Loc. Runate, 17
Canneto sull’Oglio (MN)
www.dalpescatore.com
tel. 0376 723001
chiuso mercoledì a pranzo, lunedì e martedì
Coperti: 28
Cucina: 46 / 50
Cantina: 9 / 10
Contesto: 4 / 5
Sala: 4,5 / 5
Gestione: 5 / 5
Servizio: 5 / 5
Mise En Place: 3 / 3
Pane: 2,5 / 3
Coccole: 3 / 3
Dolci: 9 / 10
Caffetteria: 2,5 / 3
Presentazione piatti: 3 / 3
Bonus: 4
Extra: 1
TOTALE : 101.5 / 110
Costo: €€€€€
Rapporto qualità / prezzo: B
Ultima visita: Autunno 2007 (+update 2008, 2009 e 2010)
In questa recensione confluiranno anche altre impressioni avute da visite precedenti.
In questi anni stiamo vedendo in atto il passaggio di consegne dei Santini, in cucina da mamma Nadia al figlio Giovanni e in sala da papà Antonio al figlio Alberto (da aggiungere al cambio di sommelier).
Si arriva al locale immerso nella riserva naturale del Parco dell’Oglio Sud dopo una gitarella nella nebbiosa val padana.
Il cancello si apre su un cortiletto dove parcheggiare e dal quale si accede facilmente al locale.
Ci avviciamo all’ingresso e viene ad aprirci la porta non Antonio o uno dei ragazzi dello staff ma una signorina, che poi scopriremo essere la fidanzata di Giovanni.
L’ambiente è sempre caldo (in tutti i sensi) e accogliente, la sala principale non strizza l’occhio nè a mode nè ad assurde trovate di designer e architetti, peccato solo per quella lampada multi-color vicino al caminetto.
Classicamente elegante è il modo più corretto per definire gli ambienti del Pescatore.
Sorpresa delle sorprese, a fare da padrone di casa non c’è Santini Sr. ma il giovane figlio Alberto, che si domestrerà bravo, molto gentile ma ancora un po’ ingessato ed imbarazzato per tirare le redini di questo cavallo di razza (difficile per chiunque pareggiare le qualità di patron di Antonio).
Siamo in grande forma e optiamo per un doppio menu|
Menu dalla campagna per Kid
Lumache della pianura alle erbe aroamtiche e germogli di aglio dolce con porcini
Tortelli di zucca (zucca, amaretti, mostrada e parmiginao reggiano)
Zuppa di cipolle bianche e cubetti di foie gras al pepe nero
Cappello da prete di manzo al barbera e polenta gialla Belgrano
Maialino razza cinta senese al forno , al pepe nero di sechuan -allevatore Paolo Parisi a Guado al Tasso
Soufflè all’arancia con coulis al frutto della passione
Menu d’autunno per Fancy
Astice in gelatina di champagne, caviale Asetra Malossol, anguilla in carpione al profumo di agrumi
Tortelli con fonduta di ricotta, burrata e Parmigiano reggiano di collina
Risotto (Vialone nano) con pistilli di zafferano e carciofi rosolati
Spigola alle verdure con peperoncino, menta e altre erbe aromatiche
Sella di capriolo salsa al Cabernet, mirtilli neri e salsa confit
formaggi italiani (non ce la faccio, passo la mano…)
Variazioni sul cioccolato Grand Cru Guanaja Valhrona
La nostra conclusione? Un pranzo in paradiso. I camerieri non li vedi ma sono sempre presenti e puntuali all’occorrenza. Dopo vari tentativi, se si considera cucina e ambiente, ben pochi ristoranti possono rivaleggiare con il Pescatore di Cannetto sull’Oglio.
Le materie prima sono di livello, il territorio è rispettato e c’è pure qualche creazione originale ma immagino che gli amanti della sperimentazione preferiranno rivolgersi altrove, peggio per loro.
Il menù cambia soprattutto nelle sfumature ma troviamo sia meglio la proposta invernale di quella estiva.
Per la grande famiglia della cucina italiana ci vuole in abbinamento fonografico una “happy family” della scena rock, e chi meglio dei fratelloni RAMONES con “IT’S ALIVE” (1979) potrebbe reggere il confronto in fatto di saper rinnovare qualcosa di classico!

UPDATE: inverno 2009
Siamo tornati per la nostra solita visita annuale e non possiamo che confermare tutte le buone parole spese in passato.
Si arriva e si è accolti da tutto lo staff, Valentina (fidanzata di Giovanni) ci accompagna al tavolo e in breve si parte con il classico benvenuto santiniano ovvero Tuiles di parmigiano (che ho provato a rifare a casa con alterni risultati, ndF) in coppia con uno Champagne Bonnaire Brut o un Kyr royal.
La sala è leggermente cambiata, hanno allontanato ancora di più i tavoli e spostato il bagno ma la mise è sempre quella (personalizzata e geometrica).

Come sommelier c’è ancora il samurai giapponese (ex-Trussardi Alla Scala), rapidissimo nella stappatura ma che quando presenta i vini parla veloce e fin troppo a bassa voce così fatichi un po’ a seguirlo.
Data la varietà di pietanze non c’è alternativa migliore di un buon
Pinot Nero di Borgogna Coche Dury 2005

Il signor Antonio, cortese e gran patron, ti riempie di garbate attenzioni come suo solito.
I Grissoni:

Il Benvenuto:

Terrina di carciofi e verze con salsa allo scalogno (♫♫♫): 

Sorbir di Agnoli- Agnoli in brodo con Lambrusco (♫♫♫♫♫):

Risotto- Vialone nano- con pistilli di zafferano e carciofi rosolati (♫♫♫♫♫):

Spigola con fantasia di verdure in guazzetto all’olio extravergine toscano (♫♫♫):
Triangoli di pasta all’uovo fior di ricotta, pecorino toscano e fonduta di parmigiano reggiano (♫♫♫):

Piccione in casseruola con pancetta croccante e rosmarino (♫♫♫♫):

Per sgrassarsi le mani dopo il piccione (evviva, non c’è la caramella-salviettina):

Chiacchiere (friabilissime ma untuosette):

Tortino di ricotta e mele con sorbetto (♫♫)

Piccola pasticceria:

-Scusate le foto ma si trattava di una cena più conviviale che critica e sono state fatte col telefono cellulare-
C’è chi dice che la cucina dei Santini dia poche emozioni, non concordiamo; ovviamente siamo lontani dalle eccentriche idee culinarie di Adrià ma siamo al cospetto dell’esaltazione della trattoria di una volta (abbinata a materie prime di pregio), quel tipo di cucina che ti riempie il cuore.
Quando si dice i dettagli che fanno la differenza.
Stavo mangiando il Sorbir di agnoli (squisito) e decido di farlo assaggiare ai miei commensali, mentre allungo il piatto per offrirli arriva la cameriera che chiede se i miei ospiti ne vogliono una porzione da assaggio o se ne voglio ancora io.
Faccio una foto alla bottiglia di vino e il sommelier si offre di staccarmi l’etichetta e darmela da portare a casa come trofeo.
Al momento dell’arrivederci (non sarà mai un addio) una costante è il saluto dello chef, il menu in omaggio (autografato e numerato) e tempo permettendo una visita alla proprietà.
Noi nello specifico abbiamo gioiosamente curiosato tra le cantine, l’acetaia, l’orto, l’aia con oche e galline (come si dice materie prime a chilometri zero) e l’eliporto.
Il top? Risotto con pistilli di zafferano e carciofi fritti!
Dal Pescatore? Sempre n°1!
Sotto un po’ di immagini dalla carta:

La sacra famiglia:

Il bivio:

Quasi come l’asino di Buridano:

Lancio della monetina tipo quello che portò l’Italia in finale agli Europei di calcio nel 1968 (poi vinti)?

La collezione dei menu:

Fine (per la carta dei dessert dovete ripassare :P)

Alla prossima!
UPDATE: Autunno 2009
E la prossima è già arrivata…
Probabilmente il miglior Dal Pescatore di sempre…
Si parte nel salottino, causa arrivo in anticipo, col classico Champagne Bonnaire Brut Blanc de Blancs

Ci servono le classiche tuiles di parmigiano e ci fanno accomodare la tavolo.

Scegliamo il Menu della Campagna 2009 e lo accompagnamo con
Borgogna Bianco Chassagne Montrachet 2002 Gagnard de la Grange (una mezza promossa dall’ottimo sommelier nipponico “Moto”)
Borgogna Rosso Gevrey Chambertin Premiere cru 2001 Domaine Denis Mortet (con il signor Santini che ci narra la tragica fine del boss dell’azienda vinicola)
Passano col vassoio del pane: bianco, con le noci e con cipollotto (migliorato rispetto al passato)
Arriva anche lo stuzzichino:
Zuppa di zucca con olio extra-vergine di oliva (♫♫♫)

Il percorso si è così dipanato:
Carciofi d’autunno e Fegato di vitello al burro e rosmarino (♫♫♫♫♫)

Tortelli di zucca (zucca, amaretti, mostarda eparmigiano reggiano) un classico del Pescatore (♫♫♫♫)

Ravioli di pesce gatto e anguilla croccante con salsa al limone (♫♫♫♫)

Branzino con olio extravergine umbro, prezzemolo, acciughe e capperi di salina (♫♫♫)

Cappello da prete di manzo al Barbera e Polenta gialla Belgrano (♫♫♫+)

Formaggi italiani

Dessert

Pinguino di cioccolato Guanaja 70% con mousse di canditi e salsa al Gianduia (♫♫♫♫)

Tortino di scaglie di cioccolato, castagne glassate, frullato di cachi e gelato alla Vaniglia (♫♫♫♫)

Meringa di mandorle con pistacchio e zabaione caldo al Marsala (♫♫♫♫)

Piccola pasticceria

Ottimo pasto nel miglior ristorante di cucina classica italiana, Giovanni Santini ha raggiunto la piena maturità e ha fatto accomodare la madre nel posto del passeggero, ora la macchina la guida lui. I nuovi piatti in carta come i Ravioli di pesce gatto sono una sua creazione e non si spostano dalla rotta tracciata da nonna Bruna e mamma Nadia. Antonio Santini dirige la sua perfetta squadra di sala con la solita classe (ma lo sapevate che è cintura nera di judo?), la nuora Valentina è ormai in sintonia con lo stile della casa e anche il giovane figlio Alberto incomincia a muoversi con disinvoltura. Bravi! Grazie di tutto.
Update: Estate 2010
Come ogni anno eccoci tornar…
Questa volta si cena all’aperto, è pure giunta l’ora di aggiornare le votazioni e se volete vedere le foto andate qui:
http://it-it.facebook.com/people/Sito-Rockersgotorestaurant-Kidandfancy/100000789605596