Piazza Duomo

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 10:27 am on Lunedì, Novembre 24, 2008

Piazza Risorgimento, 4
12051 Alba (CN)

Tel: 0173.366167
www.piazzaduomoalba.it

Cucina: 42 / 50
Cantina: 8.5 / 10
Contesto: 4 / 5
Sala: 5 / 5
Gestione: 5 / 5
Servizio: 4 / 5
Mise En Place: 2 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 2 / 3
Dolci: 9 / 10
Caffetteria: 3 / 3
Presentazione piatti: 3 / 3

Bonus: 3
Extra: 0

TOTALE : 92.5 / 110 Costo: €€€€€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Autunno 2008
Arriva il freddo e ci si chiude in casa o in locali e si passano spesso le serate a brontolare, brontolare e brontolare.
Gli argomenti sono i più vari dal nuovo presidente abbronzato degli USA ai tagli alla scuola, dai nuovi gruppi rock che hanno abbandonato i capelli emo a schiaffo per dei più sgargianti baffi e barba fino alle ragazze che per fare le “colte-strane” indossano un panama o un borsalino.
Ah, è uscito anche quel libro rosso francese che discutere fa sempre,  nel 2009 ha deciso di punire le lamentele di uno dei maestri della cucina italiana relegandolo a ristorante di un albergo (più o meno e in sintesi), lo stesso libro che poche stagioni or sono ha premiato con una stella quel ristorante nel milanese dopo neanche 6 mesi dall’apertura e siccome la festa di quest’anno si tiene in un griffato di Milano ha deciso di incoronarlo con la seconda onorificenza, nonostante abbia solo un paio di anni di attività.
Ci vuole qualcosa per tenerci a galla, ci vuole quel dono dell’autunno inoltrato che cresce nelle Langhe, ci vuole proprio un bel tartufino bianco.
Trovato l’oggetto del nostro desiderio ora serve solo un posto dove poterlo gustare.
Perchè non provare quel giovane chef di cui si parla sempre meglio del Piazza Duomo d’Alba?
Detto e fatto (altro che cotto e mangiato)!
Dopo qualche oretta di viaggio a bordo del nostro cavallo di lamiera arriviamo nel centro di Alba, ci facciamo un girettino per i vicoli, carino ma ce lo aspettavamo più borgo, beata ingenuità e ignoranza.
Il locale si trova al primo piano di un antico palazzo nella piazza del paese, al piano terra c’è una sorta di outlet del “Duomo”, “La Piola”, una trattoria classica ma moderna nel look con una bella vetrata, dehors e menu alla lavagna, invitante e pieno di gente!
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La prima cosa che attira l’occhio entrati in sala è l’affresco che adorna tutte le mura firmato dall’artista Francesco Clemente (che dire? è… mmhhh… rosa!), eseguito per volere dei proprietari del ristorante, la famiglia Ceretto (noti viticoltori), che da anni amano dedicarsi al mecenatismo artistico-gastronomico.
Dopo i vari salamelecchi di benvenuto ci portano la lista degli aperitivi e delle acque minerali racchiusa in una teca di plexiglas!

Ci scaldiamo il palato con Delamotte champagne rosè e Canape vari (quadretto di sfoglia con cipolla di Tropea, tarteletta di patè di fegatini di coniglio,…)
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Da dividere amorevolmente in due il piattino con
Funghi fritti con gelatina di aceto balsamico
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Passano col vassoio dei pani (solo 3 tipologie ma di ottima fragranza) e lasciano al tavolo un buon numero di grissini
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Carta cibi molto varia, con tanti puntini di sospensione e 4 menu: Evasione e territorio, Tradizione e innovazione, Accompagnando il tartufo, Niente carne; l’investimento va dai 90 ai 110 euro, con il costo del Bianco d’Alba a parte (5 € al grammo, scelto e pesato al tavolo).
La carta dei vini è di spessore, buona scelta al calice e tanto Piemonte di qualità!

Noi abbiamo logicamente scelto l’irrestibile profumo del “tubero (non un tubero in realtà) albese”:
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Hey, ho, let’s go!
Topinambour e Castelmagno (♫♫♫, un’ introduzione delicata)
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Capesante arrosto… polenta di grano saraceno (♫♫♫, raffinato e rustico insieme)
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Come un “tonno” di coniglio… ai profumi di Langa (♫♫♫♫, siccome nella salsa c’erano delle noci e Kid ne è intollerante gliene verrà servita una di cachi, ottime combinazioni di sapore per entrambe le soluzioni)
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Uovo di quaglia alla “coque”… affumicato al Lapsang Souchong … crema di patate (♫♫♫♫, con un pizzichino di sale in più sarebbe ancora meglio)
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Agnolotti alla fonduta (♫♫♫♫♫, un trionfo di sapore)
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Petto e coscia di pernice arrosto… salsa al foie gras… porcini e verze (♫♫♫, sapiente cottura e abbinamento)
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Ricotta di Seirass… meliga… torrone, uva e… (♫, tre piccoli assaggini per alleggerire la tensione di un pasto importante)
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Abbiamo deciso di accompagnare questa carta con 2 calici di Barbaresco di Gaja 2004, non si integra sempre alla perfezione con tutte le portate (infatti abbiamo fatto durare le bollicine dell’aperitivo per la prima parte del pranzo) e non è neanche un’ annata eccezionale ma rimane sempre un prodotto di tutto rispetto e molto piacevole!(♪♪)

(il menu come dessert prevedeva il Monte Bianco, a base di cachi e castagne, ma ci è stato permesso di sostituirlo siccome Fancy non è un amante del caco e a sorpresa anche Kid avrà qualcosa di diverso dato che ha già mangiato una portata con quel frutto, in compenso chiediamo la possibilità di abbinare un vino al dolce ma arriva una comitiva di ritardatari e si dimenticano di noi)

Spugna di nocciola crema la caffè (niente truffle ma consistenze e sapori da urlo!), per Fancy  (♫♫♫♫)
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100% latte! (con tartufo), per Kid (♫♫♫♫, crema di latte con gelato al fior di latte e biscottini indovionate come?! Bis!!! )
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Arriva una ricca piccola pasticceria condita da una Gelatina di camomilla e una Spuma di cioccolato con taraceto… ammirevole la selezione di caffè, the e tisane!
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GLOSSARIO:
Canape (o Canapè): conosciuto in Italia come tartina, è un piccolo antipasto poggiato o spalmato su fettine di pane. È solitamente preparato con cura e di aspetto molto decorativo, separato in fette e mangiabile spesso in un solo morso.

Castelmagno: formaggio di origine antichissima, diffuso nel cuneese, viene prodotto a partire da latte intero vaccino (con rare, eventuali aggiunte di piccole percentuali di latte ovino e caprino) da bestiame di razza piemontese alimentato a foraggio fresco o fieno proveniente da prati misti o pascoli. Questo formaggio DOP ha un periodo di stagionatura da due a cinque mesi, trascorsi in grotte naturali, fresche ed umide, o in alcune cantine di Caraglio. La forma è cilindrica (h. 10 centimetri, diametro 15 cm. circa); la crosta è sottile, giallo-rossastra, invecchiando tende all’essere più scura e rugosa; la pasta è friabile, di colore bianco perlaceo o giallognolo, se stagionato giallo oro, con venature blu.

Lapsang Souchong: è una varietà di tè nero, originario della Cina. Conosciuto anche come Zheng Shan Xiao Zhong viene prodotto a nord della provincia di Fujian. È un tè di foglie piccole, usate intere per l’infusione. Il colore ambra scura viene ottenuto prima per ossidazione, quindi per affumicazione delle foglie effettuata con fuoco di pino o cedro. Il contenuto in teina è relativamente basso.

Meliga: farina di mais (meliga o melia in dialetto piemontese) associata nelle vallate cuneesi ai classici biscotti dolci, croccanti e dorati noti appunto come Paste di meliga.

Tartufo Bianco d’Alba: fungo ipogeo, cioè che nasce e cresce sotto terra, che il musicista Gioacchino Rossini, definì “il Mozart dei funghi”. In Italia si trovano circa 10 specie di tartufo, hanno l’aspetto di tuberi e sono costituiti da una massa carnosa detta “gleba” all’interno e da una corteccia detta “peridio” all’esterno. La famiglia più pregiata è quella del Tuber magnatum Pico (tartufo Bianco d’Alba o d’Acqualagna o Bianco pregiato) seguita da quella del T. melanosporum Vittadini (tartufo nero di Norcia e Spoleto o Nero pregiato; forma globosa, e peridio bruno-nero, la gleba ha un colore che va dal grigio-bruno al nero-rossastro con venature chiare e ramificate) e il T. borchii Vitt. (Bianchetto o Marzuolo, forma generalmente arrotondata, con peridio dal giallo pallido al giallo ocra con chiazze rosso-brune, liscio con leggera peluria, polpa di colore nocciola con venature chiare) o il T. aestivum Vitt. (Scorzone). Le zone tipiche di produzione del bianco pregiato si trovano sulle rinomate colline di Torino, delle Langhe e del Monferrato. La città di Alba vanta il più vecchio mercato, dove potreste sentirlo chiamare anche “trifola” (dal dialetto piemontese) e ne determina il prezzo “ufficiale”. Gli alberi che maggiormente accettano la “convivenza” dei tartufi con le loro radici sono il pioppo, il tiglio, la quercia e il salice. La figura di Giacomo Morra, albergatore e ristoratore dell’Hotel Savona che, negli anni ‘30 battezzò il Tuber Magnatum Pico con il nome Tartufo Bianco d’Alba, contribuì non poco a far diventare celebre ovunque il binomio tartufo e Alba. L’aspetto è globoso, con numerose depressioni sul peridio che lo rendono irregolare. La superficie esterna é liscia e leggermente vellutata. Il colore varia dall’ocra pallido al crema scuro fino al verdastro. La sua carne o gleba é inconfondibile e si presenta bianca e giallo grigiastra con sottili venature bianche. Il suo profumo piacevolmente aromatico ma diverso dall’agliaceo di altri tartufi, lo rende unico nel suo genere. Il suolo deve essere soffice e umido per la gran parte dell’anno, deve essere ricco di calcio e con una buona circolazione di aria, quasi mai lo si trova in concomitanza ad altri tartufi. La raccolta è da metà/fine Settembre a fine Dicembre.

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Anche questa è stata un’esperienza veramente gratificante sotto tutti i punti di vista, da uno chef così giovane (allievo di Marchesi, Michel Bras e Ferran Adrià) mi aspettavo molta più sperimentazione (che c’è ma in giuste dosi) e meno sostanza invece questo menu ci ha piacevolmente affascinato anche per l’attaccamento al territorio (non solo per l’ “albino”, che nelle foto “purtroppo” copre piatti ottimamente presentati).
Una nota di merito va agli ottimi condimenti, coulis e salse sempre delicati e ottimamente combinati con i sapori delle portate!
Enrico Crippa sta bussando alla porta del Gotha della ristorazione ed è giunta ora che qualcuno gli apra!
Per questo ex-ragazzo prodigio (ormai una realtà) della cucina abbiniamo la musica di un altro enfant prodige del rock, ora più smaliziato e maturo, ovvero quel Beck che nel 1994 assunse alla gloria con l’album “Mellow gold”!

Harry’s bar

Archiviato in: Dolce o Salato, Recensioni — admin at 10:23 am on Lunedì, Novembre 24, 2008

San Marco 1323
30124 Venezia

Tel: 041.5285777

-Qualità: 6.5 / 10
-Posizione: 4.5 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 5 / 5

Rapporto qualità / prezzo: C

TOTALE : 23.5 / 30

Una breve parentesi sui bar più famosi di Venezia nei quali abbiamo avuto modo di sederci anche solo per un aperitivo o un the.
L’Harry’s bar è un luogo ammantato dal mito di un’epoca che non c’è più, la famiglia Cipriani è partita da questo locale dietro Piazza San Marco (affacciato sulla laguna ma senza vista su di essa) per conquistare il mondo col cocktail Bellini e il carpaccio.
Come dicevamo dell’epoca di Truman Capote, Peggy Guggenheim e Orson Wells resta davvero poco se non gli arredi, ormai fuori moda (quasi una delusione per le nostre aspettative), ma una flute di succo di pesca bianca con Prosecco va assaggiata, magari chiudendo gli occhi, isolandosi dal via vai delle frotte di turisti e sognando di parlare di pesca col vecchio Ernest Hemingway (ps. volendo si può anche mangiare)!
Nella piazza principale non vanno dimenticati gli ultra-centenari Bar Caffe’ Florian (Piazza San Marco, Venezia, Tel: 041.5205641), l’ideale per un the, e il Gran Caffe’ Quadri (Piazza San Marco 121, 30124 Venezia, Tel: 041.5222105), attivo anche come ristorante, che con gli ambienti d’epoca in stile lagunare (vetri di Murano, stucchi, ecc.) e le loro orchestrine fanno a gara ad accaparrarsi i turisti.
Inutile dire che il rapporto qualità/prezzo è sempre a sfavore del cliente ma del resto si è in una città unica e per una volta nella vita possiamo trasformarci anche in polli da spennare e goderci una piazza senza eguali al mondo.
Come sottofondo musicale gradirei le musiche di un aficionados dell’Harrys come Elton John con uno dei suoi album più riusciti ovvero “Don’t Shoot Me I’m Only the Piano Player” del 1973!

da ilovevenezia.com

Il Luogo di Aimo e Nadia

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 9:28 am on Venerdì, Novembre 7, 2008

Via Montecuccoli, 6
20147 Milano

Tel: 02.416886
www.aimoenadia.com

Cucina: 43 / 50
Cantina: 8.5 / 10
Contesto: 2 / 5
Sala: 4 / 5
Gestione: 5 / 5
Servizio: 4 / 5
Mise En Place: 2.5 / 3
Pane: 2.5 / 3
Coccole: 2 / 3
Dolci: 7.5 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3

Bonus: 3
Extra: 0

TOTALE : 88 / 110

Costo: €€€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Autunno 2008
Rieccoci a raccontare un’altra mirabolante avventura del dinamico duo nel variegato mondo della ristorazione italiana.
Vorremmo fare le considerazioni prima di raccontare l’esperienza perchè ci siamo trovati di fronte ad una realtà molto accogliente, un locale elegante e familiare gestito da due veterani della cucina tricolore che dormono ancora col fidato Artusi sul comodino e che curano in maniera quasi maniacale la scelta delle materie prime.
Tutti gli artifizi della cucina moderna sono lasciati fuori dalla porta, i prodotti sono scelti tra il top del nostro caro stivalone e sono cucinati con una competenza fuori dal comune.
Che dire poi del servizio? Ragazzi sempre svegli, attenti e soprattutto sorridenti.
Il grande vecchio (Aimo) gironzolando in sala, per accertarsi che tutto proceda nel modo migliore, è sempre disponibile a dare delucidazioni sui piatti, suggerimenti di cucina e anche a scambiare due battute sullo stato dell’alta ristorazione italiana.
Da un ristorante a Milano ci saremmo aspettati di tutto ma non di trovare un ristorante di questo livello così “informale” (capiteci bene: ha tutte le caratteristiche degne di un ristorante bistellato Michelin ma l’aria che si respira è più casalinga e rilassata di quello che si potrebbe supporre).

Iniziamo col temino delle medie… Iniziamo con la coda in tangenziale… Iniziamo col dire che si trova in una zona lontana dal centro di Milano dove hanno uffici alcune grosse aziende internazionali.

Ma no.

Partiamo col dire che il locale è in bilico tra l’eleganza classica della mise en place (niente pacchianate) e il moderno degli arredi -per non parlare dei quadri!?-

Voci fuori campo: “Ma quando si mangia?”, “Troppa trama” (con accento toscano, quello della terra natia dei due coniugi chef).

Eccoci, accendiamo i motori, vrooooooooooooom!

Come aperitivo ci presentano quella che dovrebbe essere una loro selezione esclusiva ovvero un Metodo Classico di uvaggio Pinot nero della validissima cantina Pojer e Sandri (anche se dalla foto non si direbbe, il colore era rosato)
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Seguito a breve dall’apparizione di un piattino con grissini finissimi e taralli con semi di finocchio (molto slurp slurp! -li ho fatti fuori tutti! ndF-)
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Il vero benvenuto della cucina è dato da:
Pane e pomodoro con capperi di pantelleria e basilico fresco (doppio slurp)
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Dalla dettagliatissima carta scegliamo il Menu “I classici” (ne esiste un altro “Degustazione” e per entrambi la possibilità di accompagnamento al calice per ogni portata).
Molto interessante anche la carta dei vini, che è stata divisa in maniera molto studiata per provenienza geografica, metodo di vinificazione e caratteristiche del vitigno.

Tartara cruda di noce di vitellone Fassone al profumo di tartufo bianco, con misticanza di cicorie (♫♫♫, semplice ma buonissima)
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L’irresistibile tris di panini già sbocconcellato (pane di farina bruciata, di farro e ai semi di girasole) e servito con Olio extra-vergine di oliva Nocellara del Belice DOP
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Spaghetti di grano duro varietà Senatore Cappelli al cipollotto e peperoncino fresco (♫♫♫♫; un classico da 38 anni, veramente squisito ma con l’unico difetto che ne è riapparso il sapore nel pomeriggio per una successiva digestione)
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Tartufi di mare e aringa con fagioli bianchi dei ghiareti di Sorana al rosmarino e olio di olive Nocellara (♫♫♫) -consiglio di fare una scarpetta finale, anche lo chef ne rimarrà felice! ndF-
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Animelle di vitello sanato all’aceto balsamico tradizionale e erbe aromatiche, con purea di sedano rapa (♫♫♫, probabilmente le animelle più buone mai mangiate)
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Passatina di cachi alla vaniglia con ricotta ovina, castagne fresche e miele di castagno (♫♫♫, un gusto molto particolare sul quale i pareri possono contrastare)
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Perda Rubia 2002 Az. Perdarubia (vitigno Cannonau cresciuto in purezza e con la particolarità del piede franco) ♪♪

Visione psichedelica della piccola pasticceria servita alla cassa. Non avendo preso il caffè e non avendo visto per un po’ i camerieri decidiamo di alzarci per andare a pagare ed ecco arrivare questi golosi dolcetti tutti per noi per indorare la pillola del conto (in realtà onestissimo nel rapporto qualità/prezzo)
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Piccolo dizionario

Fagiolo di Sorana IGP: Assieme agli Zolfini rappresentano il “caviale” dei legumi. Bianchi, con buccia sottilissima, sono coltivarti nel terreno ghiaioso e calcareo delle colline di Sorana, nel comune di Pescia (Pistoia). II fagiolo tenero, delicato e di facile digeribilità, ha una buccia sottile e liscia che dopo una cottura adeguata si fonde completamente con la polpa. Per non alterarne le qualità metterlo a bagno in acqua tiepida la sera precedente la cottura, farlo bollire lentamente nella medesima acqua, magari nella fiasca di vetro a bocca larga che a Pescia viene denominata “gozzo” o in una pentola di coccio.

Misticanza: sta a significare mescolanza, ed e’ un insieme di verdure servite crude. Le verdure non sono sempre le stesse e cambiano a seconda della stagione o della disponibilità.

Olio extra-vergine di oliva “Nocellara del Belice” DOP: dall’ulivo omonimo si ottengono sia olive da mensa che da olio. L’olio è uno dei più pregiati al mondo, ha un’acidità massima dello 0,50% e una densità media. Il colore è verde con riflessi oro ed ha un profumo d’oliva appena frantumata con sentori di erba. Il sapore è fruttato, lievemente amaro e piccante con retrogusto di mandorla. Aimo ci ha detto che l’olio servito ha vinto un premio, immaginiamo possa essere il 1° CLASSIFICATO ad EXCELLENS OLEUM Anno 2008 nella CATEGORIA FRUTTATO INTENSO: MONOCULTIVAR NOCELLARA DEL BELICE Az. Agr. LIBRANDI P. di Vaccarizzo Albanese (CS)

Spaghetti di grano duro varietà Senatore Cappelli: questa varietà nasce nei primi del ‘900 dal padre della moderna cerealicoltura mondiale Nazareno Strampelli, consentì di ottenere in Italia produzioni per ettaro che tennero un primato rimasto insuperato fino agli anni ‘60. Nel 1992 è stata prodotta la Prima Pastificazione in Purezza mai realizzata al mondo. Il Senatore Cappelli ha spighe di un caldo colore biondo cenere, alte più di un metro e ottanta centimetri, hanno lunghi baffi neri ed il chicco vitreo molto grande. Grano duro di qualità, resistente e corto, che tende a strapparsi e non ad allungarsi, con un valore proteico sul secco di quasi il 17%; il colore si conserva anche dopo la cottura, la pasta ha un sentore speziato e profuma come una fetta di pane cotto a legna, perfetta tenuta di cottura e una notevole consistenza in bocca. Da accompagnare con sughi robusti tipo ragù di mare o terra.

Vitello sanato: o lattone, giovane vitello da latte con carne bianca, a poche settimane di vita per evitare che assimili fieno o paglia (nei foraggi è sempre presente il ferro, responsabile del colore rosso dato dall’emoglobina dei globuli rossi del sangue) si mette sul muso una sorta di “museruola” detta SANA, da cui il nome.

Conclusioni? Ma ce n’è davvero bisogno? Una grande tavola italiana ben lontana da certa “milanesità” tutta apparenza. Qui trionfa il sapore, spesso ben marcato come in passato ci è capitato per esempio dal re del brodetto Uliassi!
Abbinamento musicale di rito, questa volta con i Mamas & the Papas di “If You Can Believe Your Eyes and Ears” (1966) per il clima familiare che entrambi (ognuno a proprio modo) riescono a proporre!

Cà del lupo

Archiviato in: Altri locali, Agriturismi, Recensioni — admin at 9:27 am on Venerdì, Novembre 7, 2008

Via Palosco,77
25036 Palazzolo sull’Oglio (Bs)

Tel: 030 733667
www.cadelupo.it

-Qualità: 7 / 10
-Posizione: 3 / 5
-Ambiente: 4 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 3 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 21 / 30

Ultima visita: Autunno 2008
Un agriturismo proiettato verso il futuro, ristrutturato con gran cura, situato nel Parco Oglio Nord e non distante dalla Franciacorta.
Oltre al ristorante troviamo otto moderni alloggi, scuderie per cavalli e un parco giochi per i bimbi.
Cucina logicamente del territorio (casoncelli, polenta & co.)  e buona varietà di carni alla brace.
Grande scelta di salumi, marmellate e miele (anche in vendita).
Sale non eccessivamente grandi o stipate di tavoli, lineare negli arredi e un bel sofitto a volta, personale cordiale e cura minuziosa per il cliente (sarà che siamo andati in una serata con poca gente ma sono stati veramente cortesi, certe attenzioni non si improvvisano!).
Ovviamente un artista country, magari di seconda generazione (dato il rinnovamento degli ambienti), potrebbe fare da sottofondo ad un pasto in questo agriturismo, mumble mumble, tipo Hank Williams Junior con “Songs My Father Left Me” (1969).

da cadelupo.it

Rosengarden

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 9:26 am on Venerdì, Novembre 7, 2008

Via Cremignane 2
25049 Cremignane d’Iseo (BS)

Tel: 030.980155

-Qualità: 6.5 / 10
-Posizione: 2 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 2 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 16.5 / 30

Ultima visita: Autunno 2008
Come già fatto per la zona del parmense ecco una breve summa delle pizzerie del bresciano che abbiamo incrociato.
Innanzitutto, tra le tante segnalo questo ristorante-pizzeria alle porte di Iseo, qui la pizza ha qualcosa in più rispetto alla media della zona e anche la cucina si può definire onesta dato il “livello” del locale, ovviamente niente di impegnativo o eclatante ma tutto è al posto giusto e i prezzi nella media.
Niente da segnalare di interessante per i vari RISTORANTE PIZZERIA BELLA NAPOLI (V. BRESCIA, 1 - 25032 CHIARI - Tel: 030711479),  RISTORANTE ROSTELLA (VIA BARCELLA L., 13 - 25032 CHIARI - Tel: 0307001919) e RISTORANTE PIZZERIA AL POSTALE (VIALE MELLINI, 11 - 25032 CHIARI - Tel: 0307002643).
Strappano la sufficienza anche i locali elencati sotto, grazie a qualche particolarità.
Bello il giardino estivo della PIZZERIA LA SMORFIA (VIA COSTA, 9 - 25030 ERBUSCO - Tel: 0307268434), veranda estiva anche per la PIZZERIA ADRIANA (LARGO TERZI, 16 - 25031 CAPRIOLO - Tel: 0307364370) mentre siete a pochi metri dal Lago d’Iseo alla PIZZERIA AI PLATANI (VIA LUNGOLAGO MARCONI, 1 - 25049 Iseo - Tel: 0309821550), pizza al metro per la PIZZERIA SALA (VIA SALA, 55 - 25046 CALINO - Tel: 030725168) ed atmosfera medievale alla PIZZERIA RISTORANTE I FRATI GRIGI (VIA LAVORO E INDUSTRIA, 1 - 25030 COCCAGLIO - Tel. 0307703991… nel 2009 dovrebbe aver cambiato nome e gestione).
Un più per la qualità alla PIZZERIA AL CASTELLO (PIAZZA CASTELLO 4 - 24050 CIVIDATE AL PIANO - Tel: 363976815) e un meno, per lo stesso motivo nonostante la location sul lago di Garda, alla PIZZERIA AL MARINAIO (PIAZZA DELLA VITTORIA, 2 - 25087 SALO’ - Tel: 0365520094‎).‎
Abbinamento musicale: lo storico punk dei napoletani (che fa tanto pizzeria) UNDERAGE con la ristampa “Entro domani 1981-1983″!

da cooptur.it