Da Vittorio

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:24 pm on Domenica, Novembre 11, 2007

Via Cantalupa, 17
Brusaporto (BG)
www.davittorio.com
tel. 035 681024
Chiuso mercoledì
Coperti: 70

Cucina: 39 / 50
Cantina: 8 / 10
Contesto: 3,5 / 5
Sala: 3,5 / 5
Gestione: 3 / 5
Servizio: 3 / 5
Mise En Place: 2,5 / 3
Pane: 2,5 / 3
Coccole: 1 / 3
Dolci: 7,5 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 2 / 3

Bonus: 2
Extra: 1

TOTALE : 80.5 / 110
Costo: €€€€

Rapporto qualità / prezzo: C

Ultima visita: Autunno 2007 (pranzo)
Non siamo solitio informarci prima di andare in un ristorante perchè non vogliamo che il giudizio sia influenzato ma in questo caso, essendo un 2 stelle abbastanza conosciuto, abbiamo voluto approfondire per conoscere almeno i “cavalli di battaglia”.
Le uniche cose che sapevamo erano che il locale in precedenza si trovava nella splendida Bergamo alta, che Vittorio si era adoperato come catering ad un matrimonio di nostri conoscenti e che la gestione ora è in mano ai figli del vecchio patron. STOP. Il web ci corre in aiuto ma le campane sono discordanti: si va da esaltazione a stroncatura senza tante vie di mezzo. Come direbbe Lucarelli-De luigi: “PAURA!”.
Brusaporto è un paesino alquanto anonimo della sempre più industrializzata provincia bergamasca. Per arrivare si svolta per uno stradino e si affronta una salita che porta verso la cima di una collina immersa nel verde dove si erge il ristorante con tanto di relais.
Arriviamo sfrecciando tra la sempre più fitta vegetazione; sulla sinistra troviamo un recinto con qualche cavallo, sulla destra un laghetto con cigni, poi piscine, campi sportivi, cartelli che indicano un po’ tutto e c’è pure un ragazzo di colore che parcheggia le auto dei clienti dell’albergo. L’effetto è strano, un bello vagamente fittizio tra Milano 3 e mondo Disney, ci viene in mente chi su internet lo ha definito “una Albereta di Marchesi sotto steroidi”, affermazione che troviamo azzeccatissima (anche la cucina a vista che incroceremo a breve aumenterà questa sensazione).
Dal parcheggio al ristorante c’è una buona collezione di gradini che la mia morosa causa tacchi alti non apprezza molto -dettagli- Lo scetticismo avvicinandoci all’ingresso sale.
Entriamo e ci troviamo in una hall tipo albergo dove un premuroso cameriere ci accoglie, ci accompagna in sala poi passa il testimone alla padrona di casa che ci fa sedere ad un tavolo attaccato ad una colonna ornato con una terribile statuetta di elefante in peltro.
La cosa che si nota subito è il grande caos che regna, dal forte chiacchiericcio al frenetico via-vai dei camerieri. Troppi tavoli e troppo vicini tra loro per uno stellato così ambizioso.
Il profumo di tartufo pervade la sala e il menù non mente, 300 euro (prezzo corretto a penna, se non erro nel 2006 era 200 euro ma quest’anno il tubero di Alba sembra essere una rarità) per un pranzo a base di ” Bianco d’Alba” mi sembra troppo, scartiamo anche le atre opzioni menù e andiamo alla carta.
Il sommelier va di fretta come tutti e non ci dà una grossa mano con la scelta.
Il pranzo procede bene eccetto per il problema dei tavolini di disimpegno per il servizio: il nostro era in comune con altri due tavoli e spesso capitava che uno dei camerieri dovesse rimanere in attesa alle nostre spalle per qualche minuto prima di avere la possibilità di servirci le portate.
Scena grottesca al tavolo vicino dove si trova la classica famiglia “bene”: arriva su un’alzata un ”bancale” di caviale immerso nel ghiaccio con conseguente disappunto del bambino che richiedeva a gran voce una pizza. Poi arriva lo scrigno del tartufo e tutti ne mangiano a quattro palmenti tranne lo stesso pupo che esige una pasta in bianco…
Nota stonata finale: i dolci. Non ci volevo credere ma (sembra solo alla domenica) i dolci sono al buffet, tipo villaggio vacanze.
Invece della piccola pasticceria passano a portarti praline, caramelline al rosolio e bob bon.
Sul conto ci ritroviamo pure una bottiglia di acqua che non abbiamo bevuto.
Lo ricorderò soprattutto per quella specie di mentina che si trasforma in salviettina profumata a contatto con l’acqua.
In conclusione, la scelta delle materie prime è di altissima qualità e l’abilità in cucina è evidente ma la fantasia non è di casa. Se a tutto questo aggiungiamo la confusione in sala e l’opulenza ostentata, il giudizio non può essere entusiastico (negativo quello qualità-prezzo) per un 2 stelle Michelin.
Per la tanta voglia di mostrare direi che l’abbinamento musicale più indicato sia la ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA con “ON THE THIRD WAY” (1973)!

da www.altissimoceto.it

Le Viole

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:23 pm on Domenica, Novembre 11, 2007

Strada nuova di Castelnovo, 60A
Loc. Castelnuovo Golese (PR)
Tel. 0521 601000
Chiuso mercoledì e giovedì
Coperti: 50

Cucina: 33 / 50
Cantina: 7 / 10
Contesto: 3,5 / 5
Sala: 3 / 5
Gestione: 3,5 / 5
Servizio: 3 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 1 / 3
Coccole: 0 / 3
Dolci: 6 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 1 / 3

Bonus: 2
Extra: 0,5

TOTALE : 65,5 / 110
Costo:

Rapporto qualità / prezzo: A

Ultima visita: Autunno 2007
Nella campagna parmense, vicino alla zona fieristica ma non lontano dalla città troviamo questo ristorante molto carino che negli anni ha saputo ritagliarsi la sua fetta di popolarità.
L’ambiente interno non è niente di particolare mentre è piacevole cenare sotto la veranda estiva.
La gestione è affidata a due sorelle molto cordiali, dalla cucina oltre ai piatti in lista vengono offerte diverse prelibetezze fuori menù e anche la cantina è più che degna ma non brilla per originalità.
Tutte le portate, dagli antipasti ai dolci, si mantengono su un buon livello, non stupiscono per ricercatezza e a volte neanche per sapore ma non troverete mai delle vere delusioni.
L’impressione che si ha è quella di un’ attenzione per i prodotti freschi di stagione e di una preparazione che non vuole strafare.
Se ripenso a questo locale con l’idea di accostargli un disco la prima cosa che mi viene in mente è la forte componente femminile del ristorante così quale componente femminile di una band spicca più di Deborah Harry nei BLONDIE? Tra i vari dischi scelgo “PARALLEL LINES” (1978)!

da www.appuntidigola.it

Associazione culturale Corale G. Verdi

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:18 pm on Domenica, Novembre 11, 2007

Vicolo Asdente, 9
Parma
Tel. 0521 237912

Cucina: 23 / 50
Cantina: 5 / 10
Contesto: 2,5 / 5
Sala: 1 / 5
Gestione: 1 / 5
Servizio: 1 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 0 / 3
Coccole: 0 / 3
Dolci: 4 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 0 / 3

Bonus: 0,5
Extra: 0,5

TOTALE : 39.5 / 110
Costo: (€)

Rapporto qualità / prezzo: C

Ultima visita: Estate 2007
Welcome to the jungle! E se fosse il pezzo dei Guns n’ Roses andrebbe bene ma questo ristorante è più paragonabile a “Benvenuti nella jungla” di Lorenzo Cherubini, quindi mi gioco subito l’abbinamento musicale JOVANOTTI “LORENZO” (1992), rabbrividiamo, brrrr!
Il locale è vicino al delizioso parco Ducale, il locale è ricavato dalle vecchie stalle di Maria Luigia e la veranda estiva è carina, peccato che tutto il resto sia fin troppo grezzo.
La sala interna è recuperata da un vecchio teatro ma meriterebbe un “aggiornamento” (l’acquario dei pesci rossi è la chicca trash che rimanda a certi pranzi di fantozziana memoria), il servizio è sotto il livello minimo di cortesia e la cucina di scuola parmigiana/lunigiana dovrebbe essere più curata.
Diamo il beneficio del dubbio per il fatto che era periodo di cresime ma non c’è stata nessuna cosa che faccia venir voglia di dare una seconda possibilità.
Rimpiango ancora i soldi spesi.

da www.parmaincoming.it/
 

Trattoria Santa Chiara

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:17 pm on Domenica, Novembre 11, 2007

P.le Cervi,5
43100 Parma
Tel 0521 286098

Cucina: 32 / 50
Cantina: 6.5 / 10
Contesto: 3.5 / 5
Sala: 3.5 / 5
Gestione: 3.5 / 5
Servizio: 3 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 0 / 3
Dolci: 6.5 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 1 / 3

Bonus: 1.5
Extra: 0.5

TOTALE : 65.5 / 110
Costo: €€

Rapporto qualità / prezzo: B

da paginegialle.it

Ultima visita: Estate 2007
Non lontano da Piazza Garibaldi, il cuore pulsante di Parma, in una piazzetta appartata si trova questo locale molto carino e sobriamente arredato. Questo ristorante (noto precedentemente come Du Brasé) è passato in diverse mani negli ultimi anni con alterni risultati, spesso più dovuti a trend lanciati da una cerchia di viveur parmigiani che al reale valore della cucina.
Per motivi di lavoro ci sono andato in parecchie occasioni e all’inizio la nuova (e attuale) gestione mi aveva piacevolmente catturato per cordialità e voglia di fare, purtroppo col tempo ho visto questo entusiasmo dei titolari sfiorire.
Ricordo con gaudio un ottimo carrello dei bolliti, piatti a base di tartufo bianco e una scelta fuori menù di carne o pesce sempre valida.
Ultimamente tutte queste cose si vedono sempre più di rado, il menù cambia meno spesso ma siamo ben lontani dalla bocciatura, si mangia sempre discretamente ma mi piacerebbe si invertisse la china discendente intrapresa.
Volendo essere più specifico, mi sono addirittura trovato ad osservare la diversità nelle porzioni di cibo; una volta fermatomi per un pranzo veloce, con l’intenzione di mangiare solo una portata e ho notato che mentre il mio piatto era “mezzo vuoto”, quello di un altro cliente era “straripante”, probabilmente era una strategia commerciale per farmi ordinare ancora… bah!
In passato avrei dato un giudizio più alto ma ora le azioni sono in calo.
Pollice su per il Savarin di Riso con lingua salmistrata o prosciutto cotto, a scelta del cliente.
L’accostamento fonografico adatto richiede tecnica, superbia e megalomania così direi che EMERSON, LAKE & PALMER “s/t” (1970) è la risposta più adatta!

La Rucola

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:14 pm on Domenica, Novembre 11, 2007

Vicolo Strentelle, 7
Sirmione (BS)
www.ristorantelarucola.it
Tel. 030 916326
Chiuso venerdì a pranzo e giovedì
Coperti: 26

Cucina: 43 / 50
Cantina: 8 / 10
Contesto: 4,5 / 5
Sala: 5 / 5
Gestione: 6,5 / 5
Servizio: 4 / 5
Mise En Place: 2,5 / 3
Pane: 3 / 3
Coccole: 3 / 3
Dolci: 9,5 / 10
Caffetteria: 2 / 3
Presentazione piatti: 3 / 3

Bonus: 2,5
Extra: 0

TOTALE : 93,5 / 110
Costo: €€€€

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Estate 2007
Girare a Sirmione d’estate non è facile; pullman gremiti di tedeschi, Hell’s Angels con cestino da pic-nic e nonne in gita pronte per un tuffo nel lago non devono spaventarvi. La Rucola vale ogni arrabbiatura da ricerca di parcheggio.
Il locale è nel centro della Sirmione antica, vicinissimo all’ affascinante Rocca Scaligera.
Prima di entrare ci accorgiamo che di fianco al Ristorante esiste una panetteria-pasticceria sempre gestita dal boss de La Rucola.
Siamo accolti da un cameriere -con un paio di piercing- che ci accompagnerà al tavolo. Quindi veniamo aiutati nella scelta di portate e vino da una giovane sommelier -anche lei “piercingata”- molto capace e gentile. Forse spariscono un po’ verso fine pranzo ma comunque si dimostrano molto professionali. Anche lo chef dovrebbe avere un aspetto interessante (tattoo e dread) ma non abbiamo avuto modo di incontrarlo dato che non abbandona volentieri la plancia di comando.
Questo tipo di look ci mette già a nostro agio e l’ho voluto sottolineare per dare uno schiaffo morale ai pregiudizi di certi snob: un libro non si giudica mai dalla copertina.
L’ambiente è composto da due sale, entrambe spaziose e ben arredate, di cui una più classica e una più caratteristica con mattone a vista.
Cucina eccezionale e creativa dagli antipasti ai secondi. Addirittura una marcia in più la hanno i dolci.
Cantina ben progettata con un buono spazio dedicato alle birre.
Tra gli extra, da ovazione i pre-dessert e notevole pure il cestino del pane per offerta e qualità.
L’esperienza è stata entusiasmante, da ripetere il prima possibile!
Ad uno chef con dread non si può che avvicinare la musica di BOB MARLEY & THE WAILERS con “BURNIN’” (1973)!

da ristorantelarucola.it

Il Rigoletto (Parma)

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:13 pm on Domenica, Novembre 11, 2007

B.go Ronchini, 4/B
43100 (PR)
Tel. 0521 234852
www.trattoriarigoletto.it
Chiusura: Martedì - dal 30/06 al 31/08 la Domenica
N° coperti: 45

Cucina: 28 / 50
Cantina: 6,5 / 10
Contesto: 3,5 / 5
Sala: 3 / 5
Gestione: 2,5 / 5
Servizio: 3 / 5
Mise En Place: 1 / 3
Pane: 1 / 3
Coccole: 0 / 3
Dolci: 6 / 10
Caffetteria: 1 / 3
Presentazione piatti: 1 / 3

Bonus: 1
Extra: 0,5

TOTALE : 59 / 110
Costo:

Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Inverno 2005
Questo locale si trova in una viuzza parallela a Via Cavour, la strada principe dello shopping parmigiano.
Ristorante sobrio, senza infamia e senza lode, idem per la cucina.
Non ci mangerete mai male ma difficilmente vivrete un’esperienza da raccontare ai nipoti.
Anche qui si parte dalla solita cucina del parmense (niente male), qualcosina di pesce (appena suff.) e poche altre idee, alcune discutibili (una volta come secondo mi hanno presentato un wurstel avvolto da pasta sfoglia).
Non so veramente cosa altro dire…
Ah, il titolare, cordiale nell’accoglienza, ogni tanto fa un po’ troppo il simpatico purtroppo ha quell’umorismo farraginoso (a volte un po’ acido) alla Fabio Caressa o Enrico Mentana o Giancarlo Magalli che sembra nascondere delle dosi di acidità o supponenza, magari ci sbagliamo ma è una sensazione maturata col tempo.
Non è sempre facile accostare la musica ai locali così si casca in inevitabili forzature, allora Rigoletto è gobbo, in inglese hunch così mi gioco gli HUNCHES “YES.NO:SHUT IT.” (2002)!

da trattoriarigoletto.it/

Dal Pescatore

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:12 pm on Domenica, Novembre 11, 2007

Loc. Runate, 17
Canneto sull’Oglio (MN)
www.dalpescatore.com
tel. 0376 723001
chiuso mercoledì a pranzo, lunedì e martedì
Coperti: 28

Cucina: 46 / 50
Cantina: 9 / 10
Contesto: 4 / 5
Sala: 4,5 / 5
Gestione: 5 / 5
Servizio: 5 / 5
Mise En Place: 3 / 3
Pane: 2,5 / 3
Coccole: 3 / 3
Dolci: 9 / 10
Caffetteria: 2,5 / 3
Presentazione piatti: 3 / 3

Bonus: 4
Extra: 1

TOTALE : 101.5 / 110
Costo: €€€€€
Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Autunno 2007 (+update 2008, 2009 e 2010)
In questa recensione confluiranno anche altre impressioni avute da visite precedenti.
In questi anni stiamo vedendo in atto il passaggio di consegne dei Santini, in cucina da mamma Nadia al figlio Giovanni e in sala da papà Antonio al figlio Alberto (da aggiungere al cambio di sommelier).
Si arriva al locale immerso nella riserva naturale del Parco dell’Oglio Sud dopo una gitarella nella nebbiosa val padana.
Il cancello si apre su un cortiletto dove parcheggiare e dal quale si accede facilmente al locale.
Ci avviciamo all’ingresso e viene ad aprirci la porta non Antonio o uno dei ragazzi dello staff ma una signorina, che poi scopriremo essere la fidanzata di Giovanni.
L’ambiente è sempre caldo (in tutti i sensi) e accogliente, la sala principale non strizza l’occhio nè a mode nè ad assurde trovate di designer e architetti, peccato solo per quella lampada multi-color vicino al caminetto.
Classicamente elegante è il modo più corretto per definire gli ambienti del Pescatore.
Sorpresa delle sorprese, a fare da padrone di casa non c’è Santini Sr. ma il giovane figlio Alberto, che si domestrerà bravo, molto gentile ma ancora un po’ ingessato ed imbarazzato per tirare le redini di questo cavallo di razza (difficile per chiunque pareggiare le qualità di patron di Antonio).
Siamo in grande forma e optiamo per un doppio menu|

Menu dalla campagna per Kid
Lumache della pianura alle erbe aroamtiche e germogli di aglio dolce con porcini
Tortelli di zucca (zucca, amaretti, mostrada e parmiginao reggiano)
Zuppa di cipolle bianche e cubetti di foie gras al pepe nero
Cappello da prete di manzo al barbera e polenta gialla Belgrano
Maialino razza cinta senese al forno , al pepe nero di sechuan -allevatore Paolo Parisi a Guado al Tasso
Soufflè all’arancia con coulis al frutto della passione

Menu d’autunno per Fancy
Astice in gelatina di champagne, caviale Asetra Malossol, anguilla in carpione al profumo di agrumi
Tortelli con fonduta di ricotta, burrata e Parmigiano reggiano di collina
Risotto (Vialone nano) con pistilli di zafferano e carciofi rosolati
Spigola alle verdure con peperoncino, menta e altre erbe aromatiche
Sella di capriolo salsa al Cabernet, mirtilli neri e salsa confit
formaggi italiani (non ce la faccio, passo la mano…)
Variazioni sul cioccolato Grand Cru Guanaja Valhrona

La nostra conclusione? Un pranzo in paradiso. I camerieri non li vedi ma sono sempre presenti e puntuali all’occorrenza. Dopo vari tentativi, se si considera cucina e ambiente, ben pochi ristoranti possono rivaleggiare con il Pescatore di Cannetto sull’Oglio.
Le materie prima sono di livello, il territorio è rispettato e c’è pure qualche creazione originale ma immagino che gli amanti della sperimentazione preferiranno rivolgersi altrove, peggio per loro.
Il menù cambia soprattutto nelle sfumature ma troviamo sia meglio la proposta invernale di quella estiva.
Per la grande famiglia della cucina italiana ci vuole in abbinamento fonografico una “happy family” della scena rock, e chi meglio dei fratelloni RAMONES con “IT’S ALIVE” (1979) potrebbe reggere il confronto in fatto di saper rinnovare qualcosa di classico!

da dalpescatore.com

UPDATE: inverno 2009
Siamo tornati per la nostra solita visita annuale e non possiamo che confermare tutte le buone parole spese in passato.
Si arriva e si è accolti da tutto lo staff, Valentina (fidanzata di Giovanni) ci accompagna al tavolo e in breve si parte con il classico benvenuto santiniano ovvero Tuiles di parmigiano (che ho provato a rifare a casa con alterni risultati, ndF) in coppia con uno Champagne Bonnaire Brut o un Kyr royal.

La sala è leggermente cambiata, hanno allontanato ancora di più i tavoli e spostato il bagno ma la mise è sempre quella (personalizzata e geometrica).
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Come sommelier c’è ancora il samurai giapponese (ex-Trussardi Alla Scala), rapidissimo nella stappatura ma che quando presenta i vini parla veloce e fin troppo a bassa voce così fatichi un po’ a seguirlo.
Data la varietà di pietanze non c’è alternativa migliore di un buon
Pinot Nero di Borgogna Coche Dury 2005
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Il signor Antonio, cortese e gran patron, ti riempie di garbate attenzioni come suo solito.

I Grissoni:
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Il Benvenuto:
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Terrina di carciofi e verze con salsa allo scalogno (♫♫♫):                            immagine-002.jpg

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Sorbir di Agnoli- Agnoli in brodo con Lambrusco (♫♫♫♫♫):
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Risotto- Vialone nano- con pistilli di zafferano e carciofi rosolati (♫♫♫♫♫):
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Spigola con fantasia di verdure in guazzetto all’olio extravergine toscano (♫♫♫):immagine-009.jpg

Triangoli di pasta all’uovo fior di ricotta, pecorino toscano e fonduta di parmigiano reggiano (♫♫♫):
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Piccione in casseruola con pancetta croccante e rosmarino (♫♫♫♫):
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Per sgrassarsi le mani dopo il piccione (evviva, non c’è la caramella-salviettina):
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Chiacchiere (friabilissime ma untuosette):
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Tortino di ricotta e mele con sorbetto (♫♫)
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Piccola pasticceria:
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-Scusate le foto ma si trattava di una cena più conviviale che critica e sono state fatte col telefono cellulare-
C’è chi dice che la cucina dei Santini dia poche emozioni, non concordiamo; ovviamente siamo lontani dalle eccentriche idee culinarie di Adrià ma siamo al cospetto dell’esaltazione della trattoria di una volta (abbinata a materie prime di pregio), quel tipo di cucina che ti riempie il cuore.
Quando si dice i dettagli che fanno la differenza.
Stavo mangiando il Sorbir di agnoli (squisito) e decido di farlo assaggiare ai miei commensali, mentre allungo il piatto per offrirli arriva la cameriera che chiede se i miei ospiti ne vogliono una porzione da assaggio o se ne voglio ancora io.
Faccio una foto alla bottiglia di vino e il sommelier si offre di staccarmi l’etichetta e darmela da portare a casa come trofeo.
Al momento dell’arrivederci (non sarà mai un addio) una costante è il saluto dello chef, il menu in omaggio (autografato e numerato) e tempo permettendo una visita alla proprietà.
Noi nello specifico abbiamo gioiosamente curiosato tra le cantine, l’acetaia, l’orto, l’aia con oche e galline (come si dice materie prime a chilometri zero) e l’eliporto.
Il top? Risotto con pistilli di zafferano e carciofi fritti!
Dal Pescatore? Sempre n°1!
Sotto un po’ di immagini dalla carta:
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La sacra famiglia:
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Il bivio:
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Quasi come l’asino di Buridano:
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Lancio della monetina tipo quello che portò l’Italia in finale agli Europei di calcio nel 1968 (poi vinti)?
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La collezione dei menu:
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Fine (per la carta dei dessert dovete ripassare :P)
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Alla prossima!

UPDATE: Autunno 2009
E la prossima è già arrivata…
Probabilmente il miglior Dal Pescatore di sempre…

Si parte nel salottino, causa arrivo in anticipo, col classico Champagne Bonnaire Brut Blanc de Blancs

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Ci servono le classiche tuiles di parmigiano e ci fanno accomodare la tavolo.
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Scegliamo il Menu della Campagna 2009 e lo accompagnamo con

Borgogna Bianco Chassagne Montrachet 2002 Gagnard de la Grange (una mezza promossa dall’ottimo sommelier nipponico “Moto”)

Borgogna Rosso Gevrey Chambertin Premiere cru 2001 Domaine Denis Mortet (con il signor Santini che ci narra la tragica fine del boss dell’azienda vinicola)

Passano col vassoio del pane: bianco, con le noci e con cipollotto (migliorato rispetto al passato)

Arriva anche lo stuzzichino:

Zuppa di zucca con olio extra-vergine di oliva (♫♫♫)

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Il percorso si è così dipanato:
Carciofi d’autunno e Fegato di vitello al burro e rosmarino (♫♫♫♫♫)

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Tortelli di zucca (zucca, amaretti, mostarda eparmigiano reggiano) un classico del Pescatore (♫♫♫♫)

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Ravioli di pesce gatto e anguilla croccante con salsa al limone (♫♫♫♫)

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Branzino con olio extravergine umbro, prezzemolo, acciughe e capperi di salina (♫♫♫)

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Cappello da prete di manzo al Barbera e Polenta gialla Belgrano (♫♫♫+)

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Formaggi italiani

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Dessert

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Pinguino di cioccolato Guanaja 70% con mousse di canditi e salsa al Gianduia (♫♫♫♫)

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Tortino di scaglie di cioccolato, castagne glassate, frullato di cachi e gelato alla Vaniglia (♫♫♫♫)

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Meringa di mandorle con pistacchio e zabaione caldo al Marsala (♫♫♫♫)

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Piccola pasticceria

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Ottimo pasto nel miglior ristorante di cucina classica italiana, Giovanni Santini ha raggiunto la piena maturità e ha fatto accomodare la madre nel posto del passeggero, ora la macchina la guida lui. I nuovi piatti in carta come i Ravioli di pesce gatto sono una sua creazione e non si spostano dalla rotta tracciata da nonna Bruna e mamma Nadia. Antonio Santini dirige la sua perfetta squadra di sala con la solita classe (ma lo sapevate che è cintura nera di judo?), la nuora Valentina è ormai in sintonia con lo stile della casa e anche il giovane figlio Alberto incomincia a muoversi con disinvoltura. Bravi! Grazie di tutto.

Update: Estate 2010
Come ogni anno eccoci tornar…
Questa volta si cena all’aperto, è pure giunta l’ora di aggiornare le votazioni e se volete vedere le foto andate qui:
http://it-it.facebook.com/people/Sito-Rockersgotorestaurant-Kidandfancy/100000789605596

Parizzi

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:10 pm on Domenica, Novembre 11, 2007

Strada Repubblica, 71
Parma
www.ristoranteparizzi.it
Chiusura: lunedì
Coperti: 40

Cucina: 40 / 50
Cantina: 8 / 10
Contesto: 3 / 5
Sala: 4,5 / 5
Gestione: 4 / 5
Servizio: 4,5 / 5
Mise En Place: 2,5 / 3
Pane: 2,5 / 3
Coccole: 2 / 3
Dolci: 8 / 10
Caffetteria: 3 / 3
Presentazione piatti: 2,5 / 3

Bonus: 2
Extra: 1

TOTALE : 87.5 / 110
Costo: €€€

Rapporto qualità / prezzo: A\B

Ultima visita: Inverno 2007 (+updates 2008/2010)
Iniziare dicendo che sia il miglior ristorante a Parma e provincia mi sembra una scelta aggressiva ma tant’è…
Il locale è stato ristrutturato da qualche anno (sembra prossimo all’apertura anche un residence ad esso adiacente) e il bastone del comando è nelle mani di Marco, nipote di quel Parizzi che aprì un ristorante nel retro della propria salumeria.
Ci troviamo non distanti dal centro di Parma, la sala è decisamente moderna ma sobria (se si eccettuano saltuarie esposizioni di artisti e fotografi di dubbio gusto, parere personale) ed elegante; molto carine anche le sale private; nella stanza principale per potersi accomodare nei posti con divanetto il cameriere interviene spostando il tavolo per agevolare l’accesso, minuzie.
Lo staff e la brava sommelier, compagna di Marco, si muovono rapidamente, senza essere troppo “presenti” ma sempre pronti a venire incontro alle richieste del cliente (ad esempio se dimenticate gli occhaili da vista a casa non preoccupatevi perchè ne hanno di varie gradazioni e potrete consultare il menù senza dover ricorrere al braille). Cantina intrigante con una buona panoramica estera e alcune birre di pregio.
Il menù cambia molto spesso, ampia scelta di mare e terra pur mantenendo come punti fermi classici parmigiani come i tortelli d’erbetta (che non abbiamo ancora provato, per un parmigiano è dura andare in locali che offrono una così vasta scelta di leccornie e mangiare sempre le solite cose) ma pensiamo che la capacità maggiore dello chef sia quella di saper gestire con perizia tutte le portate dagli antipasti ai secondi, carne o pesce che siano (solo una volta ho trovato un anonimo primo con pasta integrale, rapidamente sparito dalla lista).
Ricco il cestino del pane, qualche simpatica coccola e per i turisti da provare l’assortimento di Parmigiano-Reggiano di varie stagionature.
Non ci sono cali di “tensione” nemmeno sui dolci e per finire alla grande vasta scelta di tisane, the e caffè.
Marco è chef orgoglioso e dà l’impressione di essere uno di quei cuochi capaci di creare un piatto prelibato partendo anche dagli ingredienti più bistrattati ma se proprio vogliamo fargli un appunto possiamo dire che non ci ha mai convinto l’apertura di quel wine bar, il Tobago, che sembra un centro raccolta di “parmigianoni” (ovvero persone con un po’ di soldini che amano tenere in mano un bicchiere di qualcosa e si credono colti o importanti).
Tornando alle cose importanti se si sommano tutti gli aspetti (cucina+ambiente+servizio) arriviamo a dire che la cifra pagata è tutt’altro che spropositata.
Al locale lo chef ha dato una svolta nel look e nella cucina così l’abbinamento musicale richiede un LP che abbia sancito un cambio di direzione clamoroso e non c’è mai stato un mutamento di rotta più chiacchierato di quello di BOB DYLAN con il suo passaggio dall’acustico all’elettrico di “HIGHWAY 61 REVISITED” (1965) !

da ristoranteparizzi.it

UPDATE autunno 2008:

In compagnia del nostro adepto Bat-Mat…
Aperitivo con una selezione Parizzi di champagne Philipponnat per tutti!
Prima di attaccare la carta (presente anche una lista speciale “Tartufo bianco d’Alba”):

Patè di foie gras
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Mousse di tonno
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Grissini e panini ancora caldi e ben assortiti
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Fancy;
Composizione di manzo crudo agli oli essenziali e piccolo hamburger (di Paolo Parisi) con shot di birra
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Zuppa di legumi con gamberi e pancetta affumicata
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Cono di cioccolato con gelato di zafferano e spuma di zenzero
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Kid:
Calamari ripieni, spinaci saltati con uvetta sultanina e salsa ai peperoni dolci
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Rombo arrostito allo spiedo con schiacciata di patate e olio extra vergine tenuta dell’ Ornellaia
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Creme brulèe al profumo di liquirizia Amarelli
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B-M:
Gnocchi di patate…
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Costoletta di agnello…
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Carpaccio di ananas al moscato e pepe rosa con fantasia di sorbetti
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…prima del dessert perchè non una Degustazione Parmigiano-reggiano (24-35-46 mesi)?
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La sala principale
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Nuova visita e solito grande esito.
Il Tallone d’Achille? Possiamo paragonarlo ad un campione di pugilato, un grande boxeur, ma di quelli senza il colpo del K.O., tanti piatti buonissimi ma senza il “classico”, sicuramente ci starà lavorando!
Finalmente hanno aperto anche gli appartamenti, studi e suites locati nello stesso palazzo del ristorante. Nuovo e migliorato anche il sito peccato che la versione in inglese sembri ottenuta con un traduttore automatico. I dettagli che fanno la differenza.

UPDATE estate 2010:

Confermate note positive (tante) e quelle negative (micro-pecche caratteriali e di estro dello chef) anche per la nostra recente visita.
Aggiungiamo solo un paio di foto di

Anolini in brodo
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Tortelli d’erbetta
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… due piatti classici della tradizione parmigiana realizzati come Dio comanda.

Met

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:09 pm on Domenica, Novembre 11, 2007

c/o Hotel Metropole
Riva degli Schiavoni, 4149 - Castello
Venezia
www.hotelmetropole.com
Tel. 041 5240034
Chiuso lunedì
Coperti: 40

Cucina: 45 / 50
Cantina: 8,5 / 10
Contesto: 5 / 5
Sala: 5 / 5
Gestione: 3,5 / 5
Servizio: 5 / 5
Mise En Place: 3 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 3 / 3
Dolci: 9 / 10
Caffetteria: 3 / 3
Presentazione piatti: 2,5 / 3

Bonus: 2,5
Extra: 0,5

TOTALE : 97,5 / 110
Costo: €€€€
Rapporto qualità / prezzo: B

Ultima visita: Primavera 2007
Probabilmente il top a Venezia sotto tutti i punti di vista.
Siamo di fronte alla laguna, vicino a Piazza san Marco e all’interno di un elegante albergo come il Metropole.
La sala è molto elegante e si respira l’atmosfera di un passato elegante che sopravvive alla mode.
Il servizio è inappuntabile anche se non c’è un vero padrone di casa.
Le carte sono ambiziose, si va dalle acque minerali agli olii dalle birre ai vini, tutte superbe!
La cucina ha un piglio decisamente creativo, vasta selezione di formaggi e dolci dal tocco innovativo.
Possibile mangiare, tempo permettendo, nel bel giardino o fermarsi durante il pomeriggio per uno spuntino.
Locale e cucina ambiziosi ma le premesse sono rispettate.
Per un ristorante così sostenuto serve una band degna, magari una band che ha legato il proprio nome a Venezia, magari con un famoso concerto, ok… si… avete capito, sono loro, i PINK FLOYD e come album opto per “DARK SIDE OF THE MOON” (1973)!

da www.veneziasi.it

Gualtiero Marchesi

Archiviato in: Ristoranti, Recensioni — admin at 6:08 pm on Domenica, Novembre 11, 2007

c/o L’Albereta
Via Vittorio Emanuele II, 23
Erbusco (BS)
www.marchesi.it
Tel. 030 7760562
Chiuso domenica sera e lunedì
Coperti: 60

Cucina: 47 / 50
Cantina: 8 / 10
Contesto: 5 / 5
Sala: 5 / 5
Gestione: 4 / 5
Servizio: 4 / 5
Mise En Place: 3 / 3
Pane: 2 / 3
Coccole: 3 / 3
Dolci: 9 / 10
Caffetteria: 2,5 / 3
Presentazione piatti: 3 / 3

Bonus: 2
Extra: 0,5

TOTALE : 98 / 110
Costo: €€€€€

Rapporto qualità / prezzo: B\C

Ultima visita: Estate 2007
Vai a trovare il Boss, non Springsteen, ma l’altrettanto celebre Gualtiero Marchesi, e lui non c’è, ok che fosse Ferragosto, però…
Sembra che Marchesi non ci sia quasi mai ma il ristorante ormai viaggia col pilota automatico.
La presenza di Gualtiero è ricordata dai tanti quadri, sculture e, addirittura, fumetti di Topolino che lo celebrano sparsi per il locale.
Sulle colline della Franciacorta che guardano il Lago di Iseo, all’interno di uno splendido relais, quello dell’Albereta, si trova l’elegante ristorante che porta il nome del grande vecchio della cucina italiana.
La sala principale ha una splendida vetrata da una parte, la cucina a vista sul lato e i tavoli sono ben distanti l’uno dall’altro.
Molto gentile ed ottimo vice-padrone di casa il maitre mentre sembrano ancora da svezzare alcuni dei ragazzi che servono in sala.
Non abbiamo perso l’occasione di provare quasi tutti i suoi celeberrimi successi culinari.
Il dripping di pesce è uno spettacolo per gli occhi, anche al palato non delude (vedi fotto sotto, attenzione sima si può provare Sindrome di Stendhal!)
Il risotto alla milanese con foglia d’oro è probabilmente il miglior risotto allo zafferano mangiato in vita mia, mia mamma (lombarda) spero mi possa perdonare, mentre la foglia d’oro non è altro che un vezzo quanto un onanistico assolo di Steve Vai.
Il Raviolo Aperto è un successo a ogni livello sensoriale.
Il rombo in crosta di sale appaga prima l’occhio e sublima nel palato, anche qui il combo materie prime e “manipolazione” raggiunge i massimi livelli, da una portata non tecnicamente difficilissima spesso si capisce molto della professionalità di un cuoco.
Nonostante tutte queste lodi mi sento di affermare che per il tipo di proposta si dovrebbe spendere un po’ meno ma il nome spesso si paga!
Marchesi è un classico ma prima di essere un classico ha creato un suo marchio di fabbrica così non ci resta che abbinargli la musica dei ROLLING STONES con un dei loro album più conosciuti “STICKY FINGERS” (1971)!

da www.lomejordelagastronomia.com

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