Le Calandre

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 4:10 pm on Sabato, Giugno 14, 2008

Via Liguria, 1
35030 Sarmeola di Rubano (PD)
049 8984772
www.calandre.com

Cucina: 48 / 50
Cantina: 9 / 10
Contesto: 3 / 5
Sala: 4 / 5
Gestione: 4 / 5
Servizio: 4 / 5
Mise En Place: 3 / 3
Pane: 3 / 3
Coccole: 2 / 3
Dolci: 9 / 10
Caffetteria: 2,5 / 3
Presentazione piatti: 3 / 3

Bonus: 3.5
Extra: 1

TOTALE : 99 / 110

Costo: €€€€€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Primavera 2008 (+update 2009)
Rieccoci pronti a “castigare” un’altra delle top tavole d’Italia!
La casa madre della famiglia Alajmo, che oltre a Le Calandre gestisce altri ristoranti e alberghi, si trova nella provincia di Padova a pochi chilometri dal piccolo centro di Rubano.
Scopriamo di fronte al ristorante (con albergo) un negozio di alimentari e casalinghi con prodotti “brandizzati” dallo chef.
Due fratelli al comando, stile Schwarzenegger-De Vito in “Gemelli”, con Massimiliano, un pennellone che sembra un incrocio tra Neri Marcorè e Ross di Friends, in cucina e Raffaele, meno alto e più in carne, in sala.
da flickr.com sifu_renka

Le Calandre oltre all’obbligatoria eleganza abbina una freschezza, un entusiasmo e una voglia di divertire, e divertirsi, tipicamente giovanile (non a caso lo chef è il più giovane tra i 3 stellati italiani) che si riscontra nelle foto alle pareti, nella mise en place e soprattutto nel personale.
Il vassoio del pane è già in tavola quando ci sediamo, siamo nella più intima sala piccola, purtroppo non viene illustrato ma chiederemo delucidazioni (grissini al curry, pane bianco e integrale fatti con lievito madre).
La carta è ricca di pietanze originali, c’è l’immancabile menu degustazione, la scelta non è affatto facile ma decidiamo di andare alla carta tenendo d’occhio il “biglietto da visita” dello chef. Curiosamente al momento della comanda ci viene chiesto di ordinare anche il dolce.
La carta dei vini è ampia e ci aiuta ad uscire dalla difficoltosa scelta un competente sommelier.
Il personale è sempre puntuale e fin troppo cordiale tanto che in certi momenti tale informalità ti spiazza… ma ci si abitua facilmente, non da fastidio.
3,2,1…Via!

Si parte con: Saten Monterosso Franciacorta + Ricotta al vapore con crema di ricci di mare

Cappuccino di seppie al nero
Pan di sgombro

Capelli d’angelo con crudo di triglie, oratine, seppie e crostacei
Cannelloni croccanti di ricotta e mozzarella di bufala con passata di pomodoro

Spiedino di gamberi
Sandwich di sogliola e astice

Cannolo aperto (in omaggio al raviolo aperto di Gualtiero Marchesi)
Gioccolato 2008 (vedi foto sotto)

immagine-003.jpg

Il pasto sarà diluito con il raffinato e aromatico Terre alte di Livio Felluga (uve di Tocai Friulano, Pinot Bianco e Sauvignon).

Da tutto questo risulta che siamo di fronte ad una delle cucine più vive e brillanti di Italia, il cliente viene coinvolto, non deve solo prendere la forchetta e mangiare, deve usare le mani, intingere e quasi giocare con il cibo.
Ci dispiace solo per quel secondo non all’altezza delle altre proposte, gli spiedini erano infilzati e avvolti da una specie di spaghetto, sulla carta una antica ricetta della mamma dello chef in realtà una parziale delusione. Questo comunque non offusca un’esperienza unica e che definiremmo indimenticabile.
Se fosse un disco Le Calandre sarebbe the Stooges “s/t” (1969) perchè è a suo modo grintoso, colto e inquieto (nel senso di vivo) nel trasmettere divertimento!

da tuscan-wine-tours.blogspot.com

Update: Estate 2009
Tornare a Le Calandre è sempre un’emozione particolare, in particolar modo se hai qualche conflitto irrisolto con la cucina di Max Alajmo e il suo staff.
Vedendolo primeggiare su tutte le guide ci siamo domandati se solo noi abbiamo riscontrato qualche caduta di stile.
La gita a Sarmeola si apre con la visita obbligatoria al negozio di alimentari “In.Gredienti” dove fa bella mostra di sè il libro omonimo, vincitore del Gourdmand World Cookbook 2007 (150 eurini, con un buon 10% destinato alla Onlus “Il gusto per la ricerca”, associazione che organizza eventi gastronomici di alto livello per raccogliere fondi da destinare alla ricerca per curare malattie dell’infanzia).
Nel negozio c’è di tutto… Vini, salumi, formaggi, pasta, sughi, grissini, piatti, ecc. tutti selezionati o griffati Alajmo.
Troviamo pure una sorta di fanzine (dicesi fanzine una rivista o anche un semplice foglio A3 piegato, come in questo caso, a carattere amatoriale, distribuita direttamente da chi la scrive e dedicata ad un argomento specifico) “Il Calandrangolo” nella quale Massimiliano e Raffaele se la cantano e se la suonano da soli (il loro macellaio, la loro cantina e la Alajmo card).
Noi abbiamo recuperato solo il numero 2 ma sul loro sito internet si dovrebbero poter scaricare anche i numeri vecchi e quelli pubblicati solo “on line”.
Scopriamo le qualità da gourmet di Omar Pedrini (già chitarrista dei Timoria, già scrittore, già tante altre cose da intellettuale tra le quali il superfluo programma “GambeRock” su Gambero Rosso Channel), tale Antonio Di Lorenzo ci illumina sui danni del dado da cucina, un certo Angelo Sabbadin (il loro sommelier) consiglia di bere un Krug Vintage ascoltando Thriller di Michael Jackson (ci vorrà mica rubare il lavoro?), si parla dell’ottimo barbeque che si può gustare nel Bar & Grill La Montecchia grazie alle doti innate di re del BBQ di Gianni Guizzardi ed Erminio Alajmo (papà di Max e già noto ristoratore) mentre nel Risto-bar-pasticceria il Calandrino è arrivata la pizza (stica!), il “sarto” Riccardo Dalla Piazza intreccia le lodi di se stesso con la spiegazione della nascita del dessert “la Tessitura”, eccetera eccetera.
Probabilmente una persona normale se la legge e la trova simpatica ma noi siamo due stronzetti quindi quello che ci rimane in bocca è una stucchevole autoreferenzialità.
Siete Le Calandre non serve aggiungere altro!
E’ giunto il momento di parlare del ristorante.
Entriamo, vediamo lo chef seduto in un angolo che si intrattiene con quelli che hanno tutta l’aria di essere due giornalisti (ci guarda ma non saluta) e ci accomodiamo nella sala grande.
Al tavolo pani e snack vari che non vengono, anche questa volta, descritti. Fragranza al top per un assortimento essenziale.

La carta prevede 2 menu e due sotto-menu.

-Menu “In.Gredienti”
Scampi tostati con “formaggio” fresco di latte di fave al limone e mela
Paccheri freddi farciti con crudo di crostacei, tartare di pomodoro e salsa di pistacchi al mandarino
Capelli d’angelo tiepidi con crema all’olio affumicata e caviale
Risotto alla lavanda, rosmarino e melone
Coniglio nostrano fritto con le sue frattaglie, bucce di melanzane e ketchup di albicocche
Filetto impanato ma non cucinato con salsa tonnata e sorbetto di worcestershire sauce
“Tessitura al cioccolato” (Gioco al cioccolato 2009)
euro 225.00 (il menu l’abbiamo scaricato da internet, ci ricordavamo un prezzo più alto ma potremmo sbagliarci; la guida dell’Espresso dell’anno in corso parlava di un costo di 200 euro, avranno alzato i costi causa crisi… ndRGTR)

All’interno della nostra carta dei vini, vi proponiamo due degustazioni di vino a calice abbinate al menù dal nostro sommelier Angelo Sabbadin

“Estrazione” (una sorta di best of del menu… una bella idea!!!, ndRGTR)
Scampi tostati con “formaggio” fresco di latte di fave al limone e mela
Capelli d’angelo tiepidi con crema all’olio affumicata e caviale
Coniglio nostrano fritto con le sue frattaglie, bucce di melanzane e ketchup di albicocche
oppure
Filetto impanato ma non cucinato con salsa tonnata e sorbetto di worcestershire sauce
“Tessitura al cioccolato” (Gioco al cioccolato 2009)
euro 165.00

-I grandi classici delle “Calandre”
Zuppetta fredda di frutta e ortaggi nella pietra
Cappuccino di seppie al nero
Cannelloni croccanti di ricotta e mozzarella di bufala con passata di pomodoro
Risotto allo zafferano con polvere di liquirizia
Battuta di carne piemontese al tartufo nero estivo (piatto da mangiarsi con le mani servito sulla corteccia)
Maialino arrostito, crema di patate e salsa all’amatriciana
Crema di roquefort con crosta ghiacciata di fragole
Cioccolato nocciola e caffè in tazza
euro 190.00 (Vi proponiamo due degustazioni di vino a calice abbinate al menù “Grandi Classici” scelte dal nostro sommelier)

“Estrazione” (il meglio di…)
Cappuccino di seppie al nero
Risotto allo zafferano con polvere di liquirizia
Battuta di carne piemontese al tartufo nero estivo (piatto da mangiarsi con le mani servito sulla corteccia)
oppure
Maialino arrostito, crema di patate e salsa all’amatriciana
Cioccolato nocciola e caffè in tazza
euro 145.00

-La carta

Cappuccino di seppie al nero 32.00
Scampi tostati con “formaggio” fresco di latte di fave al limone e mela 45.00
Sardine e alici abbrustolite con puré grigliato all’aceto e salsa di levistico 45.00
Zuppetta fredda di frutta e ortaggi nella pietra 28.00
Involtini di fagioli borlotti freschi e pancetta con insalatina, cipolla e croccanti gelati alla senape 32.00
Battuta di carne cruda piemontese al tartufo nero estivo (piatto da mangiarsi con le mani servito sulla corteccia) 55.00

Paccheri freddi farciti con crudo di crostacei, tartare di pomodoro e salsa di pistacchi al mandarino 45.00
Capelli d’angelo tiepidi con crema all’olio affumicata e caviale 55.00
Ravioli di pesce azzurro con cipolla rossa, capperi e caffè 35.00
Cannelloni croccanti di ricotta e mozzarella di bufala con passata di pomodoro 32.00
Lasagnetta di coniglio con profumi estivi 36.00
Risotto alla lavanda, rosmarino e melone 36.00
Maltagliati al pomodoro con zuppetta di burrata e origano 32.00

Involtini di scampi fritti con crema di fasolari battuta all’olio e limone 65.00
Rombo scottato con salsa di mandorle, anice stellato e composta di frutta 65.00
“Pesce del giorno” con pesto crudo di ortaggi al lime e cardamomo s.q.

Filetto impanato ma non cucinato con salsa tonnata e sorbetto di worcestershire sauce 50.00
“Vitello mediterraneo” (medaglioni di vitello scottati con paté di capperi, paté di olive nere, passata di pomodoro, melanzane, fonduta di mozzarella, origano e olio siciliano) 50.00
Maialino arrostito, crema di patate e salsa all’amatriciana 50.00
Coniglio nostrano fritto con le sue frattaglie, bucce di melanzane e ketchup di albicocche 45.00
La tartara 45.00

Fritto di verdure con crema gelata di peperone e citronella 40.00
Ortaggi ripieni gratinati 40.00

affinati da “In.gredienti” accompagnati dalle nostre confetture e mostarde 25.00

(per evitare lunghe attese si prega di ordinare il dessert insieme alle altre portate)

Bellini al basilico 20.00
Gelato al curry e caffé con passata di albicocche 20.00
Sfoglie e frutti (tre sfoglie abbinate a tre creme di frutta) 20.00
Verde pistacchio 28.00
Crema di roquefort con crosta ghiacciata di fragole 20.00
Ravioli caldi di crema pasticcera con la frutta 20.00
Cioccolato nocciola e caffè in tazza 20.00
“Tessitura al cioccolato” (Gioco al cioccolato 2009) 40.00

Per i collezionisti di menù: Le Calandre insieme alla Onlus “Il gusto per la ricerca” raccoglie fondi su libera donazione attraverso la vendita dei menù dipinti da Massimiliano destinati al finanziamento di progetti di solidarietà e ricerca scientifica in ambito infantile.

Nel rispetto della privacy, Vi preghiamo di non utilizzare al tavolo: i telefoni cellulari, le macchine fotografiche e le videocamere (scriverlo sul menu non è una brutta idea e si evitano tante discussioni, ndRGTR)
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Logicamente non troverete foto dei piatti, se non una del famoso Risotto alla liquirizia per la quale abbiamo chiesto autorizzazione al cameriere (risposta “se mi date 50 euro ve la faccio fare, scherzi a parte, basta che non usiate il flash”… ovviamente dopo 5 minuti due giapponesi al tavolo a fianco fanno lampeggiare le loro macchine fotografiche e abusano dei loro telefoni cellulari, ovviamente per farsi sentire al telefono con una persona in Giappone bisogna urlare… si è così lontani!?)

Si parte con
Cialda di riso nero con baccalà, tarteletta gusto pizza e oliva nera fritta
poi
Tagliolini di mozzarella con melanzane e pancetta
e sempre per entrambi
Cappuccino di seppie al nero
Risotto allo zafferano con polvere di liquirizia
per Kid:
Battuta di carne piemontese al tartufo nero estivo
per Fancy:
Maialino arrostito, crema di patate e salsa all’amatriciana
per Kid:
Crema di roquefort con crosta ghiacciata di fragole
per Fancy:
Cioccolato nocciola e caffè in tazza
ed infine piccole delizie:
Fragolina di bosco su marshmalllow alla mandorla, cialda con crema al limone e wafer di cioccolato bianco
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La cucina è da ovazione, addirittura meglio della volta scorsa, neanche un minimo accenno di cali di tensione!
Il servizio ci perplime, come direbbe Rokko Smitherson.
Iniziamo col dire che i camerieri sono precisi al 95% (sfugge qualche dettaglio che in un tre stelle non dovrebbe esistere tipo il cambio o la piega del tovagliolo quando un cliente si alza)
Segnaliamo tra le note positive la grande competenza del sommelier che spiega nei minimi dettagli la bottiglia che propone.
Tra quelle negative va evidenziato come i ragazzi facciano un po’ troppo i burloni.
Frasi tipo:
“Complimenti per la figlia!”
“Le piace mangiare, è? Si vede! Scherzo…”
“Si è macchiato lì! Guardi… No, non è vero, stavo giocando! -mancava solo il buffetto sotto il naso-”
non risultano sempre divertenti, anzi.
Più di una volta ci siamo morsi la lingua per non rispondere.
L’idea di rendere l’ambiente spiritoso va bene ma i camerieri devono saper essere divertenti e sapere fino a dove spingersi.
Forse siamo noi a non essere di spirito ma se volessimo scambiare battute con dei camerieri andremmo da Mario e Bruno Gli Incivili di Fracchia la Belva Umana.
Non è grave ma ci va di avvisare eventuali avventori di questa scelta di gestione.
Il pranzo si chiude con uno spiacevole episodio al momento di pagare, prima ci presentano un conto con 23 bottiglie d’acqua (può capitare di battere male) poi un altro con al posto delle portate prese la dicitura Menu degustazone classici (ragazzi un po’ di attenzione!). Al terzo tentativo colgono nel segno.
Usciamo e Raffaele Alajmo è sulla poltrona dove sedeva prima suo fratello, anche lui intento a disquisire con un ipotetico intervistatore, ci saluta ma non fa il minimo cenno di alzarsi per una stretta di mano.
I dettagli che fanno la differenza.
Il locale era pieno quindi a queste piccole cose la gente non bada, basta poter raccontare di aver mangiato in un locale tre stelle per essere soddisfatti?!
Temiamo che il successo stia dando un po’ alla testa a questi ragazzi, può essere logico e normale cadere nel tunnel dell’onnipotenza ma c’è sempre il rischio di trovarsi prima o poi puniti da qualche guida con tutti i problemi che questo comporterebbe (sarà un caso che la guida Espresso 2009 si sia scordata di mettere Le Calandre al numero 1 dei ristoranti del Veneto? Forse scherzavano! Per chi non lo sapesse la guida in questione segnala per ogni regione i locali top con relativo punteggio e posizione sulla mappa ma per una dimenticanza in cima alla classifica veneta appare Perbellini e non c’è traccia del locale di Rubano, che avrebbe il voto più alto).
Se ci chiedete “Tornereste alle Calandre nonostante questi difetti riscontrati?” la risposta sarebbe “Si”… le motivazioni? Cucina sopraffina, cotture cronometriche e ricerca maniacale. Vi basta come spiegazione?
Ritoccata la valutazione: sale la cucina (n.1 nella nostra classifica) ma scendono servizio e gestione.

D’O

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 4:09 pm on Sabato, Giugno 14, 2008

Via Magenta, 18
San Pietro Olmo - Cornaredo (MI)
Tel: 02.9362209

Cucina: 34 / 50 (media tra il 36 di Kid e il 32 di Fancy)
Cantina: 7 / 10
Contesto: 2 / 5
Sala: 3 / 5
Gestione: 4,5 / 5
Servizio: 3,5 / 5
Mise En Place: 2 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 6,5 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 2,5 / 3

Bonus: 3
Extra: 0

TOTALE : 73 / 110
Costo:

Rapporto qualità / prezzo: A\B

Ultima visita: Primavera 2008
Nel grigio hinterland milanese ci hanno detto che ha sede un locale tra i più singolari all’interno del panorama culinario italiano il D’O di Davide Oldani, giovane chef allievo di maestri quali Marchesi e Ducasse, che avrebbe la sua peculiarità nell’ offrire un menu a bassissimo costo (un pranzo di lavoro a 15 euro) basato su materie prime “povere” ma lavorate con estro e gusto.
Arriviamo in quel di Cornaredo, all’esterno del ristorante (una stella Michelin) ci sono delle impalcature dato che stanno sistemando la facciata quindi non si accede dall’ingresso principale ma da quello sul lato.
All’interno ci si trova in un ambiente sobrio negli arredi, con pareti colorate, tavoli abbastanza vicini, la piccola cucina è ben in vista ma si sente un fastidioso odore di disinfettanti per bagno (amen, almeno vuol dire che li hanno puliti).
Ci sediamo al tavolo, che va prenotato almeno un mese in anticipo, e ci sovrasta un’opera che ritrae il giovane chef Oldani! (brrrrr!)
Il personale è gentile e si muove rapidamente in sala, lo stesso Oldani passa tra i tavoli a prendere la comanda e a servire, una delle tante cose che servono per tenere i prezzi così bassi, infatti il menu degustazione costa 32.5 euro.
La carta dei vini è essenziale con possibilità di scelta al calice, optiamo per quest ultima e per un buon Syrah sicilia 2006 Calatrasi e Fiano Di Avellino.

Dalla carta…

Kid:
Cipolla caramellata con parmigiano caldo e freddo (entusiasmante nella sua infantilità, ndK)
Gnocchi di pane e cacao, bottarga e lampascioni (abbinamenti a tratti interessanti, a tratti stomachevoli a seconda di quante uova di muggine essiccate ci capitino in bocca, ndK)
Rustin Negaà D’O (in pratica dei nodini di vitello alla lombarda in stile Oldani, una delle pietanze più semplici e più convincenti in lista, ndK)
Dolce di “ivoire”, mango mantecato e sale a scaglie (vale il discorso fatto in pracedenza, a seconda di come è composta la forchettata il gusto cambia, peccato non sia sempre piacevole, ndK)

Fancy:
Ricci di mare in salsa, uovo, sedano, pera, zenzero (molto buono. si inizia bene!, ndF)
Crema verde fredda, passattelli allo zafferano (Mi piace lo spirito di inventiva, ma questo abbinamento proprio non ci stava… e la crema verde, secondo il mio modesto parere, era pure insipida!, ndF).
Nasello in salagione, purea di mela e pasta di salame (Buono il nasello, la purea di mela e la pasta di salame… peccato che la pasta di salame copra completamente il sapore del nasello!, ndF)
Pralina di nocciola, gelato al vino, macedonia e radice amara (Sono un amante della nocciola, per cui mi sono fiondata su questo dessert. Secondo me nè il gelato al vino, nè la macedonia con radice amara si sposavano bene con la pralina di nocciola…!, ndF)

In conclusione, il giudizio sulla va mediato tra le nostre due esperienze, una più riuscita (ma non esaltante) per Kid e una quasi fallimentare (si aspettava molto di più) per Fancy.
Abbiamo premiato l’intento della gestione di offrire una carta così particolare per pietanze e costi, purtroppo non sempre gli abbinamenti sono azzeccati.
Forse lo Chef dovrebbe presenziare più tra i fornelli a controllare il lavoro della sua brigata piuttosto che fare il “piacione” in sala, Oldani ci è sembrato proprio uno a caccia di complimenti con tanta voglia di jet-set!
Alla fine dei conti un pasto completo si aggira sui 35/50 euro (quindi relativamente poco per uno stellato ma non economicissimo se si considerano i prodotti “poveri” in lista).
A questo punto non so quanto siano genuine le sue idee e quanto frutto di un progetto di marketing (come quello di definire la sua cucina “Pop cuisine” o di mettere sul mercato il “Passepartout” ovvero una sorta di Forchetta-Cucchiaio, per farsi un’idea basta vedere la foto sotto… peccato che nel film “The Darwin awards” del 2006 il protagonista sfoggiasse già la cosiddetta “cucchietta”!)
Giudizio complessivo? Da rivedere ma non so quando mi tornerà la voglia.
Se fosse un disco sarebbe LOU REED “TRANSFORMER” (1972) in bilico tra pop, sperimentazione e glamour!

da www.marieclaire.it

Villa Maria Luigia

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 4:03 pm on Sabato, Giugno 14, 2008

V. Galaverna, 26
43044 Collecchio (PR)
Tel: 0521 805489
www.ristorantevillamarialuigia.it

Cucina: 38 / 50
Cantina: 7,5 / 10
Contesto: 4 / 5
Sala: 3,5 / 5
Gestione: 3,5 / 5
Servizio: 3,5 / 5
Mise En Place: 2 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 6,5 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3

Bonus: 2.5
Extra: 1,5

TOTALE : 79.5 / 110


Costo: €€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Primavera 2008
All’appello degli “Stellati” del parmense ci mancava solo questo longevo locale situato sulle colline appena sopra Collecchio.
Avevo sentito alcuni commenti non lusinghieri sul fatto che fosse un nobile decaduto e l’approccio iniziale ha confermato queste voci.
Il ristorante è all’interno di un’elegante villa, gli arredi e la mise en place sanno di antico, a tutto
questo si aggiunge il fatto che la grande sala è completamente vuota ma qui entra in gioco un abile maitre che con la sua esperienza cercherà di metterci a nostro agio.
Menu e carta dei vini sono ben fatti, il maitre è l’unica persona a muoversi in sala e lo fa come si deve.

Amuse bouche di tonno

Kid:
Risotto vialone nano con quaglia farcita (dal 1958)
Agnello da latte (razza cornigliese) al rosmarino, polenta di mais ottofile
Crema bruciata alla vaniglia

Fancy:
Agnolotti di piselli con gamberi rossi, crema di ricotta di bufala e caramello al peperone
Frittura mista (una delle migliori, se non LA migliore, fritture mai mangiate!)

Il giudizio sul cibo gustato è più che positivo, la mano in cucina è vivace, da rinnovare l’offerta dei dessert, mentre il tallone d’Achille è il locale vagamente demode risulta pomposo e datato.
Un disco per questo locale? SMITHS “THE QUEEN IS DEAD” (1986), perchè? Come gli Smiths, la famiglia Ceci offre una proposta colta e come la band britannica trasmette a tratti una certa freddezza quasi narcisista con l’ambiente.  

 da ristorantevillamarialuigia.it

La Cantinetta

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 3:59 pm on Sabato, Giugno 14, 2008

Via Calestano, 14
43035 Felino (PR)
tel: 0521 831125
www.lacantinettadifelino.it

Cucina: 39 / 50
Cantina: 7,5 / 10
Contesto: 3 / 5
Sala: 4 / 5
Gestione: 3,5 / 5
Servizio: 3,5 / 5
Mise En Place: 2,5 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 2 / 3
Dolci: 7,5 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3

Bonus: 2,5
Extra: 0,5

TOTALE : 81,5 / 110
Costo: €€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Primavera 2008Nella provincia parmigiana, in una zona famosa per i suoi salumi, ha sede un ottimo ristorante (stellato Michelin) incentrato sulle preparazioni a base di pesce.
Il locale è un po’ nascosto e si trova all’interno di una piccola villetta alle porte di Felino.
La sala è piccola, con pochi tavoli ben distanziati e la luce è un po’ fioca per creare atmosfera.
Il servizio in sala è cortese e ben organizzato.
La carta è ricca di proposte che vanno dal tradizionale parmigiano al più “sperimentale” a base di pesce.
La cantina offre una buona scelta a prezzi onesti per un ristorante di questo livello (birre? presenti!).

Fancy:
Finestra sul mare (un bellissimo piatto con un assaggio di 15 pesci diversi ognuno di essi abbinati a una salsina o spezia o erbetta) - tornerei solo per rimangiarmi questo “antipasto” !

Bavette solo astice, fili di zenzero (molto buono l’astice… peccato per la pasta troppo poco cotta, anzi direi cruda. Ma è un errore su cui, data la qualità delle materie prime e dopo un antipasto come la “finestra sul mare”, si può sorvolare!)

Geometrie di cioccolato (buono ma dal nome mi aspettavo qualcosa di più!)

Kid:
Fili di pasta con rombo e il suo concentrato

Ombrina con cottura su ceramica, sale di Maldon e fili di carciofi

Creme allo zucchero mascobado, al caramello, al caffè, al tabacco

Mignardises di buon livello, cercano di sorprendere con un cioccolato frizzante in cui il frizzante è dato da quelle bricioline di caramella che scoppiettano in bocca (ricordate i Frizzy Pazzy?).

Il giudizio è più che positivo, un vero peccato per quella pasta cruda e per quel dolcetto al cioccolato frizzante un po’ stucchevole.
La cucina è proiettata verso il futuro ma con basi ben solide e di sicuro ci torneremo.
Pensare ad un disco che si confacesse al tipo di cucina non è stato facile ma diciamo che DAVID BOWIE con “The rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” (1972) può andare perchè c’è l’estro, la positività della cucina e la piccola caduta sulla cottura di cui avete letto poco sopra.

da www.lacantinettadifelino.it/

Gaucho (Sloane)

Archiviato in: Altri locali, Etnici, Recensioni — admin at 3:50 pm on Sabato, Giugno 14, 2008

89 Sloane Avenue,
London SW3 3DX
Tel: 020 7584 9901
www.gauchorestaurants.co.uk

-Qualità: 8 / 10
-Posizione: 3 / 5
-Ambiente: 4 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 3 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 22 / 30

Ultima visita: Primavera 2008
Ristorante argentino nel quartiere Chelsea di Londra, ambiente elegante ma giovane con un servizio sbrigativo ma educato.
La mise en place è essenziale, l’offerta è impostata logicamente sulla carne argentina e la cantina è dignitosa.
Il cestino del pane è una sorpresa perchè i 3 tipi proposti sono freschi e molto buoni, soprattutto quello al formaggio.
Un’altra piacevole conferma è la carne, Girello di manzo alla griglia, molto saporita e ben cotta.
Non sarà stata un’esperienza sorprendente ma comunque se capitate da quelle parti un salto potete farcelo, soprattutto se siete una numerosa compagnia di amanti della bistecca!
Adesso mi tocca abbinare un disco a questo locale… mmmh… Argentina+Inghilterra—>Malvinas/Falkland=Maradona… bah—>non mi va di citare gruppi punk o garage argentini che non conosce nessuno e allora voto un latino-americano come SANTANA con “ABRAXAS” (1970).

PS. Durate la gita londinese siamo incappati anche in:
CARLUCCIO’S (1-3 Old Brompton Road): Cucina italiana per inglesi in zona South Kensington, locale caotico e servizio cirtese ma frettoloso. Voto: Un pallino su 5!
THE ANGEL PUB (61 St. Giles High Street): Fish and chips in un locale a pochi passi da Covent Garden. Titolare scorbutico, tartan ovunque (peccato che quando piova si alzi un tanfo di cane bagnato) e qualità del magiato appena sufficiente. Va un po’ meglio con le Ale. Voto: Un pallino e un cicinin su 5!

da gauchorestaurants.co.uk

Il Folletto

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 3:49 pm on Sabato, Giugno 14, 2008

via Emilia ovest 17/a
Parma
Tel: 0521 981893

Cucina: 30 / 50
Cantina: 7 / 10
Contesto: 1 / 5
Sala: 3 / 5
Gestione: 2 / 5
Servizio: 2 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 1 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 6 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 1 / 3

Bonus: 2
Extra: 0

TOTALE : 58 / 110
Costo:

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Primavera 2008 (+update)
Ecco il classico locale dove poter mangiare bene ma che passa inosservato causa la infelice posizione su una strada ad alto scorrimento come la Via Emilia.
Da fuori sembra un cubo grigio abbastanza deprimente ma dentro il locale è molto carico ed ha un bel soffitto a botte con mattoni a vista.
La popolarità di questo è dovuta ai buoni piatti di pesce offerti a prezzi onesti.
La titolare ci fa accomadare al tavolo (ben curato) poi si alterneranno al servizio due camerieri, uno cordiale e l’altro fin troppo scontroso.
Abbiamo assaggiato solo due piatti a testa (un antipasto, un primo e due secondi) più il dolce.

Kid:
La Soppressa di polpo è fresca e piacevole ma non entusiasma, va leggermente meglio con la Sogliola in saor (con pinoli, uvetta e porro) anche se manca di personalità (tanti ingredienti ma poco gusto).

Fancy:
Gli Gnocchetti di semola alle vongole (ben fatti), Filetto di branzino in crosta di patate (patate troppo bruciacchiate).

Per quanto riguarda i dessert non raggiungiamo la piena sufficienza dato che lo Zabaione freddo con cioccolato alla cannella è anonimo e il Tortino di cioccolato con biscotto sacher (dove era?) è un cubo di cacao che si fa fatica finire.

Nel complesso non ci sentiamo di dire di aver mangiato male ma neanche bene, il lato positivo è che per un pasto a base di pesce non si spende molto.
Un bel vinilozzo da abbinare a questo locale è, prendendo spunto dal nome, JETHRO TULL “STAND UP” (1969)!

UPDATE Inverno 2009:
Siamo tornati, il livello di questa cucina sempre più incentrata sul pesce non è costantemente qualitativa, ma la cosa più antipatica di questa visita è stato l’atteggiamento della padrona di casa mai sorridente e quasi insistente nel cercare di farti ordinare cose che non vorresti.

da paginegialle.it

Il Rigoletto (Reggiolo)

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 3:46 pm on Sabato, Giugno 14, 2008

Piazza Martiri, 29
42046 Reggiolo (RE)
Tel: 0522 973520
www.ilrigoletto.it

Cucina: 45 / 50
Cantina: 8 / 10
Contesto: 4 / 5
Sala: 5 / 5
Gestione: 4 / 5
Servizio: 3.5 / 5
Mise En Place: 3 / 3
Pane: 2.5 / 3
Coccole: 2 / 3
Dolci: 9.5 / 10
Caffetteria: 3 / 3
Presentazione piatti: 2.5 / 3

Bonus: 2,5
Extra: 1

TOTALE : 95.5 / 110
Costo: €€€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Primavera 2008
Per un San Valentino degno di nota eccoci pronti a varcare il cancello di una bella villa sita nel centro di un meno bello Reggiolo.
L’intorno del ristorante (e albergo) è di grande atmosfera grazie alle stanze intime e calorose, l’accoglienza è quella dei grandi ristoranti stellati e così la mise en place.
“Tutto andrebbe alla perfezione se non fosse che come entree mi viene servita una crema di asparagi con alici e scopro una sorta di intolleranza ad uno degli elementi in questione in questione, una sorta di tappo in gola e divertimento finito (arriverò a fine cena stremato quasi senza poter bere)” (ndK).
Il menù è ricco (Territorio o Gourmet o carta sono le opzioni) e c’è ovviamente il menù San Valentino.
Optiamo per una scelta libera.

Fancy:
Frittatina di uova di quaglia, misticanza aromatica con Balsamico tradizionale di Reggio Emilia
Millefoglie di cotechino e zucca

Kid:
Tortelli di cacciagione (una vera leccornia, 3 tipi differenti di tortelli ovvero con cinghiale, pernice e fagiano)
Maialino in due cotture con spiedino di patate (un altro classico, un altro winner)

La piccola pasticceria è ricca e abbondante, ben presentata su un vasoio trasparente (con foglietto esplicativo dell’offerta, a noi rimane solo da abbinare il nome alla “portata”) appoggiato su piramidi di vetro (un po’ spuntate).
Il giudizio ai dessert è dovuto non solo ai dolci “classici” in carta (voto 9) ma anche, e soprattutto, alla proposta ”Il giro del mondo del cioccolato” (*) che è da 10, la lode va data alla sapiente presentazione del cameriere.
(*)Si può assaggiare cioccolato proveniente da tutto il mondo e in tutte le caratteristiche, farsi fare un infuso al cacao e assaggiare, da un vasoio di due metri per due, praline di svariati tipi e forme (compresa una con cotenna di maiale).
Nonostante la serata poco fortunata per chi scrive, non possiamo non fare i complimenti alla cucina e dare una tiratina d’orecchie ad alcuni membri del personale quasi asfissianti in certi momenti e poco precisi nella presentazione delle cose servite.
Il locale è un classico, lo chef pure ed è anche un bell’omone quindi quale abbinamento musicale migliore di un claasico ELVIS PRESLEY d’annata, già un po’ in carne, con “ALOHA FROM HAWAII VIA SATELLITE” (1973)?!

ilrigoletto.it

Il Volto

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 11:28 am on Lunedì, Giugno 9, 2008

via Mirolte 33
25049 ISEO (BS)
Tel: 030 981462

Cucina: 34 / 50
Cantina: 7 / 10
Contesto: 3,5 / 5
Sala: 3 / 5
Gestione: 3 / 5
Servizio: 3 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 6.5 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 1 / 3

Bonus: 2
Extra: 0,5

TOTALE : 69,5 / 110
Costo: €€

Rapporto qualità / prezzo: B\C

Ultima visita: Primavera 2008 (+update gestione 2008)

Dal primo momento in cui si varca la soglia di questo ristorante sito in quel di Iseo, in uno dei tanti vicoletti che portano al lago Sebino si respira l’atmosfera della locanda di una volta, una tradizione antica ma ancora viva. L’ambiente è rustico e l’accoglienza è sorridente così come sarà il servizio durante tutto l’arco del pasto.
Dalla ricca carta dei vini optiamo per il servizio al bicchiere. Ci propongono un onesto TERRE DI FRANCIACORTA SAN CRISTOFORO BIANCO D.O.C., “molto adatto per la frittura di pesce che ho scelto” (vedi sotto, ndK.).
Come entree ci viene proposta una tazzina trasparente con Gazpacho con ricotta aromatizzato alla menta e sedano.
Dalla carta (esistono un menù della tradizione a 45 euro e uno degustazione a 70 €) abbiamo scelto:

KID:
Sfogliatina di patata e caviale (’89) una proposta creativa ma semplice che consiste in una patata avvolta dalla pasta sfoglia con in cima un ciuffo di purea di patate con caviale,  un’ abbinamento convincente.
Il Lago fritto (2008) una frittura di pesce di lago con carpione nella tradizione del posto, buono ma non eclatante.
Torta di mele e sorbetto (2005) buono il tortino (base di frolla e pasta morbida con pezzettini di mela) ma leggermente troppo cotto, discreto il sorbetto alla mela ma una degna conclusione di un piacevole pasto.

FANCY:
Tagliolini al sugo di pesce di lago (’82) - pasta fatta a mano con un delicato sugo al pesce
Il Manzo all’olio della tradizione (’89) - carne tenerissima con condimento all’olio e prezzemolo.
Mousse di cioccolato bianco con salsa di cioccolato fondente (’83) - Buono ed equilibrato.

Mousse di cioccolato bianco con salsa di cioccolato fondente

La piccola pasticceria servita dopo il dessert non è di altissima qualità ma strappa la sufficienza.

Piccola pasticceria

L’esperienza è soddisfacente, probabilmente per questa cifra si può trovare di meglio, ma forse si paga il fatto di essere in un mono-stellato Michelin.
Viene da sè che l’accostamento musicale per Il Volto sia con gli SMALL FACES di “From the Beginning” (1967), un eccezionale esempio di garage-british R&B!

Update Primavera 2008: Al momento dela visita non sapevamo che il capitano di lungo corso Vittorio Fusari avesse abbandonato la nave.