Le Calandre
Via Liguria, 1
35030 Sarmeola di Rubano (PD)
049 8984772
www.calandre.com
Cucina: 48 / 50
Cantina: 9 / 10
Contesto: 3 / 5
Sala: 4 / 5
Gestione: 4 / 5
Servizio: 4 / 5
Mise En Place: 3 / 3
Pane: 3 / 3
Coccole: 2 / 3
Dolci: 9 / 10
Caffetteria: 2,5 / 3
Presentazione piatti: 3 / 3
Bonus: 3.5
Extra: 1
TOTALE : 99 / 110
Costo: €€€€€
Rapporto qualità / prezzo: B
Ultima visita: Primavera 2008 (+update 2009)
Rieccoci pronti a “castigare” un’altra delle top tavole d’Italia!
La casa madre della famiglia Alajmo, che oltre a Le Calandre gestisce altri ristoranti e alberghi, si trova nella provincia di Padova a pochi chilometri dal piccolo centro di Rubano.
Scopriamo di fronte al ristorante (con albergo) un negozio di alimentari e casalinghi con prodotti “brandizzati” dallo chef.
Due fratelli al comando, stile Schwarzenegger-De Vito in “Gemelli”, con Massimiliano, un pennellone che sembra un incrocio tra Neri Marcorè e Ross di Friends, in cucina e Raffaele, meno alto e più in carne, in sala.

Le Calandre oltre all’obbligatoria eleganza abbina una freschezza, un entusiasmo e una voglia di divertire, e divertirsi, tipicamente giovanile (non a caso lo chef è il più giovane tra i 3 stellati italiani) che si riscontra nelle foto alle pareti, nella mise en place e soprattutto nel personale.
Il vassoio del pane è già in tavola quando ci sediamo, siamo nella più intima sala piccola, purtroppo non viene illustrato ma chiederemo delucidazioni (grissini al curry, pane bianco e integrale fatti con lievito madre).
La carta è ricca di pietanze originali, c’è l’immancabile menu degustazione, la scelta non è affatto facile ma decidiamo di andare alla carta tenendo d’occhio il “biglietto da visita” dello chef. Curiosamente al momento della comanda ci viene chiesto di ordinare anche il dolce.
La carta dei vini è ampia e ci aiuta ad uscire dalla difficoltosa scelta un competente sommelier.
Il personale è sempre puntuale e fin troppo cordiale tanto che in certi momenti tale informalità ti spiazza… ma ci si abitua facilmente, non da fastidio.
3,2,1…Via!
Si parte con: Saten Monterosso Franciacorta + Ricotta al vapore con crema di ricci di mare
Cappuccino di seppie al nero
Pan di sgombro
Capelli d’angelo con crudo di triglie, oratine, seppie e crostacei
Cannelloni croccanti di ricotta e mozzarella di bufala con passata di pomodoro
Spiedino di gamberi
Sandwich di sogliola e astice
Cannolo aperto (in omaggio al raviolo aperto di Gualtiero Marchesi)
Gioccolato 2008 (vedi foto sotto)

Il pasto sarà diluito con il raffinato e aromatico Terre alte di Livio Felluga (uve di Tocai Friulano, Pinot Bianco e Sauvignon).
Da tutto questo risulta che siamo di fronte ad una delle cucine più vive e brillanti di Italia, il cliente viene coinvolto, non deve solo prendere la forchetta e mangiare, deve usare le mani, intingere e quasi giocare con il cibo.
Ci dispiace solo per quel secondo non all’altezza delle altre proposte, gli spiedini erano infilzati e avvolti da una specie di spaghetto, sulla carta una antica ricetta della mamma dello chef in realtà una parziale delusione. Questo comunque non offusca un’esperienza unica e che definiremmo indimenticabile.
Se fosse un disco Le Calandre sarebbe the Stooges “s/t” (1969) perchè è a suo modo grintoso, colto e inquieto (nel senso di vivo) nel trasmettere divertimento!
Update: Estate 2009
Tornare a Le Calandre è sempre un’emozione particolare, in particolar modo se hai qualche conflitto irrisolto con la cucina di Max Alajmo e il suo staff.
Vedendolo primeggiare su tutte le guide ci siamo domandati se solo noi abbiamo riscontrato qualche caduta di stile.
La gita a Sarmeola si apre con la visita obbligatoria al negozio di alimentari “In.Gredienti” dove fa bella mostra di sè il libro omonimo, vincitore del Gourdmand World Cookbook 2007 (150 eurini, con un buon 10% destinato alla Onlus “Il gusto per la ricerca”, associazione che organizza eventi gastronomici di alto livello per raccogliere fondi da destinare alla ricerca per curare malattie dell’infanzia).
Nel negozio c’è di tutto… Vini, salumi, formaggi, pasta, sughi, grissini, piatti, ecc. tutti selezionati o griffati Alajmo.
Troviamo pure una sorta di fanzine (dicesi fanzine una rivista o anche un semplice foglio A3 piegato, come in questo caso, a carattere amatoriale, distribuita direttamente da chi la scrive e dedicata ad un argomento specifico) “Il Calandrangolo” nella quale Massimiliano e Raffaele se la cantano e se la suonano da soli (il loro macellaio, la loro cantina e la Alajmo card).
Noi abbiamo recuperato solo il numero 2 ma sul loro sito internet si dovrebbero poter scaricare anche i numeri vecchi e quelli pubblicati solo “on line”.
Scopriamo le qualità da gourmet di Omar Pedrini (già chitarrista dei Timoria, già scrittore, già tante altre cose da intellettuale tra le quali il superfluo programma “GambeRock” su Gambero Rosso Channel), tale Antonio Di Lorenzo ci illumina sui danni del dado da cucina, un certo Angelo Sabbadin (il loro sommelier) consiglia di bere un Krug Vintage ascoltando Thriller di Michael Jackson (ci vorrà mica rubare il lavoro?), si parla dell’ottimo barbeque che si può gustare nel Bar & Grill La Montecchia grazie alle doti innate di re del BBQ di Gianni Guizzardi ed Erminio Alajmo (papà di Max e già noto ristoratore) mentre nel Risto-bar-pasticceria il Calandrino è arrivata la pizza (stica!), il “sarto” Riccardo Dalla Piazza intreccia le lodi di se stesso con la spiegazione della nascita del dessert “la Tessitura”, eccetera eccetera.
Probabilmente una persona normale se la legge e la trova simpatica ma noi siamo due stronzetti quindi quello che ci rimane in bocca è una stucchevole autoreferenzialità.
Siete Le Calandre non serve aggiungere altro!
E’ giunto il momento di parlare del ristorante.
Entriamo, vediamo lo chef seduto in un angolo che si intrattiene con quelli che hanno tutta l’aria di essere due giornalisti (ci guarda ma non saluta) e ci accomodiamo nella sala grande.
Al tavolo pani e snack vari che non vengono, anche questa volta, descritti. Fragranza al top per un assortimento essenziale.
La carta prevede 2 menu e due sotto-menu.
-Menu “In.Gredienti”
Scampi tostati con “formaggio” fresco di latte di fave al limone e mela
Paccheri freddi farciti con crudo di crostacei, tartare di pomodoro e salsa di pistacchi al mandarino
Capelli d’angelo tiepidi con crema all’olio affumicata e caviale
Risotto alla lavanda, rosmarino e melone
Coniglio nostrano fritto con le sue frattaglie, bucce di melanzane e ketchup di albicocche
Filetto impanato ma non cucinato con salsa tonnata e sorbetto di worcestershire sauce
“Tessitura al cioccolato” (Gioco al cioccolato 2009)
euro 225.00 (il menu l’abbiamo scaricato da internet, ci ricordavamo un prezzo più alto ma potremmo sbagliarci; la guida dell’Espresso dell’anno in corso parlava di un costo di 200 euro, avranno alzato i costi causa crisi… ndRGTR)
All’interno della nostra carta dei vini, vi proponiamo due degustazioni di vino a calice abbinate al menù dal nostro sommelier Angelo Sabbadin
“Estrazione” (una sorta di best of del menu… una bella idea!!!, ndRGTR)
Scampi tostati con “formaggio” fresco di latte di fave al limone e mela
Capelli d’angelo tiepidi con crema all’olio affumicata e caviale
Coniglio nostrano fritto con le sue frattaglie, bucce di melanzane e ketchup di albicocche
oppure
Filetto impanato ma non cucinato con salsa tonnata e sorbetto di worcestershire sauce
“Tessitura al cioccolato” (Gioco al cioccolato 2009)
euro 165.00
-I grandi classici delle “Calandre”
Zuppetta fredda di frutta e ortaggi nella pietra
Cappuccino di seppie al nero
Cannelloni croccanti di ricotta e mozzarella di bufala con passata di pomodoro
Risotto allo zafferano con polvere di liquirizia
Battuta di carne piemontese al tartufo nero estivo (piatto da mangiarsi con le mani servito sulla corteccia)
Maialino arrostito, crema di patate e salsa all’amatriciana
Crema di roquefort con crosta ghiacciata di fragole
Cioccolato nocciola e caffè in tazza
euro 190.00 (Vi proponiamo due degustazioni di vino a calice abbinate al menù “Grandi Classici” scelte dal nostro sommelier)
“Estrazione” (il meglio di…)
Cappuccino di seppie al nero
Risotto allo zafferano con polvere di liquirizia
Battuta di carne piemontese al tartufo nero estivo (piatto da mangiarsi con le mani servito sulla corteccia)
oppure
Maialino arrostito, crema di patate e salsa all’amatriciana
Cioccolato nocciola e caffè in tazza
euro 145.00
-La carta
Cappuccino di seppie al nero 32.00
Scampi tostati con “formaggio” fresco di latte di fave al limone e mela 45.00
Sardine e alici abbrustolite con puré grigliato all’aceto e salsa di levistico 45.00
Zuppetta fredda di frutta e ortaggi nella pietra 28.00
Involtini di fagioli borlotti freschi e pancetta con insalatina, cipolla e croccanti gelati alla senape 32.00
Battuta di carne cruda piemontese al tartufo nero estivo (piatto da mangiarsi con le mani servito sulla corteccia) 55.00
Paccheri freddi farciti con crudo di crostacei, tartare di pomodoro e salsa di pistacchi al mandarino 45.00
Capelli d’angelo tiepidi con crema all’olio affumicata e caviale 55.00
Ravioli di pesce azzurro con cipolla rossa, capperi e caffè 35.00
Cannelloni croccanti di ricotta e mozzarella di bufala con passata di pomodoro 32.00
Lasagnetta di coniglio con profumi estivi 36.00
Risotto alla lavanda, rosmarino e melone 36.00
Maltagliati al pomodoro con zuppetta di burrata e origano 32.00
Involtini di scampi fritti con crema di fasolari battuta all’olio e limone 65.00
Rombo scottato con salsa di mandorle, anice stellato e composta di frutta 65.00
“Pesce del giorno” con pesto crudo di ortaggi al lime e cardamomo s.q.
Filetto impanato ma non cucinato con salsa tonnata e sorbetto di worcestershire sauce 50.00
“Vitello mediterraneo” (medaglioni di vitello scottati con paté di capperi, paté di olive nere, passata di pomodoro, melanzane, fonduta di mozzarella, origano e olio siciliano) 50.00
Maialino arrostito, crema di patate e salsa all’amatriciana 50.00
Coniglio nostrano fritto con le sue frattaglie, bucce di melanzane e ketchup di albicocche 45.00
La tartara 45.00
Fritto di verdure con crema gelata di peperone e citronella 40.00
Ortaggi ripieni gratinati 40.00
affinati da “In.gredienti” accompagnati dalle nostre confetture e mostarde 25.00
(per evitare lunghe attese si prega di ordinare il dessert insieme alle altre portate)
Bellini al basilico 20.00
Gelato al curry e caffé con passata di albicocche 20.00
Sfoglie e frutti (tre sfoglie abbinate a tre creme di frutta) 20.00
Verde pistacchio 28.00
Crema di roquefort con crosta ghiacciata di fragole 20.00
Ravioli caldi di crema pasticcera con la frutta 20.00
Cioccolato nocciola e caffè in tazza 20.00
“Tessitura al cioccolato” (Gioco al cioccolato 2009) 40.00
Per i collezionisti di menù: Le Calandre insieme alla Onlus “Il gusto per la ricerca” raccoglie fondi su libera donazione attraverso la vendita dei menù dipinti da Massimiliano destinati al finanziamento di progetti di solidarietà e ricerca scientifica in ambito infantile.
Nel rispetto della privacy, Vi preghiamo di non utilizzare al tavolo: i telefoni cellulari, le macchine fotografiche e le videocamere (scriverlo sul menu non è una brutta idea e si evitano tante discussioni, ndRGTR)

Logicamente non troverete foto dei piatti, se non una del famoso Risotto alla liquirizia per la quale abbiamo chiesto autorizzazione al cameriere (risposta “se mi date 50 euro ve la faccio fare, scherzi a parte, basta che non usiate il flash”… ovviamente dopo 5 minuti due giapponesi al tavolo a fianco fanno lampeggiare le loro macchine fotografiche e abusano dei loro telefoni cellulari, ovviamente per farsi sentire al telefono con una persona in Giappone bisogna urlare… si è così lontani!?)
Si parte con
Cialda di riso nero con baccalà, tarteletta gusto pizza e oliva nera fritta
poi
Tagliolini di mozzarella con melanzane e pancetta
e sempre per entrambi
Cappuccino di seppie al nero
Risotto allo zafferano con polvere di liquirizia
per Kid:
Battuta di carne piemontese al tartufo nero estivo
per Fancy:
Maialino arrostito, crema di patate e salsa all’amatriciana
per Kid:
Crema di roquefort con crosta ghiacciata di fragole
per Fancy:
Cioccolato nocciola e caffè in tazza
ed infine piccole delizie:
Fragolina di bosco su marshmalllow alla mandorla, cialda con crema al limone e wafer di cioccolato bianco

La cucina è da ovazione, addirittura meglio della volta scorsa, neanche un minimo accenno di cali di tensione!
Il servizio ci perplime, come direbbe Rokko Smitherson.
Iniziamo col dire che i camerieri sono precisi al 95% (sfugge qualche dettaglio che in un tre stelle non dovrebbe esistere tipo il cambio o la piega del tovagliolo quando un cliente si alza)
Segnaliamo tra le note positive la grande competenza del sommelier che spiega nei minimi dettagli la bottiglia che propone.
Tra quelle negative va evidenziato come i ragazzi facciano un po’ troppo i burloni.
Frasi tipo:
“Complimenti per la figlia!”
“Le piace mangiare, è? Si vede! Scherzo…”
“Si è macchiato lì! Guardi… No, non è vero, stavo giocando! -mancava solo il buffetto sotto il naso-”
non risultano sempre divertenti, anzi.
Più di una volta ci siamo morsi la lingua per non rispondere.
L’idea di rendere l’ambiente spiritoso va bene ma i camerieri devono saper essere divertenti e sapere fino a dove spingersi.
Forse siamo noi a non essere di spirito ma se volessimo scambiare battute con dei camerieri andremmo da Mario e Bruno Gli Incivili di Fracchia la Belva Umana.
Non è grave ma ci va di avvisare eventuali avventori di questa scelta di gestione.
Il pranzo si chiude con uno spiacevole episodio al momento di pagare, prima ci presentano un conto con 23 bottiglie d’acqua (può capitare di battere male) poi un altro con al posto delle portate prese la dicitura Menu degustazone classici (ragazzi un po’ di attenzione!). Al terzo tentativo colgono nel segno.
Usciamo e Raffaele Alajmo è sulla poltrona dove sedeva prima suo fratello, anche lui intento a disquisire con un ipotetico intervistatore, ci saluta ma non fa il minimo cenno di alzarsi per una stretta di mano.
I dettagli che fanno la differenza.
Il locale era pieno quindi a queste piccole cose la gente non bada, basta poter raccontare di aver mangiato in un locale tre stelle per essere soddisfatti?!
Temiamo che il successo stia dando un po’ alla testa a questi ragazzi, può essere logico e normale cadere nel tunnel dell’onnipotenza ma c’è sempre il rischio di trovarsi prima o poi puniti da qualche guida con tutti i problemi che questo comporterebbe (sarà un caso che la guida Espresso 2009 si sia scordata di mettere Le Calandre al numero 1 dei ristoranti del Veneto? Forse scherzavano! Per chi non lo sapesse la guida in questione segnala per ogni regione i locali top con relativo punteggio e posizione sulla mappa ma per una dimenticanza in cima alla classifica veneta appare Perbellini e non c’è traccia del locale di Rubano, che avrebbe il voto più alto).
Se ci chiedete “Tornereste alle Calandre nonostante questi difetti riscontrati?” la risposta sarebbe “Si”… le motivazioni? Cucina sopraffina, cotture cronometriche e ricerca maniacale. Vi basta come spiegazione?
Ritoccata la valutazione: sale la cucina (n.1 nella nostra classifica) ma scendono servizio e gestione.






