Gordon Ramsay

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:31 pm on Lunedì, Maggio 26, 2008

68 Royal Hospital Road
London, SW3 4HP
Tel: 020 7352 4441
www.gordonramsay.com

Cucina: 46 / 50
Cantina: 8,5 / 10
Contesto: 4 / 5
Sala: 4 / 5
Gestione: 4 / 5
Servizio: 5 / 5
Mise En Place: 3 / 3
Pane: 3 / 3
Coccole: 3 / 3
Dolci: 9,5 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3

Bonus: 3
Extra: 0

TOTALE : 97 / 110
Costo: €€€€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Primavera 2008
Conoscete Gordon Ramsay principalmente per i suoi reality a tema culinario (Hell’s kitchen, Boiling point e Cucine da incubo)? Lo chef inglese è questo e molto altro, è soprattutto il titolare di una serie di locali stellati in giro per Londra e non solo, da non confondere con il più televisivo e meno abile Jamie Oliver.
Abbiamo deciso di prendere il toro per le corna e affrontare il suo omonimo tristellato, la nave ammiraglia dell’impero.

-Non vorrei iniziare con “tralasciamo la lunga trafila per arrivare qui” ma è più forte di me. Ho un desiderio fortissimo di avvisare i prossimi, non dico malcapitati perchè da Gordon Ramsay abbiamo mangiato divinamente, quindi dirò “avventurosi-desiderosi gourmet”: se sul sito c’è scritto che bisogna telefonare con due mesi d’anticipo ci sarà un motivo! Significa che se volete mangiare il 27 Marzo a cena, devi contare i giorni e telefonare ESATTAMENTE due mesi prima della fatidica data! Quindi NON i primi di Gennaio per essere sicuri, e NEMMENO circa il 20 di Gennaio per vedere se ora POTETE prenotare. Ovviamente non fatevi nemmeno venire in testa di chiamarli verso la fine di Dicembre! Matti! Quando finalmente decido di chiamare il 28 Gennaio per essere  sicura di avere la possibilità di prenotare per quella fatidica data… non c’è più posto per cena per il 27 Marzo! Ripiego per il pranzo.- ndF

Finalmente riusciamo a varcare la soglia di questo Eden. Veniamo accolti da una ragazza che gentilmente ci porta al nostro tavolo. La sala è piccola e molto semplice ma curata ed elegante.

Arriva il maitre Jean Claude che amabilmente ci accompagna nella lettura e scelta del nostro menù, consigliandoci i cavalli di battaglia di Gordon. Così ci gustiamo, dopo un aperitivo con champagne rosee:

Un bicchiere di rosso (KID) e bianco (FANCY) al calice scelti da un’ampia lista (Bordeaux Supérieur les Trois Hectares, Château Bauduc, 2005 + Sancerre domaine des Quarterons, Etienne Riffault 2006, se non erro)

Raviolo con tartufo e verdure con consomme di patata come benventuto!

Fancy:
Ravioli of lobster, langoustine and salmon poached in a light bisque with a lemongrass and chervil velouté (Ravioli di aragosta, scampi e salmone bolliti in una leggera salsa di carapaci con vellutata di citronella e cerfoglio)

Pan fried line caught seabass with steamed Charlotte potatoes, cucumber, oyster beignet and caviar velouté (Branzino saltato in padella con una charlotte di patate al vapore, cetriolo, bignè di ostrica e vellutata di caviale)

Kid:
Sautéed foie gras with roasted veal sweetbreads, Cabernet Sauvignon vinegar and almond velouté (Foiegras saltato in padella con animelle di agnello arrostite, aceto di cabernet Sauvignon e vellutata di mandorle)

Best end of Cornish lamb with confit shoulder, provençale vegetables, baby spinach, and thyme jus (Parte migliore di agnello della Cornovaglia con spalla “marinata”, ortaggi provenzali, spinaci e salsa di timo)

Come pre-dessert ci arriva un alberino di bon bon di cioccolato bianco con crema di cioccolato (che il nostro simpatico maitre ci da la possibilità di portare a casa dopo averci omaggiato una scatolina firmata Gordon Ramsay in cui riporre i dolcetti avanzati!)

Caramelised tarte Tatin of apples with vanilla ice cream (Tarte tatin di mele caramellate con gelato alla vaniglia, assolutamente da ovazione!)

con Tokaij ungherese (Tokaji Aszu 5 Puttonyos, prezzo altissimo una vera chicca per gli amanti dei vini liquorosi)

Fragole in azoto coperte di cioccolato bianco (un lieto arivederci)

Gelato ai frutti di bosco con candelina (durante una conversazione iniziale col maitre ci è scappato che quel giorno era il compleanno di Kid. Jean Claude non si è perso d’animo e dopo il dolce gli ha portato questo gelato con la candelina dicendo che fosse da parte mia -quando non era vero!- che signore!)

Tirando le somme…
Il Gordon Ramsay è sito in un bel quartiere residenziale della city, varcata la soglia ci si ritrova in un ambiente elegante ma senza frivolezze.
Il personale è pronto a coccolarci dal momento in cui ci fanno accomodare al tavolo (mise en place sobria), soprattutto l’eccellente maitre francese e il giovane chef de rang si alterneranno al nostro tavolo per assicurarsi che tutto stia procedendo a dovere.
L’impostazione della carta è diversa da quella italiana, esistono un paio di menu degustazione ma nella lista antipasti, primi e secondi non sono indicati separati, comunque sia lo staff è prontissimo a darci consiglio.
La carta dei vini è monumentale con una pagina dedicata alla scelta al bicchiere.

Ci sentiamo di dire che la disponibilità del personale all’estero è (in media) superiore alla nostra mentre a livello di cucina, grazie anche alle peculiarità del nostro territorio, non abbiamo da invidiare niente a nessuno… ciò non toglie che siamo di fronte ad una delle top cucine mondiali, reality o no, la sostanza c’è!
Se fosse un disco, siccome siamo in Inghilterra, sarebbe un classicone come “A HARD DAY’S NIGHT” (1964) dei BEATLES ovvero il disco che li ha consacrati negli USA e nel mondo!

Locanda Locatelli

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 5:00 pm on Lunedì, Maggio 26, 2008

8 Seymour Street
London, W1H 7Hz
Tel: 020 7935 9088
www.locandalocatelli.com

Cucina: 36 / 50
Cantina: 7,5 / 10
Contesto: 4 / 5
Sala: 4 / 5
Gestione: 4 / 5
Servizio: 4 / 5
Mise En Place: 3 / 3
Pane: 3 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 7,5 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3

Bonus: 3
Extra: 0,5

TOTALE : 81,5 / 110
Costo: €€€

Rapporto qualità / prezzo: C

Ultima visita: Primavera 2008
Seconda tappa in quel di Londra: Locanda Locatelli. Incuriositi dalla fama di questo nostro connazionale ed essendoci un minimo informati per non incappare nel solito fake-italian restaurant, abbiamo deciso di prenotare con largo anticipo (dopo la brutta esperienza con la prenotazione da Gordon Ramsay) per una cena da Locanda Locatelli.
Il ristorante si trova al piano terra di un prestigioso albergo ma con ingresso separato.
Luci soffuse, che creano un atmosfera elegante ma che -quasi- richiedono gli occhiali per la visione notturna per essere in grado di arrivare al tavolo, e un ambiente molto grande. La sala è veramente ampia, moderna e molto elegante e i tavoli sono vicini ma non si rischia di finire a chiacchierare con eventuali clienti troppo espansivi.
Il personale è davvero cordiale e tutti, o quasi, parlano italiano.
La carta è ampia e ben strutturata, l’offerta italiana la fa da padrona ma con qualche storpiatura di classiche pietanze della penisola ed è così anche l’offerta del vino ovvero Italia, Italia, Italia e qualche concessione ai sempre validi cugini di Francia.
Decisi a soffermarci sui particolari, senza però essere pignoli, osserviamo tutto, per capire le differenze tra la nostra stella michelin e quella data all’estero. Iniziamo col pane: vario e di qualità… niente da obiettare!

Ci viene servito un aperitivo di vodka martini alla mela (che non sono riuscita a finire perchè troppo alcolico, ndF) e uno champagne, dopo di chè arrivano gli antipasti:

Cappesante all’aspretto di zafferano (buone ma non indimenticabili, ndF.)

Lasagnette di baccalà alla vicentina (idem come sopra)

Dopo di chè si prosegue con i primi:

Pappardelle all’uovo con pecorino (specialità della giornata - fuori menù. Adoro prendere i piatti fuori menù. Quando mi hanno descritto questo piatto non ho più voluto leggere la carta! La mia scelta non poteva essere più azzeccata! Pappardelle notevoli! ,NdF)

Filetto di branzino (la scelta più convincente, ndK)

Ed infine i dessert:

Fondente di cioccolato al gianduiotto (molto buono ma io amo il cioccolato in tutte le sue forme! E di questo posso dire che era certamente buono… ma la cupoletta di cioccolato di Parizzi a Parma lo batte! ,NdF)

Selezione di 3 gelati (crema catalana, stracciatella e vaniglia sono di buona fattura, ndK)

La valutazione supera ovviamente la sufficienza ma se dovessi dire che è stata un’esperienza entusiasmante mentirei, nessun piatto memorabile ma tutto il “contorno” è curatissimo.
Nota negativa: in pratica al momento di pagare mi alzo dal tavolo per andare a prendere la giacca, dove avevo dimenticato il portafogli, e decido di pagare al banco. L’addetta al guardaroba mi porge la giacca, pago ad un’altra ragazza ma mi verrebbero delle sterline di resto, nel frattempo chiedo di chiamarmi un taxi e così nel giro di pochi battiti di ciglia la mia ragazza viene ingiaccata, veniamo accompagnati fuori e messi a bordo di un cab londinese. Beh, per farla breve, la ragazza a cui ho dato i soldi non so dove sia sparita e il resto lo sto ancora aspettando.

Che disco? Quale gruppo? Gli inglesi negli anni 80 ci hanno attaccato con il new romantic dei DURAN DURAN di “ARENA” (1984) ora noi gli rispondiamo con la nostra cucina italiana da esportazione.

pane: vario e di qualità… niente da obiettare!