2008 (e antecedenti)

Archiviato in: Altri locali, Ristoranti, Recensioni — admin at 4:36 pm on Lunedì, Dicembre 29, 2008

Si chiude un anno ricco di soddisfazioni culinarie ma povero economicante, povero forse è troppo ma poteva andare certo meglio.
Abbiamo scoperto che alcune persone leggono il nostro sito, pur non andando su siti o forum a fare marchette pubblicitarie (al contrario di altri), e la cosa ci gratifica perchè ci piacerebbe, nel nostro piccolo, rappresentare una sorta di “rottura” in un ambiente spesso troppo ingessato e legato allo stereotipo di una clientela di vecchi snob che passano la vita a girare in centro col SUV e il tempo libero tra musica classica, golf, teatro, circoli di lettura e simposi vari, spesso più per farsi vedere che per vero piacere.

Il nostro simbolico premio del miglior pasto del 2008 va al canto del cigno di FLIPOT (vedi pagina menu per le motivazioni), Vissani (nuovo numero 1, nella foto sotto un particolare del menu) ce lo permetterà e una menzione di merito alle tante piccole trattorie che riescono a proporre buone cose a prezzi ragionevoli (Locanda Mariella, Wine Hosteria Bartolo, ecc.).

I Santini perdono il numero uno dopo 4 anni ma sono sempre i primi nel nostro cuore, un peccato quel secondo non entusiasmante di Alajmo e un rammarico per le delusioni, date le aspettative, di D’O, Da Vittorio e Il Volto.
Promesse per il 2009? Imparare a scrivere e cucinare meglio, migliorare come sommelier, vincere la riluttanza verso i milanesi (Cracco, Sadler, Trussardi, il rampante Tano e il maturo Santin), aggiungerci alla lista di chi si chiede perchè Le Robinie non venga premiato e sopprattutto attraccare in nuovi lidi (Francescana, Pinchiorri, Pergola, Ambasciata,…).
Novità tra le recensioni:
-Abbiamo tradotto in italiano le portate (e sistamato i commenti) di Gordon Ramsay.
-Hanno subito un update i seguenti locali (in ordine sparso): Da Luca, Il Volto, Angiol d’or, La Cantina del Trinca, La Lucanda, Sorelle Picchi, Dal Pescatore, Parizzi, La Croce di Malta, Il Gallo d’oro, La Forchetta, La Filoma, Cocchi, Tramezzo e Osteria del 36.
-Voti anche agli “Altri locali”
imgp1680.jpg

##########################################################

Altre segnalazioni (tra top del 2008 e hit del passato) :

-Agriturismi, golf club e altre soluzioni bucoliche: Collina Del Sole- Varano, PR

-Enoteche, Pub, Wine-Bar, Club vari, Risto-bar: Caffè Pitti- Firenze

-Etnici e locali tematici: Gaucho- Londra, Inghilterra

-Hotel, Ostelli, Resort, Bed & breakfast e Beauty farm: Aressana Hotel- Santorini, Grecia

-Dolce o salato: Harry’s bar- Venezia

-Pizzerie, pizze al taglio, take-away: Casa del mar- Senigallia, AN

imgp2149.jpg

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°Segue archivio notizie varie°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

-Rocker’s corner

Autunno 2008
BAM FEST #2

bam

ESTATE 2008
Summer Jamboree
Summer Jamboree 2008 in the rockin town of Senigallia (Italy), August 16-24 2008—> THE STRAY CATS!
www.summerjamboree.com

##########################################################

-NEWS:

-RICETTA #02
Carnaroli con tartufo bianco (Vissani)
- Carnaroli 120 g.
- Scalogno tritato 15 g.
- Aglio 1 becco
- Alloro 1 foglia
- Parmigiano grattuggiato 50 g.
- Brodo di carne 25 cl.
- Tartufo tritato 4 g. a metà cottura
- Burro 1 noce per la mantecazione fuori dal fuoco
- Spinaci n° 12 foglie belle (lavate bene ma crude a foderare lo stampino)
- Tartufo bianco a lamelle a piacere
- Olio extravergine Cipolloni qb.
- Sale qb.

-novembre/dicembre 2008
Stasera un cinemino?
Secondo la Tv il paese va a rotoli quindi vediamo di distrarci un po’:
Burn after reading (voto 7.5 per la comicità intelligente e grottesca dei fratelli Coen), Mamma mia (voto 6.5 per questo spensierato musical con colonna sonora dei temibili scandinavi ABBA), Tropic thunder (voto 7 per la brillante demenzialità di Ben Stiller e compagni), 007: quantum of solace (voto 2… palle, molto peggio rispetto al precedente con Daniel Craig del quale ne è lo sviluppo) e Bolt (voto 7 al nuovo, ma classico, eroe Disney… visto nella soluzione 3-D).

-RICETTA #01
Flan di cioccolato caldo (Ristofante)
Ingredienti: 100 gr. di burro, 100 gr. cioccolato fondente, 2 uove intere, 150 gr. di zucchero e 50 gr. di farina.
Preparazione: Sciogliere a bagnomaria burro e cioccolato. Montare uova con zucchero, aggiungere burro, cioccolato e farina. Mettere il composto in stampini ben imburrati e cuocere in forno a 150° per 12 minuti. Servire caldo con crema pasticcera o gelato.

-ottobre 2008
Il Delirio di Beppe Grillo
Nuovo tour del comico genovese, continua la battaglia ecologista e politica, fa sempre ridere ma meno che in passato. Sembra abbia troppe cose da dire e su cui farci riflettere così ogni tanto si perde e non porta a termine i discorsi, saranno i molti impegni o la troppa rabbia a renderlo meno lucido. Consiglio per gli acquisti (anche se a Mi manda raitre hanno detto che è un pacco): questa pallina per il bucato, niente detersivo e durata decennale!

highres_5298745.jpg

(K)

-MAGGIO -> SETTEMBRE 2008
Andando al cinema
In questi mesi di silenzio non siamo stati sempre chiusi al ristorante o in enoteca ma siamo andati anche al cinema, però non mi andava di mettermi a scrivere sinossi lunghissime e inutili quindi arrivo solo ora per tirare un paio di somme.
Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo (divertente, ti ricorda perchè ti piaceva da ragazzino ma ormai sente il peso degli anni, 6+), Sex and the city (sono stato trascinato ma non mi sono neanche rotto troppo, 6), Gomorra (molto ben fatto ma non penso che il futuro del cinema italiano possa passare per l’ennesima storia di camorra, 7), L’incredibile Hulk (molto meglio del precedente, ci voleva poco, 6.5), Iron man (tra i migliori film di super-eroi usciti sul grande schermo, 7), Batman: il cavaliere oscuro (riprende lo stile di “The beginning” ma risulta meno incisivo poi c’è quel momento in cui, dopo un’ora e mezza quasi senza azione, scatta la violenza che ti lascia un po’ sconcertato, 7–), Funny Games (il remake non l’ho visto ma l’originale di 10 anni fa ad opera delo stesso regista era la crudeltà fatta film, s.v.), Denti (come se fosse ispirato allo stornello “Osteria numero venti…”, me lo aspettavo più “trash” ma a momenti è esilerante, strano lo abbiano dato al cinema ma basta leggere il cognome del regista per capire, voto: 6.5) e infine Kung Fu Panda (non sono un amante dei film di animazione, poi tutta questa tridimensionalità fa male al cuore, nel complesso un bel cartone per bambini e mai arraendersi, voto 6.5, nel suo genere).
Vorrei aggiungere in chiusura una certa perplessità per l’aver affidato il doppiaggio di certi attori a non professionisti per favorire nomi “roboanti” di attoruncoli italiani o personaggi famosi di poco conto.
(Kid)

-APRILE 2008
I migliori 100 ristoranti mondo (2008)
http://www.theworlds50best.com/
… secondo loro!

-MARZO 2008
Non è un paese per vecchi (Ethan e Joel Coen)
I fratelli Cohen colpiscono ancora nel segno con il loro nuovo film ispirato dal romanzo di Cormac McCarthy. I personaggi hanno tridimensionalità, mai nulla è scontato e il confronto tra normalità e follia ti trascina in un toboga di assassinii che non risultano fini a se stessi. Se avete amato Fargo, amerete anche questo ultimo progetto che lascera delusi gli amanti dell’ happy-end a tutti i costi, la storia dei personaggi si chiude e così il film. (K)

-FEBBRAIO 2008
Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet street (Tim Burton)
Il ritorno della coppia Burton-Depp, ormai icone per una serie di ragazzini emo-dark, è la trasposizione cinematografica di un fortunato (ma neanche tanto) musical che vide sulla scena, nel ruolo che oggi è di Helena Bonham Carter, la Signora in giallo Angela Lansbury. Scenografie, abiti e atmosfere sono in stile Burton ma le canzoni non hanno appeal quindi mandar giù questo film risulta difficile. Meglio tornare a casa ed ascoltare gli Sweeney Todd di Nick Gilder (e di un adolescente Bryan Adams). (K)

-19 GENNAIO 2008
Halloween - The Beginning (Rob Zombie)
Rob Zombie si conferma capace nel gestire i clichè horror anni 70/80, la storia non si interseca alla perfezione con quella di Carpenter ed a tratti ne è un onesto remake. Ottima la selezione di attori e caratteristi (Malcolm McDowell, Clint Howard, Danny Trejo, Udo Kier e Sid Heig).
TRIVIA: E’ sempre dell’ex-White Zombie il finto trailer “Werewolf Women of the S.S.” nel trashissimo “Grindhouse” firmato Tarantino-Rodriguez. (K)

-13 GENNAIO 2008
La promessa dell’assassino (David Cronenberg)
Non sono un giudice obbiettivo dato che Cronenberg è uno dei miei registi preferiti e gli perdono tutto, anche opere non riuscitissime come Crash, ma questo suo nuovo film è proprio bello, un bel Padrino in salsa Russa (dopo il valido Scarface nero di “American gangster”) dalle tinte cupe e un bravo a Viggo Mortensen. (K)

-Dicembre 2007
Dal Blog di Beppe Grillo :
“E’ in arrivo l’uomo bionico. I metalli che ingeriamo ci stanno trasformando in ferramenta ambulanti.
L’elenco che segue riporta alcuni metalli contenuti in prodotti che mangiamo tutti i giorni, metalli come Titanio, Cobalto, Argento.
Basta saperlo. Come per le sigarette è sufficiente aggiungere un’etichetta con su scritto: “Attenzione, vetro all’interno”, oppure “Piombo, Bismuto e Solfato di Bario possono produrre effetti collaterali”.

L’elenco:

Pandoro Motta: Alluminio, Argento
Salatini Tiny Rold Gold (USA): Ferro, Cromo, Nichel (cioè acciaio), Alluminio
Biscotti Offelle Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco, Zirconio, Silicio-Titanio
Biscotti Galletti Barilla: Titanio, Ferro, Tungsteno
Macine Barilla: Titanio
Granetti Barilla: Ferro, Cromo
Nastrine Barilla: Ferro
Plum cake allo yogurt Giorietto Biscotti: Ferro. Cromo
Ringo Pavesi: Ferro, Cromo, Silicio, Alluminio, Titanio
Pane carasau (I Granai di Qui Sardegna): Ferro, Cromo
Pane ciabatta Esselunga: Piombo, Bismuto, Alluminio
Pane morbido a fette Barilla: Piombo, Bismuto, Alluminio
Paneangeli Cameo: Alluminio, Silicio
Pane Panem: Ferro, Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo, Bismuto, Manganese
Cornetto Sanson (cialda): Ferro, Cromo e Nichel (cioè acciaio)
Biscotto Marachella Sanson: Silicio, Ferro
Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicio, Alluminio
Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio
Cacao in polvere Lindt: Ferro, Cromo, Nichel
Tortellini Fini: Ferro, Cromo
Hamburger McDonald’s: Argento
Mozzarella Granarolo: Ferro, Cromo, Nichel
Chewing gum Daygum Microtech Perfetti: Silicio (cioè vetro)
Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro, Titanio
Integratore Formula 2 Herbalife: Ferro, Cromo

I metalli elencati sono tutti sotto forma di particelle nano e micro-metriche (nano = dal miliardesimo al decimilionesimo di metro, micro = dal milionesimo al centomillesimo di metro).
Nessuno degli inquinanti particolati di cui sopra è biodegradabile e, dunque, resta dov’è per sempre.
E dov’è è un tessuto umano.” … e buon anno
(Fancy)

-Novembre 2007
Uno dei pochi comici capaci di strapparmi un sorriso
(Kid)

-Ottobre 2007
Mostra di David LaChapelle e Vivienne Westwood a Palazzo Reale (Milano)
Molto bello l’allestimento della prima per la grande quantità di foto, la presenza di qualche video (musicali e making of) e materiale (per me) inedito mentre poco suggestivo il “best of” di 30 anni di carriera della Westwood (ho trovato ostico vedere i dischi dei Sex pistols appesi come cimeli o manichini agghindati come certi miei amici del giro punk). Passeggiando per Palazzo Reale si può ammirare “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza Da Volpedo.

da www.fastweb.it
(Kid)

-Settembre 2007
Il genio è di casa a “Gusto” (Tg5)
(Fancy)

##########################################################

kid.jpg

Kid and Fancy

fancy.jpg

Hostaria del Mistero (di Antonella e Sanzio)

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 4:35 pm on Lunedì, Dicembre 29, 2008

Via Lame, 19
Cividale Mantovano (Mn)

Tel: 037.693171
www.hostariadelmistero.it

Cucina: 28 / 50
Cantina: 5 / 10
Contesto: 2 / 5
Sala: 3 / 5
Gestione: 3.5 / 5
Servizio: 2.5 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 1 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 6 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 0 / 3

Bonus: 1
Extra: 0

TOTALE : 55 / 110 Costo:

Rapporto qualità / prezzo: A

Ultima visita: Autunno 2008
Siamo giunti all’ultima paparazzata alimentare del 2008, un anno che più di ogni altro (causa supposta crisi economica) ci ha portato a riflettere su come debba essere più considerato un lavoro utile e ben fatto che uno inutile 8a volte anche ben retribuito), detto più semplicemente e facendo forse un po’ di demagogia gradiremmo che un insegnante guadagnasse più di una velina perchè la sua importanza nella società è maggiore, oppurre preferiremmo che lo stato si occupasse di scuole, ospedali e del bene dei cittadini invece di buttare soldi per il sito e il logo italiapuntocom.
Basta col business dell’apparire, mettiamo un freno al superfluo e impariamo a dire qualche no anche se ci comporta sacrifico.
Certa televisione ci ha traviati, la mentalità e i valori della gente sono cambiati, facciamo rinunce per circondarci di oggetti inutili.
La sensazione diffusa è che basti raggiungere la popolarità con qualsiasi stratagemma (dai reality alla parentela con) per poi avere aperte tutte le porte, non serve più la gavetta (magari studi un po’ quando incominci ad essere conosciuto, giusto per dire di averlo fatto) ma una gran botta di culo.
Come dice Al Bundy nella serie Tv “Sposati con figli (Married with Children)”: per lavorare in Tv non serve nè cervello nè talento.
I nuovi protagonisti della TV non sono persone ma prodotti quindi bisogna usarli e consumarli, il più velocemente possibile così Paris H. diventa popolare con un porno in internet e nel giro di poco è cantante, scrittrice e attrice, apro myspace e mi appare Alessandro Cattelan non nel ruolo di VJ ma di scrittore, Gigi Buffon esce con un libro sulla sua mirabolante vita (scritto con caratteri grandi, una cornice bianca abbondante in ogni pagina e tanti spazi vuoti poi siccome di sesso si occupa già Cassano, lui ha voluto attirare l’attenzione con una presunta depressione), l’attrice Regina Orioli si trasforma in fotografa, Carla Bruni fa di tutto e di più… Potremmo andare avanti per ore e ore… Perchè provare a far bene una cosa sola quando puoi farne tante male?!
Non dimentichiamo il revisonismo, tanto caro agli italiani, da Ambra (bistrattata dieci anni fa e ora artista di culto) a Jovanotti (da scemo del villaggio a “cancellatore” del debito nel terzo mondo) senza dimenticare il caso di Kate Moss, ora aspettiamo le nuove incarnazioni di Moggi, Cambi e la canonizzazione di Craxi.
Dopo questa bella pappardella introduttiva (troppo messia?) scritta e riscritta più volte causa giramento di balotas natalizio, iniziamo a parlare di questo piacevole ristorantino, che veste jeans e t-shirt, incastonato nella bassa pianura mantovana.
Siamo al cospetto di una di quelle osterie che all’occhio non si presentano tanto bene ma che poi sanno gradevolmente sorprendere.
L’aspetto anonimo degli esterni viene dimenticato appena entrati, una sala carina e un vulcanico oste (con il fidato cane Ettore, nella foto) sono lì ad attendervi e pronti a farvi accomodare.
Il padrone di casa fa capire subito che per mangiare nel suo ristorante devi abbassare le difese e stare al suo gioco di battute e prese in giro.
Siamo in compagnia e ci affidiamo al suo estro culinario, più che estro sarà uno sciorinare piatti tradizionali nella zona accompagnati dagli scherzi di Sanzio (che ha il buon gusto d8i fermarsi appena prima del diventare troppo invadente).

Da bere un classico Lambrusco mantovano versato nella ciotola

Da magnà:
Prosciutto e salame
Spalla e mela cotta
Pane ai cereali tipo pizza (fanno anche la pizza ma non è ancora l’orgoglio della cucina)
Polenta pasticciata
Riso coi porcini
Mulinelli di pasta con prosciutto

Rinuniciamo al Galletto nostrano, troppa roba e passiamo ai dolci…

Tiramisu o Budino al cioccolato (fatti rigorosamente in casa, niente Gelateria del corso)

Tirando le somme, serata piacevole e cucina più che dignitosa.
Per questo titolare sopra le righe abbinamento musicale con l’artista più fuori controllo della storia del rock: GG ALLIN e consiglierei un’antologia con i brani punkrock degli esordi e quelli scum del periodo antecedente la morte come “Expose Yourself: The Singles Collection 1977-1991″ (uscito nel 2004).

foto010.jpg

Vissani

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 1:06 pm on Domenica, Dicembre 14, 2008

Vocabolo Cannitello, Baschi
S.S. 448 Todi-Baschi Km. 6,600
Frazione di Civitella Del Lago 05023 (TR)

Tel: 0744.950206
www.casavissani.it

Cucina: 47 / 50
Cantina: 9 / 10
Contesto: 4 / 5
Sala: 5 / 5
Gestione: 4.5 / 5
Servizio: 5 / 5
Mise En Place: 3 / 3
Pane: 2.5 / 3
Coccole: 3 / 3
Dolci: 8.5 / 10
Caffetteria: 3 / 3
Presentazione piatti: 3 / 3

Bonus: 3.5
Extra: 1

TOTALE : 102 / 110

Costo: €€€

Rapporto qualità / prezzo: A\B

Ultima visita: Autunno 2008
C’è lo chef che vuol fare lo “spagnolo” e usa l’azoto ma lo scrive con due Z, c’è l’imprenditore-gourmet che attende l’uscita delle guide perchè altrimenti non saprebbe dire se un piatto è buono o no, c’è questo e c’è quello poi c’è il Maestro… Onestamente di chiamare maestro qualcuno pensiamo si debba smettere in quinta elementare (tra l’altro massimo grado di istruzione per molti apprezzatissimi chef) quindi evitiamo, delle apparizioni televisive e delle scarse capacità oratorie di Gianfranco Vissani si è già discusso ovunque così possiamo andare oltre e parlare di cose più gradevoli.
Ad un quarto d’ora dal Pozzo di San Patrizio (non sarà un caso), lungo la strada che costeggia il lago di Corbara ha sede un altro luogo di “sconfinata ricchezza”, questo posto risponde al nome di Casa Vissani.
Breve digressione, essendo due polentoni abituati a mangiare presto ci presentiamo al ristorante un po’ prima delle 20, ci aprono e ci fanno accomodare per un aperitivo ma ci comunicano garbatamente che il ristorante in genere apre verso le 20.30… ops!
Un passo indietro.
Continuiamo il temino delle medie…
Citofoniamo, si apre il cancello su un giardino illuminato da tanti festoni natalizi e ci avviciniamo alla porta dove ad attenderci c’è un omino in frac (oddio il frac! Dove siamo capitati?).
L’apprensione iniziale viene subito smorzata dai toni cordiali e amichevoli del maitre che raccoglie le nostre giacche e ci accompagna al tavolo.
La sala è sgargiante, la cucina a vista e la mise en place quasi lussuriosa (non lusso ma proprio lussuria, dobbiamo dirvi di chi sono quei piattini rossi che vedete sotto?).
Arrivano alla spicciolata sommelier, Luca Vissani (imponente e cordiale figlio del patron) e una cameriera che ci servirà dei Grissini stile torinese ancora caldi seguiti da un delicatamente salato
Burro di Ciriè
imgp1683.jpg

Immancabile l’aperitivo, questa volta griffato
Joseph Perrier Cuvèe Royal brut (dopo 3 anni in cantina sbarca in tavola questo rotondo assemblaggio di uve bianche e nere -Chardonnay 35%, Pinot Nero 35% e Pinot Meunier 30%- con sentori di agrumi e vaniglia)

e l’amuse bouche
Zuppa di castagne, astice, purea di ceci e alghe (♫♫♫♫)
imgp1685.jpg

Ci presentano un elegante menu (scritto a mano), con due proposte della casa, noi opteremo per quella “Grande” (in lavorazione dal 6 Novembre ‘08)

Nel frattempo fanno gradita comparsa anche i panini, che si susseguiranno in diversi stili (bianco- antipasti, con peperoni- primo piatto, con melanzane-secondo, con nocciola e gianduia-formaggi)

La carta dei vini è notevole, i ricarichi neanche mostruosi dato il tipo di locale e c’è soprattutto tanta Francia d’elite.
Abbiamo un’ora di viaggio circa per tornare a Perugia quindi chiediamo se c’è una scelta al calice, in realtà non esiste ma sommelier e maitre si metteranno d’accordo per farci un percorso guidato di vini abbinati:

Caracena di Oppida e Aminea (Falanghina) Sannio Bianco 2007 - primo tempo (♪, dalla terza isola del progetto Arcipelago dell’Azienda Agricola Fratelli Muratori vicino a Benevento ci giunge un vino bianco, fresco ma di poca struttura; più valido al naso, con sentori di fiori bianchi, che al palato)

Colli Orientali del Friuli Schioppettino Cialla 2001, Ronchi di Cialla -secondo tempo (♪♪ 1/2, un’ottima sorpresa questo rosso rubino con forti sentori di frutta rossa e spezie delicate)

Alvear Solera Pedro Ximenez 1910 -supplementari (♪♪+, Jerez o Sherry prodotto esclusivamente con uva Pedro Ximénez, non Palomino, decisamente sciropposo con sentori di frutta cotta e zucchero di canna bruciato ma meno complessità di quella che ci si aspetterebbe)

…dopo tanta agitazione finalmente si parte:

Millefoglie di sfoglia al cacao affumicato e scampi (♫♫♫♫♫)
imgp1686.jpg 

Branzino in cocotte al profumo di tabacco con tartufo nero (♫♫♫♫)

fase Caterina:
imgp1689.jpg

fase gnam:
imgp1690.jpg 

Carnaroli con tartufo bianco (non d’Alba ma umbro) -foto: Missing In Action- (♫♫♫♫, un bel tortino di riso avvolto in foglie di spinaci, la riscossa del carnaroli passa per un Vissani che affermava la superiorità del vialone nano per i risotti, causa chiacchiere non ci siamo ricordati di fare la foto ma abbiamo una bozza di ricetta fornitaci da Luca Vissani nell’ articolo riassuntivo 2008)
imgp1691.jpg

Anatra al forno con caramelle nere di cetrioli e pane raffermo, salsa della stessa (♫♫♫♫♫)
imgp1693.jpg

Selezione di formaggi al carrello con marmellate (indimenticabile il tostissimo Cabrales, buono l’autoctono Cenerino e notevole la scelta dei cugini d’Oltralpe)
imgp1696.jpg

per Lui:
imgp1697.jpg 

per Lei:
imgp1698.jpg

Si fa un breve passaggio nella nuova cantina che è stata ristrutturata ed arredata tipo enoteca (con schermi TV dai quali i morbosi potranno controllare sala e cucina), qui si tiene la cena detta Top Ten in cui vengono servite 5 portate crude abbinate a 5 vini con presentazione delle bottiglie su un maxi-schermo.

Per il dolce ci si accomoda nella sala con camino, passando vicino al tavolone nero dove si tiene il pranzo conviviale del venerdì e sabato detto “1 ora” (a 30 euro).
imgp1702.jpg

Il bancone del caffè ricco di dolci, tisane e sigari
imgp1704.jpg

Attendendo il dolce, seduti su soffici poltrone, un goccino d’acqua
imgp1706.jpg

Bavarese di mele, gelatina calda di pappa al pomodoro (♫♫♫, stranissima la gelatina con cuore di pomodoro) -presentata da un giovane pasticciere-
imgp1714.jpg

Piccola Pasticceria, caffè Illy e Praline
imgp1707.jpg

Peccato la serata stia finendo…
imgp1716.jpg

APPROFONDIMENTO:

Bavarese: dessert preparato a partire da una crema inglese cui si amalgama gelatina o colla di pesce e alla fine viene incorporata della panna.

Burro di Ciriè: comune in provincia di Torino, dagli alpeggi si producono un ottimo burro e vari formaggi tra cui la Toma di Balme e una ricotta salata.

Cabrales: È il più forte dei formaggi spagnoli, un classico delle montagne dell’Asturia, dove invecchia in alte cave arieggiate dai venti freddi, umidi e salmastri della Baia di Biscay. La forma è cilindrica, di media grandezza, viene prodotto a mano e in piccole quantità nella parte Asturian del Picos de Europa National Park. È un formaggio blu dal profumo penetrante, anche cremoso in modo da poter essere spalmato sul pane, può essere servito con sidro o con un vino bianco invecchiato in botti o addirittura con vino dolce e denso come il Pedro Ximénez. Verrà apprezzato dagli amanti dei sapori corposi e stagionati.

Cenerino: Pecorino tipico umbro che stagionato in cantina sotto la cenere.

Sistema Solera: tipico della regione Jerez, nel sud della Spagna. Questo sistema crea un misto d’annate diverse. Le barrique di rovere sono accatastate come in una piramide. Il vino più vecchio viene messo nel barrique più in basso e il vino più giovane sopra. Ogni anno, quando il vino pronto per l’imbottigliamento (il più maturo) viene imbottigliato, non si svuota tutto la barrique: la barrique più in basso è riempita con parte del contenuto della barrique di sopra, si mescola così il vino più vecchio di sotto con quello più giovane di sopra. La raccolta più giovane viene aggiunta alla barrique di sopra. Questo sistema dà una qualità costante. Il ‘Soleras’ di Emilio Hidalgo è nato nel 1860. E’ possibile quindi affermare tecnicamente che un piccolo goccio del vino prodotto dalla prima raccolta di uve, che ha avviato il sistema, sia ancora oggi presente nel sapore di questo sherry. Nel cuvee Santa Ana c’è tutto sherry di più di 100 anni!

*********************

L’unica difetto che si può trovare (oltre al troppo caldo, cena terminata in maniche di camicia) è che proprio non ti vien voglia di andartene, verrebbe l’istinto di soggiornare in una delle otto suite che Casa Vissani offre per poter gustare la colazione e ricominciare il menu da capo come se fosse il giorno della marmotta del film “Ricomincio da capo” con Bill Murray.
Vissani ha deciso di chiamarla Casa non a caso, perdonate l’allitterazione, perchè il clima è tutt’altro che ingessato, il personale ti riempie di delicate carezze senza mai essere oppressivo, e il cibo?! C’è davvero bisogno di commentarlo? Tanta arte tra i fornelli al servizio di materie prime sia importanti (tanto Caviale Asetra, very expensive) che semplici (del territorio e non).
A questo aggiungiamo l’ambiente che offre le più diverse atmosfere.
Persino il conto è lontano da certe esagerazioni della ristorazione di prima fascia.
Ah, probabilmente ve lo starete chiedendo, ma Gianfranco c’era? Purtroppo no, come al solito dirà qualcuno, ma in cucina abbiamo visto la sorella e potrebbe bastare alla Michelin per dare la terza stella, o ne danno una per ogni Vissani presente durante i loro controlli?
Entra di diritto, grazie alla vastissima offerta, al n.1 tra i ristoranti visitati fino ad ora e logicamente nella triade delle indimenticabili prime volte con Dal Pescatore (il miglior combo accoglienza e cibo) e Marchesi (ora sarà un po’ in calo come dicono molti ma la prima “marchesata” non si dimentica mai).
Accostamento musicale per un ristorante di questo livello con uno dei padri (o il padre) del Rock’n'Roll ovvero quel CHUCK BERRY che con la sua “Maybellene” nel 1955 (finirà nel secondo album “Chuck Berry Is on Top” del ‘59) travolse la scena musicale con un sound nuovo e irresistibile aprendo la strada a tanti artisti da Elvis ai Beatles, dagli Stones a Dylan passando per Beach boys e tantissimi altri.

Il Postale (di Marco e Barbara)

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 12:00 pm on Domenica, Dicembre 14, 2008

Via R. De Cesare n°8
06012 Città di Castello (PG)

Tel: 075.8521356
www.ristoranteilpostale.it

Cucina: 40 / 50 (media tra il 39 di Kid e il 41 di Fancy)
Cantina: 7.5 / 10
Contesto: 2 / 5
Sala: 4 / 5
Gestione: 4 / 5
Servizio: 4 / 5
Mise En Place: 2 / 3
Pane: / 3
Coccole: / 3
Dolci: 8 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 2.5 / 3

Bonus: 2
Extra: 0

TOTALE : 82 / 110

Costo: €€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Autunno 2008
Kid: Ma non saremo troppo buoni con i voti?
Fancy: Non siamo buoni, sappiamo scegliere e poi non mi piace farmi notare per quella che parla male di questo e quello
Kid: E non vorremmo neanche una causa da ristoratori permalosi!
Fancy: L’educazione (e la pulizia) prima di tutto
Kid: Però vorrei tanto dire cose tipo “quella salsina verde sembrava fatta con il muschio tolto dal muro più a nord del ristorante” o “i miei calzini da jogging hanno un odore migliore di quel tartufo”
Fancy: Scemo
Kid: Sigh!
Fancy: Noi usiamo i voti e bastano quelli a chiarire bene il nostro pensiero
Kid: Poi non penso che un nostro appunto faccia cambiare il modo di gestire un ristorante, quando mi chiedono se va bene qualcosa dico quasi sempre di si, non mi piace star lì a cercare il pelo nell’uovo, quella è la loro cucina e se la trovo scadente o certi modi di fare non mi piacciono (leggi mi fregano) non ci vado più

O non ci torniamo solo perchè è troppo lontano come nel caso di questo ottimo ristorante gestito da persone giovani e volenterose.
In un garage ottimamente ristrutturato Marco (in cucina) e Barbara (in sala) hanno ricavato un locale moderno, dai soffitti altissimi con struttura a vista, nel quale proporre una cucina dotata di creatività.
La sala ha luci deboli d’atmosfera mentre il tavolo è degnamente illuminato dalla lampadina che penzola sopra il centro di esso, la mise è nella norma ma la tovaglia ha qualche filo tirato e non è stirata ad arte (che pignolini maledetti che siamo).

Il benvenuto ce lo da un
Luigi Coppo millesimato brut 2005

e un delizioso Marron glacès
imgp1807.jpg

Il menu incuriosisce solo con le descrizioni delle portate, ci sono due “degustazioni”: Dell’acqua o Sensazioni (la nota a fianco recita “senza variazioni”), data la pioggia abbondante che c’è fuori decidiamo di aggiungere acqua su acqua…
imgp1805.jpg

Arriva un caldo e fragante set di panini (ma perchè non ne mettono mai due per tipo? Poi ce li si contende!), che sarà reintegrato durante il pasto, bravi!
imgp1806.jpg

Si parte con un poker di appetizers (♫♫♫♫):

Ostrica, pere e pepe (esaltante partenza)
imgp1808.jpg

Carpaccio di scampi, mollica di pane e pomodoro, gelato di limone e basilico
imgp1809.jpg

Calamari al nero e consommè di calamari
imgp1810.jpg

Triglia, arance e finocchi
imgp1811.jpg

Fancy: Abbiamo finito?
Kid: Ma no, erano solo gli antipasti!

Ravioli di olio nuovo, pesce crudo e cotto (♫♫♫♫♫)
imgp1814.jpg

Linguine con cozze e fagioli in riduzione di canocchie (♫♫♫) -gentilmente offerto dalla cucina!-
imgp1815.jpg

Merluzzo nero, patata, sfoglia di pomodoro ed essenza di Moraiolo (♫♫♫)
imgp1816.jpg

Mousse di limone, gelatina di mango e salsa di sedano di Trevi (♫♫♫)
imgp1817.jpg

Non abbiamo ancora citato la buona carta dei vini, dove tra le proposte al calice (dovevamo guidare per tornare a casa) abbiamo trovato un ottimo
Chablis cuvèe Massale 2002 di Domaine Servin in Borgogna (♪♪, da una premiata cantina ecco un vino giallo paglierino/dorato di livello con l’elegante acidità tipica, una bella freschezza e gradevole intensità)

La piccola pasticceria
imgp1819.jpg

PRATICO MANABILE DI SOPRAVVIVENZA GASTRONOMICA:

Canocchie: (o cannocchia) è un crostaceo (Squilla mantis) che vive nei fondali sabbiosi, trafiggendo gli organismi marini di cui si nutre. Vive nel mediterraneo ed è di piccole dimensioni, difficile da reperire sul mercato. Le sue carni sono molto gustose, con pochi grassi, e deperiscono molto rapidamente.

Consommè: dovrebbe essere un brodo ristretto, ottenuto facendo bollire in poca acqua, della carne (o pesce) tagliata a pezzi piccoli e sfruttata in modo completo per renderne impossibile ogni successiva elaborazione; in pratica però, si indica un buon brodo fatto ridurre lentamente sul fuoco e completato con estratti concentrati vegetali, juliennes di verdure o composti a base di uova (frittatine tagliate a strisce o la classica stracciatella); a volte viene aggiunto a freddo un vino ad alto tenore alcolico, come uno Sherry secco o un Porto.

Merluzzo nero: Black Cod o Sablefish o Merluzzo Carbonaro (Pollachius virens), non appartiene alla famiglia dei merluzzi comuni (Gadus morhua), tipico del mare d’Alaska, vive a grandi profondità (più di 200 m.). In cucina è molto apprezzato per la sua consistenza che da la possibilità di lavorarlo in diversi modi.

Moraiolo: olivo di non grosse dimensioni. Si caratterizza per avere i rami principali e i rami fruttiferi diritti, che si innalzano in modo caratteristico. L’oliva è di medie dimensioni, con forma tondeggiante ed è polposa e molto ricca di olio considerato di ottima qualità. La sua produttività è notevole e anche costante: caratteristica, unitamente alla qualità, che lo fa prediligere dagli olivicoltori umbri. Resiste bene al freddo e ama posizioni un po’ elevate, altro aspetto che’ne ha determinato la diffusione in Umbria.

Sedano di Trevi: sedano scuro ed assai legnoso perchè lasciato crescere naturalmente. L’alimento, al contrario, sfoggia in tavola ben altre caratteristiche: è candido, molto lungo, privo di fili, dal cuore tenero e polposo, intenso al gusto. Il passaggio non immeditiato dalla raccolta alla distribuzione svela l’arcano, infatti per ottenere l’imbiancamento il prodotto deve essere interrato. Coltivato in un piccolo lembo di terra bagnato dal fiume Clitunno, è di produzione assai limitata, la tradizione insegna che vada seminato con luna calante, nella quindicina di Pasqua, possibilmente il Venerdì Santo e poi che ad Ottobre le piante siano interrate per quindici giorni prima di passare sulle nostre tavole.

*********************

Da tutto questo si evince l’ottima tecnica degli chef, che ogni tanto si crogiolano nei preziosismi di inutili schiumette e solidificazioni, ma che negli abbinamenti trovano il loro punto di forza. La cantina è ben composta e non mancano le birre, tanto care a Marco Bistarelli.
Il connubio di artificiosità e schiettezza più il binomio uomo-donna fa pendere la bilancia dell’accostamento musicale verso gli inglesi X-RAY SPEX di “Germ free adolescents” (1978)!

Wine Bartolo Hosteria

Archiviato in: Altri locali, Enoteche, Pub & co., Recensioni — admin at 11:34 am on Domenica, Dicembre 14, 2008

Via Bartolo, 30
06122 Perugia

Tel: 075.5716027

-Qualità: 8.5 / 10
-Posizione: 3 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 21.5 / 30

Ultima visita: Autunno 2008
C’è chi non mangia a pranzo per comprarsi la BMW, chi non accende il riscaldamento per potersi permettere una borsa di Louis Vuitton (e che abbia i loghi più grandi possibile) e c’è chi preferisce godersi la vita rinunciando alle frivolezze da mostrare per concentrarsi su quelle che danno soddisfazione solo a se stessi.
Sulla stessa linea di pensiero si schierano anche certi ristoratori, una cucina seria rafforzata da un servizio preparato ma informale e soprattutto l’attenzione che verte più sulla sostanza che sull’apparenza.
Via Bartolo è vicinissima alla centrale Piazza 4 Novembre, per poter mangiare in questa osteria si deve scendere qualche scalino e sperare che ci sia un tavolo libero.
L’ambiente rustico, con mattone a vista, è stato ben sistemato per renderlo accogliente e il personale pur muovendosi alla velocità della luce non manca di accortezze.
Il territorio è ben vivo nella carta, interessante pure quella dei vini con lente di ingrandimento sui distillati.
C’è pure un menu “Vitellone Chianino Umbro” a 20 euro ma decidiamo di andarci leggeri e di scegliere dalla carta.

Ci portano nell’attesa il pane, è fresco e croccante (segnale incoraggiante)
imgp1647.jpg

per Fancy:
Girello di vitellone “Chianino” marinato sotto sale con salsa di agrumi
imgp1650.jpg

Zuppa di lenticchie di Castelluccio con pane bruscato
imgp1654.jpg

Tiramisù al caffè
imgp1657.jpg

per Kid:
Uova strapazzate con tartufo nero
imgp1648.jpg

Tagliatelle fatte a mano con ragu di Chianina
imgp1653.jpg

Degustazione di cioccolato artigianale di Claudio Corallo (75%, 80% e 100%) da Isola di principe
imgp1656.jpg

Dalle possibili scelte al bicchiere scegliamo un
Pineau d’Aunis 2006 di Thierry Puzelat, da un’apprezzata cantina francese arriva questo rosso fresco e speziato da un vitigno indigeno della Valle della Loira.
imgp1635.jpg

Parentesi nozionistica vaccina e non solo:

Chianina: razza bovina italiana di taglia molto grande (i maschi sui 180 cm di altezza al garrese) allevata esclusivamente per la produzione di carne. Deve il suo nome alla Val di Chiana: è una razza autoctona dell’Italia centrale (Toscana, Umbria e Marche). Il mantello è bianco porcellana in entrambi i sessi. Nei maschi si può a volte osservare qualche sfumatura grigia sul collo. I vitelli fino a sei mesi sono color fromentino. Le mucose sono nere. Le corna sono corte e tozze ed hanno la punta nera.

Isola di Principe: Sperduta nell’ Oceano Atlantico, nel Golfo di Guinea, a 300 chilometri dalle coste di Gabon, Camerun e Nigeria, è una piccola isola ricoperta dalla foresta e da piantagioni di cacao ma offre anche spiagge stupende e un mare pulsante di vita. Theobroma cacao - dal greco “bevanda divina” - è il nome scientifico della pianta del cacao, che ricopre gran parte dell’isola di Principe (e della vicina, e più grande, isola di São Tomé).

Lenticchie di Castelluccio di Norcia IGP: Chiamata dagli abitanti di Castelluccio “Lénta”, è il prodotto rappresentativo del paese per eccellenza. L’uso di questo legume è antichissimo come dimostra il ritrovamento di semi in tombe neolitiche datate 3000 A.C. La lenticchia è una pianta annuale, che fiorisce tra maggio e agosto, appartenente alla famiglia delle leguminose. L’inconfondibile sapore, le dimensioni molto piccole, la resistenza ai parassiti e la coltivazione esclusivamente biologica, oggi ne fanno un prodotto ricercatissimo. Viene seminata, non appena il manto nevoso è completamente disciolto. Verso la fine di Luglio primi di Agosto viene raccolta, in passato a mano con la cosiddetta carpitura. La coltivazione è condizionata da un clima con inverni molto rigidi, gelate primaverili e, in estate, per l’altitudine, forti sbalzi termici tra il giorno e la notte. Nei bacelli della leguminosa si trovano da uno a tre semi tondeggianti, piccolissimi, con un diametro di 2 millimetri circa. Il colore è variegato, dal verde al marrone, con forti striature. Sono un alimento caratterizzato da un alto contenuto di proteine, una buona quantità di zuccheri e una quasi inesistente presenza di grassi. Sono ricche di vitamine, di fibre, di sali minerali. In cucina bisogna tener presente che le Lenticchie di Castelluccio sono fornite di una buccia poco spessa e tenerissima, quindi, si distinguono dalle altre leguminose ad esse simili, per non dover essere obbligatoriamente ammorbidite, ma poter passare direttamente nella pentola di cottura.

*********************

Una trattoria onesta, con tanto di tracciabilità della carne (garantita Macelleria Santa Croce), che dalle nostre parti si trasformano in breve tempo in posti spesso cari e/o ricettacolo di fighetti nullafacenti che sorseggiano Amarone come aperitivo.
Dopo lunghe riflessioni abbiamo deciso di spostare questo locale dalla sezione ristoranti a quella delle enoteche, più che altro perchè la sua particolarità, di unire vini e distillati di livello ad una cucina semplice, non risaltalva e lo rendeva invisibile in una zona del sito con tante (troppe) trattorie di medio livello.
Le nostre valutazioni come ristorante erano: Cucina: 32 / 50; Cantina: 7 / 10; Contesto: 3 / 5; Sala: 3 / 5; Gestione: 3 / 5; Servizio: 3 / 5; Mise En Place: 1 / 3; Pane: 1 / 3; Coccole: 0 / 3; Dolci: 6.5 / 10; Caffetteria: 1 / 3; Presentazione piatti: 1 / 3; Bonus: 1.5; Extra: 0; TOTALE : 63 / 110; Costo: €; Rapporto qualità / prezzo: B.
Per una cucina genuina scegliamo l’accompagnamento della musica verace di Wade Curtiss & the Rhythm Rockers con “Bright Lights”, una raccolta del materiale a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta di questo artista rock’n'roll tra i pionieri del Do It Yourself; immaginatevi che ha passato la vita in carrozzina e pur avendo le mani semi-pralizzate riusciva a suonare una chitarra adattata, trovò anche il modo di fare da manager per il wrestler cantante Dixie Dee.

La Bastiglia

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 3:51 pm on Sabato, Dicembre 13, 2008

Via Salnitraria, 15
06038 Spello (PG)

Tel: 0742.301159
www.labastiglia.com

Cucina: 40 / 50
Cantina: 7 / 10
Contesto: 4.5 / 5
Sala: 3.5 / 5
Gestione: 3 / 5
Servizio: 3.5 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 7.5 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3

Bonus: 2.5
Extra: 1.5

TOTALE : 81 / 110

Costo: €€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Autunno 2008
Se la TV vi tormenta con reality pruriginosi, con talk show lacrimosi, con tribune politiche che non portano a niente, con comici che non fanno ridere e con 22 decerebrati che corrono dietro ad un pallone perchè non farsi forza e spegnerla per andare a farsi un giro? Non in un centro commerciale ma in qualche paesino caratteristico, come il paradisiaco borgo umbro di Spello?
da caumbra.com

Questo bel paese, che visto dalla statale sembra un presepe, si trova nella zona del Parco Regionale del Monte Subasio.
Varcata la Porta Consolare sembra di aver viaggiato nel tempo e di essere finiti in pieno Medioevo poi basta guardarsi intorno per notare tanti casali in mattone recuperati come moderni alberghi e spa.
Uno dei più rinomati in zona è sicuramente La Bastiglia, attivo sia come hotel che come ristorante.
La bella vista che si potrebbe godere dalla balconata è offuscata dalla nebbia, che in Umbria sembra essere presente quanto in Val Padana.
Il personale che ci accoglie è cortese ma un po’ freddino come se avesse paura che il turista sia venuto a disturbare la loro quiete.
Ci fanno accomodare in un tavolo apparecchiato in maniera asciutta, le due sale che si vedono hanno l’atmosfera di una bella casa di campagna con tutti quei piatti appesi alle pareti e le travi a vista (bella ma una sistematina qua e là agli arredi sarebbe da dare).
Qualcuno nell’altra stanza sta fumando e arriva un po’ di odore di sigaretta.
imgp1732.jpg

Ci allungano il cestino del pane (fragrante e vario)
imgp1737.jpg

Mettiamo in moto le mandibole con
Passata di zucca gialla con ricotta, olio e cozze (♫♫♫)
imgp1738.jpg

Tre gli itinerari proposti da una carta molto interessante, i vostri temerari per una volta si divideranno e prenderanno strade diverse. Rimarrà inesplorata “Il viaggio nell’equilibrio dei sensi”.
Ogni menu ha un’opzione di abbinamento al bicchiere guidata dal sommelier Ivan Pizzoni

Carta dei vini non eccelsa per un locale con ambizioni (recuperano con qualche birretta).
Ci verrà proposto come calice un localissimo
Rosso Spina 2006 (Montepulciano) della Cantina la Spina in provincia di Perugia (♪++, vino rosso rubino di spessore sentori di frutti di bosco e tannini eleganti che darà il meglio tra un paio di annetti)

Nè carne nè pesce (menu vegetariano con presenza di uova e latticini, con cotture brevi e bassi contenuti calorici. Gli ingredienti usati sono nelle loro stagioni migliori, per cercare di assorbirne la migliore energia e ristabilire un legame con la natura) per Fancy

Parmigiana di cavolfiori, zuppa di burrata, olive condite al dragoncello (♫♫♫)
imgp1743.jpg

Gnocchi di pane e cipolla di Cannara, in barattolo, ceci, sedano e capperi (♫♫♫)
imgp1746.jpg

Flan di tartufo uncinato e pecorino, salsa di fave secche, pere gelate (♫♫♫♫)
imgp1748.jpg

Sacher di carote, sorbetto di mandorla, zabaione di saba (♫♫♫)
imgp1756.jpg

————————VS————————-

L’Umbria secondo noi (menu del territorio, con carni, erbe e verdure della nostra tradizione, interpretate, rievocando memorie, sensazioni e profumi) per Kid

Piccione, il petto rosolato, la salsiccia di coscia, marmellata di rabarbaro, pasta dolce (♫♫♫♫♫)
imgp1740.jpg

Ravioli di coda di Chianina, passatina di rapette, patate chips (♫♫♫)
imgp1745.jpg

Agnello, in terrina croccante/morbida, topinambour (♫♫♫♫)
imgp1747.jpg

Gateau di fagioli neri di Poggio Aquilone, mele, gelato di cannella (♫♫♫)
imgp1754.jpg

Arriva come pre-dessert un piccolo
Babà al limone con marmellatina ai frutti di bosco
imgp1752.jpg

Entrambi i menu si chiudono con
Piccole cose dolci con Mangiaebevi all’arancia con miele e vaniglia, Shot di cioccomenta con sale di Pirano, Bob-bon di cioccolato bianco e pecorino, Brutti ma buoni, Madeleine,…
imgp1757.jpg

PICCOLO MANUALE DEL GIOVANE GOURMET

Cipolla di Cannara: Cannara, nei pressi di Foligno, è l’area tipica di produzione delle cipolle, dove i coltivatori hanno mantenuto le tradizioni produttive e gastronomiche di un tempo (salsicce del cipollaro, zuppa di cipolla, eccetera). Ancora oggi è possibile assistere alla legatura delle cipolle nelle caratteristiche “trecce”, che facilitano la conservazione e l’uso del prodotto. Viene coltivata sui terreni argilloso-sabbiosi, ricchi di silice, sufficientemente porosi e con buone capacità drenanti: caratteristiche ideali per lo sviluppo del bulbo che necessita di frequenti irrigazioni ma non tollera il ristagno dell’acqua. La denominazione di questo prodotto non deriva da quella di una varietà locale di cipolla, ma dalla zona di coltivazione e sono almeno tre le varietà prodotte: Rossa di Toscana o di Firenze (bulbo di colore rosso intenso a forma sferica e schiacciata nella parte superiore), Borettana di Rovato (a bulbo appiattito color giallo paglierino) e Dorata di Parma (bulbo dorato simile ad una trottola, con la parte superiore appiattita), tra queste la più pregiata per il gusto delicatamente dolce è la Rossa ramata con la polpa bianco-rossa screziata.

Fagioli neri di Poggio Aquilone: Località umbra dove si coltivano la fagiolina di Poggio Aquilone e il fagiolo nero, varietà rustica molto adatta per cucinare zuppe.

Saba: detta anche sapa, è un prodotto tipico della Romagna e delle Marche, dove è considerata tra i sapori tipici dell’alimentazione contadina. È uno sciroppo d’uva che si ottiene dal mosto appena pronto, di uva bianca o rossa. La saba è detta anche “mosto cotto”. Il mosto viene immerso in un paiolo di rame insieme a mezza dozzina di noci con il guscio che, rivoltandosi nel lento bollire, aiutano il mosto a non attaccarsi al fondo del recipiente. La saba è pronta quando si sarà ridotta ad un terzo della sua quantità iniziale. Risulta molto dolce e si conserva benissimo proprio grazie al tenore zuccherino.

Sale di Pirano: Tra il golfo di Strugnano e quello di Pirano c’è un’ antica città marinara (Pirano, nell’odierna Slovenia) che deve la sua fortuna alla presenza di saline che un tempo rifornivano il grande mercato di Venezia.

Tartufo uncinato (Tuber uncinatum Chatin): può superare i 10 cm di diametro, ha peridio di colore nero con verruche piramidali, la gleba è inizialmente biancastra poi diviene nocciola e infine tipicamente brunastra. L’odore ricorda la nocciola ed è più gradevole e spiccato che in T. aestivum. In Italia è frequente in Emilia Romagna e al centro. Predilige terreni calcarei e organici, si trova da 0 a 1200 m. in boschi di querce, carpino, faggio e nelle pinete. T. uncinatum è molto simile a T. aestivum (”Scorzone”) ma di qualità inferiore; si raccoglie da settembre a dicembre.

*********************

L’esperienza è stata davvero notevole, una certosina attenzione per le materie prime (fresche e a chilometri zero) e abbinamenti consapevoli, tanta sostanza ottenuta anche da prodotti semplici o dimenticati.
Menu vegetariano ben costruito alla faccia delle insalatone dei bancari!
Menu del territorio all’insegna del traditional, con tutte quelle cose (piccione, coda, ecc.) che in altri locali non ti verrebbe voglia di mangiare!
L’unico neo potrebbero essere i piatti di portata, un po’ troppo di design, leggermente stridenti con l’ambiente circostante.
Per onorare lo squisito piccione optiamo per le canzoni dei BYRDS di “Mr. Tambourine Man” (1965) come colonna sonora del viaggio.

Hotel Fortuna

Archiviato in: Hotel, Ostelli e Resort, Altri locali, Recensioni — admin at 11:17 am on Sabato, Dicembre 13, 2008

Via Luigi Bonazzi, 19
06121 Perugia

Tel: 075.5722845

-Qualità: 6.5 / 10
-Posizione: 4 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 3 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 20.5 / 30

Ultima visita: Autunno 2008
Questo albergo è sito nella parte superiore del colle su cui si trova di Perugia in una parallela del corso principale (Corso Vannucci), la struttura è del milletrecento e qualche acciacco ce l’ha ma tutto sommato se non siete dei super-edonisti non dovreste trovarvi male.
Abbiamo scelto questo hotel come centrale operativa del nostro assalto all’Umbria proprio per la sua vicinanza al centro città e il buon rapporto prezzo/qualità.
Alcune stanze hanno soffitti affrescati ed altre una bella vista, la colazione è varia e discreta e il personale disponibile.
Trovare l’albergo non è stato facilissimo quindi meglio avere un navigatore o una mappa stampata da internet.
Quando si giunge nella strettissima via Bonazzi, si deve citofonare all’hotel per far abbassare il dissuasore del traffico e poter arrivare di fronte all’edificio così da scaricare i bagagli.
Ora le opzioni sono due o lasciare le chiavi alla reception che si attiverà per chiamare un autista che vi porterà avanti e indietro la macchina (25 euro al giorno, servizio attivo dalle 7.30 alle 21.30) o scendere nella parte bassa della città e mettere l’auto nei parcheggi pubblici (€ 8.90 al giorno, se richiedete la tariffa turistica) poi per tornare nelle vicinanze del Fortuna basta prendere le scale mobili.
Immancabile la foto di Fontana maggiore, Palazzo dei Priori e della vista che si gode dalla parte alta della città.
Per una cioccolata ci si può fermare alla Pasticceria Sandri (Corso Vannucci, 32- 06123 PERUGIA- Tel: 075.5724112, un particolare della sala nella foto sotto), attiva dal 1860 e con arredi d’epoca, l’ambiente è angusto e ci si potrebbe aspettare di più dai vari dolci ma vale la visita anche solo per respirare un po’ di storia.
Nei dintorni di Perugia non c’è che l’imbarazzo della scelta di posti da vedere da Gubbio a Orvieto (ci siamo fermati per un the al Bar Ristorante S.Andrea, nalla piazza omonima, patria dei panini sottovuoto e del già pronto), da Spoleto ad Assisi (con le sue gastronomie belle e care come gioiellerie).
Un consiglio ai naviganti, di grande fascino è seguire le stradine che si arrampicano verso la collina e perdersi tra vigneti, uliveti e borghi con panorami da togliere il fiato!
Siccome l’Umbria è Jazz come soundtrack per questa vacanza abbiamo optato per il classicissimo JOHN COLTRANE di “BLUE TRAIN” (1957).

imgp1627.jpg

Il Segreto di Pulcinella

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 10:48 am on Sabato, Dicembre 13, 2008

Via Larga, 8
06123 Perugia

Tel: 075.9661109

-Qualità: 7 / 10
-Posizione: 3 / 5
-Ambiente: 2 / 5
-Personale: 2 / 5
-Appeal: 3 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 17 / 30

Ultima visita: Autunno 2008
In un vicoletto nascosto dietro la strada principale di Perugia si trova questa pizzeria in puro stile partenopeo, dove la pizza è come dovrebbe essere.
La margherita infatti non è una striscia sottilissima (molle o croccante) ma leggermente alta e la cornice non è friabile ma morbida e soffice.
Non la miglior pizza della nostra vita ma un valido esempio di come certe cose semplici vanno eseguite.
L’ambiente e il servizio sono spartani ma la cordialità non manca.
Il mitico Rondò Veneziano nel disco “Scaramucce” (1982) interpretava una canzone intitolata Pulcinella e questo ci basta per scegliere questo accostamento musicale che unisce un po’ tutta l’Italia.

imgp1791.jpg

Riserva del re

Archiviato in: Altri locali, Agriturismi, Recensioni — admin at 10:37 am on Sabato, Dicembre 13, 2008

Via Sarzano le Braglie, 1
42034 Braglie- Casina (RE)

Tel: 0522.609589

-Qualità: 7 / 10 (media tra la valutazione se fosse un agriturismo o un ristorante)
-Posizione: 4 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 3 / 5

Rapporto qualità / prezzo: A\B

TOTALE : 21 / 30

Ultima visita: Autunno 2009
Evitiamo di raccontarvi cosa ci ha portato nelle desolate lande dell’appennino reggiano ma il viaggio merita un racconto.
Il temibile navigatore satellitare ci guida su e giù per i colli reggiani dove, in un paesaggio quasi dolomitico causa neve, incrociamo caprioli, pecore nere e pure un tempio buddista ma non un auto, passiamo su un ponticello tanto stretto che se avessimo avuto un SUV saremmo ancora là e alla fine arriviamo a destinazione (anzi no) in una specie di castello (in pratica hanno rifatto le strade e il Garmin non le rileva ancora).
Per chi volesse andare il consiglio è di arrivare in centro a Casina e girare a sinistra verso la vecchia statale, o al massimo chiedete, il paese è piccolo…
Giunti a destinazione capiamo di non trovarci di fronte al classico agriturismo ma ad una realtà vagamente diversa, due volenterosi e giovani fratelli gestiscono il ristorante mentre una simpatica signora il Bed & breakfast attiguo.
Sicuramente d’estate, con la collina su un lato e la vallata dall’altro deve fare tutto un altro effetto, ma anche nei mesi freddi con i colori dell’autunno ha il suo perchè, purtroppo non si può logicamente mangiare all’aperto gustandosi il panorama.
La sala è rustica old school, il servizio è amichevole e la tavola è apparecchiata semplicemente.
Il menu offre pietanze del territorio e la cacciagione delle colline, la carta dei vini non è male e c’è pure qualche birra interessante.

Il benvenuto lo offre la casa con due cartocci di Gnocco fritto e salame

Fancy sceglie:
Lasagne con porcini e taleggio (saporita la fonduta di taleggio)
Coscia di pollo con porcini (fin troppo ricca di condimento e poco “light”)

Kid opta per:
Casagai con lardo (polenta fritta con fagioli avvolta nel lardo, buono)
Tortellacci di patate con soffritto (alleggerendo il soffritto andrebbero ancora meglio)

Siamo pieni e non riusciamo neanche ad affrontare la lista dessert.
Ci troviamo di fronte alla classica trattoria di una volta, uno di quei posti che in città non ci sono più, dove mangiare discretamente senza spendere una follia.
Siamo quasi sotto Natale e il clima familiare ci suggerisce l’abbinamento musicale con i JACKSON FIVE del “Christmas album” (1970)!

foto003.jpg

Milwaukee American Diner

Archiviato in: Altri locali, Etnici, Recensioni — admin at 6:59 pm on Venerdì, Dicembre 12, 2008

Via Brescia, 1
20039 Varedo (MI)

Tel: 0362.583073
www.milwaukeediner.it

-Qualità: 6.5 / 10
-Posizione: 2 / 5
-Ambiente: 4 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: C

TOTALE : 19.5 / 30

Ultima visita: Autunno 2005
Riascoltando un vecchio album di Deke Dickerson ci è venuto in mente dove lo abbiamo visto dal vivo qualche anno fa e che di quel locale, replica dei mitici diner americani degli anni cinquanta, non abbiamo mai parlato.
Per tutti gli amanti di Happy days, American graffiti e del rock’n'roll in generale è una tappa obbiligatoria, ma è consigliato anche agli studiosi della psiche umana.
Probabilmente dopo un po’ non ne potrete più di vedere finte Bettie Page (RIP) o ciuffoni da rockabilly e forse non ci tornerete (come abbiamo fatto noi) ma per una sera il divertimento è garantito.
L’ambiente è ben ricostruito, il menu è 100% USA con hamburger, hot dog, T-bone da 600 grammi, chicken wings, muffin, cheescake, brownies, milkshakes, ecc.
Per la soundtrack della serata potete affidarvi agli UNTAMED YOUTH di “Some kinda fun” (1989) puro surf’n'roll stile 50s/60s!!!

da milwaukeediner.it

Pagina successiva »