Eataly (Torino)

Archiviato in: Altri locali, Dolce o Salato, Recensioni — admin at 10:27 am on Giovedì, Maggio 14, 2009

Via Nizza, 230
10126 Torino

Tel: 011.19506811
www.eatalytorino.it

-Qualità: 9 / 10
-Posizione: 2.5 / 5
-Ambiente: 4 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 5 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 23.5 / 30

Ultima visita: Primavera 2009
Prima visita a questo King Ghidorah della gastronomia, il mostro a tre teste (Unieuro, Slowfood e Carpano) che vuole cambiare il modo di fare la spesa degli italiani.
Apprezziamo la filosofia Slow food ma non piacendoci tutti gli “Ismi” cerchiamo sempre di mantenere le distanze da atteggiamenti troppo radicali per non rischiare di diventare ciechi!
Quando il cibo naturale, come l’ecologia, diventano di moda e finiscono nelle mani di grandi imprese non si sa mai cosa pensare. Ora è tutto eco, bio o frutto del riciclo! Sarà vero?
Kid: Io credo in Rael!
Fancy: Io in Bob the Subgenius!
Ci troviamo all’interno di un mostro architettonico ricavato nella vecchia sede della Carpano (che ora ha qui un proprio museo, vermouth rules!) vicino al Lingotto Fiere, sede del Salone del Gusto.
Prima nota di merito? I carrelli della spesa! Ricavati dal riciclo di vecchie bottiglie d’acqua.
imgp2421.jpg

All’interno si trovano tanti articoli di validi produttori di nicchia che non trovano spazio nella grande distribuzione, accanto a questi non mancano diversi prodotti da Supermercato e qualche strizzata d’occhio a famose case made in Italy.
Seconda nota di merito: ogni sezione (formaggi, pasta, carne, birra,…) ha il suo spazio degustazione che può andare dal semplice assaggio ad un pasto più sostanzioso.
Terza nota di merito per i vari happening che vengono organizzati (Corsi di enogastronomia, A cena con i grandi chef, Appuntamenti con i Presidi Slow Food, Aperitivo con il produttore,…).
Non potevano essere assenti in questo regno del “ben godi” il bar, la gelateria, la zona di invecchiamento salumi e formaggi, la cantina e c’è pure una libreria con servizio internet.
A livello di personale trovi dal produttore che fa ancora il proprio lavoro con passione e ti propone i suoi prodotti con cortesia alla ragazza scosciata e annoiata che ti offre una Birra Moretti deluxe in promozione passando per il giovane adepto di Carlin Petrini che vuole farti riempire un bottiglione con dell’ottimo (a suo dire) vino rosso sfuso!
Il contesto comunica una sensazione strana, sembra un supermercato costruito non per la gente comune ma per una casta di supposti intellettuali (con qualche euro in tasca) fissati con il salutismo.
E’ un male? No. E’ un bene? Neppure… E’ solo una percezione.
In realtà la clientela è varia, trovi fighetti che fanno gli esperti di alimentazione ma anche metallari che preferiscono bere una birra di meno ma migliore della Fidel dell’Esselunga!
Se ci chiedete se ci è piaciuto, la risposta è si e tanto, anche perchè dalle nostre parti una cosa del genere non c’è!
Se non avete modo di andare a Torino potete provare a Milano o Bologna (o Tokyo?!) oppure facendo shopping on line su www.eataly.it
Adiacente al Supermercato è stato aperto un ristorante di un certo livello che ci siamo ripromessi di visitare quanto prima ovvero Guido per Eataly - Casa vicina (Via Nizza, 224- Tel: 011.19506840- www.casavicina.it).
Per il negozio di Slowfood per concordanza abbiniamo la musica di “Slow Hand” Eric Clapton nel suo periodo con gli YARDBIRDS, disco più rappresentativo: Five Live… (1964)!

imgp2422.jpg

Gelateria Fassi

Archiviato in: Altri locali, Dolce o Salato, Recensioni — admin at 9:42 am on Giovedì, Marzo 26, 2009

-men at work: versione non definitiva-

c/o Palazzo Del Freddo
Via Principe Eugenio, 67
00185 Roma

Tel: 06.4464740
www.palazzodelfreddo.it

-Qualità: 7.5 / 10
-Posizione: 2.5 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 20 / 30

Ultima visita: Autunno 2006
Eccoci a rivisitare con la memoria la visita in questo pezzo di storia della gelateria italiana.
L’ambiente è ancora quello del dopo-guerra con i macchinari d’epoca in bella mostra, lo stanzone è talmente grande che nelle giornate buie e con pochi clienti all’interno può mettere paura.
Sembra di essere in una realtà parallela tanto che non sarebbe assurdo vedere entrare dalla porta i protagonisti del libro Cuore, del giornalino di Gian Burrasca o i monelli di Amarcord (è un esempio, siamo consci che epoche e città non coincidano, visto come mettiamo le mani avanti contro i pignolini?).
Gelati artigianali in abbondanza, creme gelato calde e tante altre specialità come Caterinette (semifreddi dedicati alle “caterinette francesi”, donne indipendenti dei primi del ‘900), Frulletti (non-gelati da bere), Sampietrini (imperdibile gelatino ispirato ai cubetti per pavimentazione stradale), Micioni (biscotti-gelato buoni da leccarsi i baffi), Cassata Giuseppina (al gusto di pistacchio che Giovanni Fassi intestò alla moglie Giuseppina), Ninetti (gelati con lo stecco dedicati da Giuseppina al marito Giovanni soprannominato Ninetto) e il mitico Telegelato (nel 1928 Giovanni Fassi usò ghiaccio sintetico per confezionare i gelati che durassero fuori dal congelatore, tele=lontano + gelato).
Non tutto sarà super ma è una tappa obbligatoria per ogni visita romana.
Dopo tutta questa sbornia di freddo non riusciamo che a suggerirvi l’acquisto degli ICE AND THE ICED, punk band del giro Great Complotto di Pordenone, con il loro album antologico “Drunk at the Duke” (che include “Wicked Wolves” , il loro unico 7″ del 1980)!

foto_intern_fassi.jpg

Pasticceria Zilioli (di Gianni e Claudio)

Archiviato in: Altri locali, Dolce o Salato, Recensioni — admin at 11:10 am on Sabato, Gennaio 24, 2009

Via Luigi Cadorna, 1
25121 Brescia
Tel. 030 45432

-Qualità: 7 / 10
-Posizione: 3 / 5
-Ambiente: 5 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 23 / 30

Ultima visita: Inverno 2009
Kid: “Mentre Fancy si è occupata del mio parmense io cercherò di fare un breve excursus sul bresciano”
Forse Brescia è più conosciuta per la sua provincia che per la città stessa, gli stessi cittadini, soprattutto i ragazzi, hanno l’abitudine nei weekend di cercare il divertimento andando verso le località sul Lago di Garda (chaos & disorderly)  o sul Lago d’Iseo (più adatto ai vecchi dentro).
La città si spopola e passeggiare nel centro di Brescia alla notte non è certo il massimo, soprattutto se sei una ragazza… e il comune cosa fa? Ti rimborsa se ti stuprano.
Lo stupro di una ventenne vale 260 €, dopo i sessant’anni stranamente di più (non devono neanche pagarsi lo gigolò) 310 euro, le persone anziane con reddito fino a 15.000 € prendono 360 euro; lo stupro di gruppo o singolo non fa differenza, che ingiustizia!
La Leonessa d’Italia è l’emblema di una tendenza ad abbandonare la piazza, intesa come cuore della vita sociale, in favore di centri commerciali e outlet.
Probabilmente la vigilanza notturna costa troppo, così si lascia il centro in mano alla deliquenza e si creano spazi artificiosi che danno una sensazione di maggiore sicurezza.
Uno degli ultimi nati è il Borgo Wuhrer, appena fuori città, dove esistono quasi solo bar e ristoranti (oltre una zona abitativa), ognuno col proprio stile ben definito, e in breve tempo è diventato il nuovo centro di aggregamento per i giovani locali.
E i genitori cosa dicono? Saranno tranquilli perchè secondo loro in certi posti i loro figli sono protetti non come in centro città ed inoltre la vigilanza non è pagata con le loro tasse ma con il loro shopping… mah!?
Noi rimaniamo dei convinti sostenitori del recupero dei centri storici e del rapporto più diretto col negoziante rispetto a quello con un impersonale grande magazzino.
L’ennesimo inutile pamphlet? Può darsi ma questo è il nostro blog, qui finisce la legge e cominciamo noi!
Abbiamo scelto di partire da Zilioli perchè è la giusta via di mezzo tra il più fighetto Bar San Carlo (Via 20 Settembre, 28/E - Tel: 030 3775131 - locale molto moderno con immense vetrate che danno sulla strada, l’allestimento all’aperto è un po’ vittima della strada molto trafficata, ok per colazione ma più adatto all’aperitivo) e la più qualitativa Pasticceria Veneto (Via D’Acquisto Salvo, 8 - Tel: 030 392586 - Il tempio del celeberrimo Iginio Massari, uno dei massimi esponenti di questa nuova pasticceria molto da occhiata), ah, non confondete questo Zilioli con il quasi omonimo e non distante Bar Pasticceria Zilioli (Viale Venezia, 2 - Tel: 030 47562 - non sappiamo se ci siano legami di parentela, il livello della proposta anche qui è comunque discreto).
In provincia il posto che abbiamo frequentato di più, per motivi personali, è la più che decorosa PASTICCERIA MARCONI (Via Cavalli, 1 - 25032 Chiari - Tel: 030 711112), che la leggenda vuole aver ispiratrice di Mauro Pagani nella creazione del nome Premiata Forneria Marconi.
Rilassanti soluzioni, anche se qualitativamente inferiori, per una colazione nelle belle giornate sono il CAFFE’ LA PIAZZETTA (Piazza Rosa Vincenzo, 12 - 25036 Palazzolo Sull’Oglio - Tel: 030 7400601), i vari bar/gelateria della Piazza di Orzinuovi tra i quali segnaliamo il CAFFE’ DECO (Piazza Vittorio Emanuele,22 - 25034 Orzinuovi) oppure spostandosi nel bergamasco si potrebbe approfittare dei vari bar di Sarnico che si affacciano sul Lago di Iseo come il MINI GOLF BAR GELATERIA, DAMA NERA, ecc. (tutti sul Lungolago Garibaldi).
Tornando al locale di Gianni e Claudio Zilioli non dovete dimenticarvi di ammirare la stanza con vetrata sul giardino, apprezzare la sala con tutti i mobili in legno e assaggiare qualche dolce o salato (a livello di qualità si difendono bene).
I classici sono la Tarte tatin di pere, la millefoglie Cuccagnina e il Chisol (una specialità dolce locale).
Volendo c’è anche la possibilità di pranzare.
Come musica di sottofondo gradiremmo uno dei migliori compositori del XX secolo ovvero l’estone ARVO PART, nato nel 1935 e cresciuto con il culto di Prokofiev, e che nella sua opera, iniziata nel 1978, “Music For String Orchestra” (1990) mostra tutto il suo genio barocco. Caro lettore ti invitiamo a considerare che non esistono solo i classici da teatro (Puccini, Mozart,…) con musicisti e direttori in gara tra loro per chi li esegue meglio.

da terramica.eu

Cova Pasticceria Confetteria

Archiviato in: Altri locali, Dolce o Salato, Recensioni — admin at 11:05 am on Sabato, Gennaio 24, 2009

Via Montenapoleone, 8
20121 MILANO

Tel: 02.76005599
www.pasticceriacova.com

-Qualità: 7.5 / 10
-Posizione: 4.5 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B\C

TOTALE : 23 / 30

Ultima visita: Inverno 2009
Benvenuti nella città del CaiNano, nooooooooo, non faremo i soliti discorsi anti-Testadasfalto, il Nanetto non è probabilmente il mostro dipinto dalla Sinistra (quale?), o non lo è in così gran misura se rapportato all’inesistente valida alternativa o ai vari Topo Gigio e il contraddittorio Baffetto che ci sono dall’altra parte, ma è tra i principali responsabili di aver creato un sistema.
Il denaro e i potenti sono sempre esistiti ma lo Gnomo ha voluto andare oltre, voleva stravincere in tutti i campi e pur di averne la certezza si è trasformato in un cannibale (vuol anche fare il comico, commettendo gaffe vergognose).
Per le sue TV compra il “top”, da Baudo alla Venier, strappandoli alla Rai con contratti principeschi, ma vedendo che non hanno il successo previsto se ne libera come fossero rasoi usa e getta; per il suo Milan non si accontenta di allestire una squadra fortissima vuole il Milan 2 ovvero una serie di riserve, che forse avrebbero giocato titolari in altri team, ma che non verranno quasi mai impiegati; non va dimenticata anche la sua fugace apparizione nel mondo del volley, sull’onda emotiva delle vittorie della nazionale, con la ricchissima e poi scomparsa Mediolanum (idem nel rugby).
Tutto questo ha creato una gara a chi può spendere di più e ha portato ad un innalzamento dei contratti di star TV e calciatori, una gara (per pochi) a chi spende e compra di più, con la conseguente degenerazione di aver reso ricchi anche personaggi di valore mediocre e con la colpa di aver inculcato nella gente la mentalità sbagliata di potercela fare (inteso come far soldi) con colpo di fortuna (vedi il caso Costantino, non possiamo pensare che la gente sia invidiosa di lui in senso assoluto ma che si domandi quali sono le sue abilità nel mondo dello spettacolo che gli permettono di avere uno stipendio ogni mese).
Che ora il magnate mignon non si lamenti se gli sceicchi gli porteranno via Kakà, cane mangia cane, chi è causa del suo mal…
Nel discorso politica non ci addentriamo troppo perchè ci sarebbe tanto da scrivere, l’unica cosa da dire è che nel nostro mondo ideale non ci dovrebbero essere conflitti di interesse (a tutti i livelli: politica, industria, magistratura, chiesa e stampa, senza dimenticare l’emergente casta dei temibili FIGLI DI)  e i giornalisti farebbero il loro mestiere con competenza e in libertà di opinione anche se contrastante con quella dell’editore.
Per la cronaca, prima di essere accusati di essere di destra o sinistra, sappiate che abbiamo entrambi smesso di votare perchè non ci va di schierarci con il meno peggio e che il nostro voto eventualmente sarà dato al termine di una legislatura come un premio a chi ha fatto bene e non a chi promette.
Troppo messianici? Pausa caffè? Da Cova?
Storico locale milanese, attività nata nel 1817 vicino al Teatro alla Scala e successivamente trasferatasi in una delle più famose vie dello shopping mondiale.
Il locale è sempre intasato di habituè, turisti e fashion victims ma vale la pena, almeno una volta, lottare per un tavolino e guardarsi un po’ intorno dato che sono veramente tanti gli oggetti appesi alle pareti.
Molto variegata l’offerta di dolci, buona la caffetteria e interessante anche la cantina.
Logicamente un marchio così longevo è stato esportato in varie località del mondo.
Altrettanto ovviamente per far fronte alle numerose richieste giornaliere la qualità delle paste non è sempre eccelsa ma comunque di buon livello.
Servizio in divisa ma molto sbrigativo.
Panettone, torte di frutta, sacher, biscotteria e pralines sono tra le proposte più famose.
Altre locations da the o aperitivo che abbiamo visitato sono IL BAR all’ultimo piano del grande magazzino La Rinascente (dove si trova anche la cosiddetta Food-hall con locali MySushi, Esperya, ecc.) dal quale si può godere una splendida vista del Duomo, l’unico peccato è che il servizio non sia minimamente degno di tale vista; altro locale culto, leggi caro, Sant Ambroeus (C.so Matteotti, 7 - 20121 Milano - Tel. 02 76000540 - www.santambroeusmilano.it), dal 1936 a Milano poi esportato anche all’estero, locale molto elegante e più moderno di Cova con personale molto professionale e una vasta scelta di leccornie di qualità.
Una breve digressione prima di chiudere, passeggiando per via Montenapoleone abbiamo notato come un marchio del calibro di Gucci stia “rubando” il look alla scena punk-rock con pantaloni tartan (già visti anche dalla Westwood) e borse con disegni di tattoo traditional (già visti soprattutto da Ed Hardy), e poi si lamentano delle copie dei cinesi?!
La PENGUIN CAFE’ ORCHESTRA di “Broadcasting from Home” (1984) può scandire con le sue note di armonium, tra jazz e neo-classica, un the delle cinque presso questa prestigiosa pasticceria.

da pasticceriacova.com

Antica Pasticceria Pagani

Archiviato in: Altri locali, Dolce o Salato, Recensioni — admin at 10:56 am on Sabato, Gennaio 24, 2009

Via XX Marzo, 4
43100 Parma

Tel: 0521.206322

-Qualità: 8 / 10
-Posizione: 4 / 5
-Ambiente: 2 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: B

TOTALE : 21 / 30

Ultima visita: Inverno 2009
Fancy: “Siccome il giudizio di un indigeno può essere sviato da simpatie o antipatie, dello speciale sui bar e pasticcerie del parmense me ne occuperò io”
Parma è una città molto vivibile, un bel punto d’incontro tra comodità metropolitane e ritmi da paese infatti da un lato non mancano le possibilità di shopping o svago e dall’altro le dimensioni ridotte permettono un rapido spostamento anche in bicicletta da un capo all’altro del capoluogo emiliano.
Il difetto? Innanzitutto i Parmigiani (ovvero quelli della città, quelli della provincia sono Parmensi) si piacciono e dati questi presupposti spesso vivono più di apparenza che di sostanza, i casi Parmalat e Guru non si sono verificati in questo territorio tra gli appenini e il Po per caso.
Questo speciale sulle pasticcerie parmigiane lo abbiamo intitolato alla famiglia Pagani che quest’anno festeggia i 150 anni dell’attività di famiglia (*).
Frequento Parma da circa 7 anni ormai e dai Pagani sono di casa quindi dichiaro subito un certo conflitto d’interessi. Ma se leggete quanto segue, capite il motivo del mio elogio!
Purtroppo ce ne sono ancora poche di pasticcerie che lavorano così: tutto a mano e con ingredienti di qualità. Niente abbattitori, nè conservanti e nemmeno preparati.
L’unico difetto che si può trovare è che di salati non ce ne sono molti, tranne per i buonissimi panini al latte (anch’essi fatti da loro, farciti con vari salumi tipici, imperdibile il tramezzino). Se avete gente a casa, prendete le pizzette di sfoglia che fanno solo su ordinazione!
Per quanto riguarda i dolci, buoni i biscotti secchi e al cioccolato, le paste ripiene o inzuppate, specialmente gli africani (un pan di spagna inzuppato leggermente nel liquore e ricoperto di glassa di cioccolato) e i babà al rum (belli carichi!). Buonissimi gli chantilly e, nel periodo in cui li fanno (da metà Gennaio fino a Carnevale, non lasciateveli scappare!) i Krapfen! Non sono molto grandi, per cui se ne possono assaggiare in tutti  i modi senza ingozzarsi: alla crema e alla marmellata di albicocche. Su richiesta se ne possono prendere anche vuoti o al cioccolato. Dato che li riempiono man mano, basta chiedere e sarà fatto! Come non citare poi le meringhe (due gusci di meringa tenuti insieme con della panna montata fatta da loro, mica spruzzata dalle bombolette che si comprano al supermercato!) e le millefoglie (pasta sfoglia intervallata da marmellata di albicocche e finita con glassa), ne mangerei a chili!
Menzione speciale va fatta per le brioches. Sarò di parte, ma lasciatemelo dire: di così buone, ora, non se ne trovano. Stefano Pagani lavora in pasticceria da 50 anni e non conosce modo migliore che farle come una volta: farina, zucchero, una gran quantità di uova e una doppia fase di lievitazione che comincia dalla sera prima. Senza additivi o sostanze che velocizzano la preparazione.
La mattina si trovano, così, brioches vuote, alla marmellata (sia di albicocche che d’arancia), al cioccolato e alla crema. E la crema è crema! Quando mangi una di quelle brioches alla crema, la trovi nella sua giusta consistenza e colore, non trovi una palla grumosa giallo-fosforescente. Così vale per quelle alla marmellata e al cioccolato, che è cioccolato, non Nutella. Quando le apri trovi la pasta, c’è sostanza, non ti si appiattiscono in mano appena le tocchi. La crosta sopra è morbida, non si sfalda tutta quando la dividi a metà. Tutto ciò per la modica cifra di un euro. Eh già. Ora capite perchè sto tanto elogiando queste brioches, come gli altri prodotti.
Sembra quasi un’ingiustizia che i prodotti fatti in un certo modo, con ingredienti sani, senza furberie, e con un lavoro lungo alle spalle, debbano essere venduti a un prezzo uguale a quelli surgelati e riscaldati dei bar e di alcune pasticcerie. Per cui conviene proprio fare un salto. Provare per credere.
Parlando di torte, sempre presente è l’Ungherese, torta composta da pan di spagna e crema al cioccolato, inventata dal bisnonno di Stefano, a volte accompagnata dalla presenza della sublime Saint honorè (panna, pan di spagna leggermente inzuppato di liquore e bignè). Su ordinazione si possono avere torte di Millefoglie e Meringate, ma la mia preferita in assoluto, che non vedrete mai esposta perchè viene fatta solo su ordinazione è la cosiddetta Torta Bimbi con panna, fragole e crema pasticcera. Si tratta di una torta composta da pan di spagna intervallato con crema pasticcera e tra uno strato e l’altro ci sono delle fragole incastonate. Il tutto ricoperto da vera panna.
Molto inusuale, anche se non di mio gusto, il Tortello verde (a base di spinaci ma comunque dolce e non stucchevole).
In questa pasticceria, poi, si trovano anche prodotti selezionati che variano dai vini, grappe, confetture, champagne, praline, biscotti, ecc…
Ah, anche la cioccolata in tazza è una delizia, soprattutto nei mesi freddi, perchè viene fatta al momento con una miscela segreta, non scende dalla macchinetta. Idem per il the freddo, preparato con le bustine, niente Estathè!
Se sarete tra i pochi fortunati ad entrare nelle grazie dei signori Pagani potrete osare e chiedere il Creme caramel, la zuppa inglese in ciotola o il Liquore all’uovo (tra Vov e zabaione).
Nonostante tutto, è un locale molto semplice quasi angusto. Niente inutili orpelli, zero aperitivi o happy hour, solo sostanza. Con il valore aggiunto della storia ultracentenaria di una famiglia.
Tra le altre Pasticcerie le più rinomate qualitativamente nelle vie del centro sono sicuramente Torino (Strada Garibaldi, 61 - Tel: 0521 235689) la più creativa, San Biagio (Strada Garibaldi, 41 - Tel: 0521 286057) la più elegante (meno azzeccato il loro Lounge Cafè al Barilla Center) e Provinciali (Strada Cavour, 23/B - Tel: 0521 233363) il regno della praline (anche se non penso riescano a vendere tutte quelle montagne di cioccolatini che mettono in vetrina ogni giorno?!), mentre risultano più orientati sullo stile luogo di ritrovo raffinato il Caffè Cavour (Strada Cavour, 30 - Tel: 0521 206223), la Pasticceria Cocconi (Strada della Repubblica, 22 - Tel: 0521 230351 - con produzione e altro locale alle porte di Monticelli) e il Bar Cluny (Strada Cavour, 6/a - Tel: 0521 284144).
Per una clientela più giovane c’è lo “Starbucks pramzano” ovvero Lino’s Coffe Shop ( Via Nazario Sauro 4/a e da poco anche in Strada cavour), per chi fa “fogone” da scuola ottimo nascondiglio è il Bar Tiffany con la sua sala sotterranea (Via XX Marzo, 8 - Tel: 0521/234567 - organizzano anche serate musicali) mentre per i cultori della sala da the c’è l’intimo e ricercato Des Arts (Borgo Parmigianino, 5/B - prima si chiamava Miss Pym e l’assortimento di the con relativo servizio erano più validi, nel’ultima visita il the verde che dicono di averci servito non era assolutamente un the verde).
In piazza molto lussuoso ed apprezzato dai turisti (ma non solo) è il Gran Caffè Orientale (Piazza Garibaldi 19/0 - Tel: 0521 285819 - riaperto da una decina d’anni, dopo che per diverso tempo era stato la casa di un negozio di scarpe, servono colazione, pranzo e aperitivo, più interessante la proposta di vini che di pietanze), al suo fianco il Bar Bistrò (Piazza Garibaldi, 19/B- Tel: 0521 285568 - simile all’Orientale ma meno “impostato”) e sull’altro lato atmosfera più famigliare al Bar San Pietro (Piazza Garibaldi, 13/A - Tel: 0521 285718 - bella la saletta al primo piano con vista sulla piazza).
Sembrano un vilipendio al tradizionale Prosciutto Crudo di Parma i locali di nuova apertura come il Cuore e Ombra (Piazza Garibaldi, 19/e - Tel: 0521386628 - sbarca la moda sushi anche a Pèrma ma con un lustro di ritardo su Milano) e Pane, vino e San Daniele (Piazza Garibaldi 19/D - Franchising friuliano gestito dal titolare de Le Malve).
Il giovanilismo ha sede in Via Farini dove si scatena la movida serale degli aperitivi ed ogni locale ha la sua clientela stereotipata dal Bar Le Malve (Strada Farini, 12/B - Tel: 0521 234051 - bel banco con tanti panini servati da una barista che sembra una Pollyanna sotto prozac tanto è l’entusiamo) con la sua clientela radical-chic al Dolce vita ( Via Farini 16/B - Tel: 0521 20749 - giudizio? così così! Uno dei soci è il calciatore Morfeo tra i principali imputati della retrocessione del Parma) un angolo di Sud a Parma, passando per il Gavanasa (Strada Farini 22/A - Tel: 0521 231036 - fighetti only!) ex-covo degli adepti di Matteo Cambi ora trasferitisi al Barino (Piazzale XXV Aprile, 9/A - Tel: 0521 968600 bisogna presentare il 740 all’ingresso!) per poter sfoggiare più agevolmente le loro macchinone in leasing.
Infine non va dimenticato Le delizie di Ori (Via Farini, 19/A - Tel: - 0521 282 800) ambizioso pasticciere che ha improntato la sua attività più su dolci monoporzione, stile dessert da ristorante (a volte più piacevoli al’occhio che entusiasmnti al palato), e pralines da regalo prodotte in quantità (con gran cura nel packaging) che sulla vera pasticceria.
Fuori dal centro cosa abbiamo? Segnaliamo una serie di bar normalissimi che abbiamo frequentato più che altro per la possibilità di sedersi e rilassarsi un attimo nelle giornate di lavoro.
Verso Reggio Emilia di fianco all’Arco di San Lazzaro c’è il Bar dell’Arco (Via Emilia Est, 62/C), mentre dalla parte opposta, nel cosiddetto Oltretorrente, c’è il caotico e longevo Bar Monica (Piazzale S. Croce, 19/C - Tel: 0521 290020 - quotazioni in calo), in zona stazione troviamo il Bar Arlecchino (Via Venezia, 75, - tel: 0521 772937‎) o il Wine Bar Buenavida (Via Venezia, 24- Colazioni e aperitivi ma gestioni che cambiano troppo spesso) ed infine in zona stadio abbiamo la Centrale del Latte (Via Torelli, 15- locale con gelateria e ambizioni glamour che si è rifatto il look da non molto).
(*): Poche sera fa parlando con i signori Pagani, ho scoperto che mentre cercavano i documenti per far inserire la Pasticceria nell’albo dei Locali Storici hanno trovato delle carte che dicevano che la pasticceria è stata aperta nel 1856 e non tre anni dopo.
Sottofondo ideale per una colazione da Pagani, siccome la musica in diffusione non c’è (grazie a Dio), potrebbe essere un classicissimo del parmense ovvero GIUSEPPE VERDI, magari con la Traviata, immaginadoci una Violetta traviata dai dolci pronta ad intonare un “Libiamo ne’ lieti calici”!

da pasticceriapagani.com

Harry’s bar

Archiviato in: Dolce o Salato, Recensioni — admin at 10:23 am on Lunedì, Novembre 24, 2008

San Marco 1323
30124 Venezia

Tel: 041.5285777

-Qualità: 6.5 / 10
-Posizione: 4.5 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 4 / 5
-Appeal: 5 / 5

Rapporto qualità / prezzo: C

TOTALE : 23.5 / 30

Una breve parentesi sui bar più famosi di Venezia nei quali abbiamo avuto modo di sederci anche solo per un aperitivo o un the.
L’Harry’s bar è un luogo ammantato dal mito di un’epoca che non c’è più, la famiglia Cipriani è partita da questo locale dietro Piazza San Marco (affacciato sulla laguna ma senza vista su di essa) per conquistare il mondo col cocktail Bellini e il carpaccio.
Come dicevamo dell’epoca di Truman Capote, Peggy Guggenheim e Orson Wells resta davvero poco se non gli arredi, ormai fuori moda (quasi una delusione per le nostre aspettative), ma una flute di succo di pesca bianca con Prosecco va assaggiata, magari chiudendo gli occhi, isolandosi dal via vai delle frotte di turisti e sognando di parlare di pesca col vecchio Ernest Hemingway (ps. volendo si può anche mangiare)!
Nella piazza principale non vanno dimenticati gli ultra-centenari Bar Caffe’ Florian (Piazza San Marco, Venezia, Tel: 041.5205641), l’ideale per un the, e il Gran Caffe’ Quadri (Piazza San Marco 121, 30124 Venezia, Tel: 041.5222105), attivo anche come ristorante, che con gli ambienti d’epoca in stile lagunare (vetri di Murano, stucchi, ecc.) e le loro orchestrine fanno a gara ad accaparrarsi i turisti.
Inutile dire che il rapporto qualità/prezzo è sempre a sfavore del cliente ma del resto si è in una città unica e per una volta nella vita possiamo trasformarci anche in polli da spennare e goderci una piazza senza eguali al mondo.
Come sottofondo musicale gradirei le musiche di un aficionados dell’Harrys come Elton John con uno dei suoi album più riusciti ovvero “Don’t Shoot Me I’m Only the Piano Player” del 1973!

da ilovevenezia.com

Babington

Archiviato in: Altri locali, Dolce o Salato, Recensioni — admin at 4:12 pm on Mercoledì, Settembre 24, 2008

Piazza Di Spagna, 23
00187 Roma

Tel: 06 6786027

www.babingtons.com

-Qualità: 7 / 10
-Posizione: 4.5 / 5
-Ambiente: 3 / 5
-Personale: 3 / 5
-Appeal: 4 / 5

Rapporto qualità / prezzo: C

TOTALE : 21.5 / 30

Ultima visita: Autunno 2006
Prestigiosa sala da the, fondata nel 1893, ai piedi della scalinata di Piazza di Spagna.
Locale sempre affollato, tavoli molto vicini ma in un contesto dal fascino unico.
Appuntamento imperdibile per ogni vacanza romana sia per il tea-time che per un brunch.
Possibilità anche di uno shopping a tema.
Dato che questa sala da the fu fondata da due signorine inglesi come colonna sonora dell’appuntamento scelgo delle altre signorine inglesi niente male le SLITS di “Cut” (1979)!

p1020240.jpg