Appetitissima

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 10:18 am on Sabato, Luglio 31, 2010

Borgo Goldoni, 4/b
43121 Parma

Tel: 0521.239164

-Qualità: S.V. / 10
-Posizione: S.V. / 5
-Ambiente: S.V. / 5
-Personale: S.V. / 5
-Appeal: S.V. / 5

Rapporto qualità / prezzo: S.V.

TOTALE : S.V. / 30

Ultima visita: Inverno 2010
Questa recensione viene fatta postuma.
La pizzeria d’asporto di cui parliamo oggi non esiste più o almeno, dato che non bazzichiamo Parma da un po’, non è più di proprietà di un nostro amico.
Siccome non volevamo fare marchette o creare una sorta di P3 nel mondo della critica gastronomica non abbiamo mai neanche accennato a questa piccola realtà.
The rise and fall si diceva…
Abbiamo visto il simpatico gestore Massimo mettere anima e corpo (oltre che denaro) in questa piccola attività.
L’entusiasmo iniziale ben presto soppiantato dalla depressione per il poco lavoro e gli ostacoli burocartici.
La qualità della pizza (come “da trancio” o “take-away”) era medio-alta, gli arancini e i panini erano fatti in casa ma la gente preferiva ingozzarsi di unti e sudici snack serviti in locali più alla moda.
A volte basta poco, un giro di clienti sbagliati, degli amici invadenti e ti trovi in ginocchio.
Il nostro amico è stato troppo accomodante verso gente che non meritava questa fiducia.
Aggiungiamoci che il titolare di un locale vicino, più immanicato con comune e autorità varie, gli ha messo i bastoni tra le ruote in tutti i modi ed ecco affacciarsi all’orizzonte il patatac.
Questa premessa per arrivare a fare un discorso valido non solo per Parma ma penso per tutte le città, basta sostituire i nomi.
Negli anni abbiamo visto chiudere un possibile stellato Michelin come l’Approdo (Via S. Pellico 13/a) e spontanea ci sorge la domanda su come facciano a rimanere aperti posti come un tale Mora (strada Rouby, 2- Porporano) dove circa dieci anni or sono si mangiava uno degli arrosti più ri-ri-riscaldati della storia della cucina o un certo Gardoni (P.zza Leoni, 5 a Torrechiara) dove una cucina terribilmente anonima non invita a tornare.
Per non parlare di quei ristoranti senza anima come Sfizi e Vini (aperto in Borgo XX Marzo dove una volta c’era la Locanda Lazzaro) un po’ tavola calda, un po’ paninoteca, un po’ barettino da happy hour. Un po’ troppe cose e tutte fatte maluccio (chiuso nell’estate 2010).
Infine un doveroso ricordo va rivolto a Cristiano Costoncelli gestore della Trattoria di Mare (Via per Neviano, 65 a Traversetolo, PR) scomparso recentemente in un incidente stradale, la cucina non era sempre memorabile ma apprezzavamo la volontà di voler offrire del pescato di qualità in una provincia dove si vive di soli Tortelli d’erbetta e Torta fritta.
Se poi vogliamo passare a parlare di pizzerie qui si che regna la tristezza.
C’è chi azzecca l’impasto giusto solo nei giorni di grazia come Il Portello (locale in stile concessionaria Alfa Romeo di Via Venezia, 46) o chi fa bene una cottura su cinque come il colossale Ghiottone di Gattatico (RE).
Parlando di asporto o tranci, c’è chi si tiene a galla grazie al nome che si è fatto negli anni (parliamo di presenza sul territorio e non di qualità) come Piero (in realtà Da Pietro- Borgo Basini, 8), altri che sopravvivono grazie a titolari “sui generis” che diventano macchiette acchiappa-clienti come Filippo (Via Mazzini, 41) ed ultimi, anche in qualità, quelli che vanno avanti grazie ai prezzi stracciati come Pizza Fantasy (Via La Spezia, 5 e Via Lisoni, 37).
A questo punto non ci resta che suonare la Messa da Requiem in Re Minore di Wolfgang Amadeus Mozart.
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Montegrigna by Tric Trac

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 2:39 pm on Sabato, Giugno 19, 2010

Via Grigna, 12
20025 Legnano (MI‎)

Tel: 0331.546173

-Qualità: 8.5 / 10
-Posizione: 2 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 5 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 21.5 / 30

Ultima visita: primavera 2010

Eccoci, eccoci…
Gli impegni ci hanno tenuto un po’ lontano dal blog ma vi abbiamo lasciato qualche foto in anteprima delle nostre visite più recenti tanto per farvi sentire abbandonati.
La pizzeria di cui andremo a parlare è una delle più chiacchierate e discusse del milanese.
Il nostro test è frutto di una visita a pranzo lungo il tragitto che ci portava verso Orta San Giulio.
Il locale in questione è situato in una grigia viuzza poco distante dal centro di Legnano, l’ambiente è quello classico da pizzeria e gli avventori non saranno più di una decina.
Al lavoro c’è solo il proprietario-pizzaiolo-cassiere ed un cameriere.
Immaginiamo abbiano anche altre forzo lavoro (soprattutto personale addetto al servizio) durante la sera e i weekend.
La carta delle pizze reca una serie infinita di impasti diversi, tutti spiegati nei dettagli, e tante di quelle opzioni da mettere in imbarazzo il cliente.
Siamo più favorevoli a chi fa solo poche cose rispetto a chi propone una miriade di assurdità gastronomiche ma qui, se si leggono bene gli ingredienti, di creazioni improbabili non ce ne sono proprio.
Diciamo solo che vi deve piacere il finocchietto perchè il pizzaiolo lo infilerebbe un po’ ovunque.
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Sotto troverete le nostre scelte, ma prima, da leggere con cura, la presentazione di un impasto:

Pizza degli “Dei” con impasto Olimpo (farina di farro) a lenta e lunga lievitazione: dal gusto delicato, leggerissimo e rinfrescante; su richiesta si può aromatizzare con finocchietto selvatico
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ed ecco la nostra coppia  di pizze:

Olimpia (con Pomodoro San Marzano, Pomodorini, Fior di latte a fette, Ricotta di Pecora, Origano di montagna, Olio al basilico e aglio)
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Antica Margherita Verace d’Antica Tradizione
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Le pizze sono proprio ben fatte, i tempi di consegna sono medio-lunghi ma almeno arriva un prodotto eseguito ad arte e di ottima digeribilità.
I tanti gourmet che hanno mietuto le lodi di questa pizzeria hanno creato troppe aspettattive ed anche lo spreco di parole su impasti ed ingredienti non ha allentato i toni.
Sicuramente va premiata la ricerca di materie prime, lieviti e farine ma secondo noi ci sono tanti posti in cui si selezionano e studiano i prodotti per le proprie pizze ma non vengono osannati da clientela e critica solo perchè non lo scrivono sul menu… E’ marketing anche questo!?
Fossimo nello staff del Tric Trac ridurremmo il numero di pizze, cercando di trovare la soluzione migliore tra impasto ed ingredienti, in carta non ne vorremmo vedere più di dieci.
Per il resto: servizio scarno, buona scorta di birre mentre cucina, dessert e vini appaiono ordinari.
Abbinamento musicale per vaga assonanza con i CHEAP TRICK di “Heaven tonight” (1978), divertente connubio di hard-rock, power-pop e glam.

PS: update su PARIZZI (Parma):  www.rockersgotorestaurant.com/?p=51

San Martino

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 10:24 am on Sabato, Aprile 24, 2010

Via Porto Oldofredi, 8
25049 Iseo (BS)

Tel: 030.9822032

-Qualità: 8 / 10
-Posizione: 4 / 5
-Ambiente: 4 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 3 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 22 / 30

Ultima visita: Primavera 2010
Tornati a casa ma ancora con tanta romanità nel cuore.
Prima di lasciarci la capitale alle spalle vorremmo mandare un abbraccio ai simpaticissimi taxisti romani che, durante gli spostamenti nell’urbe, ci hanno illuminato la mente meglio di quanto avrebbe potuto fare Sai Baba.
Non si parlava certo di Schopenhauer ma piacevoli chiacchierate su politica, costume e ovviamente calcio.
Addirittura uno di loro ha ammesso che Roma sarebbe meglio senza i romani… ihihih… lo abbiamo sempre pensato anche noi ma non lo si può dire!
Scherzi a parte, il taxista si riferiva a quelli che si specchiano ancora nella gloria di duemila anni fa e non pensano che il mondo intorno al grande raccordo anulare sia progredito.
Senza fare troppa sociologia spicciola, è indubbio che dopo aver avuto a che fare con tanti romani certi ragionamenti li abbiamo fatti anche noi.
In molti alberga ancora un sentimento di superiorità dettato dai fasti di un passato ormai remoto, dalla possibilità di vivere tra monumenti che rappresentano la storia d’Italia e dai locali che, in ogni angolo di strada, tentano di rinverdire i fasti di una dolce vita fatta di attori, politici e soubrette.
Lo specchio di questo atteggiamento Roma Caput Mundi è evidente in quei tanti romani che valutano più importante vincere il derby calcistico Roma-Lazio piuttosto che  lo scudetto.
Una serie di atteggiamenti mentali che fanno perdere un certo appeal turistico ad una città così bella.
Roma è Roma, lo sappiamo, la gente ci andrà sempre ma dal nostro punto di vista non ha il livello ricettivo adeguato alle richieste della clientela, cosa che invece hanno altre capitali di minor fascino e storia.
Già all’arrivo (stazione o aeroporto che sia) si parte con un handicap notevole, la difficoltà per raggiungere la propria meta, albergo o altro.
La linea di metropolitane è scarsissima, i servizi autobus non sono efficentissimi causa traffico e ci sono tanti taxisti abusivi dediti al turlupinaggio del malcapitato forestiero (ci sono vunque ma mai bravi quanto gli italiani e per chi non lo sapesse c’è una tariffa fissa imposta dal comune per i trasporti da Fiumicino al centro città).
Questo non saper dare il giusto benvenuto ad uno straniero, come succede in altre città come Parigi o Londra per non parlare di New York, dice già molto su quanti passi debbano essere fatti per far tornare Roma Caput Mundi (almeno nel turismo).
Quindi meno narcisismo e più concretezza se si vogliono organizzare le Olimpiadi del 2020.
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Ora basta parlare degli altri, poi si arrabbiano…
Torniamo al nostro terreno di caccia abituale.
Stanchi di recensioni troppo lunghe? Saremo sintetici per questa volta!
Location: Lungolago di Iseo.
Ambiente: Una casa del centro ben ristrutturata con soluzione estiva sotto un gigantesco ombrellone (con pareti in plastica trasparente nelle giornate più fredde) a due passi dall’acqua.
La Pizza? Beh, la pizza è buona buonenta, preparata come si deve e in grado di chiudere in gloria un pomeriggio al lago! Forno a legna, lievito naturale, altezza della pasta corretta, alveoli di giuste dimensioni ed ingredienti di qualità. Si può gustare la classica Margherita, quella con bufala (nella foto sotto) oppure la cosiddetta Terzigno (con bufala e pomodori tarantini).
Anche la cucina di pesce è passabile (ma il pesce di lago dove sta?), buona invece l’offerta alla brace e dignitosi i dessert.
Siccome si deve badare sempre al bilancio i tavoli sono vicinissimi e il servizio sbrigativo ma, detto questo, siamo al cospetto di una delle migliori pizze, se non la migliore, della provincia di Brescia!
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Consigliamo di abbinare a questa pizzeria misconosciuta della provincia bresciana l’ascolto della compilation “Garage Punk Unknowns” dedicata a gruppi minori ma validissimi della scena garage anni sessanta. In commercio si dovrebbe trovare facilmente il box di 4 LP targato Crypt Records (autrice anche del vol.8) che raccoglie il meglio dei 7 volumi usciti su Stone Age Records negli anni ottanta!

ps: Della stessa proprietà anche la Pizzeria San Martino di Via Squadra, 1- 24060 Adrara San Martino (BG).
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La pizza secondo noi è più buona ad Iseo ma la location collinare con vista sulla vallata da una romantica terrazza in mattoni non è affatto da buttar via (non fate caso alla foto sotto è molto meglio).‎
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Pizzarium

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 3:21 pm on Mercoledì, Aprile 14, 2010

Via della Meloria, 43
00136 Roma

Tel: 06.39745416

-Qualità: 8.5 / 10
-Posizione: 1 / 5
-Ambiente: 2 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 18.5 / 30

Ultima visita: Primavera 2010
In un mondo in cui la gente ha perso il contatto con la realtà facendosi ripicche tramite comunicati stampa su Facebook, usando termini in inglese per definire il proprio lavoro (la commessa diventa sales manager) al fine di sentirsi più importante o andando in vacanza con gli anonimi pacchetti Mediaworld per destinazioni dove nessuno andrebbe come può diventare di culto una Pizzeria al taglio in un vicoletto sperduto poco lontano dal Vaticano?
Può bastare qualche passaggio in Tv del pizzaiolo chef Gabriele Bonci (vedi quello con Vissani su youtube) per trasformare una pizzeria di borgata in un piccolo mito?
La risposta sembra essere no.
Forse qualcuno che riesce ad andare oltre il superfluo e a vedere la genuinità delle cose c’è ancora.
La pubblicità aiuta ma il percorso che ha reso popolare il Pizzarium è iniziato oltre 6 anni fa ed è stato un crescere lento e difficile, fatto di studio (lievito madre) ed improntato sulla ricerca della qualità (ingredienti).
Raggiungere questo caotico quartiere che nulla ha di turistico è abbastanza semplice, si prende la metropolitana e si scende alla fermata Cipro.
Il locale non ha nulla di modaiolo, le casse della birra sono impilate fuori dalla porta e di posti per sedersi (escluse due traballanti panchine in strada) non ce n’è!
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Quando arriviamo troviamo il banco già ricco di pizze dall’aspetto appetitoso ma ogni cinque/dieci minuti ne arriva una nuova calda e fumante dal forno nel retro.
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Ci lasciamo tentare da quattro soluzioni decisamente intriganti:
-Patate
-Formaggi di Capra
-Rossa
-Mortadella e Ceci
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Ci concediamo addirittura un bis:
-Zucchine e ricotta
-Baccalà in guazzetto
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Gli abbinamenti non sono improvvisati, quella Mortadella e Ceci ad esempio è veramente sorprendente per sapore e contarsto di consistenze mentre la pasta della pizza è proprio ben fatta, nè alta nè schiacciata.
Valore aggiunto l’assenza della Coca Cola dai frigoriferi dove ci si approvvigiona per le bevande, buona la scelta di birre artigianali (per Kid: Birra belga blanche St. Bernardus Wit) e di bevande rivalutate sotto l’egida Slowfood (per Fancy: Gazzosa Lurisia).
L’unico difettuccio riscontrato è quello di non aver trovato la classica Margherita, probabilmente la faranno ma secondo noi dovrebbe essere sempre presente anche solo come pietra di paragone tra una ben fatta e quelle che servono in molte pizzerie (anche in certe gestite da Napoletani veraci).
Una nota a margine.
Ci avevano detto che Bonci gestiva un forno in Via Tommaso Salvini 31/c e siccome era dietro il nostro albergo siamo andati a controllare ma non abbiamo trovato “il Pane & Forno Bonci” bensì un certo “SAN BARTOLOMEO ALIMENTARI”, una onestissima panetteria che, per molti prodotti, si rifornisce da un agriturismo fuori città.
A questo bravo artigiano dedito alla riscoperta della pizza abbiniamo una delle migliori compilation dedite al recupero di ottime ma misconosciute punkrock band anni 1977-1982 ovvero le ricercatissime “KILLED BY DEATH”. Ce ne saranno in giro una trentina, da avere almeno le prime quattro, se vi interessasse avere più info potete controllare sul sito: www.lipstickkillers.com/comphell/theinsides.html

Keste’ Pizza & Vino

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 7:15 pm on Lunedì, Dicembre 28, 2009

271 Bleecker Street
New York, NY 10014-4102
USA

Tel: (+1) 212.243-1500
www.kestepizzeria.com

-Qualità: 7 / 10
-Posizione: 4 / 5
-Ambiente: 2 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 3 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 19 / 30

Ultima visita: Autunno 2009
Da bravi italiani in vacanza dopo neanche 5 giorni sentiamo la mancanza del nostro cibo.
A New York i locali italiani non mancano ma per lo più sono gestiti da messicani, che portano avanti la nostra fama di gente bassa, grassoccia e scura con baffo nero.
Questa pizzeria è una delle novità della Grande Mela e sta lentamente scalando le classifiche delle preferenze in materia di pizza degli americani.
Per Zagat: cibo: 21/30, ambiente: 13/30 e servizio: 18/30 (prezzo: $ 28)
La zona è quella del Greenwich Village, tanti localini giusti per gente giusta (musica, comici, ecc.) e negozietti sfiziosi.
Arriviamo verso le 20 ed il locale, minuscolo, è già pieno con tanto di fila all’esterno.
Il titolare in rigoroso italiano ci dice che c’è da aspettare una mezzora abbondante, non abbiamo più voglia di camminare e ci accordiamo per rivederci nel giro di tre quarti d’ora.
Nell’attesa un po’ di acquisti e l’opportunità di seguire l’esibizione on the road di un ottimo gruppo vocale, tali Groundstone, che si esibiva vicino alla Risotteria di fronte a Kestè.
Torniamo affamati come non mai ma il nostro tavolo è già stato dato ad altra gente, insomma la filosofia è chi c’è c’è e gli altri si arrangiano.
Comunque sia il titolare ci fa accomodare in un minuscolo tavolo appena liberatosi e per farsi perdonare ci serve uno stuzzichino (diciamo così):
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Tempo di guardare i menu e ci spostano in un tavolo più grande, ma sempre troppo piccolo per cinque, onestamente anche la pizzeria stessa è troppo piccola per cinque.
Le proposte in carta non sono tante, la provenienza di mozzarella e pomodoro viene garantita dal personale, anche quello italiano, come il 70% della clientela.
Non facciamo in tempo a finire neanche lo stuzzichino che la pizza è già pronta.

Pizza Regina Margherita
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Una pizza decisamente buona per gli standard americani e oggettivamente di livello, i sapori erano quelli del nostro paese e tanto ci basta.
Una Menabrea ci accompagna fino al termine del pasto.
Prima di salutare facciamo una breve chiacchierata con l’indaffaratissimo personale che ci conferma il buon momento del locale e ci illumina su alcuni locali e posti di Manhattan.
Chiudiamo questa pagina del nostro diario con un elenco di alcuni bar (Starbucks esclusi) chei abbiamo provato:
-Cosi Sandwich Bar (11 West 42nd Street): all’ingresso ci sono dei ragazzi che impastano pane e focaccia, nel retro i tavolini per mangiarteli, 2 pallini su 5.
-Obika Mozzarella Bar (590 Madison Avenue): a leggere Obika pensavamo fosse un sushi bar invece la parola mozzarella ha tradito l’impostazione italiana del barettino, panini e colazioni sono la mission del posto, 1 pallino su 5.
-Minamoto Kitchoan (608 5th Ave / Rockefeller Center, 49th St): Super-mitica pasticceria giapponese con la riproduzione in plastica dei dolci serviti in vetrina e al banco, da provare, 4 pallini su 5.
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La Pesca (in realtà quello che vedete è plastica, la cupoletta va girata e all’interno si trova una buona gelatina alla pesca… l’idea è quella del mitico cocco dell’Antica Gelateria del Corso)
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Istruzioni per l’uso e conto (spaventoso per 3 cose!)
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Vi lasciamo con uno speciale chhe farà la gioia degli amanti dello strambo divertente, dei fumetti o degli action figures:

-ABRACADABRA (19 West 21st Street): negozio di costumi e trucchi cinematografici
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-Midtown Comics (200 West 40 Street): il negozio di fumetti definitivo vicino Times Square.
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-Kid Robot (118 Prince Street): splendidi pupazzetti di design e abbigliamento.

-Toy Tokyo (121 2nd Avenue): la patria degli action figures

-Fao Schwarz (767 5th Avenue): il più storico negozio di giocattoli, ricordate la scena del film “Big” in cui Tom Hanks ballando suona un pianoforte da pavimento?
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-Toys R Us (1514 Broadway): gli americani dicono che sia il negozio di giochi più grande al mondo, con tanto di ruota panoramica all’interno.
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Ah, da non perdere la mostra di Tim Burton (November 22, 2009–April 26, 2010)
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…al The Museum of Modern Art
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MOMA (11 West 53 Street)
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Più gita commemorativa al Chelsea Hotel (222 W 23rd Street) no? Il luogo dove Sid Vicious dei Sex Pistols uccise la compagna Nancy, l’albergo cantato da Leonard Cohen e famoso per aver ospitato tantissimi artisti (Bob Dylan, Allen Ginsberg, Gregory Corso, Dylan Thomas, Thomas Wolfe, Arthur C. Clarke, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Grateful Dead, William Burroughs, Patti Smith, Arthur Miller, …
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Consiglio musicale? Visitate www.myspace.com/groundstone1 (buon soul a cappella)!

I Tigli

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 4:57 pm on Sabato, Ottobre 3, 2009

via Camporosolo 11
37047 San Bonifacio (VR)

Tel: 045.6102606
www.pizzeriaitigli.it

-Qualità: 9 / 10
-Posizione: 2 / 5
-Ambiente: 4 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 5 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B\C

TOTALE : 24 / 30

Ultima visita: Autunno 2009 (+update)
Surfando sul web ci siamo imbattuti in un blog culinario intitolato “La grande abbuffata” (che originalità) nel quale parlavano di una fantomatica super-pizzeria nel veronese.
Il blog in questione non è male, i ragazzi (non i soliti matusa, grazie a dio) che lo gestiscono sanno scrivere meglio di noi ma sono un po’ ridondanti e ti sbattono in faccia Bocconi, iPhone e compagnia con grande nonchalance… detto questo sembrano dei bravi guaglioni, animati da vera passione e stanno facendo un buon lavoro.
Per poter mangiare ai Tigli bisogna essere previdenti, chiamare qualche giorno prima come si fa per i grandi ristoranti e sperare di trovare posto in uno dei due “giri” di servizio (19.30 o 21.30).
Il ragazzo che risponde al telefono spiega che servono solo la pizza a degustazione (chissà cosa vorrà dire, lo scopriremo) e chiede a quale turno vogliamo mangiare.
Decidiamo di cenare al primo round, cercando di arrivare puntuali per evitare di essere sbattuti giù dalle sedie verso le 21.30 per far posto a quelli del rendez-vous notturno.
San Bonifacio è un piccolo centro, a pochi chilometri da Verona, con una bella abbazia romanica dedicata a San Pietro.
La pizzeria Ai Tigli si trova all’interno di un condominio situato lungo una delle arterie più vive del comune veronese.
Per entrare si deve percorrere un poco invitante corridoio.
La sala principale è molto curata ma i tramp l’oeil alle pareti fanno un po’ anni ottanta mentre risultano più azzeccate le due stanze con vetrate ricavate nel giardino del palazzo.
L’ambiente è molto piacevole, i tavoli un po’ troppo vicini ma siamo in pizzeria mica da Vissani!
Un personale giovane, carino e occupato gestisce la sala con cortesia.
Arrivano i menu e spiegano che pizza a degustazione significa che ne servono una alla volta quindi consigliano di ordinarne due che possano essere gradite da entrambi.
Analizziamo il menu…

Sono 5 le categorie di “pizza”

-La tradizione:
“Marinara” con Aglio Rosso: 8 euro
Il Cappero di Pantelleria: 9 euro
L’Acciuga sott’Olio: 10 euro
“Margherita” con Fior di Latte pugliese: 10 euro
La Bufala Campana e il Datterino al Basilico: 19 euro

-Le classiche:
Tagliata di Tonno Pinna Gialla del Mediterraneo su Cipolla di Tropea marinata al Balsamico: 24 euro
Burrata e Crudo S.Daniele “riserva 18 mesi”: 21 euro
“Liguria” scaglie di Pecorino, Olive di Taggia ed emulsione di Pinoli e Basilico: 19 euro
Tagliata di “Sorana”, Insalatina al Limone e Guanciale di Cinta senese “Paolo Parisi”: 23 euro

-Profumo di mare:
Carpaccio di Dentice con insalata di Crescione, Fiori Eduli e vinaigrette di Lamponi: 26 euro
Crudo di Gambero Rosso Imperiale, Portulacca, Polvere di Limone e Vodkatonic: 29 euro
Noce di Cappasanta, Insalata di Spinaci novelli,Pomodori,Porro e Pompelmo Rosa: 27 euro
Baccalà mantecato, Zucchine affumicate, Datterino confit e Olio alla Nocciola: 25 euro
Trota affumicata “delle Valli” con Crescione, Cetriolo e Panna acida alla Cipollina: 25 euro
Seppioline “Aglio Olio e Peperoncino” con battuta di Pomodoro al Basilico: 24 euro
Gambero e Pancetta con Fagiolini “cornette” e Ricotta di Bufala: 25 euro

-Gioco di mano:
Frittata di Zucchine e i suoi Fiori, Ricotta di Bufala e Pancetta stesa: 23 euro
Burrata ai Profumi Mediterranei: 23 euro
“Melanzane alla Parmigiana”: 23 euro
Battuta di Manzo “Limousine” con Guacamole: 23 euro

-Il sapore della Terra:
Roast Beef con Misticanza e Pop Corn alla Paprika: 24 euro
Hamburger di manzo con Lattuga, Julienne di Speck, grill di Pomodori e Maionese alla Senape: 25 euro
Galletto alla Diavola con pesto di Peperoni e chips di Patata: 25 euro
Maialino da latte con salsa ai Profumi e Spinacine al Tartufo Estivo: 25 euro
Petto di Piccione con Zucchine tonde, polvere di Menta e riduzione di Pedro Ximènez: 26 euro
Foie Gras con Lardo, baby Melanzane e Parmigiano croccante: 28 euro

-Dessert:
Semifreddo al Mandorlato di Cologna Veneta fonduta di Cioccolato Chuau e Spuma al Latte di Mandorla: 6 euro
Sbrisolona nel Bicchiere Crema alla Grappa e Fava Tonka con Spuma al caffé: 7 euro
Spuma tiepida al Cioccolato Bianco con Sorbetto Gelato al Pompelmo Rosa e scaglie di Cioccolato Fondente: 6 euro
Babà al Rum: 6 euro
Zuccotto di Ricotta e Amaretti con Pesche al Caramello: 6 euro
Pavè ai Frutti con Crema al Coriandolo: 7 euro
“Degustazione di cioccolato” (Tortino, Cremoso con Gruè e Olio Extra Vergine di Oliva,
Sorbetto al Cacao): 7 euro

Diverse opzioni di birre: Baladin, Birrificio 32, Matthias Muller, La Gastaldia,…
Cantina, molto interessante dato il locale, incentrata su vini naturali italiani e francesi con strizzate d’occhio al Veneto.

La scelta non è facile…

Ci serviranno nell’ordine:

Pane (un bicchierino con una decina di secchini, un po’ pane-un po’ grissini-un po’ bake-rolls)
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Antipastino della casa (un microscopico crostino, piuttosto che niente è meglio piuttosto…)
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Pizza con Tagliata di Tonno e Cipolla di Tropea
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Pizza con Burrata e Prosciutto Crudo S.Daniele
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Siamo pieni come otri e da una curata lista dei dessert scegliamo una
Degustazione di cioccolato
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Onestamente quello che si mangia è buono, molto buono ma è tutto tranne che una pizza!
Se pensiamo ad un posto dove andare a mangiare la pizza non pensiamo certo ai Tigli e nemmeno pensiamo a loro per una cena romantica in un locale di livello.
Questo che evidenziamo come difetto è alla fine anche il pregio del locale del pizzaiolo-chef Simone Padoan, un locale unico (o quasi) in cui mangiare delle buone preparazioni adagiate su una ottima focaccia calda.
Sicuramente c’è tanto marketing alle spalle perchè lievito madre (fatto di farina, acqua e yogurt), farine selezionate e dolci di propria produzione non li hanno solo ai Tigli ma tutto è gestito con una attenzione (vedi materie prime) che nelle pizzerie “normali” difficilmente trovi.
Se la vostra Margherita deve essere bassa e fatta con pomodoro piccadilly (il vesuviano), fior di latte, basilico, farina 1 e W sui 200 meglio rivolgersi altrove.
Prezzi un po’ alti? Forse si.
Durante il viaggio di ritorno ci occuperemo della digestione di queste due focacciopizze…
Se questa pizzeria fosse un disco, dato l’incrociarsi di alta ristorazione e pizzeria, sarrebbe “Licensed to ill” dei BEASTIE BOYS (1986), ottimo crossover hip-hop/metal firmato dai ragazzi terribili di New York!

Update Estate 2010:
Come non può venir voglia di ritornare nella miglior pizzeria del Nord Italia.
La carta dei vini è migliorata, ampliata quella dei dessert e ci sono pure delle novità tra le birre.
Il benvenuto arriva con un tramezzino con battuta di vuitello e formaggio.
Si prosegue con una insuperabile:
La bufala campana e il datterino al basilico

Testiamo un “Gioco di mano”:
Battuta di manzo Limousine con burrata e grill di verdure estive al profumo di menta e basilico
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Una sorta di pizza panino in grado di saziare anche gli avventori più voraci ma, come in tutti gli altri casi, non c’è niente che rimanga pesante.

Divertenti e sostanziosi pure i dessert:
-Idea di Rocher… Chiamalo Ambrogio… cremoso alla nocciola, cialda di biscotto e nocciole tritate, spuma al cioccolato
-Degustazione di cioccolato… tortino, sorbetto gelato e cremoso con crostino, olio e sale affumicato
-Tartarre di frutta

Cena bagnata con una Birra CURMI del Birrificio 32 (Birra bianca, frutto di un’antica combinazione di spezie e cereali; freschezza acidula e gradevolezza piccante).
L’unico appunto che si può fare è sull’occhio di riguardo riservato ai clienti abituali in fatto di velocità di servizio e assegnazione tavoli.
Per il resto tutto perfetto, locale curato e personale “a modo”.

Da Vincenzino

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 4:20 pm on Martedì, Agosto 11, 2009

Via Marconi, 26
18012 Bordighera

Tel: 0184.261435

-Qualità: 8 / 10
-Posizione: 1 / 5
-Ambiente: 1 / 5
-Personale: 2 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 16 / 30

Ultima visita: Estate 2009
Cosa ci facciamo a Bordighera? Niente, scrocchiamo la casa di un nostro amico nobile decaduto per una settimana.
Bordighera è un ottimo punto di partenza per visitare sia il ponente ligure che la Costa Azzurra (Nizza, Cannes, Juan Les Pins, Menton, Saint Tropez, Eze, Saint Paul de Vence…).
Ci sarà da divertirsi…
Il primo posto che abbiamo visitato su suggerimento di alcuni internauti è stato questo Vincenzino.
Il locale è al limite del fatiscente, la veranda estiva è spartana ma la pizza è veramente buona (lo si intuisce già dalla carta che ne prevede solo 8 tipi).
La pizzeria è sempre piena e il titolare avverte che se vuoi sederti dovrai aspettare almeno un’ora prima di mangiare.
La pazienza non ci manca e saremo premiati con un’ottima Margherita nè alta nè bassa ma veramente ricca e sostanziosa, tanto che ne basterebbe una per due persone!
Ci sentiamo di consigliarvi questo localino, nonostante sia di uno Juventino, nella speranza di non essere stati accecati dalla fame cresciuta nell’attesa.
L’appeal sta nell’ottima interpretazione della pizzeria di una volta.
Siccome in tanti altri posti abbiamo assaggiato solo poche cose non ci sembrava il caso di creare una recensione vera e propria così sotto troverete un elenco di locali in cui abbiamo pasteggiato durante i pochi giorni di relax a Bordighera.
-Ristorante Chez Louis (Corso Italia, 30): Spaghetti alle vongole e pigato e linguine la pesto con acqua (spesa globale sui 30 euro); cucina discreta, ambiente moderno (con spazio all’aperto) e servizio incapace di gestire le sale. Perenne stato di agitazione del personale anche quando non ce ne sarebbe motivo. Su tutto spicca l’eccentricità del titolare (voto 2 pallini e mezzo su 5)
-Gelateria Job’s (Via Vittorio Emanuele, 121): Caffè Illy sempre buono, brioches e gelati appena discreti (2 pallini sui 5)
-Bar Centrale (Via Vittorio Emanuele, 177): carino il locale e paste superiori alla media (3 pallini sui 5)
-Bar 0184 (Corso Italia, 6): della serie vogliamo fare i moderni da aperitivo, e le colazioni? “chissenefrega”! (1 pallino sui 5)
-Bar Nadia di Massacesi Alvaro (Via Vittorio Emanuele, 163): il bar “classico” frequentato soprattuto dagli indigeni, proposta discreta e variegata (2 pallini sui 5)
-Caffè Masini (Via Vittorio Emanuele, 97): piacevole atmosfera familiare e prodotti di routine (2 pallini sui 5)
Ci sono diversi baretti sul Lungomare Argentina ma abbiamo preferito evitare, se non per un gelato da asporto (non un granchè) o una bibita.
Se volete un po’ di focaccia ligure o sardenaira vi consigliamo:
Pasticceria Panetteria La Moderna (Via Vittorio Emanuele, 101)
oppure in seconda posizione:
St. Ampelio Pane (Via Vittorio Emanuele, 135).
Come dimenticare il nostro WC-stop in un locale che sprizzava quella “simpatia” tipicamente francese come l’elegante e pretenzioso Edmond’s Bar (87 Avenue du 3 septembre, Cap D’Ail - www.hotel-edmonds.com), caffè al banco a 1.60 euro, era meglio tenere la pipì fino a casa.
Ci siamo consolati prendendo un po’ di pane alla LE PETRIN RIBEIROU BOULANGERIE (91 Avenue du 3 septembre, Cap D’Ail), pasticceria e forneria ben fornita con tanto di macchinari in bella vista.
Colonna sonora per questa gita tra Francia e Italia il lieve folk-pop-rock dell’anglo-indiano PETER SARSTEDT, un incrocio tra Donovan e Cat Stevens, che nel suo album del 1969 include la hit “Where Do You Go My Lovely?” (riportata in auge dal film “Il treno per il Darjeeling” di Wes Anderson) nella quale viene citata la cittadina di Juan Les Pins.
Sotto la vista dalla nostra cucina di Bordighera vecchia.
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Boomerang

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 3:50 pm on Venerdì, Luglio 10, 2009

Piazzale S. Bartolomeo 9
43100 Parma

Tel: 0521.206337

-Qualità: 6 / 10
-Posizione: 3 / 5
-Ambiente: 1 / 5
-Personale: 2 / 5
-Appeal: 1 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 13 / 30

Ultima visita: Estate 2009
Pizzeria e tavola calda situata in una piazzetta tra i borghi del centro di Parma.
Il locale è definibile spartano, la soluzione estiva è meglio ma sempre all’insegna della semplicità.
Sulle tovaglie di carta c’è stampato il gioco dell’oca creato per distrarre durante l’attesa.
La pasta della pizza è buona, i toppings meno (abbiamo assaggiato una speciale: mozzarella di bufala, pomodoro fresco, grana e basilico) e a Fancy è rimasta un po’ pesante.
Da riprovare in una delle tante varianti e nella versione “tirata” (ovvero una pizza gigante servita su tagliere di legno).
Adatto ad una clientela giovane o ad adulti poco attenti ai fronzoli.
Nella google-map sotto potete ammirare l’orrendo maxi-gazebo creato in Piazzale San Bartolomeo per ospitare temporaneamente un mercatino ortofrutticolo.
Per evitare di fare mille recensioni per ogni pizza mangiata, aggiungiamo a questa altri due locali di Parma testati di recente.
Il primo è ROSSOPOMODORO (c/o Barilla Center - Largo Fausto Bocchi, 36 - tel: 0521.463599). Sarà una delle poche volte che parleremo di un franchising alimentare ma ci va di sottolineare che la qualità è sorprendentemente più alta di quanto ci aspettassimo. La pizza è quella classica napoletana, bassa ma non croccante e la mozzarella di bufala era di bufala (più buona di quella del Boomerang)! Essendo all’interno di un centro commerciale (con cinema!!!) soffre di tutto ciò che esso comporta ovvero caos in sala, fretta nel servizio ed altre imprecisioni di vario genere.
Il secondo è AL GATTOPARDO (strada D’Azeglio 63/a - Tel:0521.286183), in passato era una delle migliori pizzerie a Parma poi la qualità è un po’ scesa e sarà oltre un anno che non andiamo. Voci di corridoio dicono sia cambitata la gestione. Ci siamo ripromessi di fare una nuova visita a breve per verificare.
Per la scelta musicale proviamo quasta sequenza logica… Se diciamo boomerang si pensa anche al frisbee! Il frisbee è un’invenzione di Richard Knerr! Altra idea miliardaria di Knerr? L’hula hoop! Chi cantava “Hula hoop”? Plastic Bertrand! Disco consigliato? Il debutto del 1977 “An 1″, la canzone “Hula hoop” non c’è ma ci sono le “sue” hit più punkrockeggianti tipo “Pogo pogo” e “Ca Plane Pour Moi” (ovvero la “Jet Boy, Jet Girl” di Elton Motello) !

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Da Teo

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 9:33 am on Giovedì, Maggio 14, 2009

piazzale Corridoni, 15
43100 Parma

Tel: 0521.235400

-Qualità: 7 / 10
-Posizione: 3 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 3 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 20 / 30

Ultima visita: Primavera 2009
Riuscire a mangiare in questa pizzeria, zona Ponte di Mezzo, è un po’ come trovare posto a El Bulli, sempre piena e clientela abituale agevolata.
Questa volta ci siamo fatti furbi e abbiamo prenotato via telefono… et voilà il posto c’era.
La location è una piccola sala rustica ben ristrutturata, c’è pure una micro-stanzetta, con due tavoli, recuperata in qualche modo tra la toilette-mignon e la mini-cucina (dove siamo finiti noi, ovviamente) e non manca la soluzione estiva “on the road”.
Tra i clienti si nota che la fanno da padroni giovani sbruffoncelli che giocano a calcio nelle giovanili del Parma, qualche rugbista e i soliti fighetti “amici” di tutti.
Se riuscirete a non farvi influenzare da queste cose potrete gustarvi una buona pizza alta (molto alta) di scuola La Porchetta (Salsomaggiore) e apprezzare un sorridente servizio in sala.
Locale giovane e di moda quindi in abbinamento uno dei gruppi pop-rock più trendy del momento ovvero i COLDPLAY con “Parachutes” del 2000!

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I Monelli

Archiviato in: Altri locali, Pizzerie, Recensioni — admin at 9:51 am on Giovedì, Marzo 26, 2009

-men at work: versione non definitiva-

Via Emilia Ovest, 20
43015 Pontetaro di Noceto (PR)

Tel. 0521 617080
www.imonellipizzeria.com

-Qualità: 6.5 / 10
-Posizione: 2 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 2 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B\C

TOTALE : 16.5 / 30

Ultima visita: Inverno 2009
Dopo la scottata Bottura che ci ha un po’ tarpato le ali e tolto un briciolo di entusiamo, abbiamo deciso di prenderci una pausa di riflessione e per un po’ tornare a veleggiare in acque più tranquille.
Questa pizzeria è situata sulla via Emilia tra Parma e Noceto, poco dopo il ponte sul Taro (andando verso Fidenza).
Il locale non è sulla strada, ma poco ci manca, la distanza dalla frequentatissima arteria emiliana è completata dall’utile parcheggio.
L’ambiente è abbastanza moderno (quando lo hanno fatto, immaginiamo fine anni novanta, lo era sicuramente di più), la sala è molto meglio di quello che ci si aspetterebbe guardandola da fuori, i tavoli sono abbastanza grandi ed è da apprezzare come venga curata anche l’ “apparecchiata”.
La stanza da pranzo è grande, quindi nelle serate più affollate il chiasso dovrebbe farla da padrone, fortunatamente ci siamo capitati di domenica sera e la situazione era tranquilla.
A disposizione di mamma e papà c’è un angolo giochi in cui liberare i bambini più irrequieti.
Sulla carta trovano spazio, tra le svariate pietanze, tre criptici percorsi degustazione (pesce, carne e bimbo) non descritti nel dettaglio se non per definirli “sfiziosi”.
Vasto assortimento di pizze (ben fatte) sia nella versione alta, qui chiamata Fornarina, che in quella classica napoletana.
Personale cortese, nei limiti del possibile, dati i ritmi del locale.
Tutti questi dettagli, con l’aggiunta di una cantina dignitosa, giustificano parzialmente i prezzi più alti rispetto ad altri pari categoria. Nel complesso un giudizio positivo.
Siccome eravamo in giro per il concerto di Vibeke Saugestad, algida ex-tastierista dei norvegesi Yum Yums e ora solista (voto al gig: 6-, pop/garage/punk ben fatto ma con poche hit memorabili), vi consigliamo di dare un ascolto al powerpop della band nella quale si è fatta le ossa partendo dall’ottimo Sweet As Candy (1998)!

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