locale come il Pavone alla maniera del Vicariato di Quistello o la Scaloppa di fegato d’oca al Sauternes oppure lo Zabaione caldo.
Ci sono 4 percorsi di degustazione, nota di merito quello incentrato sulle Paste (veramente tanta la varietà di primi anche in lista con la pasta accompagnata da risi e minestre), è un bell’enigma scegliere.

Decidiamo di affidarci ai due percorsi devoti al pescato (di acqua dolce e di mare)!

Da una bella carta dei vini con ricarichi tra l’onesto e l’eccessivo scegliamo una bottiglia (Chardonnay Gaja & Rey: assente) e il sommelier ci suggerisce un validissimo
Chardonnay Bellavista Uccellanda 2004
anche questo stappato in un’altra stanza (per mancanza di spazio?!) e poi portato al tavolo per l’assaggio.

Nell’attesa, due chiacchiere con il venerabile chef (con una brutta tosse) e maitre che ci fanno partecipi di una prossima apertura de L’Ambasciata in quel di Dubai… Offerta che noi sappiamo sia stata rifiutata dai Santini (Dal Pescatore) perchè, a sentir il Sig. Antonio, preferiscono fare meno cose ma farle sempre al massimo livello e sotto il loro controllo diretto… Non ci resta che augurare il meglio a Romano e Carlo Tamani!

Siamo pronti.

Arriva l’unica cameriera accompagnata da uno dei ragazzi che lavorano in cucina, ci piace l’idea che a servire siano i cuochi ma sbagliano ad assegnare i piatti (eravamo in due e c’era solo un altro tavolo con clienti, se commettono errori con così poca gente come faranno con la sala piena?!) e non li presentano adeguatamente.

Kid:
La spremuta di pomodoro, scampo grigliato, scaloppa di tonno del Mediterraneo, uova di salmone russo, olio extra vergine d’oliva, patate a fiammifero (♫♫♫)
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Lo spiedino di code di gamberi con pancetta, cereali profumati al timo limonato, salsa al gorgonzola, rosso d’uovo, basilico, prezzemolo e olio extra vergine d’oliva (♫♫♫♫)
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Le polpettine di baccalà, cipolla croccante su limpido di insalata verde e porri (♫♫♫♫-)
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La zuppetta di fagioli, salsiccia, astice, leggermente piccante da peperoncino calabrese, pomodori, basilico e pistilli di zafferano (♫♫♫+)
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L’aspic di frutta con insalata di finocchi, ananas e limpido di lamponi (♫♫♫♫)
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Fancy:

Insalata di Luccio dei laghi di Mantova con la tradizionale salsa verde quistellese (prezzemolo, acciughe, capperi, cipolle e verdure sottaceto) con parmigiano reggiano di Quistello - grazie a dio sono siamo un fotoblog serio altrimenti questa immagine meritrerebbe una diffida- (♫♫♫)
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La bisque de mer e code di gamberi -omaggio alla grande cucina francese- (♫♫♫)
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La cappesante gratin e vellutata di fagioli borlotti, patate a fiammifero (♫♫♫♫)
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Il carpaccio di spigola, asparagi tiepidi e salsa olandese (♫♫♫)
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La piramide di millefoglie con crema chantilly, meringa, cioccolato e frutti di bosco (♫♫♫♫)
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Dopo il dessert arriva un’inteminabile serie di pasticceria secca tradizionale, 7 piatti 7, una roba da golosi che hanno deciso di farla finita una volta per tutte.

I dolci secchi di cultura del Vicariato di Quistello, Ducato di mantova, Benedettino, Matildico
(Tortelli fritti ripieni di crema pasticcera; Sabbiosa; Sbrisolona; Stelline di pasta di mandorle siciliane; Torronata con ciccolato fondente, galatina di menta, mandorle e meringa; Tortelli di Sant Antonio Abate, Favetti; Quadretti di pan di spagna al cioccolato)
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Con il caffè arrivano Le petit fours, un po’ di dolcetti per finire e salutare…
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“Hoc erat in votis” (Questo era il mio desiderio) recita l’incipit del menu de L’Ambasciata e probabilmente il loro sogno i Tamani l’hanno realizzato diversi anni fa e ora si tengono a galla navigando a velocità di crociera.
Partiamo dalle dolenti note.
Le materie prime (crostacei) non erano di altissima qualità, ok siamo a Quistello e di domenica e un po’ ce la siamo cercata ma ci sono tanti locali meno celebrati che riescono ad offrire prodotti migliori anche nelle giornate meno indicate.
Lo staff trasmette la sensazione di un locale un po’ seduto sugli allori, che vive dei fasti che furono, la realtà non è proprio così perchè le pietanze sono preparate a dovere ma non ci troviamo di fronte ad una cucina al passo con i tempi. Se riuscite ad isolarvi mentalmente e liberarvi delle abitudini prese frequentando i locali più alla moda riuscirete a godere la migliore cucina italiana anni 80-90. Se Dal Pescatore è l’evoluzione e l’esaltazione dei mitici ristoranti nati sullo stile dei Cantarelli in combinazione con un ripasso della lezione francese, L’Ambasciata ne è la lenta e naturale prosecuzione.
Ci hanno impressionato favorevolmente il bravo sommelier, la cura nelle salse di accompagnamento, fatte con mano esperta (a volte un po’ cariche ma sempre ben eseguite) e che lo chef Tamani si occupi della colorazione del piatto usando solo il cucchiaio invece di un più coreografico e moderno dispenser (sarà una stupidata ma è bello veder lavorare come una volta).
Per questa coppia di grandi maestri della ristorazione scegliamo di affiancare la musica di due fratelli di sangue che sono stati tra i padri del rock’n'roll ovvero ESQUERITA con il suo album omonimo (1959) e LITTLE RICHARD “Here’s…” (1957)… Chi ha copiato chi!? Per quanto ne sappiamo noi dovrebbe essere stato il Sig. Richard Penniman a scimmiottare il look dell’altro!