Al Sorriso
via Roma, 18
28010 Soriso (NO)
tel. 0322 983228
www.alsorriso.com
Cucina: 45 / 50
Cantina: 8 / 10
Contesto: 3,5 / 5
Sala: 3,5 / 5
Gestione: 5 / 5
Servizio: 4 / 5
Mise En Place: 2,5 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 8,5 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 3 / 3
Bonus: 2
Extra: 0,5
TOTALE : 90.5 / 110
Costo: €€€€
Rapporto qualità / prezzo: B
Ultima visita: Inverno 2007
Eccoci reduci da una piacevolissima esperienza in quello sperduto paesino in provincia di Novara che porta il nome di Soriso e porta in dote un Tre Stelle Michelin da leccarsi i baffi.
Avevo sentito alcune persone lamentarsi del fatto che non meriterebbe le Tre stelle, dopo esserci stato mi sembra di poter affermare che spesso si è iper-critici verso certi locali: la sapienza in questa cucina non può essere messa in discussione. Possiamo forse ribaltare il ragionamento e dire che in Italia cinque stellati sono pochi viste le tantissime offerte di livello che abbiamo.
La cuoca è autodidatta, figlia di insegnanti, ma si dimostrerà capace di trattare le materie prime come poche e soprattutto è apprezzabile la scelta di valorizzare prodotti non eccessivamente “posh”. Si parte con Champagne brut Taittinger e degli onesti, ma nulla più, Straccetti di sogliola con crema di cavolfiore.
Ora si inizia a fare sul serio:
Il ristretto di topinambur con scampi di Sicilia soffice di mascarpone e polvere di cioccolato speziato (una vera chicca)
Cannelloni di polenta con cardi gobbi e gorgonzola in salsa di broccoli e parmigiano al tartufo nero di Norcia (squisiti)
I ravioloni verdi della tradizione con formaggio Bettelmatt al burro d’alpe aromatizzato alle erbe di montagna (da ovazione)
Come secondo prendiamo un classico del Sorriso ovvero una Faraona ben cotta e dalle carni ottime ma ci aspettavamo di essere sorpresi maggiormente quando l’abbiamo vista arrivare (coperta) sul vassoio.
Intrigante carrello dei formaggi, ma dopo aver visto quello del Miramonti L’altro sembra quasi povero, siamo pieni, passiamo ai dolci.
Due soufflè al caffè e fave di tonca su crema al mascarpone e gianduia profumato alla cannella (WE WANT MORE!!! WE WANT MORE!!!).
Il pasto è stato accompagnato da un eccellente rosso di zona consigliato dal Signor Valazza ovvero un Ghemme riserva ‘97 Rovellotti.
Le critiche le lasciamo per ultime.
La sala andrebbe “aggiornata” e la disposizione dei tavoli non agevola il via vai dei camerieri, l’ammennicolo sul quale mettono le bottiglie è un “pelino” eccessivo e soprattutto quando ci sono poche persone alzerei un po’ la musica di sottofondo per non creare un’ atmosfera imbarazzante.
Il padrone di casa si dimostra affabile, un po’ più “alla buona” di Antonio Santini ma rivaleggiare in quanto savoir faire con il boss del Pescatore è cosa dura per tutti, ci da il benvenuto con una battuta sul clima freddo ma poi si rifà consigliandoci un ottimo vino dal prezzo contenuto (dati i ricarichi che ci sono in lista lo abbiamo apprezzato molto).
Il prezzo pagato è quello di un Tre stelle e ci può stare.
Siamo andati a casa appagati e con un bel “sorriso”… scusate, fa pena ma non abbiamo resistito!
Marito e moglie al comando del ristorante vanno abbinati musicalmente a dei (fu) grandi coniugi del folk-pop-rock come i SONNY & CHER di “LOOK AT US” (1965)!


